17 agosto 2008
La voce del padrone
Così, per sport, ho spulciato il sito del Giornale dopo essermi accorto che il quotidiano di Berlusconi censura i concorrenti di Mediaset anche nella pagina dei programmi televisivi. Bene.
La voce del padrone deve dare notizia, proprio oggi, di un forte rialzo di fatturato e utili del gruppo News Corporation, insomma di Sky. Lo fa così, in una breve:

News Corp, il colosso dei media del magnate Rupert Murdoch, ha chiuso con risultati di bilancio record il proprio anno fiscale. I risultati di bilancio di Sky Italia, stando a quanto dichiarato dalla società, «hanno fatto da traino alla performance». È quanto si apprende dopo la pubblicazione degli utili del quarto trimestre fiscale. News Corp. ha comunicato che gli utili del quarto trimestre fiscale sono cresciuti del 27%, a 1,13 miliardi di dollari, o 43 centesimi per azione, contro i profitti per 890 milioni di dollari, o 28 centesimi per azione, del quarto trimestre fiscale del 2007. In rialzo anche il giro d’affari, cresciuto del 17% a 8,59 miliardi di dollari.


Viva l'entusiasmo, eh? Per non parlare di quell'inciso, "stando a quanto dichiarato". Come dire: sempre che Sky non conti delle balle.
Qualche giorno fa, invece, al Giornale toccava dire che Mediaset sta perdendo un fracco di soldi. Nasconderà la notizia? Metterà una brevissimissimissima in carattere da falchetto? Nossignori! Ecco il lancio 'a frittata rivoltata': "Mediaset, ok profitti e ricavi". Con gli utili, k.o., però: peccato, nel titolo non ci stava.

Tra gennaio e giugno il gruppo Mediaset ha registrato ricavi netti consolidati in crescita del 9,4% a 2.272,1 milioni. L’ebit è stato pari a 644,3 milioni rispetto ai 699,9 milioni del primo semestre dell’anno precedente, mentre l’utile netto di competenza del gruppo si attesta a 350 milioni, in crescita rispetto ai 340,8 milioni del primo semestre 2007 per effetto del miglioramento del tax rate a seguito della riduzione delle aliquote fiscali ordinarie in vigore dal 2008 sia in Italia sia in Spagna. La posizione finanziaria netta di gruppo passa da meno 1.208,8 milioni del 31 dicembre 2007 a meno 1.542,0 milioni al 30 giugno scorso. Anche nel corso di luglio - spiega una nota del gruppo - è proseguito il trend di crescita della raccolta pubblicitaria sulle Reti Mediaset che conferma nei primi sette mesi dell’esercizio l’aumento percentuale registrato nel primo semestre. Dal primo luglio, data del lancio della nuova offerta Mediaset Premium al 27 dello stesso mese, il fatturato generato dalle vendite di carte prepagate e ricariche Mediaset Premium ha raggiunto 27,9 milioni (più 67%), mentre i clienti attivi - al 30 giugno - hanno raggiunto quota 2,64 milioni.
Alla luce della raccolta pubblicitaria di luglio e assumendo che nella seconda parte dell’anno i ricavi pubblicitari confermino in Italia e Spagna almeno il trend registrato negli ultimi tre mesi, Mediaset ritiene «perseguibile» l’obiettivo di un risultato netto consolidato 2008 superiore a quello ottenuto nel 2007, anche in considerazione di un tasso di crescita dei costi televisivi di palinsesto estremamente contenuto, in linea con gli obiettivi prefissati.
Per Mediaset, inoltre, non c’è alcun motivo per dubitare che il dividendo del 2008 sia uguale a quello del 2007, come rimarcato dal management del gruppo nel corso della conference call di ieri. In Borsa il titolo ha lasciato sul terreno il 4,31% a 4,57 euro tra scambi pari a 11 milioni di pezzi, poco sopra la media giornaliera degli ultimi 30 giorni. Per il Biscione si parla di «realizzi dopo il rialzo di ieri sulla notizia della causa a YouTube», così un trader.


