ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Parola di Luca Luciani

Posted on | dicembre 1, 2008 | 1 Comment

Ogni volta in cui mia nonna mi chiede perché il mio sogno non sia quello di “lavorare coi libretti a posto in Ferrero” (no, la mia cara Caterina classe 1920 non ha adottato scientemente il gergaccio aziendale: usare “in” è un piemontesismo, e “lavorare in Ferrero” è sinonimo di grande azienda che, secondo lei, ancora assume a tempo indeterminato), bene, le vorrei rispondere parlando di uno come Luca Luciani.
Quando, in primavera, un dipendente Tim lo sputtanò mettendo in Rete un suo sproloquio delirante su Napoleone e Waterloo a me non stupì tanto che questo tizio avesse stravolto la storia. Anzi: in fondo mi meravigliavo potesse sapere di una battaglia a Waterloo. Invece mi sorprese che nessuno, dico, nessuno si fosse curato di sottolineare la sintassi del Luciani. Un uomo da 70.000 euro al mese di stipendio che ignora i rudimenti della lingua. Uno che parla così, “aria di aspettativa”, o “questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo”, o “la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza si crea dei grandi film che sono tutte cazzate” farei fatica a mandarlo al centro assistenza clienti 187, a seicento euro con un contratto a progetto.
Adesso sta circolando un altro (se veritiero, meritatissimo) sputtanaggio. Un altro dipendente Tim che ha fotografato e spedito in Rete una mail di Luca Luciani. Non si sa se sia vera, del resto è improbabile abbiano consigliato al tizio di rivendicarne la paternità perché il testo è questo:

Oggetto: R: CHIUSURA GIUGNO FISSO E MOBILE
A volte cerco di stimolarvi, qualche volta vi provoco, molto più spesso vi ringrazio. E sempre vi ammiro.
La migliore legione che serve Roma dai tempi di Cesare. Guidata da generali temerari e comandanti instancabili. Dove lottatori coraggiosi, abili arceri e invincibili cavalieri si contendono la gloria di morire per primi in battaglia.
Vi ho detto giorni fa che la strada era in salita.
Ma non con la moto: con la forza di volonta’ di uomini d’acciaio.
Bravi.
Quando Lucio mi ha detto venerdì (alla faccia delle feste romane e di chi pensa che a Roma non si lavora) quanti pezzi avete movimentato ho pensato che con voi nulla è impossibile.
Forza e onore.
Con stima, per tutti, dal primo all’ultimo, da chi sta sopra a chi sotto: grazie.
Luca

Qualcuno spieghi a Luciani che quei tasti sulla destra non servono per appoggiare il mignolo ma sono le vocali accentate. L’apostrofo non è un accento. Il resto lo leggete da voi, amici legionari.

Comments

One Response to “Parola di Luca Luciani”

  1. marco.giacosa
    dicembre 1st, 2008 @ 18:41

    fosse solo quello, GB

    deve fare soldi, non scrivere un libro: quindi non mi stupisco, perché la lingua italiana – nel mondo degli affari – è funzionale a fare ‘bella figura’, comprendersi meglio, insomma è curata quando serve, non in quanto tale

    è la forma mentis di quelli come luca luciani che mi fa orrore, è quanto immagino possano insegnare alle figlie, come possa sentirsi un dipendente alle loro dipendenze dirette, all’ansia che crea in quelli (per fortuna) non come lui, e che non hanno potere contrattuale per opporvisi

Leave a Reply