29 giugno 2007
Downtown Milano
Dede, Betta, Ghilda e GB in centro a Milano dopo la presentazione del libro di Pompeo...


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posted by Giampiero Busato at 10:51 AM | Permalink | 0 comments
28 giugno 2007
Uno slam dunk per Margherita



Per un momento mi sono sentito Pete Sampras e soltanto quando la palla ha scavalcato la recinzione ci ho pensato: ti avevo svegliato! Laggiù, dopo il prato in discesa, ci sei tu, anzi dovrei dire c’è lei, perché il tu non ce lo siamo mai dati. Piccola concessione. Quando ho visto sparire la Babolat gialla dietro il verde della siepe mi sei tornata in mente e ho pensato che il più bel punto della mia vita te lo potevo, anzi, dovevo dedicare: lo smash Sampras. Un salto, due, e poi in aria. Bum! L’ho colpita proprio bene, piena, ha fatto quello schiocco che mi piace quando si schiaccia con violenza, è saltata via dal campo lasciando mezzo metro di striscia. Ho goduto parecchio per quello che avevo fatto. Avversario a parte, se mai fossi già stata sveglia e lo spero, l’hai visto solo tu. Mi spiace solo se ho disturbato il tuo sonno.
Il set l’ho perso 6-1. Ovviamente. La pallina puoi tenerla, se vuoi.
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posted by Giampiero Busato at 1:41 PM | Permalink | 0 comments
27 giugno 2007
Britney Afterhour
Gli Afterhours l'altra sera a Cascina Monluè (MI). Il bassista Roberto Dell'Era si esibisce nella cover di "One more time" di Britney Spears, scelta per "rendere omaggio a un'artista molto vicina che vive momenti di difficoltà". Grazie a Fritz.



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posted by Giampiero Busato at 2:38 PM | Permalink | 0 comments
26 giugno 2007
If all you can do is cry
Ciao GB,
ci conosciamo da sempre e se ti dico queste cose è perché, per quanto tu possa non crederlo, ti voglio bene. Ricordo la lacrima inghiottita uscendo di casa il primo giorno di scuola. Ti ho tenuto compagnia nel primo viaggio da solo a Colwyn Bay, ero lì quando hai dato il primo bacio a Saint Jacques; c’ero anch’io a camminare nervosamente davanti al campo sportivo il giorno della patente, e mi specchiavo con te la mattina della laurea mentre annodavi terribilmente la cravatta. Ero in cabina con te per il primo voto alle elezioni politiche (ma come hai fatto a votare quelli lì?) e nel letto in cui hai fatto l’amore per la prima volta. Mi sei piaciuto e ti ho odiato, ti ho sostenuto e ti ho contestato aspramente. So, o almeno credo di sapere come tu ti possa sentire. Non hai voglia di sentir parlare; della ragione non sai che fartene. Non sono un moralista né un assolutista: a volte mi accorgo di ciò che ti passa per la testa ma mi spavento lo stesso. Inutile fingere: capita anche a te di sorprenderti di quanto ci si possa voler male. A volte la vita sa essere crudele. Ma sei qui, sei vivo a dispetto di quello che credevi. E questo solo volevo dirti: ricordati di essere vivo. Se lo vuoi sai dove trovarmi.
Io sono dentro, io sono te.
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posted by Giampiero Busato at 10:18 AM | Permalink | 0 comments
25 giugno 2007
E voi... innamoratevi!


Voi non scrivete subito poesie d'amore eh, che sono le più difficili! Aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni. Scrivetela su un altro argomento... Sul mare, il vento o un termosifone, un tram in ritardo, ecco... Non esiste una cosa più poetica di un'altra, avete capito? La poesia non è fuori è dentro!

Cosa è la poesia, non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu.
E vestitele bene le poesie, cercate bene le parole, dovete sceglierle!
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola. Sceglietele, ché la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere. Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c'ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa? Come mi sta quest'altra... Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!

Innamoratevi!
Se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto è, vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto. Dilapidate la gioia, sperperate l'allegria, siate tristi e taciturni con esuberanza.
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! Questo è quello che dovete fare! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire. Non abbiate paura di soffrire, tutto il mondo soffre!
E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria... Tutto! Avete capito?

