23 marzo 2005
Piacenza nel Pallone

Uno dei tanti venerdì sera anonimi nell'Alba provinciale. Assieme a Piter, Renis e Spartaco ci troviamo in uno squallido pub davanti alla consueta reiterata media bionda doppio malto. Che fare nel fine settimana? Come evadere? Qualcuno, non ricordo chi, la butta lì: "Perché domenica non facciamo una macchinata per Piacenza e andiamo a vedere Piacenza-Juve?". Basta uno sguardo. Andata. "Spartaco, tu sei un milanista del cazzo ma vieni lo stesso, non si discute". Non si discute, appunto. Al Peggiore manco lo chiediamo, basta telefonare per comunicargli l'orario di partenza.
E così, la domenica mattina verso le otto si parte: Renis, Mek, Peggiore, Piter e il milanista Spartaco alla volta di Piacenza, ovviamente senza biglietto.
Guida Renis. Il Nostro, oltre a essere quello che maggiormente ama farsi sedurre dall'inebriante potere dell'alcol, ha una certa idiosincrasia per la guida (in sostanza è negato). Il baule della mitica Alfa 145 è ricolmo della bevanda sozza ufficiale del Branco (Beck's). Abbiamo anche del vino (un albese che si rispetti non si muove mai senza). Dopo circa 30 primi di viaggio ci fermiamo alla Barriera Insormontabile (Autogrill di Felizzano, il primo che si incontra imboccando la To-Pc da Asti in direzione Pc). Colazione a base di Rustico e birra, tanto per fare il fondo, e si riparte.
Giunti alla barriera di Piacenza decidiamo democraticamente ("Renis levati dalle balle e fai guidare Piter, tu non sei presentabile in caso di controllo") di fare un cambio di guida. Fuori Renis - che inizia a manifestare i primi segni di ubriachezza molesta - dentro Piter. Quest'ultimo ricopriva (e tuttora ricopre) un ruolo importante nell'ambito di un noto corpo militare e, visto che non abbiamo i biglietti, ci pare più adeguato a colloquiare con le forze dell'ordine nel caso in cui ci fermassero all'uscita dell'autostrada.
Tutto fila liscio. Compriamo i biglietti da alcuni bagarini pagandoli il giusto e via verso lo stadio.
E' molto presto, circa le 11. I fumi dell'alcol iniziano a farsi sentire, le sensazioni sono incredibilmente piacevoli e leggere. Ci aggiriamo nel piazzale antistante lo stadio intrattenendo conversazioni con tutti quelli che incontriamo. Piacenza non è ostica, c'è un vecchio gemellaggio con la Signora ma qui, per ora, sono tutti juventini.
Conosciamo un gruppetto di Fighters Novara munito di pallone. E' un attimo. Si improvvisa un match di calcetto: Alba - Novara. Spartaco in porta (è reduce da un'operazione al menisco), io e Piter in difesa, Renis e il Pompa (Peggiore) in attacco. Vinciamo noi 1 a 0. Gol del Pompa su rigore (puntonata d'anfibio stile Mark Lenders - ricordate Holly e Benji?). I novaresi si fanno parare un rigore da Spartaco e, prima che finisca in rissa, decidiamo di smettere (non prima di avergli inavvertitamente fottuto una splendida sciarpa della Juve. Vero Pompa?).
Tra una bevuta e l'altra si fa l'ora di entrare. Il Pompa non vuole mollare il pintone in vetro contenente ancora un po' del prezioso nettare delle Langhe prodotto da un suo trisavolo (il mitico bordeaux in bustina di Roddi!). Un po' meno buono del piscio. Ovviamente viene rimbalzato di brutto dalla Pula. Con calma, senza perdere il suo naturale aplomb, Pompa finisce il vino prima d'entrare e nasconde il bottiglione dietro una siepe.
