Ricordo…
Posted on | agosto 5, 2006 | No Comments
Mi ricordo quella macchinina che correva nel corridoio dell’ospedale e i medici che sorridevano, ricordo il profumo dell’infermiera mulatta che mi faceva le iniezioni, ricordo Gigi, povero non ci sei più, quella macchiolina nel cervello ti ha portato via, ma non dal mio cuore, ricordo salsiccia e purè di Bruno, mio compagno gigantesco e buono che li divorava in classe nell’intervallo mentre io a fatica morsicavo una Kinder brioche, ricordo Primo e il campanello che suonava e io che mi nascondevo perché avevo paura, ricordo Sandro sotto una macchina in via Maestra quando scappavamo dall’asilo, ricordo com’era sodo e strano il seno di Paola, sai da ragazzino sembra incredibile, sembra un dono venuto dal cielo, ricordo quel mattino che nella mia saletta buia di ospedale compariva Sandro e poi mio padre, e poi tutti, e il mio dolcissimo nonno, ricordo che non stavo in piedi ma poi il Po mi ha sussurrato: corri e io ho sorriso e tutto d’un tratto sorpreso… stavo correndo…
Ricordo il sapore e il profumo delle labbra di Laura, il primo bacio, ricordo quel gabbiano che sulla punta della Danimarca ha voluto salutarmi sfiorandomi con un’ala, ricordo il caldo e l’arte di Barcellona, il romanticismo di Parigi, la vitalità e la sirenetta di Copenhagen, il fascino di Londra, il mistero e l’aria che trasuda storia ed emozioni di Berlino, ricordo Valeria e Zaragoza e le Ramblas, ricordo i coltellini di Toledo, ricordo il mare che mi rincorreva a Mont Saint Michel, ricordo l’uomo che cantava sul minareto più alto e incredibilmente affascinante di Istanbul, ricordo l’immensità del Cremlino e la paura di quei mitra puntati sulla gente, ricordo Orietta, e il mare e i delfini, e le isole e le risate col mio carissimo nonno su quella nave nell ‘89, e l’uomo col piede di cavallo, ricordo una Gip che scendeva per le scale su una spiaggia, Mykonos e Kos, ricordo la festa più incredibile cui ho partecipato per il semplice “Do you come? ” della bellissima Shanna, ricordo quel barbone che in via Po mi disse di aver sgozzato suo fratello e di chiamarsi Bat Man, ricordo l’amore più puro che si possa mai vivere che per paura non ho vissuto, ricordo i fiumi di poesie che ho scritto, ricordo una fiaccolata con tricolore in montagna, apparentemente banale ma resa unica da un gruppo di amici fantastici, ricordo il Dott. Martinelli quando con un sorriso e una pacca mi ha rimesso al mondo, ricordo dei cigni arrabbiati in quello stagno freddo pallido ma incredibilmente vivo, ricordo un battello che attraversa il tramonto di Svezia colorandoci di una sfumatura di rosso arancione e blu, ricordo un gruppo di amici che mi regalano un sorriso all’Istituto Europeo di Oncologia, ricordo una bandiera sventolata e poi persa senza che nessuno abbia mai capito il perché, ricordo una corsa sul prato verde alla caccia di una bandierina conquistata, ricordo Balluri, Starderi, una vecchia con un forcone in mano che inveiva, ricordo quel calcio di rigore con la cartuccia di un Estathè, mai tirato per l’arrivo del Preside Viberti con le mani conserte e Gianluca che voleva tirarlo a tutti i costi e non si arrendeva al fatto che si stava andando in presidenza, il suono della pallina da ping pong che rimbalza per ore e ore, le ruote della Y10 nel Tanaro, ricordo due negroni e un tram che per poco non si porta via uno degli amici più cari che ho, ricordo un’infinità di risate, sì risate!! perché la vita alla fine è davvero bella e va vissuta, oggi io lo so… Ricordo… sì ricordo tutto… Molti istanti di vita intensa e vera li ricordi con me tu che stai leggendo… Ricordi qui non scritti ma che fan parte di me di te di noi, ricordo una valanga di emozioni, credo di avere un universo dentro di me, e a tratti lo esprimo improvvisamente, spesso con estranei o con persone che per miracolo mi fanno parlare senza che nemmeno me ne accorga, ma con le persone a me più care me ne sto zitto e torno a pensare a un libro che appartiene solo a me, schiavo del pagliaccio che ho fatto mio, ma che spesso non riconosco più, tengo nascosti i miei pensieri e ora me ne dispiace perché avrei molto da raccontare.
(Toni Renis)
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