ilBranco

dal 1995 la sregolatezza senza il genio

Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0)

Posted on | ottobre 18, 2009 | 5 Comments

In questi tempi fulgidi e ariosi in cui il paladino dell’indipendenza giornalistica pare sia diventato nientepopodimeno che Enrico Mentana, che è un po’ come  ritrovarsi Fidel Castro come guida turistica a raccontarti quanto si stia da dio a Cuba (il paragone mi vien fuori perché su Current Tv stanno passando l’intervista-fiume al caudillo fatta anni fa da Oliver Stone) fa comunque piacere leggere che pure a lui, benché arricchito dal passato in Fininvest, son venuti i conati di vomito per quello che il duo Brachino-Sallusti si è inventato l’altro giorno su Canale 5.

Bene. Consolàti da Mentana potremmo, per esempio, tentare lo stesso esperimento assemblato in redazione Fininvest. Iniziando dall’ultima ruota del carro, il braccio esecutore dell’operazione sputtana-il-giudice-Mesiano-perché-ci-fa-pagare-una-multa-sacrosanta-e-il-padrone-Berlusconi-ci-ha-chiesto-di-farlo. Vale a dire la stravagante Annalisa Spinoso, arbiter elegantiarum di sigarette e calzini. Poverina, va. Un po’ mi spiace per lei. Per quelli che credono alle cospirazioni fantascientifiche potrebbe essere una novella Lee Harvey Oswald in gonnella e accento palermitano: le mettono un fucile in mano e le dicono di sparare a quello lì, senza fare tante domande. Che sia il bidello della scuola elementare o il presidente degli Stati Uniti non importa.

Spinoso, che probabilmente non saprebbe distinguere un rito abbreviato da un patteggiamento, né spiegare tipi ed effetti delle sentenze della Corte Costituzionale (ma in questo è in ottima compagnia, anche di chi si occupa  quotidianamente in tivù di faccende politiche e giuridiche) e che preferirebbe continuare a parlare di calzini e di minchiate (licenza linguistica palermitana) assortite confeziona – come potrebbe essere diversamente? - un servizio di biechissima pochezza, nella miglior tradizione dei programmi ‘contenitore’ concepiti per intrattenere, e già che ci sono pure per inebetire, la gggggente che guarda la tivù generalista a metà mattina (ah già, non si può dire, sennò si passa per comunisti snob e bizzosi). Vediamo come ciascuno di noi, da casa, può emularla: basta un pc, un semplice programma di taglia-incolla filmati e, ingrediente fondamentale, pescare nel torbido della lingua italiana e, a mani piene, dal sacco del becerume. E allora dai, tutti insieme: giochiamo all’Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0, ancora in fase Beta).

Testo suggerito: lo stesso confezionato per il giudice Raimondo Mesiano, appena appena rivisitato. 

“Ed eccola in giro per una scuola di Milano la giornalista Annalisa Spinoso. Nel suo servizio lontano dalle scartoffie della redazione sveste la tuta e si cala nei panni di television giornalist at Mediaset (citazione). Certo, non di una television giornalist qualunque. Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati. Davanti a bambini armati di strumento musicale non esita, neanche quando uno risponde che il suo preferito è il fogotto (sic): è impaziente, non riesce a stare ferma. Avanti e indietro. Si ferma, si fa inquadrare e poi ancora. Avanti e indietro. (Qui il canovaccio Spinoso prevede di inserire due frasi che non c’entrano una beata fava). Forse non sa ancora che alla Fininvest la stanno designando come esecutrice di un servizio di sputtanamento di un giudice, per poi magari promuoverla con un bell’aumento di stipendio. Lei va avanti e indietro, avanti e indietro. Continua a pronunciare la ’s’ intervocalica come non si fa più dal 1920 (eSSibizioni, muSSicista) e dice pure ji, non ‘gli’. Come fosse uno spot all’incontrario (cit.) della lingua italiana. Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un’altra stranezza. Guardatela mentre sfila davanti alla telecamera. Gonnella scura con stravagante rosellone, top viola, che si vocifera porti pure un po’ di sfiga in tv,  e giacca di pelle nera. Di quelle che in televisione non sarebbe proprio il caso di sfoggiare”.

Visto come è facile? Se siete riusciti a completare il lavoro dell’Annalisa Spinoso Reporter vi consiglio di mandare senz’altre esitazioni il vostro curriculum a Mediaset. Nel caso non sapeste cosa scriverci, a parte la vostra abilità nel modificare il modulo-Spinoso modellandolo per ogni evenienza, provate a scopiazzare da quello della Spinoso: che ne so, scrivete che volete lavorare per le Iene, per Striscia o per Brachino. E magari mentite anche un po’, millantando la genitura di articoli magistrali come questo, dal cappello montanelliano: “Tempo d’estate, tempo di tintarelle e gite al mare. Non vediamo l’ora di correre in spiaggia ma attenzione: Il (sic) buco dell’ozono non è fantascienza e lo strato che ci protegge dai raggi ultravioletti è sempre più sottile”. Attenzione, però, perché qualche rischio si corre: il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sicilia ha convocato la Spinoso per chiarimenti. Potrebbero, secondo indiscrezioni, condannarla a una settimana senza cassata coi canditi.

