Vieni qui, in Limousine
Posted on | novembre 11, 2009 | 27 Comments
Di chi è la colpa? Della televisione che azzera la conoscenza? Di una maestra elementare che si limava le unghie invece di insegnare la grammatica? Di una concessionaria di pubblicità pestifera (o comunista, che è lo stesso)? Non lo so. Ma qualcuno mi deve rimborsare il caffè che m’è andato di traverso girando pagina della Stampa e trovando lo spot che vedete qui sopra. Al cospetto dell’agghiacciante “quì” passa quasi sotto silenzio “città” scritto con l’apostrofo, sei righe più sotto. Chi ha comprato lo spazio pubblicitario è un consigliere regionale piemontese, Francesco Toselli. Leggo, nella sua biografia, che è nato nel 1963 e si è diplomato perito capotecnico nel 1986/87, a 24 anni. Toselli, apprendo sempre dal sito, è figlio di una nota famiglia imprenditrice nel settore del divertimento: hanno una discoteca, un parco divertimenti con una megapiscina, e pure una televisione locale. Nella gallery lo trovo avvinghiato a una gnocca epocale, “la ragazza Peroni“. Cercando di sopportare la forma (che significherà mai “divertirsi in sicurezza è nelle nostre mani“?) provo a inquadrare la sostanza dello spot a pagamento. Che è, se non ho capito male, una raccolta di firme per “la sicurezza dei giovani e la tranquillità delle famiglie”. Bello, mi sembra una buona idea. Ma di cosa si tratterà? Di un corso di educazione civica? Di passare un sabato sera al pronto soccorso per vedere come ci si riduce se, da ubriachi e/o impasticcati e/o fatti di coca ci si stampa contro un palo? Non si capisce.
E allora ci provo, a capirne di più, cliccando sulla pagina dedicata al “progetto promosso dal consigliere regionale Francesco Toselli”. Ma non trovo niente, a parte un modulo in bianco che dovrei firmare per adesione e rispedirgli senza, però, che qualcuno mi abbia spiegato COSA sia questo benedetto progetto per salvare i giovani. Attenzione, però. C’è uno spot. E allora vai di spot: sono sicuro che il filmato chiarirà tutto.
Si vede una limousine bianca che viaggia. E una voce fuori campo attacca: “Immagina di andare in discoteca con un autista personale. Di non dover perdere tempo per il parcheggio”. Oddio. Ma è questo lo spot sulla sicurezza dei nostri giovani, sui genitori sereni eccetera eccetera? Forse ho sbagliato a cliccare. “Divertirsi in sicurezza, senza preoccuparsi del viaggio di ritorno, del maltempo, dei controlli” (e qui si vedono delle sirene, non so se ambulanza o polizia). Aaaa, ecco! Adesso comincio a raccapezzarmi. Quindi il problema del sabato sera, secondo il consigliere regionale che è anche membro della famiglia proprietaria di una discoteca enorme, non è quello di evitare che i ragazzi vadano a rintronarsi di musica tunz-tunz tracannando superalcolici. L’importante è dare loro il passaggio a casa, così eviti le code, la pioggia, la nebbia e pure ’sti dannati controlli. E poi, in effetti, è vero: una piaga del sabato sera è il parcheggio davanti alla discoteca, che non si trova mai. Giusto intervenire. Firmo anche io. “Diventare un Vip non è un sogno”, prosegue lo spot. Ho sentito bene? Un attimo, che riavvolgo. “Diventare un Vip non è un sogno” (e si vedono dei cartoni animati vestiti da giovani truzzi che ballano a tempo). Lo dice veramente. Diventare un Vip. Ma che diavolo c’entra diventare un Vip con lo spot sulla sicurezza? Mah. Andiamo avanti. “Il consigliere regionale Francesco Toselli ha individuato le risorse per farlo realtà” (e complimentoni per l’italiano, “farlo realtà”, certo). Aspetta, che adesso inizio a capire davvero. Diventare un Vip… la limousine… No, dai, non ci posso credere. E quali sarebbero le risorse con cui risolvere una volta per tutte la piaga del disagio giovanile (cioè mandare i ragazzi, per la gioia delle famiglie e dei proprietari di locali notturni, a riempire le piste da ballo con un macchinone da trecentomila euro che li riporta a casa a fine nottata?) Quelle pubbliche? Non si sa. Lo spot non lo dice. In compenso chiude così: “Partecipa anche tu alla raccolta firme nella tua città, per la sicurezza dei nostri giovani e la serenità delle famiglie. Toselli è qui” (l’accento, mi spiace, non ce la faccio a metterlo).
