ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

L’abbuffata

Posted on | giugno 3, 2009 | 13 Comments

Ipocritello, essendo nato ad Alba, un po’ lo sono pure io, eccheccazzo. Quindi capita che mi ritrovi su al mio circolo, pochi giorni fa, appena finito di dilettarmi in una borghesissima partita di tennis (in realtà gli altoborghesi che fondarono il Tennis Club Alba nel 1978, compreso l’ex sindaco democrist-sinistreggiante Demaria, ormai vanno al Golf Club di Cherasco perché ha quote di accesso piuttosto esclusive, nel senso che escludono tutti quelli che non hanno taaaaanto grano).

Dopo la partita gironzolo per il club, stravolto dalla calura e dai passanti del mio pugnace avversario.  E scopro che c’è l’aperitivo dei Giovani per Alba. Boia, non posso perdermelo. Del resto sembra farlo apposta: esco di casa e trovo l’Ape Gelataia ed Emanuele Bolla. Faccio un serve&volley, alzo la testa dal campo 6 e mi ritrovo Emanuele Bolla. Se è un segno divino, e io non voglio sottovalutare i segni divini, è mio obbligo morale assistere all’aperitivo. E anche sbocconcellare un po’ di fritto, con qualche calice di rosé servito molto chilled. Ipocrita, dicevo, perché l’aperitivo di destra non s’ha mica da fare per me che poi mi ergo a criticone, però diamine, son le otto di sera, è domenica, penso alla mozzarella di bufala che urla la sua solitudine nel mio frigo. La decisione è presto presa: Castellengo sindaco, e ancora un sorso di rosé, grazie.

Castellengo c’è, in carne e ossa: parla un po’ piemontese e un po’ italiano, la variante est, il traffico, i finanziamenti (il circolo ne ha presi per far giocare le sue squadre di tennis di serie A), il bilancio che è migliorato, Alba nel mondo (eeeeeh). Alla fine, quasi dimentico dei suoi gladiatori, li presenta tutti insieme: “Ah vi presento i giovani. Vieni Bolla, vieni”. C’è Bolla, c’è Lucco Castello (trentasei gradi e abbigliamento da ufficio in novembre, un coraggio sovrumano), ce ne sono anche altri ma mica li conosco tutti (e qualcosa mi dice che neanche lui conosca tutti per nome e cognome): Anolli, forse, boh. Dice che questi sono bravi ragazzi, che Lucco Castello ha spaccato il salvadanaio per comprarsi la pubblicità sulla Gazzetta d’Alba. Boia, la Gazzetta dice che Castellengo ha speso almeno settantamila euro (stima al ribasso) per la campagna, cinquemila li poteva dare ai giovani, no? Prima di andar via me lo presentano, e vengo presentato come un “famoso giornalista”. Mi chiede di mio padre, che scopre di conoscere. Mi dice che adesso devo sparare tutte le cartucce, dai 30 ai 50 nella vita si fa tutto, e che è bello sapere di albesi che spargono la loro albesità nel mondo.

