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	<title>ilBranco &#187; Letto visto detto</title>
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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>Come son figo, con la mia Limo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Costa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.
Won&#8217;t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?
(James Taylor, Limousine Driver) 
Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span><em>Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.<br />
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.<br />
Won&#8217;t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?</em><br />
(<strong>James Taylor</strong>, Limousine Driver) </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni salottiere puzza-sotto-il-naso che ignoravo (devo avere un sosia in circolazione), ho finalmente avuto a disposizione il <strong>testo completo</strong> dell&#8217;iniziativa piemontese &#8220;In discoteca con la Limousine&#8221;, lanciata dal <a href="http://www.francescotoselli.it/dett_gallery.asp?id=27">consigliere regionale Toselli</a> per affrontare la piaga degli incidenti. Lo trovate <a href="http://www.francescotoselli.it/volantino.pdf"><strong>qui</strong></a>. La lamentela di Toselli riguardava, a parte le mie tendenze leniniste, il fatto che non avessi colto (ma non potevo: mi mancavano le notizie, c&#8217;era solo uno spot) il senso profondo né il valore della proposta, sbertucciando un&#8217;idea brillante per biechi interessi di partito (quale? Non ne ho uno. Anzi, se Toselli mi desse una mano a trovarlo&#8230;). Proposta che è spiegata così.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Immagina di andare in discoteca con un autista personale… di stare tutti insieme con il tuo gruppo durante il viaggio&#8230; di non doverti preoccupare per il parcheggio&#8230; di poterti divertire in sicurezza [...]</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>E fin qui direi che ci siamo capiti. Il testo è lo stesso dello <a href="http://www.ilbranco.com/2009/11/di-la-di-qua/"><strong>spot attira-truzzi</strong></a>, con la variante del viaggiare tutti insieme. (Ma in quanti si può stare, in una Limo?)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>[...] <em>senza preoccuparti della stanchezza del viaggio di ritorno, della nebbia, del maltempo, dei controlli&#8230; Contro gli incidenti al ritorno dalla discoteca, le stragi del sabato sera, il rischio di incappare nei controlli con l’etilometro</em> [...]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Mmmm. <em>King Torik</em> a parte (questa se la capite bene, sennò pazienza) non vi pare manchi qualcosa?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>[...] l’unico rimedio immediato ed efficace è organizzare dei bus per il trasporto dei giovani.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Bus? Non erano Limousine? E <em>&#8220;realizzare il sogno di diventare un Vip&#8221;</em>, come diceva lo spot? Svanito sui sedili scomodi di un Iveco blu? Comunque: non vi pare che manchino un paio di cose e ce ne sia, invece, una di troppo? Urla la sua assenza il <strong>motivo principe</strong> per cui capitano gli incidenti nelle notti del weekend: molto più della stanchezza, della nebbia, del nervoso per non aver trovato parcheggio, della sirena degli sbirri che ti suona nelle orecchie fa, e lo sanno anche le pietre, <strong>lo sballo</strong>. L&#8217;<a href="http://alcol.dronet.org/alcol_incidenti.html"><strong>alcol, prima di tutto</strong></a>. Canne, cocaina, pasticche in subordine (o combinate agli alcolici). Qualche tempo fa l&#8217;<strong>associazione amici della polizia stradale</strong> aveva fatto presente, una volta di più, che la distribuzione incontrollata di alcol risultava sempre una delle <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/marzo-07/incidenti-statistiche/incidenti-statistiche.html"><strong>cause primarie degli incidenti</strong></a> del venerdì e del sabato sera. Perché nebbia, ghiaccio, sonno eccetera esistono anche di mercoledì e di giovedì. Solo che, stranamente, si muore a frotte solo di venerdì e di sabato. I ragazzi che tracannano <em>gin tonic</em> come gazzosa e poi guidano sono, certo, dei coglioni. Ma non per questo sarei incline a consegnare il premio <em>Angelo dell&#8217;anno</em> al proprietario del locale che lucra &#8211; con ricarichi spaventosi, peraltro - sui cocktail che vende a tutti: