Come son figo, con la mia Limo
Posted on | novembre 23, 2009 | 24 Comments
Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.
Won’t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?
(James Taylor, Limousine Driver)
Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni salottiere puzza-sotto-il-naso che ignoravo (devo avere un sosia in circolazione), ho finalmente avuto a disposizione il testo completo dell’iniziativa piemontese “In discoteca con la Limousine”, lanciata dal consigliere regionale Toselli per affrontare la piaga degli incidenti. Lo trovate qui. La lamentela di Toselli riguardava, a parte le mie tendenze leniniste, il fatto che non avessi colto (ma non potevo: mi mancavano le notizie, c’era solo uno spot) il senso profondo né il valore della proposta, sbertucciando un’idea brillante per biechi interessi di partito (quale? Non ne ho uno. Anzi, se Toselli mi desse una mano a trovarlo…). Proposta che è spiegata così.
Immagina di andare in discoteca con un autista personale… di stare tutti insieme con il tuo gruppo durante il viaggio… di non doverti preoccupare per il parcheggio… di poterti divertire in sicurezza [...]
E fin qui direi che ci siamo capiti. Il testo è lo stesso dello spot attira-truzzi, con la variante del viaggiare tutti insieme. (Ma in quanti si può stare, in una Limo?)
[...] senza preoccuparti della stanchezza del viaggio di ritorno, della nebbia, del maltempo, dei controlli… Contro gli incidenti al ritorno dalla discoteca, le stragi del sabato sera, il rischio di incappare nei controlli con l’etilometro [...]
Mmmm. King Torik a parte (questa se la capite bene, sennò pazienza) non vi pare manchi qualcosa?
[...] l’unico rimedio immediato ed efficace è organizzare dei bus per il trasporto dei giovani.
Bus? Non erano Limousine? E “realizzare il sogno di diventare un Vip”, come diceva lo spot? Svanito sui sedili scomodi di un Iveco blu? Comunque: non vi pare che manchino un paio di cose e ce ne sia, invece, una di troppo? Urla la sua assenza il motivo principe per cui capitano gli incidenti nelle notti del weekend: molto più della stanchezza, della nebbia, del nervoso per non aver trovato parcheggio, della sirena degli sbirri che ti suona nelle orecchie fa, e lo sanno anche le pietre, lo sballo. L’alcol, prima di tutto. Canne, cocaina, pasticche in subordine (o combinate agli alcolici). Qualche tempo fa l’associazione amici della polizia stradale aveva fatto presente, una volta di più, che la distribuzione incontrollata di alcol risultava sempre una delle cause primarie degli incidenti del venerdì e del sabato sera. Perché nebbia, ghiaccio, sonno eccetera esistono anche di mercoledì e di giovedì. Solo che, stranamente, si muore a frotte solo di venerdì e di sabato. I ragazzi che tracannano gin tonic come gazzosa e poi guidano sono, certo, dei coglioni. Ma non per questo sarei incline a consegnare il premio Angelo dell’anno al proprietario del locale che lucra – con ricarichi spaventosi, peraltro - sui cocktail che vende a tutti: minorenni, diciottenni, pure agli zombie ubriachi marci che continuano imperterriti a ordinare al bancone o al tavolino. Però su alcol e droga non una parola, eh? E poi: perché l’etilometro dev’essere presentato come un nemico? Se non hai bevuto non rischi niente. Se hai un tasso di 2,2 e vuoi guidare, invece, sei un perfetto deficiente, tanto più quando ancora l’ormone ggggiovane ti spinge a pestare sull’acceleratore perché ti fa sentire cool.
Per evitare che fra qualche mese ci troviamo a piangere altre vittime, chiediamo alla Provincia di Cuneo di organizzare – con l’utilizzo di parte di fondi regionale della legge 16 per le politiche giovanili – una rete di trasporto, allargata a tutto il territorio, compresi i centri minori, allestita appositamente per i giovani che desiderano frequentare le discoteche e i locali di ritrovo. Un servizio che è atteso da migliaia di genitori, che hanno il diritto di dormire tranquilli, ed è gradito dai giovani che possono divertirsi in libertà, senza preoccupazioni per il ritorno. In Provincia di Cuneo, che presenta purtroppo statistiche molto elevate di incidentalità, si potrebbe fare un investimento per verificare l’efficacia di questo sistema di trasporto, da ampliare poi alle altre Province.
