20 febbraio 2005
Ristorante ignorante

Questa è una pagina per fatto personale, una rarità per il Branco. Però bisogna dirle, certe cose. Dalle nostre parti, le Langhe, esiste un paese che si chiama Pollenzo. A Pollenzo c'è un borgo medievale stupendo e, da poco, è stata istituita l'Università del gusto, che ospita studenti da tutto il mondo e, tra le altre cose, la Banca del vino, un locale immenso in cui sono stipate migliaia di bottiglie pregiate.
A Pollenzo ci sono ristoranti, ovviamente. Ce n'è uno, carissimo, in cui si mangia male. Ci siamo andati, abbiamo speso un sacco di soldi e abbiamo avuto meno soddisfazione di quanta ne avremmo ottenuta in un autogrill con un Camogli e una birretta alla spina.Ora: non ci va di dire nome e cognome del titolare e del locale. Se volete saperlo, però, ci potete scrivere e ve lo diremo, così, come dritta, per evitarvi una serata rovinata da tante attese (il posto è splendido, trae in inganno) e una cucina simile a quella del Bar Sport sotto il cavalcavia della tangenziale (con la differenza che, qui, con meno di trenta euro vini esclusi non te la cavi mai). La tagliata che vi portano si chiama così perché... è tagliata a fette. Il risotto perde dieci a zero contro quello bianco, con olio crudo, di mia mamma nei giorni di travaglio intestinale. I maltagliati sono una poltiglia dolciastra. In compenso non c'è un piatto che scenda sotto gli otto euro, ma più spesso avvicina i quindici. L'acqua non è nemmeno in bottiglia, è quella che si può fare in casa nelle "bocce" blu, e te la fanno pagare come fosse vino.Nonostante il locale fosse mezzo vuoto ci sono voluti quaranta minuti per avere gli antipasti (per lo più carne cruda!) e altrettanto per i primi (riso e pasta da sei minuti di cottura).
Anche i dettagli (che si perdono nel tutto, ma ci sono anche quelli) lasciano perplessi: nemmeno mezzo euro di sconto nonostante fossimo in quattordici e nel conto ci fosse tutto, ogni singolo caffé, ogni singola bottiglietta d'acqua: anche la trattoria di Gigi il Troione regala la grappa a fine pasto... A parte la fregatura al portafoglio e alla gola c'è una beffa ulteriore: se al pub Italia '90 dell'hinterland torinese ci si può aspettare lo schifo in tavola, in un posto del genere no. Con quei prezzi, no. Con quel locale, no. Non ci si dovrebbe permettere di offrire pasti da self service di quarta categoria quando l'apparato e il prezzo sono di lusso. L'unica arma che abbiamo per difenderci è parlarne (male) e sconsigliarlo vivamente. Aprire un posto così a Pollenzo è irrispettoso: un ristorante ignorante.

(Giampiero Busato)
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posted by Giampiero Busato at 10:55 PM | Permalink | 0 comments