Alle 13,30 siamo dentro. Prendiamo posto nel settore sovrastante lo striscione "Nucleo", nella curva riservata ai tifosi ospiti. Che sensazioni!! Il caldo sole di aprile ci riscalda la faccia, l'alcol ingurgitato fa il resto. Qualcuno si mette a torso nudo. Pompa e Renis, già da un pezzo a limitatore, si abbioccano sulle scalinate. Noi continuiamo a cantare e iniziamo a prendere per il culo uno sfigatissimo pseudo capo ultrà juventino che ha un'ora di bici tra un dente e l'altro. Ma, non ancora totalmente disinibiti, lo facciamo con discrezione.
Ma ecco che poco prima dell'inizio partita i nostri due eroi si ridestano dal torpore e, loro per nulla disinibiti, iniziano a lanciare cori contro lo sdentato. Questi o non se ne accorge, o fa finta di niente o, più probabilmente, è troppo stupido per capire. Morale: intorno a noi è l'ilarità assoluta, tutti ci vengono dietro e si continua così per quasi tutto il primo tempo (la partita peraltro non è granché).
Il secondo tempo scivola via senza squilli. Almeno fino ai minuti finali. Segna Nedved con un gran tiro e il popolo bianconero festeggia, salvo letteralmente esplodere quando giunge la notizia che l'Inter si è fatta raggiungere dal Chievo, così iniziando la lenta, inesorabile marcia di avvicinamento al 5 maggio. Il resto è storia.
A fine partita riusciamo a far saltare il gemellaggio con i piacentini. Poco male. Defluiamo raggianti dallo stadio e ci dirigiamo alla vettura, trascinati dalla fiumana. Chi guida? A parere di chi scrive e dei suoi compagni d'avventura Renis non è assolutamente in grado di riportarci a casa. Basta guardarlo: faccia rubiconda, andatura barcollante, alito vinoso, linguaggio sconnesso ecc. Ma non abbiamo fatto i conti con l'orgoglio (o meglio l'ostinazione) del nostro autista: "Guido io, non rompetemi il cazzo. Ce la faccio!!". Ebbene ce la fece. Non so se furono le preghiere di quelli tra noi che sono credenti, oppure il destino, ma arrivammo sani e salvi a destinazione senza scendere quasi mai sotto i 170 km/h. Unico piccolo inconveniente un povero piccione che venne a cercare (e trovare) sepoltura sul parabrezza anteriore dell'Alfa. Renis non si scompose. Un colpo di tergicristallo (ovviamente senza azionare l'acqua) et voilà un bel riassunto di piccione spalmato su tutta la superficie del vetro.
Al ritorno nelle nostre abitazioni eravamo esausti, sporchi, bruciati dal sole ma avevamo tutti la consapevolezza di aver vissuto un'esperienza indimenticabile. Avevamo respirato vita. Avevamo la spensieratezza e l'incoscienza dei nostri 25 anni. Avevamo tutto.
Chi legge è bene sappia che la passione che alcuni membri del Branco nutrono per il calcio è stata, nel tempo, fonte di comportamenti spesso apparentemente irrazionali e contraddittori, ma, in realtà, assolutamente consapevoli. Molti (Piter, Mek, Renis, Peggiore, Poch, Zidane e Mariov) sono da sempre tifosi juventini con tanto di lunga militanza allo stadio. Altri (Spartaco, Bors, Mogio e Gonfio) non sono gobbi, mentre Busato preferisce il tennis, pur non disdegnando affatto il fantacalcio. Tuttavia, la profonda amicizia che ci lega, nonché il comune intendimento del termine "divertimento" ci hanno spinto ad affrontare esperienze plurime. Qualcuno ha frequentato la curva Pisani dell'Atalanta, altri sono stati in curva Sud a S. Siro, altri ancora in curva Nord. Insomma, non ci si fossilizza d'innanzi alla fede calcistica pur di stare in compagnia e fare casino.
(Walter Schizzo - Mek)
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