Ieri, poi, ho rifiutato della pizza gratis, sempre di Castellengo, in piazza Savona. Aveste visto la ressa: scene di fame dal Burkina Faso. Per conto mio mica me la sentivo di bissare l’ipocrisia: ipocrita sì, ma mica professionista. Giornata elettoralmente campale, quella di ieri, con gran concerto di Marina Fiordaliso, in arte Fiordaliso, davanti alla nuova fontana. A un certo punto una signora, che vent’anni li ha avuti ma non meno di trent’anni fa, sale sul palco e inizia a sculettare e roteare braccia e gambe. Imbarazzo generale, dal quale Fiordaliso esce prendendo per mano la Cuccarini de noantri e calmandola con una massima che ancora sto cercando di decrittare: “Nella mia vita ho un motto: ama chi sei”. Ama chi sei: o è una linguista inarrivabile, o io ho non ricordo più i pronomi, o non significa un cazzo. Momenti indimenticabili, comunque: volevo fotografarla, la danzatrice del ventre (un po’ ampio) ma non me la sono sentita. Prima di Fiordaliso avevano gorgheggiato gli esponenti tutti della destra albese: il sindaco uscente Rossetto (frase chiave: “Noi non ci vergogniamo della nostra storia, non come altri che lo fanno, e non faccio nomi perché non è il momento giusto”. Ah, e quando è il momento giusto per far nomi, che mancano quattro giorni alle elezioni?), il consigliere regionale Cirio (frase chiave: “Votateci anche in segno di rispetto e di riconoscenza nei confronti del nostro presidente Berlusconi, per tutto quello che il suo governo sta facendo” . E qui ho avuto un mancamento, ho rischiato di versarmi la birretta sulle scarpe e gli avrei chiesto i danni, nel caso), Castellengo (frase chiave: non la ricordo, stavo ancora rimuginando su quella di Cirio). Forse anche lui ha detto “Ama chi sei”.

Comments

13 Responses to “L’abbuffata”

  1. Emanuele Bolla
    giugno 4th, 2009 @ 10:17

    VERGOGNATI!
    Finché attacchi chi fa politica fai pure come ti pare.

    MA QUANDO INSULTI LA GENTE, SPECIE PERSONE CHE NON CONOSCI, PENSA ALLE PAROLE CHE DICI.

    La danzatrice del ventre che “non ti sei sentito di fotografare” (chiamata sul palco autonomamente da Fiordaliso) E’ UNA RAGAZZA DI ALBA “CON DEI PROBLEMI” che era lì in piazza con alcuni ragazzi dell’Istituto Ferrero di Alba.

    QUELLO CHE HAI SCRITTO FA SCHIFO (lo scriverei ancora più grande ma non ne sono capace).

    Pensaci… magari non mi sbaglio più di tanto…

  2. Giampiero Busato
    giugno 4th, 2009 @ 10:38

    calma bolla, dai, non ti scaldare.

    1) non lo sapevo, ovvio.
    2) non lo sapevo eppure NON ero tra quelli che ridevano. tuttavia sono certo di aver visto ragazzi ridacchiare e fare fotografie e filmati col telefonino alla ragazza, proprio mentre lasciavo la piazza. e sono CERTO (lo scriverei ancora più grande ma non posso) che alcuni di quelli erano degli sbandieratori col tricolore, insomma, credo i tuoi sodali che tentavano di ricreare l’effetto ‘congresso Forza Italia’.
    3) mi sono informato e mi dicono che Fiordaliso, a un certo punto, ha detto: ti faccio scendere perché tutti stanno ridendo di te. Domanda, bolla: chi stava ridendo di lei, tra voi?

    e poi, nota a margine: ‘attacco chi fa politica’ se parlo di Di Pietro o di Mastella. abbi pazienza, bolla, per me questo è un divertente passatempo. e mi spiace, ma ‘politica’ è un termine un po’ inadatto per una tornata elettorale in un paesone. anche se per te è come scalare il Quirinale.

    camomilla, ora.