minorenni, diciottenni, pure agli zombie ubriachi marci che continuano imperterriti a ordinare al bancone o al tavolino. Però su alcol e droga non una parola, eh? E poi: perché  l&#8217;etilometro dev&#8217;essere presentato come un nemico? Se non hai bevuto non rischi niente. Se hai un tasso di 2,2 e vuoi guidare, invece, sei un perfetto deficiente, tanto più quando ancora l&#8217;ormone ggggiovane ti spinge a pestare sull&#8217;acceleratore perché ti fa sentire <em>cool</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Per evitare che fra qualche mese ci troviamo a piangere altre vittime, chiediamo alla Provincia di Cuneo di organizzare – con l’utilizzo di parte di fondi regionale della legge 16 per le politiche giovanili &#8211; una rete di trasporto, allargata a tutto il territorio, compresi i centri minori, allestita appositamente per i giovani che desiderano frequentare le discoteche e i locali di ritrovo. Un servizio che è atteso da migliaia di genitori, che hanno il diritto di dormire tranquilli, ed è gradito dai giovani che possono divertirsi in libertà, senza preoccupazioni per il ritorno. In Provincia di Cuneo, che presenta purtroppo statistiche molto elevate di incidentalità, si potrebbe fare un investimento per verificare l’efficacia di questo sistema di trasporto, da ampliare poi alle altre Province.</em> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Credo (non ne sono sicuro, nel testo mancano i riferimenti) che si faccia riferimento alla legge regionale 16 del 13 febbraio 1995, <a href="http://informagiovani.comune.cremona.it/index.php?module=PostCE&amp;type=admin&amp;func=viewtheatt&amp;att_id=110"><strong>questa</strong></a>. Che è una legge di &#8220;c<em>oordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani&#8221;</em>. Lo spirito della norma è quello di <em>&#8220;prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione e devianza&#8221;</em> giovanili, di realizzare <em>&#8220;scambi socio-culturali, in particolare con i Paesi della Comunita&#8217; Europea&#8221; </em>(con l&#8217;apostrofo, chiaramente: anche il legislatore regionale, come quello nazionale, ha tagliato la scuola dell&#8217;obbligo). Se la piaga da combattere è quella dell&#8217;alcolismo e della tossicodipendenza giovanile, quindi, tutto sommato ci potrebbe anche stare un intervento finanziato, benché la lettera della legge vada in una direzione diversa e l&#8217;interpretazione in questo senso della norma sia a dir poco stiracchiata. Infatti si dice che lo scopo principale è quello di coinvolgere i ragazzi nella vita sociale del loro territorio con l&#8217;obiettivo preferenziale dell&#8217;&#8221;<em>adozione, da parte dei Comuni, della Carta della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale</em>&#8220;.  Su queste basi, invece, mi pare, diciamo così, un atto in spregio del rischio di figuracce arrischiarsi a sostenere che pagare la Limousine a chi, tra i giovani, vuole andare a sballarsi in discoteca possa rientrare nel progetto della legge. Anche perché, se così fosse, non si capisce perché <strong>non concedere lo stesso privilegio</strong> ai ragazzi che, senza toccare bottiglie e bicchieroni, al sabato sera in disco <strong>preferiscono il teatro o il cinema</strong>, magari fuori città, ma temono (qui sì) la nebbia, il ghiaccio e, magari, l&#8217;ubriacone che sfreccia in statale ai 16o all&#8217;ora. Perché pagare cinquanta chilometri di strada verso la discoteca e non verso un cinema, per chi abita nei centri minori? Il <strong>diritto alla tranquillità</strong> dei genitori dei discotecari, sempre che esista, vale più di quello di chi ha figli che non ballano musica <em>tunz-tunz</em>? Sicuramente spendono meno i secondi dei primi, questo sì. Poi è chiaro: ovvio che un padre e una madre abbiano paura che possa succedere qualcosa ai loro figli. Che novità. Ma esiste il dovere di rispettare la legge. Quindi di non mettersi alla guida in stato di ebbrezza né sotto l&#8217;effetto di sostanze psicotrope. Anzi, l&#8217;alcol no ma la droga è già vietata per legge, guida o non guida, se non in quantità da omeopatia. Io, poi, non mi reputerei tanto tranquillo se la Regione mi recapitasse a casa il figlio che si è fatto di ecstasy o che non riesce neanche a sfilarsi le scarpe tanto è cotto, o che appena sceso dalla Limousine corre a vomitare l&#8217;anima in bagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Inoltre puntiamo a educare i giovani al “bere consapevole”, con un uso misurato degli alcolici, e questo è il secondo obiettivo del programma di politiche giovanili che la Provincia deve mettere in atto. Chiediamo alla presidente della Provincia Gianna Gancia di unirsi al nostro progetto, coinvolgendo i principali Comuni della Granda e le aziende di trasporto pubblico. Aderisci anche tu!