ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Please forgive me, America

Posted on | agosto 31, 2007 | 1 Comment

NEW YORK – Sala stampa di Flushing Meadows

Non ce la faccio a pensare all’America come un grande paese. Certo è un paese giovane e di tutta la sua acerbità, quella che l’altra sera ammiravo in scena, per la gioia dei miei occhi ingenuamente provinciali, all’Ambassador Theatre di Broadway in Chicago mi pare intrisa la vita sociale del popolo born in iueséi.
Questa mattina i notiziari in tivù dedicano maniacale attenzione alla gretta faccenda di un misconosciuto senatore dell’Idaho, Larry Craig. Costui, un repubblicano fustigatore di costumi sessuali, avrebbe fatto avances nel cesso dell’aeroporto di Minneapolis al giovanotto sbagliato, un poliziotto in borghese: prelevato e chiuso nel gabbio Mister Manomorta (anzi, Piedemorto) ha preferito dichiararsi colpevole agli agenti, pagare 575 dollari di multa e sperare che l’incidente si risolvesse lì. Falso: qui non importa tanto se, onusto di gloria e milioni, ti diletti a far combattere cani come il quarterback dei Falcons Michael Vick. Importa su tutto non mentire e non dare scandalo. Idiota sì, ma col cappello in mano. E conta chiedere scusa al popolo americano, come impone la morale da discount della telenovela. Pece e piume in piazza come penitenza, fino al prossimo peccato da confessare. Vick si è detto a tutta prima innocente, era colpevole, sia maledetto Vick: ha mentito. Eppure la conferenza stampa riparatrice non gli salverà il posto in squadra, ma forse la faccia. Craig si è dichiarato colpevole, ha nascosto l’episodio sotto il tappeto e dopo due mesi, quando la stampa se n’è accorta, ha cercato di riscattarsi the american way: moglie grassa al fianco, sguardo basso, microfoni, apologies (scuse) per tutti. Come Vick: sarà il popolo a decidere sulla sua dignità, se lo sgarbo alla morale sarà riparabile ma alzare le mani e chiedere scusa è l’ineluttabile primo passo.
Qui ci si scioglie, per i mea culpa: i ragazzini piangono per il campione della palla ovale che, però, ha guadagnato punti grazie alla teleconfessione. Il popolo dell’Idaho inizierà a provare una qualche simpatia per Craig che sta per rimettere il mandato al Senato ma riuscirà a riciclarsi: stamattina la gente ingollava il mezzo litro di Frappuccino di Starbucks col naso all’insù, godendosi la l’autoflagellazione amplificata sui megaschermi. Ha lavato i panni sporchi in Times Square: è la prima tappa per la purificazione.
God bless America!

Comments

One Response to “Please forgive me, America”

  1. marino
    agosto 31st, 2007 @ 20:39

    bello “la morale da discount” ;-)
    che tristezza gli americani, non me ne ricorderò mai abbastanza…

Leave a Reply