31 luglio 2007
Gli amici di Carlo Jovanotti

"E' tempo che nell'Udc si apra una riflessione molto seria, al centro e in periferia, sui metodi di selezione della classe dirigente e su comportamenti troppo spesso in conflitto con i valori che il partito pubblicamente promuove e difende. Non si può autoproclamarsi primi della classe e non essere poi in grado di dimostrarlo, esponendosi oltre tutto alle facili ironie di alleati e avversari".

Povero Carlo Giovanardi. Il suo sodale di partito Mimmo Mele, al secolo Cosimo, aveva deciso, dopo una serata di lavori parlamentari tirata fino all'una e mezza, di ritemprarsi all'Hotel Flora di Roma con due donzelle disinibite e un pugno di coca. Peccato: una va in lieve overdose e scoppia il casino. Acci, proprio uno dell'Udiccì, sposato con figli, uno che aveva votato la mozione per il test tossicologico sui parlamentari, uno che aveva sfilato al Family Day. A Carovigno la casa, a Roma i festini. Massì, ci sta.

Giovanardi, insomma, proprio non lo sapeva che lu Mimmu non era uno stinco di santo. Che a casa sua lo avevano già beccato e incarcerato: si erano accorti che il sindaco e un consigliere comunale di Carovigno andavano al casinò di Monte Carlo a giocarsi soldi sporchi. Prendevano tangenti e se le spendevano alla roulette. Il consigliere era lui, Mele.

La difesa del segretario dell'Udiccì, Lorenzo Cesa (1), è riuscita però a superare lo sbottare incarognito di Jovanotti: se un parlamentare si porta il albergo le troie e tira di coca sapete di chi è la colpa? Della noia estiva? Di una sana tirella? Delle dichiarazioni di voto di Elio Vito? Nossignori, la colpa è del contribuente italiano che non paga abbastanza i parlamentari. Sentite qua.

Cesa: "La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma. Io vado a letto alle 22.30 la sera per fare fronte alle giornate piene di impegni che si susseguono. Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria. Questa mattina ho incontrato un alto funzionario della Camera che ha sottolineato il gran parlare dei costi della politica. Invece al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare".

Capito? Se Cosimo Mele (pagato 15.237 euro al mese (2) e altri 4.003,11 per vivere a Roma) è stanco e non potendo tornare a Brindisi a farsi coccolare dalla moglie si porta le zoccole in camera è inutile ridere: la colpa è nostra perché è triste se noi non paghiamo vitto e alloggio romano anche alla consorte e ai figli. Ma non può telefonarle (3.098,74 euro all'anno di credito telefonico sono pagati dalla Camera) come facevo io con la mia fidanzata quando lavoravo lontano da casa e non ci potevamo vedere?



(1) Lorenzo Cesa venne condannato il 21 giugno del 2001, insieme all’ex ministro dei Lavori pubblici Giovanni Prandini, a tre anni e tre mesi di carcere per corruzione aggravata. Cesa era stato arrestato nel 1993 dopo essere stato latitante e dopo aver ammesso di aver percepito centinaia di milioni di tangenti. Per approfondire: Date a Cesa... (Linus, Marco Travaglio)

(2) Fonte: Trattamento economico Camera dei deputati

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posted by Giampiero Busato at 9:37 AM | Permalink | 0 comments
28 luglio 2007
Quanno ce vo' ce vo'
(da repubblica.it)
Per arrivare meglio sulla notizia due giornalisti e due operatori di due Tv rivali sono morti ieri nella collisione tra i due elicotteri dai quali stavano riprendendo in diretta un'auto della polizia impegnata in un rocambolesco inseguimento a Phoenix, in Arizona. I due velivoli volavano fianco a fianco contendendosi le immagini migliori quando, forse per una manovra sbagliata, si sono urtati e sono precipitati incendiandosi in un parco nel centro della città.
I quattro uomini a bordo, due della KNXV-TV e due della KTVK, non hanno avuto scampo e per la legge spietata della diretta, pochi minuti dopo l'incidente i loro colleghi di altre Tv di Phoenix erano già sul posto per documentare la tragedia. L'uomo che la polizia stava inseguendo era alla guida di un 'pick up' che, in una serie di manovre spericolate, aveva già urtato diverse auto, aveva attraversato un incrocio a velocità folle, e a più riprese era salito sul marciapiedi nonostante gli agenti gli avessero perforato le quattro gomme.