Del resto questa storia della navetta trasporta-ciucchi non mi è nuova. Ne avevano parlato giovani candidati del Pdl nelle scorse elezioni comunali. Nel frattempo la navetta è diventata una limousine ma si sa, il Popolo della Libertà è più che altro il popolo blagueur della libertà. Vuoi mettere una Lincoln Town Car da nove metri contro un furgone Ducato Maxi? La campagna stampa dei Berluscanti locali, però, è disallineata: mentre Toselli lancia la limousine in discoteca, il giovane Bolla intinge la penna nel curaro per criticare i giudici di Strasburgo, rei di aver sentenziato contro il crocifisso. In effetti si avvertiva profondamente il bisogno del suo parere in merito. Leggo dal Corriere di Alba: “Ai nostri giovani servono simboli a cui aggrapparsi ed a cui agganciare una certa serie di valori di cui non si può fare a meno”. Mioddio. Aggrapparsi al crocifisso? Ma non ne ha già patite a sufficienza, nostro Signore? Adesso deve pure sostenere il peso di un adepto di Silvio appeso alle caviglie? E poi: “agganciare una certa serie di valori”. Sangue gelato scorre nelle vene: sono costretto a sospettare che l’ispiratore comune di certi testi sia l’inarrivabile ermeneuta Giovannni Trapattoni.
Vado a bermi tre bicchierate di grappa. Se poi devo uscire chiamo la Limousine, e lascio il conto da pagare a Toselli. O a Bolla. O a entrambi.
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27 Responses to “Vieni qui, in Limousine”
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novembre 12th, 2009 @ 16:57
eh beh certo! sì allo sballo di destra, in limousine in discoteca, paste e coca a manetta senza problemi, tanto paga papà e guida un altro.
No allo sballo di sinistra: annullato il Rototom Sunsplash festival reggae di Osoppo, a causa dell’eccessivo consumo di marjuana.
Sono poi punti di vista.
novembre 12th, 2009 @ 17:22
sotto sotto traspare un po’ di invidia per il buon pidiellino che va’ in limousine a spendere i tanti soldi che ha in saccoccia….Cambia tattica…
novembre 12th, 2009 @ 17:27
uhm, temo che la veda solo tu, Enrico. e poi chi ti dice che la mia collezione non faccia arrossire le rolls royce di Osho Rajneesh?
ciao
GB
PS forse ti è sfuggito un particolare: lo spot fa intendere che la limousine è gratis. pagata con fondi non meglio specificati.
novembre 12th, 2009 @ 17:29
la campagna di Toselli va’ a mirare giusto verso quella grossa fetta di pirla che difficilmente voterebbero a sinistra, vedendo Berlusconi come mito da imitare: l’uomo diventato straricco grazie alla sua scaltrezza. E allora la nostra sinistra dovrebbe aprire gli occhi e compattamente respingere le leggine salva premier una volta per tutte e non piegare come sempre le orecchie! Non lamentatevi se poi continua a governare il Sig. B.
novembre 12th, 2009 @ 17:59
e che c’è di male a usare una limousine? servono a quello!
novembre 12th, 2009 @ 18:03
si allo sballo di destra perchè muove più quattrini, limousine, discoteche, champagne, ecc. ecc.
no allo sballo di sinistra per troppa mariuana e coca chimica che finanzia solo la mafia e attira gli extrac-terrestri..
