- Qui mi aspettavo un altro slogan: "Con la benzina bruciano prima, bidibibodibibù"
- O con Comoglio, o con i Vietcong!
- "e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Questa frase delle balle non era nel programma di Comoglio
- La desertificazione berlusconica
Ieri sera tornavo verso casa una volta scorto il mio ex professore di filosofia, Giuseppe ‘Wilde’ Farinetti (non invecchia mai!) in piazza e aver sentito intonare “Bella ciao” per ricordare i partigiani. (’sti comunisti non cambiano mai). Sono passato per via Maestra e piazza del Duomo: black-out. Sfiga, eh? Il sindaco in carica forse aveva dimenticato di lasciare accesa la luce, prima di uscire. Pensavo al volantino ricevuto nella buca, ancora in mattinata, a votazioni in corso (è legale? No? Vabbè, chissenefrega).
Marello e la sinistra hanno orchestrato una colossale mistificazione per dare ai loro sostenitori l’illusione di una possibile vittoria con una larga maggioranza consigliare e nascondere agli elettori una lampante verità: se Marello diventasse sindaco sarebbe un sindaco senza maggioranza e la città, cosa mai avvenuta, resterebbe senza guida.
(www.carlocastellengo.it)
Bel modo di chiedere il voto. Tra una riga e l’altra Castellengo pareva ammettere: ok, già al primo turno ho preso meno voti delle mie liste e ho capito che vi sto sul cazzo ma siccome non c’è alternativa alla mia minestra votatemi lo stesso. Fatelo per Rossetto, per Cirio, per Silvio, fatelo per chi vi pare ma fatelo.
Colossale, lampante, mistificazione. Parole tagliate con l’accetta. E mi dicevo: su questo avranno ragione. Vuoi mica dire che son tutte fregnacce? Vuoi forse anche solo pensare che il Comune di Alba si sia tolto la casacca da arbitro, messo quella dello United Castellengo e in pieno ballottaggio abbia scritto: occhio che se votate kompagno Pol Marellot il rivoluzionario non avrà la maggioranza in consiglio? Avrebbe pestato una cacca grossa così, dai. Vuoi mica dire che i destroni di Alba, così eleganti e dal codice genetico profumato Déclaration di Cartier, si sono abbassati ai fumetti di matrice calderoliana che hanno ispirato il ballottaggio del braidese Gianni Comoglio (pure lui, pour cause, è stato preso a pedate dai concittadini, pure lì tutti iscritti a Potere Operaio)? Vuoi mica dire che hanno accusato LA SINISTRA di “mentire, come fa sempre”, e di ingannare l’elettorato albese nella miglior tradizione delle repubbliche socialiste? “Chi si comporta così non è degno di fiducia”, leggevo, ed ero quasi d’accordo.
Stamattina, poi, la commissione elettorale si è riunita e ha dato la maggioranza a Maurizio Marello. Non 11 a 9, non 10+1 a 10, non 13-2+0,8 a 10,4. Non le torte con la fetta rossa, quella del diavolo, sempre più smangiucchiata e quella blu che diventava sempre più grossa col passare del giorni. Il doppio: 14 consiglieri contro 7. Una commissione tecnica, che implicitamente ha dimostrato che la destra si era inventata balle sul voto utile. Ma le balle se l’era inventate pure il Comune, che dovrebbe essere quello con la maglia nera, non azzurra o bianca. Castellengo, Rossetto, Cirio, Zanoletti, Spolaore, Cerrato, Miroglio (e pure Comoglio, en passant), ufficio elettorale di Alba, ve la posso dire una cosa?
No, va. Però è quella lì, avete indovinato.








