ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Game, set, match

Posted on | settembre 7, 2006 | 1 Comment

Sono andato a vedere “Match Point”, il film di Woody Allen. Partito con l’idea di gustarmi l’ultima fatica del geniaccio di Manhattan, di cui avevo sentito parlare un gran bene, mi sono invece scoperto involontario protagonista di un’estenuante partita a tennis virtuale tra me e quella meraviglia parlante che risponde al nome di Scarlett Johansson. A giudicare dall’evidente stato confusionale dell’universo maschile al termine del film, questo durissimo match sul filo della seduzione devono però averlo giocato in molti, in quella sala… Non posso essere obiettivo quando parlo di questa incredibile attrice 21enne (!) perché di lei mi ero già “innamorato” tre anni fa, dopo aver visto il gioiello della stagione cinematografica 2003, quel “Lost In Translation” che considero tuttora un capolavoro.

Ricordo che in sala era impossibile per noi maschietti distogliere lo sguardo da Miss Johansson, che interpretava magnificamente una giovane moglie troppo dolce, sola ed infelice per non inchiodarti là, seduto su quella scomoda poltrona in ultima fila, a fissare il suo seno tondo e velenoso e il suo sguardo triste perso nelle mille luci di Tokyo. Ero uscito dal cinema con una strana sensazione addosso, come se per la prima volta in anni qualcuno mi avesse parlato direttamente dallo schermo, facendomi rivivere l’indecifrabile sensazione che si prova quando si è forestieri in un paese straniero, gli inaspettati e sorprendenti incontri che la vita ci riserva, i momenti di gioia e di solitudine passati in posti lontani da casa.

Scarlett Johansson, nuova accecante stella nel firmamento hollywoodiano, è la classica “ragazza della porta accanto” che non ha mai abitato vicino a voi, la giovane donna incontrata sul treno e scappata via poche fermate dopo avervi stregato, la collega d’ufficio più bella nella vostra azienda, quella un po’ bambina un po’ puttana, che amate da sempre ma con cui non avete mai parlato.La sua è una bellezza insolita ed imperfetta, eppure dirompente, lancinante. La ragazza non è alta, non ha la pelle liscia e levigata come marmo di Carrara, e a ben vedere non è nemmeno magrissima e superbamente slanciata come una top-model. Ma sa essere sexy in maniera unica, annichilente, devastante.

All’inizio di Match Point, quando la vedete giocare a ping pong con aria annoiata, dopo pochi secondi già non sapete più se state guardando la pallina o le sue mani, la sua bocca carnosa o il suo corpo morbido, fasciato in un vestito bianco panna spudoratamente stretto. Lo capite all’istante che la ragazza è troppo sexy per non cacciarsi nei guai. Ma tanto nei guai già ci siete voi, poveri spettatori di siffatta sensualità, colpiti in faccia dal primo “ace” di questa bomba sexy, che nella sua scena d’esordio si accende una sigaretta come nemmeno la donna dei vostri sogni saprebbe fare. Ed ecco che già voi dareste un braccio, forse, per poter essere proprio quella sigaretta, aspirata con voluttà maliziosa, con malcelato calcolo sessuale di fronte all’attonito e colpevole tennista-carrierista protagonista della storia. Ancora non lo sapete, ma la vostra virtuale partita a tennis per non soccombere a questa pupa da urlo è appena iniziata.Avete già capito una cosa però: se volete mantenervi nel match, non dovete guardarla negli occhi. Mai. Per nessuna ragione al mondo.