Credo (non ne sono sicuro, nel testo mancano i riferimenti) che si faccia riferimento alla legge regionale 16 del 13 febbraio 1995, questa. Che è una legge di “coordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani”. Lo spirito della norma è quello di “prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione e devianza” giovanili, di realizzare “scambi socio-culturali, in particolare con i Paesi della Comunita’ Europea” (con l’apostrofo, chiaramente: anche il legislatore regionale, come quello nazionale, ha tagliato la scuola dell’obbligo). Se la piaga da combattere è quella dell’alcolismo e della tossicodipendenza giovanile, quindi, tutto sommato ci potrebbe anche stare un intervento finanziato, benché la lettera della legge vada in una direzione diversa e l’interpretazione in questo senso della norma sia a dir poco stiracchiata. Infatti si dice che lo scopo principale è quello di coinvolgere i ragazzi nella vita sociale del loro territorio con l’obiettivo preferenziale dell’”adozione, da parte dei Comuni, della Carta della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale“. Su queste basi, invece, mi pare, diciamo così, un atto in spregio del rischio di figuracce arrischiarsi a sostenere che pagare la Limousine a chi, tra i giovani, vuole andare a sballarsi in discoteca possa rientrare nel progetto della legge. Anche perché, se così fosse, non si capisce perché non concedere lo stesso privilegio ai ragazzi che, senza toccare bottiglie e bicchieroni, al sabato sera in disco preferiscono il teatro o il cinema, magari fuori città, ma temono (qui sì) la nebbia, il ghiaccio e, magari, l’ubriacone che sfreccia in statale ai 16o all’ora. Perché pagare cinquanta chilometri di strada verso la discoteca e non verso un cinema, per chi abita nei centri minori? Il diritto alla tranquillità dei genitori dei discotecari, sempre che esista, vale più di quello di chi ha figli che non ballano musica tunz-tunz? Sicuramente spendono meno i secondi dei primi, questo sì. Poi è chiaro: ovvio che un padre e una madre abbiano paura che possa succedere qualcosa ai loro figli. Che novità. Ma esiste il dovere di rispettare la legge. Quindi di non mettersi alla guida in stato di ebbrezza né sotto l’effetto di sostanze psicotrope. Anzi, l’alcol no ma la droga è già vietata per legge, guida o non guida, se non in quantità da omeopatia. Io, poi, non mi reputerei tanto tranquillo se la Regione mi recapitasse a casa il figlio che si è fatto di ecstasy o che non riesce neanche a sfilarsi le scarpe tanto è cotto, o che appena sceso dalla Limousine corre a vomitare l’anima in bagno.
Inoltre puntiamo a educare i giovani al “bere consapevole”, con un uso misurato degli alcolici, e questo è il secondo obiettivo del programma di politiche giovanili che la Provincia deve mettere in atto. Chiediamo alla presidente della Provincia Gianna Gancia di unirsi al nostro progetto, coinvolgendo i principali Comuni della Granda e le aziende di trasporto pubblico. Aderisci anche tu!
Ah, “inoltre”. Semmai questo dovrebbe essere il primo obiettivo. Però è messo lì a mo’ di consiglio, di raccomandazione lasciata alla Provincia. E chi ce li mette i soldi per educare i giovanotti al non alcolismo? Qualcuno pensa che basti dire “non bevete?” I ragazzi sono tendenzialmente delle teste di capra, e lo dice un ex ragazzo testa di capra. Io bevevo, a volte pure parecchio, e per fortuna quando bevevo andavo più piano del solito e vivevo vicino alla discoteca. Mai messo sotto neanche un topolino. Ma i proprietari di discoteche si arricchiscono consapevolmente proprio sulla coglionaggine adolescenziale: perché se adesso ho trent’anni e apprezzo il terroir del pinot nero, a diciotto la maggior parte di noi chiedeva al barista un “cocktail che faccia dei gradi” (ne ricordo alcuni: l’invisibile, il B52 e pure un negroni modificato che fumava, tanto era pesante). Schifezze per il fegato, botte in testa alla lucidità. I buttafuori intervenivano solo se i più ubriachi diventavano aggressivi. Se erano ubriachi e basta, chissenefrega. Anzi: meglio, voleva dire che si erano svuotati il portafoglio alla cassa.