E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia, e se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così... Buttatevi in terra, mettetevi così! Eccolo qua, è da distesi che si vede il cielo.
Guarda che bellezza! Perché non mi ci sono messo prima?

Questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti li per sempre...
Forza: cancellate tutto.

Roberto Benigni ("La tigre e la neve")

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posted by Giampiero Busato at 12:34 PM | Permalink | 0 comments
Monologhi a due con Beppe (V)
Caro Beppe,
ho fatto tutto quello che dovevo. Ho anche comprato una valigia di vestiti nuovi, e pure la valigia è nuova. Ho tenuto qualche piccola cosa che non dovrebbe disturbare.
Ho finito di leggere quel racconto che senz’altro conosci, Pioggia, e non ti sembrerà vero ma bevendo qualche birra blanche con Juliet, la novella fidanzata del mio sodale Lion King, ho scoperto che è un’appassionata di William Somerset Maugham. Conosce il russo e Dostoevskij lo legge in lingua madre perché la traduzione a volte lascia a desiderare.
Del resto, di tutto il resto, ho fatto un falò. La luna era enorme questa notte e sembrava dovesse cadere nel prato da un momento all’altro. Ho dato fuoco a una montagna di roba, non pensavo nemmeno di averne tanta da smaltire. Tante cose inutili, qualche straccio di fantasma impolverato, un buon centinaio di fogli. Un pezzo di carta fitto di pensieri contorti si è appena accartocciato è poi si è proiettato in cielo, quasi ti volesse scovare e chiederti un’ultima lettura prima di dissolversi nel tutto. Il microfunerale è durato poco.
Dicono che pioverà molto. Che del mondo di Maugham laggiù sia rimasto poco, a parte la pioggia. Certo, il biglietto è di sola andata: non si parte per tornare. Quando il Grande Padrone lascia per un attimo la presa sui fili abbiamo la nostra piccola chance… Ho tanti chili di meno, le braccia gonfie per i pesi; un taglio punk, il telefono pieno di messaggi che non sono mai i suoi. E la morte nel cuore, ma mi dicono che sto correndo incontro alla vita.

Ringraziamenti sparsi
Alla sorella di Mariov, che ieri mi ha fatto ballare e mi ha detto che sono bravo. Dopo sedici anni di danza classica... A Mariov perché è Mariov, e così il Branco, soprattutto lo smilzo e il ciccione. A Debora, che mi ha detto delle frasi carine inattese. A Barby, anzi RedsB come vuole lei, perché solo chi ha sofferto così sa essere così. A Betta D, Betta E (non ti tirerò il pacco a Berlino), Fritz, Ghilly (che odia il soprannome), Robi L, Robi C, Bixio, Mauro per la pazienza e il calore, l'affetto e la condivisione. Al tenente Davide per la brutale amicizia: mi hai detto parole di fuoco, sono sicuro che sarai tra i primi che ringrazierò.

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posted by Giampiero Busato at 10:01 AM | Permalink | 0 comments
20 giugno 2007
Se avete storato un feed vicino al Leitch...
Mail appena arrivata all'attenzione della redazione, scritta da una ex sindacalista diventata assistente di produzione.

Buongiorno.
Nell'ambito di una riunione di oggi, sono emersi dei punti che mi permetto di segnalarvi
Necessità di recuperare spazio nelle varie postazioni attualmente a disposizione (news flash-Leitch)
Ogni redattore e/o operatore che abbia storato nel corso del tempo clip/feed/macchie/servizi dovrà verificare la reale utilità di tale ingombro.
Verifica dell'utilità degli eventi presenti su supporto Beta (lista presente nel sotware archivio) nel caso risulti la presenza di eventi non più utili, segnalare alla produzione per avviare il riciclo.
Entro breve sarà a diposizione un sistema di archiviazione digitale (MAM) che dovrà essere gestito tramite indicazioni precise che saranno formulate in accordo fra tecnici e redazione.
Il materiale potrà essere archiviato soltanto se porterà con sé una descrizione precisa in merito ai contenuti. Questo, per consentire il recupero successivamente.
L'archivio dovrà essere dotato di un'altra postazione computer entro la settimana prossima.