io direi no allo sballo in generale, ma sarei un demagogo insurrezionalista… Bell’articolo cmq!
novembre 13th, 2009 @ 08:56
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=22290
novembre 15th, 2009 @ 21:23
Enrico,
abbi l’umiltà di informarti: alle feste di destra di droga c’è la cocaina, che è in assoluto quella che crea più problemi, sia in termini di mafia che di violenza. Puoi leggerti i report della DEA.
il tuo razzismo sugli immigrati poi si commenta da solo.
chiedo aiuto a pippo e fede: mandatemi intervento bolla. stop. assente gazzetta alba in spagna. stop.
novembre 16th, 2009 @ 09:07
La coca non è estranea neanche alle feste di sinistra,gli sballi sono bipartisan… Informati tu su chi commette il maggior numero di reati riguardanyi lo spaccio, non è razzismo questo!
novembre 16th, 2009 @ 10:06
e sentiamo, chi è che “commette il maggior numero di reati riguardanti lo spaccio”? rifondazione comunista?
novembre 16th, 2009 @ 11:19
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=22290
ma non scherziamo. non se ne parla nemmeno. vuoi spaccarti andando a ballare? TI PAGHI IL PULMANN!
Adesso il contribuente deve anche pagare lo sballo di chi va in discoteca.
Magari fra un po’ si chiedernno navette con coca controllata gratis sopra vero?
E’ una campagna demagogica poi, ci sono già le navette autofinanziate. E’ come al solito il fumo che in campgana elettorale viene dato in pasto alle fasce più impressionabili per accapararsi voti.
novembre 16th, 2009 @ 14:50
la logica…
io NON ho detto ceh non ci sia la cocaina a sinisrta, ho detto che i problemi di criminalitá indotti dalle feste di destra ci sono A CAUSA della cocaina. sará tanto difficile.
enrico: gli extracommunitari commettono reati di droga perché fanno la manovalanza, se non ci fossero loro lo farebbero gli italiani, voi razzisti sareste felici ma il tasso di criminalitá sarebbe uguale: il problema della droga é la domanda. punto. infine come ho spiegato sul mio di blog, l-unica emergenza che esiste in italia si chiama criminalitá organizzata. punto.
novembre 16th, 2009 @ 18:10
non sono razzista, e comunque non devo dimostrarlo di certo a te. Ce l’ho con chi commette i reati punto.
novembre 16th, 2009 @ 19:51
la mia spiegazione è che gli immigrati offrono lavoro: in tutti i settori a bassa qualificazione (compresa quindi l’economia illegale) la composizione dell’occupazione mostra una prevalenza di lavoratori immigrati perchè loro hanno un salario di riserva più basso. Se esiste una domanda di lavoro nel settore illegale è perchè questo è redditizio: il “problema” è della domanda, eventualmente delle organizzazioni criminali che controllano i traffici (in italia esiste un oligopolio la cui leadership è tutta genuinamente italiana).
Se non ci fosse l’immigrazione (cosa che tu auspichi, lo hai scritto tu) avremmo una offerta di lavoro anche criminale italiana, semplicemente il salario di equilibrio per i criminali sarebbe probabilmente più elevato. punto.
Naturalmente si può sostenere che gli immigranti sono criminali per natura (il che per me è razzismo) ma a quanto vedi il ragionamento basato sulla pura logica economica funziona. è più semplice e quindi mi tengo quello. Entia non sunt multiplicanda praeter necesitatem
novembre 17th, 2009 @ 19:12
Una replica interessata da un appassionato (finora anonimo) di questo blog: dove si possono reperire informazioni riguardo all’oligopolio criminale cui accenna Francesco? Non esistono infiltrazioni di mafie non autoctone? Grazie
novembre 18th, 2009 @ 18:21
Mauro,
attenzione che ho detto che la “leadership” dell’oligopolio é italiana (colpa mia scrivevo veloce e non era chiaro). Ovviamente le infiltrazioni ci sono, ma operano attraverso sostanziali accordi. Per intenderci non puoi pensare di operare in italia contro la camorra (a meno di farci la guerra, chiaro).
