ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Voglia di essere scemo

Posted on | ottobre 23, 2006 | No Comments


Sento il bisogno di essere scemo. Di dire cretinate al barista, tipo che ieri stavo rincorrendo un piccione con un mattone in mano e poi mi sono ricordato di avere l’acqua nella vasca che scorreva da mezz’ora. Di parlare con la fiorista di fronte all’ospedale fingendo di credere che il cactus non mi fa venire l’ictus se lo metto vicino allo schermo del computer. Mi piace cojonà davanti ai negozi di gingilli, perdo tempo a passare in rassegna le foto sceme degli anni passati.
Oppure sogno di non fare niente, come si dice di chi fa cose non quantificabili in euri: dormire, leggere, ascoltare i discorsi dei vecchi e dei marocchini al parco, guardare un quadro e il rosone brutto di una chiesa brutta. Solo uno scemo molla il lavoro per mettersi a fare quelle cose lì e io vorrei farlo.
Sento il bisogno di fermarmi se vedo correre, di andare se vedo indugiare, di non sentirmi solo ma di avere accanto persone, non rumori di fondo.
Le volte in cui avverto la mia vera imbecillità non potrei essere più omogeneizzato: in coda in un viale a sei corsie, in coda per la metrò, in coda per il parcheggio, la sveglia che fa bip bip la domenica alle cinque e un quarto. Tanto a posto e ligio da darmi del vero rincretinito, manco potessi avere secoli a disposizione per fare tutto. O quando verso l’equivalente di uno stipendio medio in Portogallo per pagarmi una stanzetta in un condominio di una città grande e penosa. Lì, quando sono lavoratore e consumatore, mi si reputa furbo ed è lì che invece sento profondamente l’idiota che è in me, che non ha capito niente, che continua a ciondolare verso non si sa dove. C’è qualcuno che sente lo scemo che ha in sé bussare per uscire?

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