Un pistolone di trenta righe - non le tre riservate ai diavoli di Sky - per dire che in sei mesi a Mediaset sarà senz'altro "tutto ok", come quel fine dicitore del titolista ha deciso di scrivere, eppure il capo ha perso 350 milioni di euro (vedi il grassetto nell'articolo) in sei mesi. Ammazza che pravdiani, gli yesmen di Mario Giordano.

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posted by Giampiero Busato at 8:10 AM | Permalink | 0 comments
15 agosto 2008
Etciù 5, Yawn 4, Ehm 1
Mario Giordano

Il lussuoso albergo milanese che mi ha ospite m'ha offerto in dono un pacco di quotidiani, tra i quali ho trovato Il Giornale. Non rientrando fra le mie letture dai tempi di Montanelli o giù di lì non sapevo quali picchi di omologazione alla voce del padrone fosse stato capace di accarezzare. I prevedibili salamelecchi di prammatica a tutto ciò che il magnate di Arcore è, possiede e rappresenta, penserete voi. Beh no, meno. Ma forse peggio.

Apro la doppia pagina dedicata ai programmi tv: è bipartita. A sinistra le reti istituzionali, che secondo il quotidiano diretto dall'ex giornalista d'inchiesta Mario Giordano (1) sono Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Rete4, Canale 5, Italia 1 (e fin qui ci siamo), poi La7 (e ci sta), Mtv (già meno) per chiudere con... Mediolanum Channel! Mediolanum Channel? C'è proprio scritto Mediolanum Channel. Una tivù domestica, inventata da Ennio Doris (2), confinata sul canale 803 del bouquet di Sky; una rete che (non lo dice solo il mio fallace buon senso, lo conferma l'Auditel) ha la stessa visibilità e ascolto di emittenti come Tiziana Sat o Puglia Channel: se va bene, qualche centinaio di persone che hanno sbagliato canale.
In questo momento su Mediolanum Channel un'aspirante scrittrice di successo - tale da un quarto di secolo, a occhio e croce - sta conducendo un imperdibile talk show col nome ammiccante di un circolo esclusivo, Noi dell'803 (bneché forse Noi venti dell'803 potesse essere ancor più realistico), il cui ospite è Nanni Svampa, fondatore del complesso dialettale milanese I gufi. Apperò.

Non è finita. Pagina di destra: le reti satellitari (anzi, tutte le altre: Mediolanum Channel è super partes) e qui si giunge all'apoteosi. Perché Sky Sport 1, Sky Sport Extra, Sky Cinema 1 eccetera non possono esistere sul giornale di Berlusconi, di Mediaset, nossignore. Guai a citarle. Allora, non potendo segnalare solo i tarocchi di Vesuvio Sat o la vendita di numeri al lotto di Videolina cosa si fa al Giornale? Semplice, si usa il bianchetto. Via la dicitura Sky. Resta "Sport 1", "Cinema 3" eccetera. Un po' come se Repubblica, per dire, scrivesse "Questa sera un bel film alle 20.30 su Etciù 5" o "Alle 19 il telegiornale di Ehm 1". Non ci volevo credere. Sky Tg 24, poi, era più complicato da troncare: hanno preferito eliderlo, non c'è proprio. George Orwell si sfregherebbe le mani: a proposito, bisognerebbe proporre un tema per il programma re di Mediolanum Channel, Noi dell'803. Parlare di 1984, possibilmente senza invitare per commentarlo il piadinaro di Viale Papiniano. Per l'occasione farei volentieri il ventunesimo spettatore.


(1) Da ragazzo Giordano prometteva bene. Poi ha capito che a fare inchieste non si guadagnava un tubo e a scrivere libri 'contro' ("Silenzio, si ruba" o il profetico "Chi comanda davvero in Italia") c'era gente più brava e carismatica di lui. Spicca la sua direzione di quella rubrica a metà tra Cronaca Vera e La vita in diretta che si ostinava a chiamare, forse per understatement, telegiornale: Studio Aperto.


(2) Conosciuto dai più per disegnare cerchi nel deserto promuovendo la sua banca circolare (sic). Un ex piazzista veneto, socio di Berlusconi, che indottrina la sua truppa di venditori, aspiranti milionari che di milionario hanno reso solo il loro capo, con discorsi come questo, sublimi sintesi del ciarpame subculturale meid in iuesei delle convenscion, dell'amore aziendale, del fatturato a pioggia che bagna solo chi è nel loft.