ovviamente non pensare che esistano basi di dati belle pulite sull’economia illegale
se il tuo é interesse generale puoi leggerti notti balcaniche del mio amico francesco strazzari (il mulino) e guardarti la bibliografia che accenna al sud italia. altrimenti le fonti ufficiali sono gli atti della magistratura… se vuoi qualcosa di piú specifico devi metterci faccia e cognome e dirmi eprché ti inetressa.
ciao
novembre 18th, 2009 @ 21:14
Ok Francesco, non intendevo iniziare un incontro di boxe, puoi abbassare la guardia
Mi chiamo Mauro Argiolas e faccio parte del gruppo albese di Amnesty International. Mi interessa il tema perchè AI si sta interessando ai difensori dei diritti umani la cui incolumità è messa in pericolo da organizzazioni mafiose ma soprattutto perchè è sempre più difficile trovare qualcuno con cui parlare che non sia apertamente razzista oppure che preferirebbe che ci fossero meno stranieri, che cosa vengono a fare chè tanto non c’è lavoro per tutti? Credo che l’unico modo di rispondere sia farlo con dati statistici il più attendibili possibile o con logiche ineccepibili quali quelle da voi esposte al buon Enrico; misure comunque insufficienti a mio avviso contro l’ ‘informazione’ di certi mass media.
novembre 18th, 2009 @ 21:17
Dimenticavo: per la faccia può bastare il muso della mia gatta?
novembre 19th, 2009 @ 15:02
se il tuo problema é rispondere alla mitica tesi che “non c’è lavoro per tutti”, puoi anche evitarti lo sbattimento di cercare dati statistici: il numero di occupazioni disponibili non é mica una torta fissa! [in italia non ci libereremo mai di certe idee assurde]
se ti interessa qualcosa di piú specifico mandami una mail, la trovi sul mio sito internet o sul mio blog…
ciao
f
novembre 20th, 2009 @ 12:50
Cari Amici,
quante parole per un banale errore, scrive qui con l’accento … E’ l’atteggiamento tipico della cosiddetta intelligenza di sinistra, radical-chic e salottiera, la sinistra al caviale, con la puzza sotto il naso, che non a caso non è neppure più votata dagli operai, che è lontana mille miglia dalla gente che lavora, che pensa sempre di dover e poter dare lezioni di stile, di vita, di grammatica … di tutto.
Tanta enfasi sulla forma in realtà nasconde l’incapacità di confrontarsi sulla sostanza, cioè sul problema drammatico e grave degli incidenti del sabato sera, che la diffusione delle navette potrebbe contribuire a risolvere o almeno contenere.
Cosa hanno fatto in tutti questi anni i signori della sinistra per affrontare e risolvere questo problema? Sono serviti a qualcosa i moralistici sermoni di lorsignori sullo “sballo”?
Assolutamente a nulla, perché per fortuna i giovani non si fanno indottrinare e non vanno a dormire all’ora in cui lo dice la legge o il decreto che la sinistra vorrebbe fare, se fosse al potere.
Quanto allo stile disinvolto dello spot, è stato fatto in modo accattivante proprio perchè rivolto a un pubblico giovane, per convincere della validità di questa opportunità.
Uno spot veloce, divertente, ironico: ma l’ironia non è certo il punto forte dei bacchettoni della sinistra, che ridono solo delle loro battute!
Ma se grazie alla navette si salverà la vita di un solo giovane, ebbene, sarò contento del risultato, anche con un accento in più!