I ragazzi vogliono le navette e non il test dell’alcol? Bene: se le paghino, visto che non battono ciglio per sborsare i 20 euro di un coca-Havana. E che i gestori rinuncino a un po’ del loro guadagno per finanziare il trasporto, se davvero ci tengono alla salute dei loro clienti. Magari chiedano ai ragazzi di dichiarare il guidatore, facendolo entrare gratis, guidatore che a fine serata esce senza pagare solo se soffia nel tubetto del tester e risulta sobrio. O mettano un’autotassa sulla navetta: ogni X euro, un tot per il fondo. Idee come altre, eh. Solo che toccano gli interessi di chi si fa i soldi sulle sbronze adolescenziali, sapendo che se agisse da solo, per un sussulto di coscienza o per spirito civico, rischierebbe di vedersi il locale svuotato (noi avevamo il “barista preferito”, tale Italo dell’XL di Alba, che ci riempiva il bicchiere aggratis quando scolavamo il martini bianco tutto d’un fiato: ci avesse negato l’alcol avremmo cambiato o barista o locale). Farei, per esempio, una campagna di presenza coatta in pronto soccorso per vedere come ci si riduce se, ai 64 all’ora, si batte contro un muro. O se ti entra un cofano nella portiera ai 50 all’ora. O se cozzi contro un palo ai 29 all’ora. Perché a scuola guida, così come non ti insegnano a controsterzare né a evitare gli ostacoli, non ti fanno neanche vedere quanto siano fragili i nostri abitacoli e i nostri corpi. Sono velocità ridicole, quando le fai ti pare di essere fermo: ma tanti non si rendono conto di cosa possa capitare anche andando così… piano.
Morale: non aderisco. Ci pensino i bazzicatori di discoteche e i proprietari dei locali. Che si finanzino loro i trasporti, soprattutto se davvero si parla di Limousine (ma sapete quanto costano? Stiamo scherzando?) Tendo a ritenere i frequentatori di disco non dei poveri spiantati (perché entrare costa parecchio, bere costa tanto, vestirsi cool ancora di più), quindi li si può aiutare a organizzare un servizio di trasporto ma se lo devono pagare loro, o glielo devono pagare quelli che beneficiano del loro sballo. Non io.
Nel frattempo è arrivata la seconda puntata della campagna. Ero stato informato del fatto che lo spot dei truzzi e della Limousine fosse solo una parte della incisiva campagna pubblicitaria per la sicurezza delle strade. Che la seconda parte sarebbe stata decisamente diversa, con un altro taglio, rivolta a tutti. Questo spot concentra gli sforzi dell’iniziativa “Sicurezza stradale”, ne mette in luce le caratteristiche pregnanti. Spiega cosa fare e come farlo, pane al pane, evidenziando i problemi e indicando la soluzione alle morti sulle nostre strade, e non solo quelle del fine settimana. Pronti?
E qui mi taccio. Sennò dite che sono cattivo.
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24 Responses to “Come son figo, con la mia Limo”
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novembre 23rd, 2009 @ 16:03
appoggio il non appoggio all’iniziativa così com’è proposta, cioè con le spese a carico di provincia/regione/comune o ente pubblico che dir si voglia.
Ma aggiungerei altro: qua, per come è posta la questione, abbiamo dei ragazzi che hanno diritto allo sballo, genitori che hanno diritto a dormire tranquilli… immagino che i gestori di sale da ballo abbiano diritto di lavorare. Per com’è dipinto il quadro mi pare di capire che i doveri ce li abbia solo l’ente pubblico. Ecco su questo principio non sono d’accordo.