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posted by Giampiero Busato at 9:22 PM | Permalink | 2 comments
06 agosto 2008
Stronzi a Gardaland
Non ricordavo cosa mi avesse lasciato di stucco nella notizia di quel povero ragazzo stritolato da un trenino a Gardaland. Adesso lo rammento: è la risposta dell'amministratore delegato della società che gestisce il parco, Aldo Vigevani, chiamato a giustificare la scelta di non fermare l'attività dopo l'incidente.

"Mi vergogno quasi a dirlo, davanti a questa tragedia c'è stata gente che ci ha chiesto il rimborso del biglietto d'ingresso perché l'attrazione era chiusa, anche dopo avere saputo il motivo. Questo episodio descrive il clima, non abbiamo potuto chiudere, ci sarebbe arrivata una valanga di richieste di danni".

Solitamente deploro la brutalità delle regole del mercato e la coglioneria di chi le sostiene e rappresenta. Questa volta è l'opposto: una fiumana di imbecilli protesta e minaccia cause perché non può salire sul Blue Tornado. Siamo diventati un popolo di stronzi, via. E qualche idea sul perché siamo caduti così in basso ce l'ho; non so voi.

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posted by Giampiero Busato at 7:45 PM | Permalink | 0 comments
27 luglio 2008
Randy again
Good Morning America ha dedicato una pagina alle trasmissioni registrate con Randy Pausch. La conduttrice Diane Sawyer ha incontrato più volte Randy e la moglie Jai nei mesi scorsi.

The Last Lecture: a love story for your life.

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posted by Giampiero Busato at 8:32 PM | Permalink | 0 comments
25 luglio 2008
Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato (W. Chiari)



Randy Pausch è morto questa notte.


Steve Jobs è malato, anche lui, di cancro al pancreas. Sta molto male.

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posted by Giampiero Busato at 5:21 PM | Permalink | 0 comments
18 luglio 2008
Cloaca maxima



In riferimento al ruolo del Csm, non intendevo denigrare l'istituzione in quanto tale o chi ne ha la guida operativa. L'espressione, che può essere apparsa indubbiamente eccessiva estrapolata da un vivace contraddittorio radiofonico nel corso del quale sono stato pesantemente ingiuriato con offese inaudite, era collegata alle note polemiche con taluni esponenti del Csm che recentemente hanno assunto iniziative che hanno alimentato un acceso dibattito anche in riferimento ai compiti ed ai limiti delle diverse istituzioni


Maurizio Gasparri, che oggi ha definito il Consiglio Superiore della Magistratura una cloaca, dice sul suo sito di essersi formato attraverso studi classici (c'è proprio scritto così: attraverso). Eppure, a parte il contenuto delle enormità che gli escono dalla bocca, si esprime come una circolare dell'Agenzia delle entrate. Compiti per le vacanze:

- Studiare a memoria il significato del sostantivo inaudito.
- Ripassare, per esempio qui, i rudimenti del diritto costituzionale.
- Scorrere la biografia di questo signore, che uno come Gasparri l'avrebbe preso a calci nel didietro vietandogli anche una carica da assessore comunale di Arce.
- Restaurare dieci metri della cloaca maxima e passarci le ferie estive.