Francesco Toselli
novembre 20th, 2009 @ 15:28
Caro amico Toselli,
grazie per il tuo intervento. A dirla tutta un po’ mi spiace che tu m’abbia già arruolato nella feroce milizia della sinistra. Evidentemente tendi a dare del comunista a chi non è d’accordo con quello che dici o quello che fai. Oh, pazienza: me ne farò una ragione. Tuttavia mi fa piacere informarti di alcune circostanze: non ho mai votato a sinistra. Non ho mai avuto tessere di partiti di sinistra. Non sono mai stato un comunista. Ma sai cosa temo? Che questo a te interessi poco o niente. Uno sport nazionale dei popolani di Silvio è proprio questo: non mi dai ragione? Ah, allora sei un comunista. (Sono molto più liberale di tanti ex comunisti, ex democristiani ed ex socialisti annidati nel Pdl ma questo è discorso che rinvierei a sede più opportuna).
Non sono neanche salottiero, se è per questo. Non ho le trecce rasta né vado nei centri sociali, tuttavia non mangio caviale (se non quando a Natale un amico ce lo porta in omaggio dalla Russia). E lavoro per mantenermi. Anche qui, però, mi sa che preferisci pensarmi in un ristorante da duecento euro a cranio (euro, possibilmente, di provenienza paterna) o a frequentare il Rotary (ci sono stato solo una volta, anni e anni fa, quando ancora lavoravo per i giornali locali. E ricordo bene il tuo arrivo, peraltro). Quindi sbagli due o tre volte sul mio conto, ma (due o tre volte) pazienza.
Cosa vuoi che ti dica? Quel poco che ho capito di questa iniziativa mi pare a dir poco discutibile. Se non avvilente. A me non interessa chi abbia o non abbia fatto per la sicurezza stradale: non ha fatto niente la Bresso, non ha fatto niente Ghigo. Embé? Cosa c’è in palio, il premio inettitudine? A me, cittadino e contribuente e, chissà, futuro padre interessa che i ragazzi non si stampino contro i pali o i platani: ebbene, l’informazione che dai su questa iniziativa mi ha fatto solo capire che hai trovato risorse per pagare la limousine agli adolescenti per riportarli a casa dopo lo sballo. Se è così, mi pare ben poca cosa. Anzi: da contribuente non metterei un euro per finanziare la loro auto di lusso.
Ho poi fatto presente che sul “problema drammatico e grave degli incidenti”, come dici, non sarebbe male accertarsi che dalla discoteca non uscissero delle larve umane imbriache, impasticcate o fatte (o tutte e tre le cose, perché no). Eppure, correggimi se sbaglio, non c’è traccia di prevenzione nel tuo spot. Si parla solo di diventare un vip facendo il figo in limousine (pagata da chi, se è lecito?) E io, su queste basi, dovrei firmare la petizione?
Visto che hai esperienza, da quel che leggo, di locali notturni provate (proposta concreta, toh) a vietare gli alcolici a chi ha guidato per raggiungere le vostre discoteche. Magari i discotecari ci guadagnano meno, ma pace. Se è in ballo la vita dei ragazzi al diavolo il fatturato, o no?
Perché sai, magari in Limousine mio figlio lo riportate vivo a casa, sì, ma non mi consola il fatto che, con la scusa della navetta di lusso che lo recapita davanti al portone a fine nottata, possa liberamente caricarsi di cocktail come un cammello ogni santo sabato.
Ti parlo da ex frequentatore di locali notturni: il problema non è l’ora tarda, o il buio, o il parcheggio né la polizia che rompe le palle. Il problema è che dopo tre negroni, due coca-bacardi e magari qualcosa d’altro è già qualcosa se riesci a infilare la chiave nella toppa per tornare a casa.
Volete risparmiare vite? Non fate bere chi guida. Cacciate chi smercia roba nei cessi. Aprite le porte alle ‘perquise’ delle forze dell’ordine. Tanto sapete chi sono, gli spacciatori abituali nei locali. Non costa niente. Anzi, sì: magari il bar piazzerà qualche schifosissimo gin lemon di quarta categoria a 20 euro il bicchiere in meno. Questo sì, lo ammetto.
Scommettiamo che, anche senza Limousine, ne salviamo più di uno?