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ah, &#8220;inoltre&#8221;. Semmai questo dovrebbe essere il <strong>primo obiettivo</strong>. Però è messo lì a mo&#8217; di consiglio, di raccomandazione lasciata alla Provincia. E chi ce li mette i soldi per educare i giovanotti al non alcolismo? Qualcuno pensa che basti dire &#8220;non bevete?&#8221; I ragazzi sono tendenzialmente delle teste di capra, e lo dice un ex ragazzo testa di capra. Io bevevo, a volte pure parecchio, e per fortuna quando bevevo andavo più piano del solito e vivevo vicino alla discoteca. Mai messo sotto neanche un topolino. Ma i proprietari di discoteche si arricchiscono consapevolmente proprio sulla coglionaggine adolescenziale: perché se adesso ho trent&#8217;anni e apprezzo il <em>terroir</em> del pinot nero, a diciotto la maggior parte di noi chiedeva al barista un <em>&#8220;cocktail che faccia dei gradi&#8221;</em> (ne ricordo alcuni: l&#8217;<strong>invisibile</strong>, il<strong> B52</strong> e pure un <strong>negroni modificato</strong> che fumava, tanto era pesante). Schifezze per il fegato, botte in testa alla lucidità. I buttafuori intervenivano solo se i più ubriachi diventavano aggressivi. Se erano ubriachi e basta, chissenefrega. Anzi: meglio, voleva dire che si erano svuotati il portafoglio alla cassa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I ragazzi vogliono le navette e non il test dell&#8217;alcol? <strong>Bene: se le paghino</strong>, visto che non battono ciglio per sborsare i 20 euro di un <em>coca-Havana</em>. E che i gestori rinuncino a un po&#8217; del loro guadagno per finanziare il trasporto, se davvero ci tengono alla salute dei loro clienti. Magari chiedano ai ragazzi di dichiarare il guidatore, facendolo entrare gratis, guidatore che a fine serata esce senza pagare solo se soffia nel tubetto del <em>tester</em> e risulta sobrio. O mettano un&#8217;autotassa sulla navetta: ogni X euro, un tot per il fondo. Idee come altre, eh. Solo che toccano gli interessi di chi si fa i soldi sulle sbronze adolescenziali, sapendo che se agisse da solo, per un sussulto di coscienza o per spirito civico, rischierebbe di vedersi il locale svuotato (noi avevamo il &#8220;barista preferito&#8221;, tale Italo dell&#8217;XL di Alba, che ci riempiva il bicchiere aggratis quando scolavamo il martini bianco tutto d&#8217;un fiato: ci avesse negato l&#8217;alcol avremmo cambiato o barista o locale). Farei, per esempio, una campagna di presenza coatta in pronto soccorso per vedere <strong>come ci si riduce se, ai 64 all&#8217;ora, si batte contro un muro</strong>. O se ti entra un cofano nella portiera ai 50 all&#8217;ora. O se cozzi contro un palo ai 29 all&#8217;ora. Perché a scuola guida, così come non ti insegnano a controsterzare né a evitare gli ostacoli, non ti fanno neanche vedere quanto siano fragili i nostri abitacoli e i nostri corpi. Sono velocità ridicole, quando le fai ti pare di essere fermo: ma tanti non si rendono conto di cosa possa capitare anche andando così&#8230; piano.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YqCaDtzK-V0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/YqCaDtzK-V0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><span>  </span><span>Morale: non aderisco. Ci pensino i bazzicatori di discoteche e i proprietari dei locali. Che si finanzino loro i trasporti, soprattutto se davvero si parla di Limousine (ma <a href="http://www.noleggiolimousine.com/"><strong>sapete quanto costano</strong></a>? Stiamo scherzando?) Tendo a ritenere i frequentatori di disco non dei poveri spiantati (perché entrare costa parecchio, bere costa tanto, vestirsi <em>cool</em> ancora di più), quindi li si può aiutare a organizzare un servizio di trasporto ma se lo devono pagare loro, o glielo devono pagare quelli che beneficiano del loro sballo. Non io.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nel frattempo è arrivata la seconda puntata della campagna. Ero stato informato del fatto che lo spot dei truzzi e della Limousine fosse solo una parte della incisiva campagna pubblicitaria per la sicurezza delle strade. Che la seconda parte sarebbe stata decisamente diversa, con un altro taglio, rivolta a tutti. Questo spot concentra gli sforzi dell&#8217;iniziativa &#8220;Sicurezza stradale&#8221;, ne mette in luce le caratteristiche pregnanti. Spiega cosa fare e come farlo, pane al pane, evidenziando i problemi e indicando la soluzione alle morti sulle nostre strade, e non solo quelle del fine settimana. Pronti?</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q-C97HUNMSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/q-C97HUNMSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