Anche questo passaggio è una raffinata (…) tecnica di marketing: non c’è pubblicità che metta in risalto i tuoi doveri, è molto più accattivante chi ti ricorda i tuoi diritti.
Ma avranno, sti benedetti ragazzi e tutti gli altri attori di questa storia, qualche dovere si o no? il dovere di non mettere a rischio la vita altrui perlomeno, guidando in condizioni precarie, il dovere di farsi capire dai propri figli filtrando i miliardi di stimoli ai diritti che arrivano loro da ogni dove, il dovere di farsi parte in causa del problema come gestori, limitando che so il bere o testando alcolicamente all’interno del locale o convenzionarsi con operatori del settore (educatori di strada per esempio) ammettendoli il sabato sera in discoteca a prezzi scontati? (buttata lì anche questa).
E prendendola ancora più larga, abbiamo tutti chi più e chi meno, delle responsabilità: prendiamocele, invece di delegarle ad altri. Perchè per ogni ragazzo che muore ubriaco al volante le colpe, volenti o nolenti, vanno redistribuite su più attori: l’agire su uno solo di questi non mi risolverà mai il problema nella sua complessità, ma avrà l’effetto di una tantum o di un condono.
novembre 24th, 2009 @ 11:47
considerazioni varie….
http://fbogliacino.blogspot.com/2009/11/la-sostanza-i-gggiovani-e-le-sostanze.html
novembre 24th, 2009 @ 13:10
lette tutte, Francesco (con il tomo di economia politica sulla scrivania, l’ho rispolverato disperato quando ho raggiunto il rigo sull’effetto di spiazzamento). ho come l’impressione che il popolo bue (del resto ce lo dicono: noi siamo snob, “loro” stanno con la ggggente) preferisca “meno incidenti per tutti” (intercambiabile con “tasse”, “omicidi”, “furti”, “clandestini”) alle tue considerazioni sull’efficacia delle navette per la transumanza dei ciucchi. tutto sommato la mia proposta sopravvive alle tue lame, e questo mi conforta.
novembre 24th, 2009 @ 17:15
Non oso immaginare come potrebbero essere ridotte le navette la domenica mattina, una volta rientrate nel deposito comunale e scorazzati a casa gli sbronzi in overdose, i congestionati, i bulli disinibiti.
Proporrei a questo punto navette dotate di almeno un paio di guardie padane militanti ognuna.
novembre 25th, 2009 @ 18:39
beh quando si dice stimolare il dibattito
pirla io
novembre 26th, 2009 @ 13:59
Caro amico del branco (non so come chiamarti visto che non ti firmi mai!), ho seguito fin qui l’epopea sull’iniziativa senza parteggiare per alcuno ma ora, francamente, esageri! Sai amico, in tutto il troppo stroppia e questo tuo accanimento sulla limousine mi fa capire che avere una penna in mano non sempre vuol dire avere cervello!
Non me ne volere ma quando si esagera…
Buon lavoro (il tuo!!)
Una mamma stufa di cattiverie
novembre 26th, 2009 @ 16:17
Cara mamma Cristiana Senza Cognome,
mi chiami pure come mi firmo sempre: Giampiero Busato. Se poi avverte l’irrefrenabile desiderio di sapere cosa c’è scritto sulla mia carta d’identità non ha che da fare pochi clic: al fondo della pagina Brancogenesi (la vede qui in alto a destra) trova il collegamento al mio blog con nome, cognome, professione, testate, mail, pure il contatto Facebook. Il gruppo sanguigno è B+ (glielo dico perché nel blog non c’è).
Mi spiace che se la sia presa per il mio accanimento con le limousine. Scriva pure cosa c’è che non le va giù, posto che per non urtare la sua suscettibilità è sufficiente non leggere: non le arrivo nella casella della posta come le riviste omaggio.
