La cameriera di Vergne
Posted on | marzo 18, 2005 | No Comments
Come essere un mito e non saperlo. Autunno 2001: Piter parte militare, si organizza la serata dei saluti, intercede Babù e ci si ritrova a Vergne, frazione nei pressi di La Morra. Il pub è marchiato: CLIENTI. Ovvero pagano un premio assicurativo al nostro volto presentabile, ovvero: CLIENTI. Basti saperlo. Poi succede il prevedibile e soprattutto l’imprevedibile.Come previsto, si mangia, si canta, e qualcosina rimane sul campo: stavolta cade una piccola fioriera a corredo della tavola. Fiori orrendi e soprattutto finti, un insulto all’estetica ma soprattutto all’etica: se lo meritava.
Come non previsto, siamo serviti da una cameriera al cui cospetto ancora oggi ci si inchina. Metodi rudi, linguaggio da portuale, grazia alla Bud Spencer, la cameriera del pub di Vergne è un’eletta e non lo sa. Accompagna i piatti che soavemente ci serve col suono di dolci parole: “Ve li scagazzo qua!”, lanciandoli a centro tavola come nemmeno Alessandro Andrei col suo peso. Proferisce intercalari meritevoli della più pesante delle ammonizioni a qualunque corso di catechismo. Ci parla come nemmeno Er Monnezza nel migliore dei suoi film. La strada verso il mito l’ha intrapresa e l’obiettivo lo raggiunge al cinquantesimo minuto di quella serata. Complice Pietrino, che ha sciagurato impulso a ridere negli istanti di una delle puntate verso il nostro tavolo della Wanna Marchi dell’antipasto caldo. L’eletta si trova in quel momento in piedi, a metà tra Pietrino seduto ridente e un altro commensale. Accortasi della risata, ella volge il suo volto da mastino infervorato e con erre moscia a consacrazione di una grazia geneticamente non modificata, giunge a dire, a uno di noi, ovvero, per inverso, stavolta, clienti: “RRRIDI, RRRIDI…MA CHE CAZZO RRRIDI?”.
Che è metafora di vita. Rrridi, Pietrino, rrridi, rrridete tutti, rrridete…ma che cazzo rridete? Ovvero come essere un mito e non saperlo. Grazie, cameriera di Vergne, ovunque tu sia, qualunque mestiere tu faccia oggi, come che ti sia andata la vita da allora a qui.
Gigi (nome convenzionale)
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