Il voto utile
Posted on | giugno 11, 2009 | 3 Comments
Mmmmm. Nel microcosmo albese è successo che al primo turno il predestinato successore del sindaco di centrodestra non ha vinto. Non al primo turno, via. Il 21 giugno si va quindi al duello: il berlusconico-tremontiano Castellengo (8980 voti, il 46.1%) contro il Franceschini al gianduja Marello (8062 voti, il 41.39%). Qui ad Alba ci invitano al voto utile, e dicono: siccome le liste di Castellengo hanno preso più voti di lui, e superano appena il 50%, ci sarebbe il rischio di avere un sindaco di una parte e una maggioranza dall’altra. Quindi, sostengono i Castellenghici, mica puoi votare per Marello. Che se poi vince come fa a governare con meno consiglieri dei nostri? E allora vota utile: vota a destra.
Mmmmm. Fossi uno di Castellengo mi farei una domanda, piuttosto: perché il nostro Carlo ha preso meno voti delle sue liste, anche se aveva la strada aperta da un sindaco che piaceva anche alle pietre? Come ha fatto a spendere tanti dindi quanti il presidente del Real Madrid per poi pareggiare contro il Pizzighettone? Forse perché agli albesi sta sui maroni più di quanto non si pensasse? Può essere una risposta ragionevole.
Voto utile. Mmmmmmmmmm. A parte il fatto che il Consiglio di Stato mica è tanto d’accordo con questa storia dei premi di maggioranza, ma non è il momento di fare i tecniconi della giurisprudenza, l’altra domanda è: per chi vota il terzo candidato, Olindo Cervella, che ha preso 1304 voti e può far vincere l’uno o l’altro? Per saperlo compro la Gazzetta d’Alba (che ospitò il mio primo articolo in assoluto, nel maggio 1990, lo so che è un colossale chissenefrega ma per me no) e sfoglio avidamente, alla ricerca dell’endorsement hillaryclintoniano dell’Olindo. E invece trovo questa uscita: “Non so ancora se al ballottaggio sceglierò Marello, un candidato di cui ho grande stima ma a prima vista legato a un apparato che tende a fare dell’opposizione una professione – o Castellengo. Non credo peraltro di essere determinante: i miei elettori hanno la caratteristica di essere bipartisan. Mi interessa piuttosto il rinnovamento della città”. Altro che Clinton: parole che mi sbaglierò, ma suonano terribilmente clementemastelliane. Rinnovamento della città, e non sa ancora se scegliere chi è al governo da due mandati e chi non ci è stato manco un giorno? Non che la cosa mi tocchi, io avrei votato Emma Bonino sindaco ma qui non si è presentata, però mi sfugge il ragionamento.
Aggiornamento: Olindo Cervella ha dato il suo appoggio esterno a Maurizio Marello.
Voto utile: il voto utile, in politica nazionale, è una menata. Votare uno che non voteresti solo per non far vincere un terzo che non voteresti. In micropolitica, come qui, il voto utile finisce per essere quello di chi vuole far rendere il suo voto. Voto utile per sé. E non è il massimo, a dirla tutta. Vi farò sapere chi ha vinto, come e perché. Il mio endorsement non ve lo dico, sarebbe decisivo e non è giusto.
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3 Responses to “Il voto utile”
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giugno 11th, 2009 @ 19:38
ahora entiendo… no questo “voto utile” è una cosa senza senso
giugno 15th, 2009 @ 15:24
ottimo papà
aldilà delle dichiarazioni di facciata, delle telefonate a casa di chi ti diceva di NON votare quel candidato perchè il voto NON era utile, nonostante ciò anche le pietre sapevano che avrebbe apoggiato marello. anche magari rifiutando offerte-che-non-si-possono-rifiutare.
Chissà cosa gli ha offerto castellengo, cosa marello, mah….chissà….
novembre 9th, 2009 @ 11:47
[...] sue liste al primo turno ma in parte l’altro candidato) i Castellengos si inventarono una mossa della disperazione: in sostanza invitarono a votare Carlo non per convinzione ma perché se il popolo avesse eletto [...]