Vorresti pensare che ti dispiace, che Craig Smith e Rick Krolak, Scott Bowerbank e Jim Cox hanno lasciato probabilmente moglie, figli, fratelli e sorelle, genitori. Anzi: lo pensi, che diamine. Poi presegui a leggere.

Un portavoce delle forze dell'ordine ha detto che potrebbe essere incriminato anche per la morte dei quattro reporter televisivi.

Uhm. Allora è più facile riaffiori quell'altro pensiero là, quello che non osi ammettere.
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posted by Giampiero Busato at 3:31 PM | Permalink | 0 comments
27 luglio 2007
Cinque nomi

I cinque nomi migliori in cui mi sono imbattuto nella vita?

1 - Il centro degli Houston Rockets Dikembe Mutombo, che in realtà si chiama Dikembe Mutombo Mpolondo Mukamba Jean Jacques wa Mutombo.

2 - Llanfairpwllgwyngy llgogerychwyrndrobw llllantysiliogogogoch, un paesino del Galles che sfiorai nel 1994. Il nome è tutto attaccato, gli spazi li ho aggiunti per... ehm, maggior leggibilità.

3 - Pim Fortuyn, l'estremista di destra gay olandese ucciso anni fa (nome completo: Wilhelmus Simon Petrus Fortuijn, ma fa ridere Pim).

4 - Il vecchio pilota di Formula Uno Jacky Ickx, da piccolo volevo essere belga per poter avere anch'io un cognome così.

5 - Vladimir Beschastnykh (in realtà Vladimir Evgen’evič Besčastnyk, ma io ridevo sentendolo chiamare besciàtsnik e soprattutto a leggergli il nome sulla maglietta), ex nazionale del calcio russo.

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posted by Giampiero Busato at 10:34 PM | Permalink | 2 comments
Carlo Jovanotti, l'ala destra del Citizen

Non riesco bene a capire. Oggi ho sentito parlare in modenese stretto il parlamentare Carlo Giovanardi, quello pettinato con la scodella: inutile che ci si lamenti delle vittime in Iraq quando lo stesso numero di persone muore in Italia per le stragi del sabato sera.
E la colpa di chi è? Giovanardi: di Lucignolo. Sì, e anche di Pinocchio (che non so cosa sia, se non quello di Collodi). Perché la televisione privata ha creato il mostro del divertimentificio (sic) e i ragazzi coglioni ci cascano, vivono pensando alla gnocca e alla vita da sballo, si dedicano al consumismo (sic) poi la sera si impasticcano, ciapen la bâla (si ubriacano) e poi si stampano su un albero.

Oooh. Accidentaccio. Domanda: ma Giovanardi non è l'ala destra di un partito politico che si chiama Unione di Centro e che fa riferimento al movimento politico del proprietario della rete televisiva che trasmette Lucignolo? Ma non è Berlusconi che girava per gli studi del suo neonato network invitando le ballerine a mostrare un po' più di culo e tette, perché la gente voleva quello? Che ha fatto pubblicità a qualunque acqua sporca spacciata per birra, preservativi, macchinoni, villaggi vacanze, materassi, sigarette, liquori e vestiti da yuppie?

Un consiglio per gli acquisti: la biografia di Silvio Berlusconi scritta da Alexander Stille, Citizen Berlusconi. Non è una biografia politica. Non è di destra, di sinistra, di centro, non è progressista, terrorista, qualunquista. Semplicemente è una biografia.

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posted by Giampiero Busato at 3:07 PM | Permalink | 0 comments
19 luglio 2007
Mariano d'Amelio 19 luglio