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posted by Giampiero Busato at 7:23 PM | Permalink | 1 comments
09 luglio 2008
C'è pompino e pompino
Questo signore si chiama Filippo Ceccarelli ed è un giornalista di Repubblica. Oggi ha scritto questo articolo sulla manifestazione organizzata dall'Italia dei valori nella quale, per esempio, Sabina Guzzanti ha rimarcato, con eloquio fluente ma, magari, un po' troppo da bar, ciò che tutti i cittadini dotati di cervello, non importa di quale parte politica, pensano: che le pari opportunità - il ministero di Mara Carfagna - non dovrebbero valere solo per le amanti di Berlusconi. Per esempio ci potrebbe andare, ha sostenuto, la signorina finita in overdose con l'onorevole Mimmo Mele oppure "quella che ha fatto venire un coccolone a Bossi", per aver dimostrato di padroneggiare la materia.
Marco Travaglio, che - purtroppo - è l'unico a fare il lavoro che un giornalista sarebbe tenuto a svolgere, cioè pubblicare notizie, è per Ceccarelli un "cabarettista avvelenato". Si vede che fatica ad afferrare che se Travaglio è stato ingiustamente santificato dalla folla becera, se ha fatto della produzione di fedine penali sotto forma di tomi un'azienda di best seller il merito è tutto, proprio tutto dei Ceccarelli d'Italia e dei suoi sodali, che scrivono in punta di penna, che parlano col freno a mano tirato per paura di cacciarsi nei guai. Quelli che a cena ti raccontano dei travoni che invita in casa l'assessore e poi fingono di gridare la loro vergogna se qualcuno fa notare che Clinton, diversamente dal signor B., amasse al pari del nostro i dialoghi tra una donna e il suo miglior amico ma si guardò bene dal fare ministro Monica Lewinsky.
Ceccarelli è scandalizzato, povero: "Nulla del genere si era mai visto e ascoltato, a memoria di osservatore. Ci si sorprende a pensare che continuano a spostarsi e a strapparsi i confini della vita pubblica. Dall'indignazione all'incazzatura con divagazioni sessuali e religiose è un passaggio che trascende il linguaggio per un movimento senza nome, senza destino e senza confini".
Poi cerchi informazioni sull'arguto e timorato osservatore di Repubblica e, sul sito di Radio 3, leggi: "Ceccarelli ha scritto Il letto e il potere. Storia sessuale della Prima Repubblica". Ma insomma, Ceccarelli: i pompini fatti a Craxi sì e quelli al suo delfino Berlusconi no?

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posted by Giampiero Busato at 2:57 PM | Permalink | 5 comments
08 luglio 2008
Liberation


Otto anni fa prendevo un treno per Torino pensando a una persona, di cui ero innamorato, una persona che è stata importante nella mia vita, che mi faceva soffrire. In cuffia avevo Liberation, unico acuto di un gruppo-cometa, gli Hardcore Superstar.

But she will never ever be the one that I need
And she will never ever be the one that I love
But she will always be the one
The only one that I want
I don't know what is in my head
But if it's good then I don't mind
The liberation of my life is what I want and what I need


Strofe che mi sono tornate nelle orecchie dal nulla, le sto ascoltando proprio adesso. Rivedo il finestrino, la mia camicia marrone, il telefono che sta per scaricarsi e non riceve messaggi, Mauro che mi aspetta alla stazione. In mezzo otto anni di vita, poi una piccola morte. L'ultimo anno, sì, quello mi ha messo alla prova, mi ha sfidato fino al midollo. Non credevo ce l'avrei fatta.
Oggi so che sono ancora vivo, che non tutto era perduto, che se sono qui è perché ho ancora qualcosa da dare (e da ricevere, ci mancherebbe). Ho iniziato la riabilitazione dei miei pensieri, con paura e sorpresa mi sono scoperto capace di ascoltare i primi sussulti della mia anima. Che era in coma ma non, evidentemente, svaporata. Il passato sta iniziando a essere un vero passato, non una riproposizione quotidiana di ciò che non è più e che nessuno può piegare al proprio volere. Ho smesso di lamentarmi del male subìto, piangermi addosso non mi consola più, ho alzato lo sguardo e cazzo, incredibile a dirsi, ho ritrovato Federico. Non è il mio alter ego, no, sono proprio io.
E nel momento in cui mi sono reso conto di poter riassaporare quella sensazione impagabile di sentirsi persona che è, che non lascia indifferenti mi sono piaciuto di nuovo come non mi succedeva da troppo tempo. Adesso, prodigio, ho scoperto che il mio cuore ha ripreso a battere. E non per un libro, una mostra, un progetto, un viaggio ma per una ragazza in carne e ossa. Un regalo, qualunque cosa sia, che mi meritavo e mi fa sentire vivo. Oggi questo mi basta per gridare al mondo che sono tornato. Liberation, anno 2008, ha tutto un altro significato.

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posted by Giampiero Busato at 1:43 AM | Permalink | 1 comments