Grazie a tutti/e

No virus found in this outgoing message.
Checked by AVG Free Edition.
Version: 7.5.472 / Virus Database: 269.9.1/854 - Release Date: 19/06/2007 13.12
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posted by Giampiero Busato at 4:13 PM | Permalink | 0 comments
18 giugno 2007
Amélie è sola



Non ho potuto fare a meno di portarti via con me in questa fotografia, Amélie, e spero mi scuserai se mi sono intromesso nella tua vita.
Non sai quanto mi dispiaccia sapere che a casa ci sono problemi, col papà che non lavora e la padrona di casa pronta a cacciarvi a fine estate. Anche telefonare è diventato un problema, proprio adesso che stai discutendo con il tuo Arnaud che ti propone di andare a vivere con lui, appena fuori Parigi.
Hai solo ventiquattro anni e per gli altri è difficile capire che le ore passate lì, sui gradini davanti all'Hotel Mercure di Porte St. Cloud, sono le peggiori da quando sei nata. Due turisti olandesi in quarta età ti stanno tenendo d'occhio da un po' ma non si accorgeranno delle tue lacrime. Come si stava bene da piccoli.

Abiti qui dietro, sei uscita di fretta, si vede. Hai una pinza a fiori che ti tiene su i capelli, il reggiseno nero, quello comodo che puoi tenere in casa, e la canottiera azzurra che usi in estate per prendere il sole sul balcone. Quest'anno Parigi si è svegliata tardi ma adesso fa caldo.

Continua a parlare con Arnaud, appoggiati a lui, e smetti di piangere. Le cose si sistemeranno. Se guardassi la fotografia che ti ho scattato vedresti che i raggi di sole ti hanno baciato e avvolto, come un'icona.
Io non so chi tu sia, ma già credo di amarti.

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posted by Giampiero Busato at 1:00 PM | Permalink | 0 comments
07 giugno 2007
8 à Huit



Parigi, Bois de Boulogne - Ero uscito dallo stadio per comprare le sigarette dietro rue Gambetta, la seconda parallela rispetto alla via dello stadio. Per non dimenticarla: in fondo fino alla rotonda, seconda a sinistra. Se non hai orientamento è importante ricordare che la seconda è quella che segue la prima.
In sala stampa offrivano dello Chablis per accogliere i giornalisti stranieri e avevo appena finito di prendere appunti sull'abbigliamento di John Van Lottum, un ex professionista olandese, mio coetaneo, nato in Madagascar (il che è sufficiente per affascinarmi) e che oggi fa la spalla tecnica per la dutch tv.
Arrivo davanti all'épicier e lo trovo lì, che inveisce contro un balcone guardando il vuoto, in su. Sessant'anni, forse meno, stampelle giallognole, completo grigio zozzo, occhiali appannati. Povero, tiro dritto. Deux Marlborò, dieci euro SVP. Esco.
Ancora lì, ma questa volta guarda me. Avez-vous une sigarette? E certo, appena prese. Gliene lascio due. Via. Merci, tu es un amour! mi grida dietro. Trenta passi e mi giro. Sta cercando di attraversare la strada, ci mette un'eternità. Crea una coda di sette automobili ma nessuno suona il clacson, e passi per il primo che capisce ma anche quelli dietro sembra lo sappiano, senza vedere. Alla fine raggiunge l'altro lato. Gli faccio una foto, non so perché.

Prima o poi dovrò rispolverare il francese, non mi escono le parole anche se poi riaffiorano quando meno te l'aspetti e ti senti un fenomeno.
Per ascoltare la sua vita, però, è più che sufficiente quanto so. Si chiama Antoine, di anni ne ha quarantanove, aveva un lavoro e una donna con la treccia bionda, gli è rimasta una Polaroid bluastra che mi mette in mano quando esco dall'8 à Huit, il supermercato accanto al ristorante La Salamandre. Lei ha abortito, lui non voleva. L'hanno licenziato, non connetteva più da quando era tornato a casa e non l'aveva trovata. Niente Chablis, ho comprato due bottiglie di Leffe, un petit peu de fromage e del pane in cassetta. Troppo presto per portarlo a cena, l'aperitivo qui non va di moda. Mi ha dato il retro della Polaroid per lasciargli un nome e un numero. C'era spazio anche per questo

E dunque tornai... tu non c'eri.
Per casa era un'eco dell'ieri,
d'un lungo promettere. E meco
di te portai sola quell'eco:
per sempre!

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posted by Giampiero Busato at 10:09 AM | Permalink | 0 comments