Berlino, sinfonia di una grande città. Berlino. Una città senza centro, tante città in una. I l futuro e il passato, la storia e il presente. La meraviglia architettonica di Potsdamer Platz e le macerie di guerra in pieno centro, là dove una volta correva il muro.I casermoni in cemento armato della zona sovietica e le chiese barocche a due passi, la porta di Brandeburgo e i resti della cancelleria del Reich, la stazione Banhof Zoo (Christiane F. dove sarai finita?) e i parchi di Charlottenburg a pochi metri dal traffico urbano. Berlino che ti parla della sua storia, che è poi anche la tua, attraverso una linea di mattoni che corre dove una volta c’era il muro. Berlino, magico incontro di contrasti, crocevia di passato e futuro in perenne lotta.Città divisa, città post-nazista, post-comunista, post-industriale, post-tutto. Città di musei già proiettati nel futuro e di periferie sconsolate e pure affascinanti, di musica sperimentale fine anni Settanta e di riconversione industriale anni Novanta. Berlino, tu sei cemento armato e alluminio, ferro arrugginito e vetro trasparente, blocchi monolitici e guglie svettanti nel tuo cielo grigio. Non hai la maestosità imperiale di Parigi e nemmeno il brulicare multicolore di Londra.
Ti hanno distrutta, ti hanno divisa, ti hanno violentata. Ma tu sei ancora in piedi, nonostante tutto. Come un vecchio pugile che mostra orgoglioso le sue mille cicatrici.Che sa perdonare ma non riesce, e non vuole, dimenticare.
(Miki TheQuick)
(pubblicato anche da Italians di Beppe Severgnini il 3 settembre 2005 con il titolo “Berlino, sinfonia di una grande città”).