Coraggio allora, mordetevi il labbro superiore e continuate nella visione del film!Purtroppo per voi, non fate neanche e in tempo a riprendervi dal missile terra-aria che vi ha appena colpiti, che Miss Johansson vi assesta una volée mancina in piena fronte pochi minuti dopo. Meravigliosamente imbronciata come solo lei sa essere, la vedete camminare sotto il diluvio, e mentre la sua camicetta rosa diventa sempre meno rosa e sempre più trasparente, voi già allungate il collo dalla poltrona per vedere meglio, con il vostro sorriso rotondo che inizia a brillare nel buio della sala. Nel frattempo, qualcuno sullo schermo ha già ampiamente approfittato della particolare situazione metereologica e, complice l’umore nero e qualche bicchiere di troppo della nostra amatissima, regala a se stesso un momento di pura libidine e a voi in sala vampate di incontrollabile invidia. Maledetto, fortunatissimo tennista … ma non ci hanno sempre detto a noi maschietti arrapati, che le donne, quando sono incazzate nere, è meglio evitarle?! …Misteri e incantesimi del cinema! Coraggio però, nulla ancora è perduto, e voi spettatori in ultima fila potete ancora vincere la vostra partita contro quella meraviglia vivente dagli occhi grandi e acquosi. E Il bello è che per un po’ ci riuscite anche. O almeno così credete…

Accade quando il buon Woody Allen vi prende per mano e vi porta a spasso per la Londra dei quartieri chic, mostrandovi case da sogno con vista sul Tamigi, negozi dai prezzi inavvicinabili, auto lussuose in ogni dove, riunioni di lavoro in incredibili grattacieli post-moderni. Tutto molto bello, per carità, ma voi non ne potete proprio più di quell’odiosa mogliettina ossessionata dalla maternità, e forse vorreste anche una morte atroce e dolorosa per l’anziano cognato ricco sfondato (e pure un po’ rincoglionito), che stappa bottiglie di champagne ogni due minuti manco fosse Flavio Briatore ubriaco al GP di Monza.

Per un momento però, riuscite a sorbirvi tutta l’orgogliosa supponenza dell’upper-class londinese, sembrate calmarvi, e vi preparate a tornare ad assumere il controllo del match.Poveri illusi… State già sogghignando, compiaciuti del vostro autocontrollo, quando, tutt’a un tratto uno sconvolgente passante di rovescio, fatto di pura seduzione, vi punisce di nuovo e vi mette sotto ancora una volta. Cosa è successo? E’ successo che il buon Woody Allen ve l’ha appena inquadrata tutta nuda sdraiata sul letto, coi capelli biondi sciolti e il collo sinuoso rivolto all’indietro, mentre quell’odioso ex-tennista di successo le versa sulla schiena bianca e liscia dell’olio balsamico. E voi siete laggiù in sala, col cuore in extra-sistole e gli occhi fissi allo schermo, e vi sembra pure di sentirlo, il profumo di quel dannatissimo olio! A questo punto avete perso definitivamente il controllo nervoso della partita, e ve la prendete con voi stessi, perché eravate venuti al cinema per vedere un film noir e cattivo, dalla morale nichilista e politicamente scorretta, non per sobbalzare sulla poltrona ogni volta che quel maledetto bel visino imbronciato occupa tutti i nove metri dello schermo…

Quando poi, sul finire del film, Scarlett si trasforma da bomba del sesso in una comune ragazza perdutamente innamorata dell’uomo sbagliato nel momento sbagliato e nel posto sbagliato (succede anche a loro, talvolta…) e lancia qua e là sguardi tristi e malinconici con i suoi devastanti occhioni verde-azzurro, beh… a quel punto capite che siete ormai belli cotti, e non vi resta che aspettare l’inevitabile Match Point della bionda. Che arriva, puntuale, a pochi minuti dai titoli di coda del film.

Punto, set, partita. Siete irrimediabilmente sconfitti, non vi resta che chinare la testa e buttare per terra la vostra virtuale racchetta, come il John McEnroe dei tempi che furono. Mentre raccattate qua e là le vostre cose nel cinema ancora semibuio però, vi ritrovate a pensare che, in fondo in fondo, è stato bellissimo soccombere ancora una volta alla sensualità meravigliosa di questa attrice unica, e un sorriso ebete vi si stampa sulla faccia.

Anche se non lo ammetterete mai, non vedete l’ora di perdere un’altra volta.Vero ragazzi?

(Miki TheQuick)

Comments

One Response to “Game, set, match”

  1. MArla
    ottobre 5th, 2007 @ 07:27

    Un altro guardone…..

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