Grazie e buon lavoro
GB
novembre 20th, 2009 @ 15:35
Le navette sono in funzione nella riviera adriatica da 5 anni e secondo i dati della Polizia Stradale “hanno notevolmente inciso sulla diminuzione degli incidenti del fine settimana”. Oltre a quelli della riviera sono presenti (in collaborazione con enti pubblici) in 10 regioni italiane e in moltissimi Comuni come quello di Milano (accordo bipartisan). Tra le molte navette ci sono quelle finanziate dalla regione Toscana e dalla provincia di Roma (ma se lo fa un’altra parte politica va bene?!!!). A Roma sono gratis: per usufruire del servizio basta presentare il ticket gratuito ‘Bevi responsabile, navetta notturna’.
Quella delle navette bus è una richiesta anche dei giovani. A titolo di esempio ci sono siti spontanei su facebook come quello “AL POSTO DELL’ETILOMETRO FATECI TROVARE LE NAVETTE FUORI DALLE DISCOTECHE!” che conta oltre 21.000 membri.
Sugli spot:
- La segnalazione sull’accento è giustissima e doverosa: è stato un refuso tipografico, nello spot TV l’accento non c’è.
- Non è vero che sul sito http://www.francescotoselli.it “Non trovo niente” “senza che nessuno mi abbia spiegato cosa sia questo benedetto progetto”. C’è un enorme pulsante al fianco di quello “Vedi anche lo spot” (che invece ha visto!) con la scritta: “Per maggiori informazioni scarica il pdf.” E’ un volantino in cui viene spiegata l’iniziativa.
- Lei potrà non sopportare o non capire la forma della frase “divertirsi in sicurezza è nelle nostre mani”, ma la frase “è nelle nostre mani” è stata usata in pubblicità 7.360.000 di volte. Lo slogan intero è adattato dalla campagna sulla sicurezza stradale del Governo degli Stati Uniti realizzata da Johns Hopkins University e si riferisce sia all’aspetto assertivo di responsabilità, sia all’aspetto della guida (si guida con le mani), sia al gesto della raccolta firma. Comunque li informeremo della sua dotta segnalazione: “Che significherà mai?”
- Lo spot che lei ha visto era rivolto ai giovani che normalmente vanno in discoteca (che a lei o a noi piaccia o meno, ci vanno lo stesso).
- Può vedere il nuovo spot più generalista già in onda e a breve sul sito.
- Se poi vogliamo proprio essere precisi sul suo post: la frase “girando pagina della Stampa” è un errore grammaticale. Dovrebbe essere “girando una pagina de La Stampa” o “sfogliando le pagine de La Stampa”. Non si inizia una frase con “Che è…”, ma in questo caso ci interessa molto di più la sostanza.
novembre 20th, 2009 @ 16:14
Ciao, ho visto il post del mio collega Marco a cui sono un pò “girate le balle” sul tuo blog. Guarda, anch’io ero un pò scettico sulle navette, poi lavorando a questo spot mi sono interessato al tema e mi sono sorpreso di quanto siano diffuse e promosse da città o governi all’estero. Io non credo che siano LA SOLUZIONE, ma all’interno di una strategia più amplia e forse più a lungo termine hanno il pregio di dare una soluzione concreta ed anche immediata. Comunque anche a me ha dato un pò fastidio il tuo tono un pò da professorino so tutto io (con tutto il rispetto, ma in assoluta franchezza). Credo che sia importante parlarne senza pregiudizi e con serenità. Comunque il tuo post era scritto con arguzia e divertente anche se non ne condivido i contenuti. Ciau. p.s. guarda che la legge per cui non puoi bere se guidi c’è già!!!! eppure la gente continua a morire. Non puoi PER LEGGE dare alle discoteche la responsabilità dei controlli, guardati la sentenza della Cassazione sul fumo. Dai, almeno su questo tema mi sa che hai detto una…
novembre 20th, 2009 @ 16:26
alè, figurati se non arrivavano i rinforzi.
