Il giornalaio di Repubblica (punto it)
Posted on | marzo 19, 2008 | No Comments
Straccerei la mia tessera, non mi servisse per entrare gratis nei musei, e il 25 aprile mi firmerò contro ancor più risoluto per abolire il Disordine dei giornalisti.
Un deficiente della mia età, figlio di un vigile urbano di Roma, va a cena col babbo, poi raggiunge gli amici e si alcolizza. Va come un pazzo in centro urbano e falcia due poveracce che hanno avuto la sventura di trovarsi sulla sua strada. Le ammazza. Trovano – come accadrebbe anche per me – un suo video su Youtube e il filmato diventa, su Repubblica.it, “Le follie di Vernarelli al volante” (eccolo qui). Il sommario aggiunge: “Nella clip Vernarelli guida mentre si riprende con un videofonino. A un certo punto lascia il volante e accenna un ballo”.
- Cazzata numero uno (veniale): non è che uno debba avere il videofonino per riprendersi. Basta un telefonino.
- Cazzata numero due (grossa): c’è una tipa che parla con lui in macchina, è lei che lo riprende tenendogli il telefonino davanti alla faccia. Non si stava riprendendo mentre guidava: basta ascoltare.
- Cazzata numero tre (spropositata): non fa follie al volante, ’sto coglione. Guida. Senza cintura, occhei, roba da trenta euro di verbale, e fa due gesti con le mani per accompagnare la musica quando è praticamente fermo. L’unica cosa che si capisce dal video è che Vernarelli è brutto come la fame e ha una manciata di denti sparpagliati a caso nel cavo orale (cattivo io? O cazzi suoi mettere a disposizione del mondo la sua atroce bruttezza? You decide).
Quindi mi incazzo, e tanto, perché quel video non c’entra una beata mazza col fatto che Vernarelli, ‘mbriaco marcio, abbia ucciso due turiste. Ma proprio niente. Solo che ex post lo vanno a ripescare e ti vogliono far vedere che ’sto qui era uno squinternato, un pirata della strada, un mostro preannunciato, mentre è solo un emerito coglione che, grazie al lassismo della legge italiana sugli arrotati dalle autovetture, vedrà la galera molto meno di un ladro di polli.
E chi mette quei titoli lì, su Repubblica.it, dovrebbe cambiare mestiere domani mattina.
Dichiarazione di responsabilità: ho guidato sbronzo taaaante volte. A mia unica discolpa posso dire che ne ero conscio e andavo, quasi sempre, piano come mio nonno strabuzzando continuamente gli occhi per essere sicuro che nessuno attraversasse la strada all’improvviso. Mi fosse andata molto di sfiga…
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