A presto
GB
novembre 26th, 2009 @ 16:25
Ah, Cristina Senza Cognome, dimenticavo: perché scrive dallo stesso computer di Francesco Toselli? Non lo dico io, eh, lo dice Wordpress. Entrambi, per puro caso, avete l’indirizzo IP 82.105.168.117.
Ha voluto usare la postazione di Toselli per rendere più incisivo il suo disappunto?
Mi saluti Francesco!
GB
novembre 26th, 2009 @ 16:42
beh dai almeno non ti ha dato del materialista dialettico, secondo la definizione ufficiale dell’accademia delle scienze dell’URSS
novembre 26th, 2009 @ 18:11
Aimè qualcosa le è andato storto! Peccato, la vita non sempre va come si vorrebbe….
Lei mi saluti la sua simpatia
novembre 26th, 2009 @ 19:10
qualcosa MI è andato storto? e cosa, di grazia?
l’aver trovato due commenti che arrivano dallo stesso computer, uno firmato francesco, l’altro cristiana? vabbè, non importa: le assicuro che non ne approfitterò con un terzo post, parola di lupetto
la devo chiamare cristiana o francesco? in ogni caso la saluto, e caramente: si vede che ci tiene e questo le fa onore. ma non si deve peritare di farsi la claque: va benissimo se si firma toselli, sarà sempre ospite gradito.
stia bene (a proposito: ha letto il parere dell’economista Bogliacino? potrebbe tornarle utile. è un docente universitario stimato a livello internazionale, le ha regalato un parere: non capita tutti i giorni)
novembre 26th, 2009 @ 21:06
smentisco di essere stimato, men che meno a livello internazionale
novembre 27th, 2009 @ 11:17
Caro Giampiero o Federico, le è andato storto il fatto che, aimè, io non sono neanche lontanamente Francesco, porto la gonna ed ho, fortuna mia, una folta chioma! Mi stupiscono i suoi limiti nel non pensare che, in alcuni ambienti, più persone possono connettersi ed usare lo stesso pc. Se non riesce proprio ad immaginarlo chieda aiuto all’amico Bogliacino, sicuramente lui glielo saprà spiegare. Anzi, le dirò di più. Sono assolutamente convinta che Toselli non sappia nulla delle nostre “chiaccherate”, parola di lupetta
Detto ciò io invece approfitto di un terzo post, sarà per via del suo gruppo sanguigo ma lei mi è decisamente simpatico! Ho “navigato” un po’ nel suo blog (la curiosità è femmina!)e mi sono chiesta come fa uno che lavora in più dividendosi fra Milano ed Alba, ad avere tutto questo tempo e questa voglia di farsi i fatti degli altri. Ma la cosa che più mi stupisce è che uno saccente come lei si limiti a criticare l’operato degli altri (e non mi riferisco soltanto a Toselli)invece di pensare ad alternative costruttive. Già, mors tua vita mea vero? Sono sicura che tutti i politici da lei citati sarebbero felici di avere “consigli” e lei magari troverebbe il suo posto nel mondo. Sarei felice di incontrarla in via Maestra o in zona Brera, potemmo così scambiare quattro ringhiate ma soprattutto potrà constatare di persona, e dissipare così il suo dubbio una volta per tutte, la mia identità.
Non approfitti di un altro post, le crescerebbe il naso!
Cari saluti
novembre 27th, 2009 @ 11:41
le alternative sono proposte (e argomentate, sia da Federico, che da me, che da Pippo), solo che voi sembrate molto più interessati a dare del marxista leninista a chiunque sollevi dubbi sulle magnifiche sorti e progressive che il PDL ci prospetta… è molto più facile, sono d’accordo, però rompe anche un po’ i maroni.
comunque per l’identità basta anche solo firmarsi, invece di fare sempre i leoni grazie all’anonimato…
Cordiali Saluti
novembre 27th, 2009 @ 12:49
cara Cristiana, evidentemente sono un po’ limitato, sì. solo un somaro, in effetti, può ipotizzare malignamente che due persone che hanno in uso lo stesso pc e lo usano per esprimere due commenti su un articolo che riguarda, guarda caso, una delle due possano avere un qualche legame. ovviamente è un puro caso, sono io un malpensante, lo ammetto e faccio ammenda.