salve Marco. mi creda: quando ho cliccato su quel Pdf dieci giorni fa c’era solo un modulo in bianco. nient’altro. adesso c’è un documento: che andrò a leggere, glielo prometto. e mi (ri)creda: non ho il poster di Mao in camera. ma so che è inutile cercare di convincerla.
sulle navette nulla quaestio: non ho mai detto che non servano a niente. ho detto che non voglio pagare la limousine a dei diciotteni ubriachi marci o fatti come dei cammelli. non mi pare esattamente la stessa cosa, no? e ripeto: passi la navetta per riportare a casa i morti viventi ma pensare a un modo per non far tracannare mezza bottiglia di Pampero a chi guida? paura di scontentare i gestori dei locali?
a Milano ho abitato per anni e torno spesso: c’è il RadioBus, che passa quando vuole e dove vuole a seconda delle prenotazioni. se vuoi l’autista personale dall’Hollywood a casa tua te lo paghi (50 euro, suppergiù). difficile trovare un privato disposto a fare il giro delle Langhe a raccattare i superstiti per un euro e 50 a biglietto.
ai ‘ragazzi della disco’, che frequento e conosco ancora avendo passato da poco la trentina (e calcato le piste in anni non troppo lontani, lo ammetto) dico che la navetta se la possono pagare, invece di prendersela con l’etilometro che esplode alle loro fiatate mefitiche. oppure l’alcoltest va fatto solo al nonnino che va al bar sport dopo pranzo a bersi il bianchino, mentre al pirla che lascia 100 euro al tavolino di una discoteca per scolarsi il ributtante Havana Club (che costa alla fonte dieci euro all’autobotte) va garantita la patente?
quanto alle correzioni: grazie. tuttavia dovrebbe fare un po’ di chiarezza nel mare della sintassi, della grammatica, dell’ortografia, dello stile. non sono esattamente la stessa cosa. questo è un blog: il linguaggio colloquiale è ammesso. quindi “cliccare”, “figo”, “gnocca” si possono tollerare, così come le figure retoriche un po’ ardite come la classica metonimia “bere un bicchiere”. e anche “girar pagina di GQ”, suvvia. non per questo, invece, si possono sparpagliare accenti e apostrofi a caso. su come si inizino o meno le frasi, invece, mi permetto di accantonare il suo rilievo. così come la citazione intimidatoria (sa, il mondo è pieno di adattamenti raffazzonati dall’inglese: legga David Foster Wallace in “Considera l’aragosta” e la sua traduttrice, quando ci prendono per i fondelli sui nostri “try to find” resi con “cercare di trovare”). serberò i suoi consigli con cura almeno finché i miei datori di lavoro accetteranno la mia prosa, e sempre che lei non sia uno di loro…
ah: la preposizione “de” non esiste. questa è terza elementare: “di, a, da, in, con, su, per, tra, fra”. “de la Stampa” è da biro blu. come vede “de” latita. si usa a Roma, è vero. ma, temo, impropriamente.
ps il minuscolo è voluto. è un mia occasional debolezza: solo sul blog, glielo garantisco.
stia bene e grazie per il tempo speso qui.
@ luca: ciao, grazie. mi spiace fare il professorino però, mannaggia, ho studiato legge: ci arrivo ad afferrare il concetto della non imputabilità al gestore delle avvinazzate dei guidatori. il problema è altro: la limousine coi soldi della regione non mi va giù. la paghino i genitori, i figli, i nonni, i gestori (così continueranno a versare fiumi di cocktail, daje!). non io, però.
