Un minuto e trenta secondi: poi andate aff…
Posted on | aprile 20, 2009 | 1 Comment
Oh, quanto poco mi è simpatico Marco Mazzoli, il conduttore dello zoo di 105, non saprei dirlo. Ma quanto mi è piaciuto quando l’altro giorno ha rimandato in onda il servizio del Tg1 che banfava (parola di Mazzoli) sugli ascolti del terremoto so dirlo: tantissimo. E il suo ”ma andate affanculo” è anche il mio. Lo stesso che dedico al diversamente dicitore Gianni Riotta, che non è ancora riuscito a dire “famiglia” o “voglio” senza scivolare su “famija” e “vojo” (ma non aveva studiato in Iueséi?). Pure con la “s” intervocalica è ancora fermo ai film di Aldo Fabrizi. Riotta, l’altro giorno, è andato via dal TG1 – calmi, non cambia un tubo: torna Clemente J. Mimun – e ha ficcato nel suo discorso d’addio una pseudogiustificazione a quel minuto e trenta secondi di vergogna sui dati d’ascolto del terremoto. Dice: lo abbiamo fatto per spiegare che gli italiani gioiscono con noi, si informano con noi e piangono con noi. E quando vi mandano affanculo, invece, come fanno? Con o senza di voi?
Tags: Gianni Riotta > Tg1 > Zoo di 105
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One Response to “Un minuto e trenta secondi: poi andate aff…”
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aprile 23rd, 2009 @ 10:49
d’accordissimo su tutto con te, ovviamente. Però lascia perdere Fabrizi, anche perché Riotta è palermitano. Sulla s intervocalica sono d’accordo con te (da quando ho “scoperto” la versione padana facendo dizione non l’ho più abbandonata, o almeno ci provo) ma ti assicuro che il tema della s “dolce” o “aspra” è ancora dibattuto…