 </p>
<p>E qui mi taccio. Sennò dite che sono cattivo.</p>
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		<title>Fox and not News</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
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Qualche giorno fa è capitato un mezzo casino alla Casa Bianca. In sostanza l&#8217;amministrazione Obama ha negato a un giornalista di Fox News un colloquio che il presidente aveva concesso a tutte le altre tv nazionali: CBS, CNN, NBC eccetera. Levata di scudi: Fox ha protestato, quasi tutte le emittenti l&#8217;hanno difesa in nome della libertà di stampa. [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa è capitato un mezzo casino alla Casa Bianca. In sostanza l&#8217;amministrazione Obama ha negato a un giornalista di <strong>Fox News</strong> un colloquio che il presidente aveva concesso a tutte le altre tv nazionali: CBS, CNN, NBC eccetera. Levata di scudi: Fox ha protestato, quasi tutte le emittenti l&#8217;hanno difesa in nome della libertà di stampa. Finché MSNBC ha ospitato la rubrica di una sua collaboratrice, <strong>Rachel Maddow </strong>(a proposito: ha 36 anni. Da noi gli editoriali li fanno Scalfari, Bocca, o il &#8216;giovane&#8217; Gramellini, che è a un passo dai 50 e quindi giovanissimo, o il ragazzino Serra, 54). La Maddow ha spiegato, in parole semplici semplici, cosa rende diversi <strong>Fox</strong> e <strong>News</strong>, Fox e le notizie. La differenza tra Fox e le News non è che Fox pulluli di  destroni duri e puri. Le opinioni sono il sale del giornalismo, fiori di giornalisti hanno le loro rubriche in cui danno la LORO opinione sull&#8217;economia, sulla guerra, anche sullo sport. Non per questo perdono credibilità, almeno negli Stati Uniti, quando invece fanno solo i giornalisti e scelgono cosa raccontare, o come raccontarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fox è un covo di ultraconservatori: questo lo sanno tutti e va bene a tutti. Un loro editorialista, <strong>Rush Limbaugh</strong>, chiama Barack <em>&#8220;il negro magico&#8221;</em>. Fox è quella rete che, peraltro, ha lanciato la mania ereditata in Italia dall&#8217;americanissimo <strong>Sky Tg 24</strong>, che nel recente passato mandava in onda frasi come <em>&#8220;la nostra obiettività è sotto i tuoi occhi&#8221;.</em> Si giudica da sé. Tra l&#8217;altro i sondaggi che lancia Sky Tg 24, ogni tanto, restituiscono uno spaccato degli ascoltatori inquietante, al cui confronto l&#8217;<em>audience</em> di Fox News pare quella di un oratorio: se domandano chi abbia ragione tra Gigi, pestato dalla polizia, e le forze dell&#8217;ordine il 3% dice Gigi, il 67% la polizia e il 30% risponde che andrebbe risarcito l&#8217;agente che ha gli rotto il manganello in testa per danneggiamento. Ma che volete: io, di mio, se capita che Tizio venga a dirmi che è onesto senza che gliel&#8217;abbia chiesto&#8230; eh, quel po&#8217; di dubbio mi assale. Non foss&#8217;altro che per un senso dell&#8217;umiltà un po&#8217; troppo latitante, nevvero? Ecco, Fox News ama da sempre gli <strong>slogan autoincensanti</strong> tipo: &#8220;<em>You decide&#8221;,</em> decidi tu, oppure <em>&#8220;Fair and balanced&#8221;</em>, onesta ed equilibrata. Eccerto, come no. In realtà Fox è una macchina da guerra contro il partito democratico. I suoi opinionisti sono un frullato di Belpietro-Feltri-Socci con doppia sottiletta: chi definisce Obama un razzista, chi dà della marxista a una sua collaboratrice, chi lo accusa di essere un veteromaoista. Tanto là è praticamente impossibile mettere il piede in fallo: è più facile fotografare Bin Laden in spiaggia a Miami che dimostrare una diffamazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che rende Fox un canale non di giornalismo ma di propaganda è altro. È il fatto, cioè, che Fox non si limiti a ricevere pubblicità a pagamento di propaganda anti-Obama, quello lo fanno anche altri. Il fatto è che PRODUCE propaganda anti-Obama. I suoi giornalisti più noti non solo bastonano beatamente Obama