Sono passati 15 anni.
La strada è sempre quella, l’hanno fatta vedere questa mattina al telegiornale, uguale eppure diversa.
In via Mariano D’Amelio a Palermo, non ci sono più le spartane Fiat di allora, perché una Regata 70 o una 126 Diesel oggi non le trovi neanche dallo sfasciacarrozze.
Non ci sono più quelle terribili giacche a quadrettoni stile primi anni ’90 e sono ormai pezzi da museo quei ridicoli radioloni che i carabinieri maltrattano nei fotogrammi di repertorio, tra il fumo acre e le sirene delle ambulanze.
E non ci sei più tu.
Le immagini d’epoca ti mostrano con l’eterna sigaretta in bocca, i baffi ingrigiti dalla tensione e quello sguardo basso e perplesso che ti ha sempre accompagnato nei lunghi corridoi della procura di Palermo.
Chissà quante ne avrai fumate di quelle dannate Marlboro rosse, in quei 56 giorni da bersaglio mobile, da morto che cammina.
Chissà quante boccate di veleno avrai inalato e quanti fiammiferi avrai consumato, nella triste e desolante attesa di una morte violenta che sapevi certa. Avrai sorriso amaramente guardando in tv l’ennesimo pagliaccio di turno che blaterava di “difesa della legalità”, di “Stato che protegge i suoi uomini”, di “vittoria finale contro la Mafia”.
Perché tu lo sapevi benissimo che non sarebbe bastato un intero esercito a salvarti la pelle, che non ci sarebbe stata nessuna possibilità per te, in quella tragica estate del ‘92.
Cinquantasei giorni prima della tua fine io ero a scuola, alle prese con gli ultimi giorni di lezione prima degli esami di terza media.
La mattina dopo la strage di Capaci ricordo che la nostra prof. di matematica entrò in classe con una splendida foto in bianconero che ti ritraeva sorridente insieme al tuo amico e collega Giovanni Falcone, saltato per aria insieme a 200 metri di autostrada il pomeriggio prima.
Tra noi alunni di terza media pochi vi conoscevano, perché a 13 anni ci sono cose ben più importanti di un paio di signori baffuti e malvestiti che ridacchiano insieme in una fotografia; per noi ragazzini c’erano allora soltanto le infinite partite di calcio in pausa pranzo, l’estate che arrivava e gli esami finali prima della libertà vacanziera.
Ricordo vagamente che in quella classe ammutolita e dubbiosa alzai la mano e dissi qualcosa di teneramente stupido e ottimista del tipo “Meno male che c’è rimasto l’altro”.
Perché conoscevo bene la vostra storia, mi ero appassionato leggendo i reportage del “Corriere Della Sera” e il libro “Cose di Cosa Nostra”, scritto proprio dal tuo amico massacrato dalla mafia a Capaci.
Falcone era morto ma io credevo veramente che qualcuno o qualcosa sarebbero riusciti a salvarti la pelle, davvero.
Pensavo fosse impossibile che in un paese civile come l’Italia la mafia riuscisse ad accoppare due eroi nel giro di un mese scarso, come in un macabro scherzo.
Ero sicuro che lo Stato ti avrebbe protetto alla grande e che la tua lotta contro la schifo mafioso alla fine avrebbe vinto.
Il 19 luglio 1992 ero in campeggio con l’oratorio, in montagna.
Gli esami di terza media li avevo brillantemente superati da un pezzo, ed ero partito felice e soddisfatto.
Faceva caldo in Val D’Aosta.
Come in via Mariano D’Amelio a Palermo, dove una tozza Fiat 126 imbottita di tritolo disintegrava la tua vita e le mie granitiche certezze di tredicenne.

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posted by Giampiero Busato at 4:37 PM | Permalink | 2 comments
16 luglio 2007
Schegge di Branco
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posted by Giampiero Busato at 1:25 PM | Permalink | 0 comments
14 luglio 2007
It's been a bad day


TANARO BRIDGE - 2.39 AM
A Public service announcement followed me home the other day
I paid it nevermind. Go away.
Shits so thick you could stir it with a stick- free Teflon whitewashed presidency We're sick of being jerked around Wear that on your sleeve

Broadcast me a joyful noise unto the times, lord, Count your blessings. We're sick of being jerked around We all fall down.Have you ever seen the televised St. vitus subcommittee prize Investigation dance? Those-ants-in- pants glances. Well, look behind the eyes It's a hallowed, hollow anesthesized "save my own ass, screw these guys" smoke and mirror lock down

Broadcast me a joyful noise unto the times, lord, Count your blessings. the papers wouldn't lie! I sigh. Not one more

It's been a bad day. Please dont take a picture It's been a bad day. Please




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posted by Giampiero Busato at 3:56 AM | Permalink | 0 comments
11 luglio 2007
Savona is burning, nove sette zerosette



In testa ho Britney Spears, versione Roberto Dell’Era. In fondo ai jeans sfoggio décolleté rosse fuoco, tacco dodici. Trucco perfetto: madonna che sguardo mi fa. Il golfino scollacciato di Ghilly mi sta non come a lei, però credo bene. Mi piaccio. Mi sento grande. Bravissimo, così, onusto di pride. Il mio primo appuntamento: oddio, ho il terrore addosso, chissà se gli piacerò.