glielo confermo, ho una grande fortuna: lavoro eppure ho tempo. lo so, è imperdonabile. sono un privilegiato. non per niente, quando mi chiedono come sia arrivato a fare il mio mestiere dico sempre che ho avuto un gran culo. me ne rendo conto. e, summa iniuria, mi pagano pure per scrivere, per viaggiare e per parlare in tv! e non devo timbrare il cartellino! pensi che scandalo.
ma non le farò perdere tempo, giacché immagino che per lei sia preziosissimo: lei mi ha convinto, sono certo che non abbia niente a che fare con Toselli, a parte un computer in comune e non sarà necessario incontrarsi per procedere a verifiche de visu. Bogliacino mi ha appena passato un manuale sul calcolo statistico delle probabilità: in effetti ho trascurato quello 0,007% di chance che lei e Toselli siate ignari l’uno dell’altra pur respirando la stessa aria e battendo sulla stessa tastiera. me lo farò bastare.
le assicuro, tuttavia, che non peso sulle sue spalle, neanche indirettamente: non ho incarichi pubblici, non percepisco prebende né fatturo per consulenze pubbliche. lavoro solo con privati. e se la mia saccenza la irrita, o forse il fatto che io mi diletti a occupare parte del mio sterminato tempo libero scrivendo sul mio blog e non seguendo l’ultima serie di X factor, ha una grande arma dalla sua: non cercarmi. non mi troverà. e se ne faccia una ragione: ogni tanto mi faccio “i fatti degli altri”, soprattutto se si tratta di chi vive con i soldi dei contribuenti, cioè anche i miei. Aristotele chiuderebbe il sillogismo mostrando che, insomma, occupandomi di uomini pubblici mi sto facendo i fatti miei.
stia bene
novembre 27th, 2009 @ 13:44
Caro Gb,
dal tono del suo messaggio posso pensare lei soffra di insonnia o forse è così occupato a dare risposte che aimè l’attività sessuale scarseggia… Provi a farne un po’ vedrà che ritornerà il sorriso a lei e a chi le sta accanto!
Stia bene anche lei e… mi faccia sapere!
novembre 27th, 2009 @ 14:01
ma la signora Cristiana lo sa che a frequentare i blog dei comunisti si possono prendere dei pericolosissimi virus informatici?
novembre 27th, 2009 @ 15:08
vabbè, Cristiana, o Toselli o chi per voi: che palle. ma siamo in osteria? possibile che alla terza volta che prendete la parola siate già arrivati al capolinea? che non riusciate a far niente di meglio che dare del comunista da salotto/fannullone/segaiolo (in ordine di apparizione nei vostri interventi) solo perché non sapete che altro dire?
essù, dai. queste cose le faceva Mario Vanni nel secondo processo al mostro di Firenze, quando si metteva a dire “viva I’Dduce” o “ti venga un canchero con lo sbocco di sangue” al PM Canessa. qui, però, mica siamo a Mercatale Val di Pesa… ma che tristezza.
novembre 27th, 2009 @ 15:11
Ah caro GB,
che osso duro che hai trovato, si vede che la signora se ne intende! Purtuttavia, anche intendendosene (d’insonnia chiaramente), neppure un milligrammo di contributo è stato aggiunto alla discussione.
Per cui rimango con il dubbio se sia meglio che le navette vengano pagate dal privato o dal pubblico.
Anzi direi di più: mi cresce il dubbio che la campagna di Toselli sia a questo punto la solita demagogia italoforzuta in vista delle regionali, giocata tra l’altro sulle paure dei genitori, quindi un pelo criticabile (dal mio punto di vista).
Me ne farò una ragione, o andrò al mercato ad informarmi meglio.
novembre 27th, 2009 @ 15:41
che tristezza. Mi manda solo in bestia che uno passa il tempo ad argomentare e scrivere e il meglio che riceve sono sciocchezze da osteria, tiritere insensate, insulti incomprensibili, adesso anche le battutine maliziosette da 13enne… C-H-E T-R-I-S-T-E-Z-Z-A
novembre 27th, 2009 @ 16:35
le mie ‘talpe’ nelle redazioni dei giornali locali mi passano questo comunicato. pronti? via.
