ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Mondi lontanissimi

Posted on | settembre 23, 2006 | No Comments

 

La ragazza dagli occhi dolci vive in una manciata di metri quadrati nel centro della grande città, affacciata su un elegante viale illuminato dai lampioni.
Se sei fortunato, nelle lunghe sere d’inverno quando la città si prepara a dormire, puoi anche scorgere il suo timido profilo, chino sul tavolo nel pieno della notte intento a disegnare, colorare, creare.
All’interno potrai vedere le poche cose che servono a chi è un artista e vive lontano da casa: un piccolo cucinino tascabile nascosto in un armadio, una sedia e un tavolo rotondo, un divano che di notte diventa uno scomodissimo letto. C’è spesso una caffettiera che sbuffa sul fornello e l’odore di caffè ti accoglie insieme al profumo di lei, intenso e rilassante.
E poi ci sono i mille volti che ti guardano dalle pareti: cantanti, artisti, personaggi di epoche lontane e diverse scrutano con attenzione lo sconosciuto che ha disturbato la loro tranquillità.
La ragazza non è abituata ai complimenti, perché ne ha ricevuti troppi in vita sua, e non si fida più di niente e di nessuno.
Se la guardi negli occhi nel freddo pungente della sera di Novembre, lei sorride, arrossisce, si guarda le punte dei piedi e sussurra un timido “grazie”.
Per lei la vita al di fuori di quelle quattro mura, è grigia, ordinaria, difficile.
Quello è un mondo con pochi colori e tante ombre, fatto di vicoli bui e salite durissime, di scelte da fare e da subire, di amori difficili e spaventosi.
E’ come un quadro sfocato, in continuo divenire, dai contorni incerti e indefiniti.
E’ complicato vivere là fuori. Troppo complicato.
Il suo piccolo regno incantato invece è luce, calore, gioia.
La sua è una vita fatta di colori, di grandi fogli in cartoncino e di quelle matite dalla punta smussata in giro per la stanza.
C’è tutto quello di cui ha bisogno in quei pochi metri quadrati, e nulla che le possa far paura.
Ci sono le matite per disegnare, i pennelli e il carboncino, la china e gli acquerelli.
E poi le sue foto in bianco e nero, i ricordi e le immagini del passato, i suoi quadri colorati appesi ai muri, che la aiutano e la proteggono.
Per lei è meglio disegnare, incidere, spruzzare, sporcarsi le mani con l’arte piuttosto che con la vita e con quella cosa spaventosa chiamata amore.
Dice che in passato le hanno fatto del male, tanto male, e che noi poveri cittadini di questo mondo plumbeo e ordinario non possiamo capire cosa abbia passato.
Non se la sente proprio di uscire con te nel buio e nel vento da cui sei venuto, non può sopportare di conoscere l’ignoto e magari di imparare ad amarlo.
Forse è per questo che la ragazza dagli occhi dolci piange, mentre chiude il suo cuore, ti volta le spalle e torna a finire il suo quadro…
(Miki TheQuick)

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