  3. giac
    giugno 4th, 2009 @ 11:20

    bolla bolla bolla
    capisco che tu ci creda davvero, e la cosa – lo dico (per quanto possa sembrarti strano) seriamente – ti e vi fa onore.
    ma fermati un attimo, respira, fiii-uuuu, fiiii-uuuu, fiiii-uuuuu. ok, ci sei?
    bene
    allora:
    credi in un partito, ci credi davvero, chiami a raccolta gli amici, fate la lista, bene, avete voglia di fare, benissimo. vi esponete? bravi. allora cercate di fare le cose seriamente. cosa intendo per ’seriamente’?
    ’seriamente’, per quanto paradossale, significa: non prendetevi troppo sul serio. ‘Ammazza: siete giovani, e fate le politiche dei vecchi. non c’è un soffio di vento (altro che aria) nuova nella vostra campagna elettorale. niente di niente. volete essere la novità? ottimo: ma perché non avete candidato a sindaco uno di voi, un under 30? giuro, e sono sincero, che avrei potuto (votassi ad alba) prendere seriamente in considerazione l’idea di votare un giovane. anche se blu. perchè – per quanto possa sembrarti strano – non sono rosso.
    volete essere la novità? benissimo: ma perchè riprendere la tradizione dei cocktail-party, della presa per la gola dell’elettorato attivo? sei giovane, io potrei essere tuo zio e ti dico che li ricordo bene gli anni ‘80 – sebbene fossi un ragazzino -, ricordo bene i santini con le indicazioni prestampate delle preferenze, addirittura con i numeri (1-4-9-15, capitava ci fossero quaterne di candidati coalizzati, terni di “più amici” all’interno della stessa lista che facevano gruppo, per essere eletti), il tutto per un posto nella rosa dei consiglieri da cui sarebbe uscito il sindaco. e, su tutto, in quegli anni: cene, aperitivi, grandi abbuffate, magna magna (pre)elettorale.
    poi, per grazia d’Iddio, è arrivata Tangentopoli, la merda sulla politica, la presunta nuova repubblica, e le cene, se c’erano, erano in low profile assoluto, soltanto gli amici, quelli fidati, quelli che portavano voti, e più che maxiraduni erano rimpatriate post-campagna elettorale, più che a chiusura. non che fosse quello il problema, ma capiscimi: la forma, a volte, è sostanza.
    arriviamo al 2005. quel genio (lo dico, per quanto possa sembrarti strano, seriamente) di alberto cirio. non so se sia un buon amministratore, di certo è la migliore macchina da campagna elettorale che io abbia mai conosciuto (almeno al Nord). ha ricominciato lui. cocktail-party. aperitivi. open bar. ha funzionato: in regione con 10mila e oltre preferenze.
    da lì in avanti, ritorno in grande stile alla prima repubblica. magna magna magna. mangia che è buono, diceva un tizio, a zelig, qualche anno fa.
    non sono per niente d’accordo alla pompa magna della presa per la gola dell’elettore. non mi interessa se funziona. rimango un vecchio idealista. per questo ti prendo per il culo, sebbene non ti conosca. perchè a volte impari di più da chi ti prende per il culo, che da quelli che ti danno facili consigli. se sei in buona fede. non ho motivo di dubitare che tu lo sia. allora, se davvero aveste voluto fare cose ottime, grandi, spinti dal vostro grandissimo entusiasmo, avreste dovuto candidare un under 30, non offrire nemmeno un salatino ma parlare alle persone, un porta a porta sfrenato, dimostrandovi seri e responsabili nonostante la giovane età, comizi convincenti, poche idee ma chiare. invece avete scimiottato la politica di quelli da cui traete esempio, i grandi vecchi (non solo anagraficamente). per quanto mi riguarda, un pessimo esempio. cosa che mi fa dubitare, quello si, che abbiate cercato un posto in consiglio – invece di iscrivervi in massa alle varie pro loco, anche quello è fare per gli altri, per la cittadinanza, no? – per avere gli stessi onori degli adulti alla cui ombra vi accucciate.
    dai, mancano poche ore alla fine. auguri.

  4. Francesco Bogliacino
    giugno 4th, 2009 @ 13:13

    me quedo sin palabras…

    spero che finisca presto sto tormentone delle elezioni, francamente mi sta venendo il vomito…

  5. gaucio mars
    giugno 4th, 2009 @ 15:17

    Per Busato: l’ho sempre detto che dovremmo frequentarci di più.
    D’altronde tu sei sregolatezza senza genio e io da anni mi definisco velleità senza artista…

  6. pippocervella
    giugno 5th, 2009 @ 07:36

    mi permetto Bolla, ma perchè scaldarsi tanto? chi ha insultato chi scusa? Non ti sei accorto come sia pacato e tranquillo il tono di Busato? per carità fortemente ironico, ha un’ottima capacità descrittiva che gli permette tutto ciò, ma non siamo superficiali per diamine: qua si parla dell’evento e per colorirlo un po’ l’autore descrive questo “incidente” ma non mi pare insulti nessuno, tantomeno la “danzatrice del ventre” che, per inciso, avrà i suoi problemi come tutti ma pare si sia divertita come una matta anche la sera successiva ad un altro evento analogo sulla stessa piazza.