Si chiuderà sabato 5 dicembre a Saluzzo il tour del consigliere regionale Pietro Francesco Toselli (Pdl), per raccogliere firme a favore della sua proposta per le navette-bus per i giovani verso i luoghi di divertimento. Nell’arco di sei settimane, l’esponente azzurro ha visitato quarantotto mercati cittadini spiegando i motivi della sua iniziativa, raccogliendo oltre 3mila firme e trovando ovunque parole di incoraggiamento e sostegno.
“La mia non è una battaglia politica di parte – spiega Toselli – e lo conferma l’adesione che ho ricevuto anche da esponenti del centrosinistra che hanno voluto confrontarsi con me. Io non sostengo affatto che lo “sballo” in discoteca sia la cosa ottimale, anzi. Però occorre prendere atto che si è affermato un costume difficile da cambiare, sono abitudini radicate fra i giovani che non è facile modificare, tantomeno pensando che basti fare una legge per la chiusura anticipata delle discoteche. Servirebbe solo a spostare in altra sede le occasioni di divertimento e magari a renderle più pericolose. La mia proposta nasce dal realismo, oltre che dal drammatico bilancio dei morti sulle strade, per le quali il Cuneese ha un triste primato”.
Toselli chiede che la Provincia destini una parte dei finanziamenti ricevuti dalla Regione per le politiche giovanili per co-finanziare i bus-navetta, d’intesa con i Comuni.
“Si tratta di una sperimentazione – aggiunge – da attuare subito, prima che siamo costretti a piangere altre vittime Se la cosa funzionerà, si potrà valutare di estenderla, e sono convinto che in prospettiva si possa autofinanziare. E’ sufficiente che il modello si affermi, diventi a sua volta una “moda” e sarà usato sempre da più giovani. Io voglio che le famiglie, che oggi aspettano a casa con ansia il ritorno dei figli, possano dormire tranquille, e non smetterò di sollecitare le istituzioni in questa direzione”.
come giustamente segnalatomi, la provincia di Cuneo consta di 250 comuni e di una novantina tra sale da ballo, discoteche, night e discopub (fonte: paginegialle.it, non la Pravda). ora: come si pensa di organizzarle, ’ste navette (ah: le Limousine mi sa che si sono liofilizzate, peccato)? quante ne servono per “una rete di trasporto allargata a tutto il territorio”? ne bastano cinquecento? mille?
esempio: abito a San Bovo e amo alla follia i virtuosismi del deejay del Popsy di Manta di Saluzzo. la navetta, quindi, mi porterà lì e mi riporterà a casa? oppure mi porterà dove vorrà lei? ci sarà solo un percorso per tutti, che (dico a caso, eh) toccherà le discoteche più grandi, come l’Evita di Cavallermaggiore (non chiedetemi a chi appartenga quel locale perché non lo so)?
poi, per carità d’Iddio: guai a dire che questa è una iniziativa elettorale. nei giorni scorsi la presidente della regione Mercedes Bresso ha fatto un giro di Langhe e Roero per constatare i danni delle piogge primaverili, accompagnata dai politici locali di centrosinistra: Rabino, Sibille eccetera. una visita chiaramente intempestiva, puramente elettorale. se ne sono accorti in tanti, più di tutti il consigliere provinciale Alberto Cirio, che ha tuonato “contro queste iniziative fatte solo per avere la foto sul giornale”. e lo dice un ragazzo che a 18 anni, al liceo, era già in politica, e a 36 anni è già stato o è ancora vicesindaco, coordinatore politico di forza italia, assessore al turismo, consigliere regionale, vicepresidente dell’ente turismo locale, presidente dell’ente fiera nazionale del tartufo, vicepresidente dell’Albese calcio, assessore alle attività ricreative della terza età di Alba. lo vedo fare capolino (con annesso discorso, chiaro) al mio tennis club ogni anno per la presentazione della squadra di serie A1. non c’è inaugurazione di bar, lavanderia, bocciofila, pasticceria in cui abbia marcato visita (con annessa foto sul giornale, diversamente non lo saprei). secondo me, sapesse mai della mia associazione segreta di estimatori del geco leopardino, mi proporrebbe di diventarne presidente onorario. lungi da me pensare che Toselli rientri nella disgustosa categoria dei demagoghi elettorali come la Bresso, per carità. anzi.
se volete andare a firmare la petizione vi do pure una mano: queste sono le ultime tappe del suo Tour.