Lo stravagante Sallusti

Lo stravagante Sallusti

Breve chiosa su Alessandro Sallusti (così, nel caso non vi accontentaste di essere una Spinoso e aspiraste mai alle cariche di direttore o vice di Libero o del Giornalusconi). Il Sallusti che si esercitava contro il giudice Mesiano in giravolte e carpiati che neanche Nadia Comaneci, un po’ come quando Mentana legava un servizio sulla mafia e uno sul calcio dicendo che, esplosioni o punizioni, sempre di botte si parlava, è lo stesso Sallusti che tempo fa fu censurato dall’ordine dei giornalisti (tutti comunisti pure lì, maledetti). Motivo? Una collega dell’Espresso, Angela Camuso, aveva pubblicato un articolo che parlava di preti cattolici clandestini in Cina. Sallusti, quando seppe che due dei tre preti erano stati arrestati, pubblicò una foto della Camuso (ex modella) nuda, titolando bonariamente: “Ecco la giornalista dello scoop canaglia”, addossandole la colpa degli arresti e sputtanandola come presunta ex gnocca riciclata nel giornalismo (pratica, quella del riciclaggio della gnocca, in cui pare invece eccellere l’editore di del Giornalusconi). Risultarono false entrambe le cose. Sallusti provò inutilmente a difendersi: “Siccome la collega aveva avuto questo passato da modella – passato mai rinnegato, cioè mai nascosto o rinnegato – abbiamo fatto vedere anche fisicamente chi era questa collega pubblicando questa foto che non è una foto rubata, non è una foto clandestina, non appartiene ad un privato ma appartiene ad un suo book pubblico facilmente reperibile e la cosa ha offeso la collega”. Stavagante, no, questo Sallusti?

Comments

5 Responses to “Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0)”

  1. Giampiero Busato
    ottobre 19th, 2009 @ 11:23

    Sul Giornale di Berlusconi, quello in cui lavora quel Sallusti che insieme a Brachino ha confezionato il regalo al giudice Mesiano, Brachino ha chiesto scusa, eh.

    http://www.ilgiornale.it/interni/brachino_mi_scuso_mesiano_venga_tv/televisione-politica-giudice_mesiano-claudio_brachino-videonews-calzini_turchesi/19-10-2009/articolo-id=392102-page=0-comments=1

    Ah, dico a Redazione, che ha firmato il pezzo. Non pretendo abbia letto Foster Wallace, che nei suoi saggi distruggeva i luoghi comuni errati, ma basta con sta storia dell’occhio del ciclone, dai. Lo insegnano alle scuole elementari che al centro del ciclone non succede niente, che è tutto fermo. Nel dubbio potrebbe, Redazione, dare un colpo di telefono alla Spinoso, no?

  2. Noretta Ebasta
    ottobre 19th, 2009 @ 22:54

    http://www.youtube.com/watch?v=r1VEf3Skuck

    Caro Federico Giampiero, ho letto tuoi commenti su un brutto fatto di cronaca trattato da Storie maledette di cui ti allego link per verifica. Ma sei proprio tu ad esprimerti con quella sicumera, per come sono abituata a leggerti, non ti riconosco. Conferma o smentisci.
    Grazie

  3. Giampiero Busato
    ottobre 20th, 2009 @ 08:50

    Brachino, dopo le scuse, rilancia.

    http://www.ilgiornale.it/interni/la_lunga_giornata_brachino_inseguito_sindacati_e_tapiro/20-10-2009/articolo-id=392158-page=0-comments=1

    Attenzione a cosa dice: La giornalista autrice del pezzo da venerdì scorso è oggetto di pressioni e di insulti – ha rivelato Brachino -. Non ha fatto nulla di osceno e la responsabilità giornalistica del pezzo è mia». Peggio: per la redattrice c’è l’anticamera del linciaggio: «Il cellulare della Spinoso è finito sui blog, anche quelli politicizzati. Se si grida alla violazione della privacy allora vale per tutti; anche la privacy della mia giornalista è stata violata».

    Ma possibile che la Spinoso non abbia spiegato a Brachino che è stata lei a mettere il suo cellulare e la sua mail su Internet, chiedendo agli internauti di chiamarla nel caso avessero voluto informazioni?
    http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html

  4. Monica
    ottobre 27th, 2009 @ 09:27

    Per fortuna non guardo le reti fininvest, ma quando mi è capitato di ascoltare (per pochi minuti, perché sono debole di stomaco) i tg 5 o 6, mi ha colpito l’ accento polentone (licenza poetica meridionale) dei giornalisti. Va bene fare il verso alle minchiate della Spinoso, ma fare riferimento al suo accento palermitano…E allora?

  5. Giampiero Busato
    ottobre 27th, 2009 @ 10:40

    ciao Monica. che si senta parlare in milanese o in romanaccio, in tv, non credo sia bilanciabile con iniezioni di marchigiano, umbro o sardo.

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