La provincia che non c’è (ma ci sarà)
Posted on | dicembre 18, 2009 | 4 Comments
Mi fa piacere dirvi che Giacosa, Cervella, Bogliacino e Busato hanno unito le loro stanche membra per metter su un progetto:
Si chiamerà Provinciadialba. E ora vi raccontiamo perché l’abbiamo inventato.
1) Perché non esiste, la provincia di Alba. E non esistono nemmeno voci come questa: in provincia tutti conoscono tutti. Sapete come funziona nei posti piccini picciò: se vuoi stare tranquillo (lavorare tranquillo, vivere tranquillo, morire tranquillo) devi intessere rapporti sociali basati sulla reciproca convenienza. Dire le cose può essere un problema se vivi e lavori qui: lo è se tieni famiglia, ma anche solo se tieni un’attività professionale che rende e non vuoi rinunciare ai benefici restringendo la clientela, le conoscenze interessate, le amicizie utili.
2) Perché abbiamo un vantaggio non da poco rispetto a tutti gli altri settimanali-mensili-periodici-fogli-riviste locali: noi non dipendiamo dalla gente della nostra terra. Chi di noi è pagato per scrivere e per andare in tivù è così fortunato da non avere legami economici con la sua zona d’origine. Ecco perché sui giornali locali – almeno qui – è difficilissimo trattare argomenti ostici: meglio lasciar perdere, meglio non rischiare di dover rinunciare a un cliente, meglio non farsi nemici. Noi non abbiamo clienti. Non chiediamo e non concediamo favori. E non vogliamo neanche farci dei nemici ma non abbiamo bisogno degli assessori, dei consiglieri, degli amministratori di azienda, dei commercianti, degli artigiani, dei politici locali, dei costruttori, dei produttori di vino, delle associazioni, del Rotary, dei Lions, delle fondazioni. Quindi, se capita, possiamo parlare di un direttore di banca senza temere che ci tagli il mutuo. Di un dirigente, senza dovergli poi raccomandare il nostro curriculum o quello di un nostro parente. O raccontarvi quello che fa il sindaco, e pazienza se è il sindaco e sarebbe meglio non dire niente.
3) Perché possiamo dare notizie senza timore che ci tolgano pubblicità: la pubblicità, qui, non la facciamo. Anzi: a volte la faremo, ma gratis. Incredibile, eh? Se, come e quando la vorremo. Decideremo noi chi si sarà meritato la nostra attenzione. Sicuramente non chi ci avrà offerto dei soldi per apparire: quello è un mestiere che lasciamo volentieri a certa stampa locale, che peraltro lo sa fare benissimo. Ma vi assicuriamo che c’è gente che merita, e di cui non parla nessuno solo perché non paga. Così come c’è gente che non merita ma di cui parlano (benissimo, è ovvio) tutti quelli che vengono pagati per farlo.
4) Perché non ci interessa il lavoro di cronisti locali (altrimenti saremmo rimasti qui a farlo, no?), la cronachetta spicciola ci fa sbadigliare. Non sappiamo quando né quanto scriveremo. Però siamo legati alla nostra terra natale: le storie e i personaggi anche in provincia non mancano, nel bene e nel male: c’è gente onesta che ha delle grandi idee, gente che dà ancora un valore alla parola passione, addirittura più che alla parola euro. Gente che crede nella cultura (vera) e la difende. Gente che non ha paura nel condurre le sue battaglie, gente che ha scelto di vivere nel piccolo ma che ha una testa grande così. Basta saperla trovare e non avere timori di effetti collaterali. La provincia è un’ottima misura per scrivere in libertà. Non conteremo i raduni degli alpini e non andremo a intervistare la gente ‘in vista’ inginocchiandoci perché non ci interessa e non abbiamo tempo né voglia di fare un giornale. Ricordiamo, però, che nel nostro liceo classico Govone Fenoglio ci insegnarono come i valori sia più facile trovarli nei discorsi di Seneca che in quelli di Sandro Bondi. Che appartenere alla categoria sociale dei clientes non sia esattamente qualcosa di cui vantarsi. Che provinciale troppo spesso significa con ipocrita. Che il nostro è uno dei posti più belli in Italia, sì, ma non è il centro del mondo.
5) E poi perché Provinciadialba è un dream team. Ebbene sì, abbiamo anche noi dei difetti: a volte ci manca l’umiltà. E ci divertiamo da morire, a scrivere dei nostri posti.
Quindi, dal prossimo anno, qui leggerete unicamente i soliti sproloquii di respiro generale. Per tutto il resto ci ritroveremo là!
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4 Responses to “La provincia che non c’è (ma ci sarà)”
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dicembre 19th, 2009 @ 09:42
Semplicemente grandioso!!!
dicembre 19th, 2009 @ 14:28
Un grandissimo in bocca al lupo per questo progetto, che mi pare una grande idea. Per ritrovare un spirito molto simile su un giornale cartaceo, ricordatevi del mensile Daleggere, in tutte o quasi le edicole della provincia…! (Chiedo venia, mi sono preso un piccolo spazio di pubblicità gratuita, non me ne voglia signor Busato!)
dicembre 21st, 2009 @ 12:39
che presentazione!
sul punto 2) avrei da ridire, ma io faccio parte dell’opposizione interna al comitato di redazione.
dicembre 21st, 2009 @ 13:59
la fronda ancor prima di iniziare?
wow!