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dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Misteri italiani, ispirazione divina?

Posted on | dicembre 20, 2007 | No Comments

Un giorno a scuola capitò che Stefano, detto Spartaco, trovandosi di fronte a un sistema di equazioni grande come una pagina protocollo durante un compito in classe di matematica, scrisse in fondo senza passaggi: “Il risultato del sistema è x=3″. La prof corresse il compito e, nel dargli lo stesso voto dell’incognita x, commentò: “Per ispirazione divina?”

Cosa che ho pensato stamattina, sfogliando il libro Serial Killer – Storie di ossessione omicida di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi. Arrivo a pagina 197 e leggo:

Per sua stessa ammissione, il trentanovenne Robert Berdella ha un carattere difficile. Proprietario del Bob’s Bizarre Bazaar a Kansas City, Missouri, Berdella distribuisce biglietti da visita in cui è riportata un’avvertenza: “Ho il veleno nella testa”. A casa si trasforma: gentile e disponibile, collabora con i vicini per l’istituzione di un programma di prevenzione del crimine e viene al massimo visto come uno stravagante.

Bene. Allora vado su Internet, ché sto Berdellla mi interessa, e scrivo il suo nome e cognome su Google. Mi vien fuori, come terzo risultato, questo sito qui. Che attacca così:

By his own admission, 39-year-old Robert Berdella was a strange character. The owner of Bob’s Bizarre Bazaar in Kansas City, Missouri, Berdella carried business cards that advertised that he had “poison” in his head. Around the house, he showed a milder side, helping his Hyde Park neighbors establish a local community crime watch program.

Ma non solo: tutto il paragrafo di Berdella sul sito è l’esatta traduzione del paragrafo del libro di Lucarelli e Picozzi. Mi chiedo se sia plausibile che l’autore di quelle pagine Web, uno statunitense, possa aver comprato, letto e copiato il testo in italiano. Secondo voi?

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