Martedì 1/12 Alba
Mercoledì 2/12 Bra
Giovedì 3/12 Cherasco
Venerdì 4/12 Vernante e Paesana
Sabato 5/12 Saluzzo
daje, tutti in fila contro le stragi del sabato sera!
novembre 27th, 2009 @ 16:44
visto che discutere non serve a nulla, almeno varrà fare suggerimenti: nell’implementazione di questa misura è consentito chiedere di prevedere uno studio pilota con relativa valutazione d’impatto? giusto solo per controllare se effettivamente serve…
novembre 27th, 2009 @ 18:36
visti/e e considerati/e:
– brunetta docet – bogliacino avrebbe sicuramente e giustamente da obiettare, ma sorvoliamo.
1) l’intervista del toselli summentovata, in cui propone di utilizzare parte dei finanziamenti per le politiche giovanili per il progetto delle navette per le discoteche.
2) considerata l’obiezione del busato che cita il numero di locali-disco presenti nella provincia di cuneo e considerata la loro distribuzione sul territorio, non concetrata ma chiaramente a macchia di leopardo;
3) considerati i numerosi incidenti nella provincia di cuneo dovuti alla transumanza del sabato verso i locali notturni ed il costo sociale elvato che anche solo una vittima può avere;
3) considerato che formalmente non si vive in un regime sovietico ma in uno di libero mercato, anche se su questo concetto generale l’economista (o tributarista
SI PROPONE QUANTO SEGUE
PRIMA la discoteca si accolla i costi del progetto, tipo fa conto per 3 mesi, organizzandosi lei secondo le sue possibilità le navette. Nel frattempo si raccolgono dati e costi e DOPO l’ente pubblico, valutati i costi e benefici, se ne accolla in tutto o in parte il costo.
Per invogliare a usare la navetta la discoteca (se non lo fa già, non lo so) potrebbe far pagare il parcheggio.
Per completare il progetto, suggerirei un’altra sperimentazione, il cui progetto giaceva sul tavolo dell’on Costa (lo so), cioè quella delle “aree di decompressione” gestite da operatori di strada, cioè educatori professionali, poste all’uscita delle discoteche principali, all’interno delle quali prima di salire in macchina ci si può eventualmente “ripigliare”.
chiaramente solo le discoteche che tirano di più potranno permettersi ciò però, con l’aiuto di questi fondi, distribuiti su più progetti, forse si può imbroccare una strada che risolva “questo” problema.
Il tutto per arrivare fra un certo periodo (che ne so 4-5 anni) a fornire una sorta di “patente della sicurezza” alle discoteche più virtuose nell’ambito del progetto. … e fra 7-8 anni a concedere licenze per locali notturni solo a quelli che hanno questa patente. Tutti gli attori sarebbero coinvolti, tutti sarebbero responsabilizzati. Nel giro di dieci anni (ma qua ci vuole un economista) penso che la spesa iniziale sostenuta dal locale sarebbe ampiamente ammortizzata anzi!
e pensi lei Dott. Toselli che “pubblicità” elettorale per la sua carriera politica, la presidenza della regione non gliela toglierebbe nessuno, altro che ghigo o cota!
novembre 28th, 2009 @ 04:42
pippo
se vuoi disscutiamo di valutazione d´impatto, ma basta lambiccarsi il cervello sulle proposte di Toselli per renderle decenti. Preferiscono discutere delle prestazioni sessuali dii Busato? bene, si fottanom il tempo é una risorsa scarsa