GB
novembre 20th, 2009 @ 17:11
caro giampiero:
ammmazzza (con tre z e tre m), non ti si può dire nulla che subito uno viene tacciato di rinforzo!!!! Può darsi che tu non voglia contribuire alla navetta con soldi pubblici e va bene. Eppure molte altre amministrazioni pubbliche (tra cui ribadisco la Regione Toscana e la Provincia di Roma) hanno invece pensato che fosse utile se riuscivano a salvare almeno una vita. Si parla di un contributo, di diffondere l’iniziativa, insomma di dare una mano, non di pagare tutto. A me personalmente infastidisce questa abitudine di dire sempre no. Lo so anche io che questa non è la soluzione e che servono anche i controlli, l’educazione… ma da qualche parte bisogna pur cominciare e poi credo che sulla sicurezza stradale (visti i risultati) nessuno abbia la soluzione in tasca. Credo che si debbano sperimentare iniziative di questo genere, valutarne oggettivamente i risultati e oltre alle vite umane salvate (il cui valore non possiamo misurare economicamente) si può valutare anche se vale la pena “investire” in opzioni di questo genere rispetto al costo di migliaia di carabinieri, danni fisici, materiali, assicurazioni… Comunque proseguendo sulla divertenne querelle ortografica farò presente a Gramellini che “la preposizione “de” non esiste. questa è terza elementare: “di, a, da, in, con, su, per, tra, fra”. “de la Stampa” è da biro blu.” Che ignorante sto Massimo!!!! Comunque grazie per lo spazio sul tuo blog, credo che sia un tema importante e che ci siano interessanti spunti per farsi un’opinione, non è che per forza ci deve essere un vincitore. E poi non sempre chi vince è chi ha ragione. Thierry Henry docet!
novembre 20th, 2009 @ 17:26
sulle stragi del sabato sera no, sul “de” sì. l’ho già detto più volte a Scanzi, che firma in prima pagina tanto quanto Massimo: sbagliano entrambi. al Corriere distribuiscono una dispensa che ricorda di abolire il “de”. quando mi capiterà lo ribadirò a Gramellini. “de” non esiste; Trapattoni, vivaddio!, sì.
ciao
novembre 23rd, 2009 @ 10:11
Io personalmente sono contro le navette, pagate dal contribuente. Al limite Le metta a disposizione la discoteca no? ah già ma costa…… Al limite si consorzi con comuni, ecco, da contribuente potrei accettare al limite di pagare una parte. Tutto no. Non esiste il diritto allo sballo, questa campagna mi sembra indirizzata in questa direzione. Esiste il dovere di farsi furbi invece, tipo facendo guidare quello che non beve (che palle lo immagino, ma altre soluzioni?), o noleggiando un (mini)pulmann e dividendo le spese (già fatto di persona ed efficacissimo, ho speso meno così che andando in macchina per i fatti miei).
Caro giovane, se ti vuoi spaccare senza rischiare, datti da fare, non aspettare che il pubblico, rappresentato da un consigliere regionale proprietario di sale da ballo, ti venga a prendere a casa con i soldi del contribuente. Messa così non mi suona così bene.
Posso farLe questa obiezione Signor Toselli o sono troppo comunista?
E questa è una soluzione concreta al problema dei giovani che si schiantano quando tornano a casa ubriachi dalla discoteca.
Ma poi: Quand’è che la politica spingerà ad una responsabilizzazione del cittadino invece di fornirgli uno zuccherino per ottenerne il voto?
Ma questo ultimo pensiero non è una critica a lei signor Toselli, lo fanno tutti, è quel così fan tutti che a me non piace.
Cordialmente (ma ci si incorcerà a quel pranzo a cui solitamente Lei partecipa in vista del Natale).
il Circolo ARCI (brrrrrrrrrrrrrrrr) FUORI ORARIO di taneto di gattatico (pr) ha il servizio discobus con la città di parma. Mi pare che il circolo paghi la sua parte. O no, boh. Mi informerò. Ma lì sono comunque bus proletari……….ops…ci casco sempre:-).
un etilometro obbligatorio all’uscita? giusto per far vedere almeno di avere buona volontà, becchi l’alcol e non il resto ma è già qualcosa.
FERMA RESTANDO UNA COSA PERO’: il problema non è il comune che non concede la navetta, ma il giovane che si spacca sistematicamente in discoteca. E’ sul problmea che la poitica deve (anche) lavorare.
saluti a tutti