Oh baby baby
Oh baby baby
Oh baby baby
How was I supposed to know
That somethin' wasn't right here
Oh baby baby
I shouldn't have let you go
And now you're out of sight, yeah
Show me
How you want it to be
Tell me baby
'cause I need to know now
Oh, because
My loneliness
Is killing me (and I)
I must confess
I still believe (still believe)
When I'm not with you I lose my mind
Give me a sign
Hit me baby one more time
Oh baby baby
The reason I breathe is you
Boy you've got me blinded
Oh pretty baby
There's nothin' that I wouldn't do
It's not the way I planned it
Show me
How you want it to be
Tell me baby
'cause I need to know now
Oh, because
My loneliness
Is killing me (and I)
I must confess
I still believe (still believe)
When I'm not with you I lose my mind
Give me a sign
Hit me baby one more time
Oh baby baby
Oh baby baby
Oh baby baby
How was I supposed to know
Oh pretty baby
I shouldn't have let you go
I must confess
That my loneliness
Is killing me now
Don't you know I still believe
That you will be here
And give me a sign
Hit me baby one more time
My loneliness
Is killing me (and I)
I must confess
I still believe (still believe)
When I'm not with you I lose my mind
Give me a sign
Hit me baby one more time
I must confess
(my loneliness)
That my loneliness
(Is killing me)
Is killing me now
(I must confess)
Don't you know I still believe
(I still believe)
That you will be here
And give me a sign
Hit me baby one more time
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posted by Giampiero Busato at 2:28 PM | Permalink | 0 comments
06 luglio 2007
concretamente?
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posted by Giampiero Busato at 3:27 PM | Permalink | 1 comments
Renton thinking

Scegliete la vita, scegliete il lavoro, scegliete la carriera, scegliete la famiglia.
Scegliete un maxi televisore del cazzo, scegliete la lavatrice, macchine, cd, apriscatole elettrico. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso, la polizza vita, un mutuo a interessi fissi. Scegliete la casa, gli amici, scegliete la moda casual, valigie in tinta. Scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete un fai da te e chiedetevi che cazzo siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.
Scegliete un futuro, scegliete la vita.
Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina! La gente crede che si tratti di miseria, disperazione, morte, merdate del genere, che pure non vanno ignorate, ma quello che la gente dimentica è quanto sia piacevole, se no noi non lo faremmo, almeno non siamo mica stupidi fino a questo punto. Prendete l'orgasmo più grosso che avete mai provato, moltiplicatelo per 1000 e neanche allora ci siete vicini.
Quando ti buchi hai una sola preoccupazione: farti. Quando non ti buchi di colpo devi preoccuparti di tutta una serie di cazzate: non hai i soldi, non puoi sbronzarti, hai i soldi, bevi troppo, non hai una passera, non scopi mai, hai una passera, rompe le palle. Devi pensare alle bollette, al mangiare, a qualche squadra di merda del cazzo che non vince mai, ai rapporti umani e a tutte quelle cose che non contano quando hai un'onesta e sana tossicodipendenza.

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posted by Giampiero Busato at 9:28 AM | Permalink | 0 comments
01 luglio 2007
another Ana's song
Le tre
il sole mi tocca la fronte
le mani non tremano
ho gli occhi spenti ma la vita li brucia
fa male
il lunedì di fronte mi schiaccia
immagino la fine un passo avanti
mi invita, un giorno mi avrà
ogni ora abbandonata è vita per lei

Le sei
sotto l'acqua spengo il fuoco dentro
il sole trema e sta per arrendersi
non ho capito chi sei
la tua pelle non c'è
so cosa sono, spirito inutile
rabbia in quiete
rido di me

Alle nove
grazie per l'ebbrezza
benzina tardiva per mio motore sciolto
torna il sole incurante
maledetto
non mi ha mai visto

Mezzanotte
butto nel mare brandelli
in armonia con la Madre
sono pezzi di me
cercano quello che avevo
lavoro contro
vivo dentro.
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posted by Giampiero Busato at 10:58 PM | Permalink | 0 comments