    Busato qua ce l’ha con gli eccessi della campagna elettorale e in particolare con lista/e che appoggiano un ben preciso candidato sindaco, opinione condivisibile o no, ma non certo con ragazzi diversamente abili ospiti dell’Istituto (di cui NON è ospite la signora in questione).

    Adesso però divento un po’ stronzo: questa tecnica di urlare il proprio disappunto guardando il dito che indica la luna e non la luna ormai la conosciamo già, Sgarbi, Belpietro, Giordano eccetera mi hanno mitridatizzato al riguardo, ma quello che volevo chiedere io è: non tutti i ragazzi dell’Istituto sono interdetti, alcuni sono residenti ad Alba e votano………… la domanda la faccia qualcun altro.

  7. Francesco Bogliacino
    giugno 5th, 2009 @ 13:21

    mitico pippo!

  8. andrea
    giugno 8th, 2009 @ 23:26

    a metà scrutinio temo che i giovani per alba non sfonderanno la soglia del 2%, peccato così dobbiamo tenerci il cirio originale… :-) si vede che qualcuno ha offerto più rinfeschi

  9. edoardo zerrillo
    giugno 14th, 2009 @ 21:00

    ehi busato i tipi col tricolore sono ben altro che i “sodali” del buon Bolla, sono i militanti di azione Giovani, che hanno voluto EVITARE l’effetto congresso forzista o convention berlusconiana riportando il tricolore in piazza:proveniamo da AN noi di AG, il senso della Patria non lo tiriamo fuori solo quando fa comodo.

    comunque l’articolo a me fa scassare dal ridere!
    ciao

  10. GB
    giugno 15th, 2009 @ 14:32

    zerrillo, mi spiace informarti del fatto che an non esiste più, ormai siete una cosa sola con forza italia. le bandiere sventolavano durante i discorsi di rossetto (pdl) e castellengo (pdl), mi vien difficile pensare che volessero contestare alcunché.

    se proprio vogliamo dire, poi, venire ad alba a sbandierare il tricolore per ricordare il senso della patria è un po’ strano se lo fa chi, di discendenze missine, vuole rammentare il valore dell’italia a una città che si rivoltò contro il regime fascista. o no?

    ciao
    gb

  11. edoardo zerrillo
    giugno 15th, 2009 @ 16:48

    infatti non si contestava (sono io stesso candidato nel PDL in quota AN), ma si voleva richiamare ad un valore ideale che DEVE appartenere alla nuova destra, in cui è confluita anche AN con i suoi valori.

    la Patria è un valore di tutti coloro che vi credono:destra o sinistra che sia.
    noi ci crediamo e sventoliamo il tricolore, sperando che condividano questo valore anche le persone come te.

  12. Giampiero Busato
    giugno 15th, 2009 @ 19:10

    mah, le persone come me? uhm… le persone come me credono nelle persone, più che nei confini nazionali. non mi sento più vicino a un trentino che a uno svizzero del canton ticino solo perché qualcuno ha tirato una riga sulle montagne e ha detto che di qua è italia, di là svizzera o austria.
    dio-patria-famiglia non mi si addice proprio, nonostante al liceo fingessi di farmelo piacere.

  13. edoardo zerrillo
    giugno 15th, 2009 @ 19:39

    e vabeh, ti rispetto lo stesso.
    io i miei 62 voti me li sono presi, e li ho presi spendendo 100 euro.basta.
    comunque sto blog è simpatico

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