ma sono essi stessi gli organizzatori e i promotori di iniziative concepite al solo scopo di contestare il presidente. Per esempio: quel tizio dallo sguardo vitaminico e fiero che risponde al nome di <strong>Glenn Beck </strong>è un burattinaio del <a href="http://taxdayteaparty.com/"><strong>Tax Day Tea Party</strong></a>, un movimento conservatore che detesta la politica democratica. Beck animerà anche la marcia <a href="http://912dc.org/"><strong>9/12</strong></a> del prossimo dicembre, una manifestazione dichiaratamente ostile al governo. Un altro volto noto di Fox, <strong>John Stossel</strong>, è uno dei maggiori traini per <a href="http://www.americansforprosperity.org/national-site"><strong>Americans for Prosperity</strong></a>, un&#8217;organizzazione di ultradestra che, per dirne una, considera la riforma sanitaria pensata da Obama (assistenza per tutti quelli che hanno bisogno, come da noi) una vaccata criminale. Non è illegale pensarla così, per carità. Piuttosto è che, così facendo, il canale perde fatalmente lo <em>status</em> giornalistico e assume quello, ben più calzante, di macchina propagandistica.  </p>
<p style="text-align: justify;">Più leggevo la vicenda Obama-Fox, più pensavo a quanto gli americani sarebbero in imbarazzo a usare il loro metro di libertà di stampa qui. Qui da noi, che quando loro ancora rincorrevano i bisonti con le lance si chiacchierava amabilmente di vizi e di virtute al circolo degli artisti a corte. Nei secoli ci siamo un po&#8217; bruciati il vantaggio, pare. Cosa direbbe, per esempio, Rachel Maddow, di <strong>Libero</strong>? Un giornale che ha distribuito per anni libri scritti a quattro mani dal direttore, <strong>Vittorio Feltri</strong>, e dal politico (ora pure ministro) di Forza Italia <strong>Renato Brunetta</strong>? Libero offriva insieme al giornale titoli, autoprodotti, di alto lignaggio letterario quali &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/i-peccati-di-prodi.pdf">I peccati di Prodi, tutti gli errori contenuti nel programma della sinistra</a>&#8220;. Oppure ancora capolavori provvidenziali quale il saggio-lampo &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/Parte%20come%2001.pdf">Come si vota</a>&#8220;, messo insieme in pochi giorni dopo l&#8217;ultima caduta di Prodi. Saggio che Feltri, prima di lanciare Brunetta con pensieri in libertà su &#8220;la fine dell&#8217;epoca del Centrosinistra&#8221; e &#8220;Per non passare dal declino al degrado&#8221;, apre così: <em>&#8220;Non vedevamo l&#8217;ora fosse sciolto il Parlamento e Prodi inviato nel posto dove riposano gli insaccati migliori: in Emilia, a Bologna&#8221;</em>. Ecco, la differenza tra Libero e le notizie, e anche tra Il Giornale e le notizie, non è che stiano da una parte o che facciano scrivere delle amenità. È che SONO quella parte. Il Giornale non tifa per Berlusconi punto e basta: è di proprietà della famiglia Berlusconi. I suoi giornalisti sono stipendiati dai Berlusconi. Bravi finché volete (ma anche no), &#8216;giusti&#8217; e logorroici come Beck, o anche meglio. Però quando Alessandro Sallusti scrive difese appassionate di Berlusconi come questa (&#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/perche_giudici_perseguitano_cavaliere/30-10-2009/articolo-id=394884-page=0-comments=1">Perché i giudici perseguitano il Cavaliere</a>&#8220;), così ponderate e rispettose delle istituzioni, mi vien da pensare che lo faccia <em>pro domo sua</em>, più che per un reale afflato di ribellione contro quella cosca di magistrati comunisti che ce l&#8217;ha a morte col suo datore di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo <strong>Nicola Porro</strong>, l&#8217;alfiere di prima fila del Giornale (quello che va sempre da Santoro a fare &#8216;il ragionevole&#8217;: gli manca il sottopancia maniavantista <em>&#8220;Guardate che io sono equilibrato anche se mi paga Berlusconi&#8221;</em> ma tutte le sue parole, gesti, sguardi trasudano quel concetto). Per anni s&#8217;è accanito contro Mortazza Prodi, quell&#8217;imbecille cattocomunista baciapile reo di non abbassare le tasse agli italiani per pura cattiveria e di strozzare per gusto del macabro le imprese con l&#8217;Irap (l&#8217;i<strong>mposta-rapina</strong>, ricordate?). Adesso, miracolosamente, la pressione fiscale (che è sempre uguale) non interessa più. Sparita. Dove sono i tre scaglioni invocati e promessi da 10 anni dai forzaitalioti? Quello <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1999/maggio/29/Fisco_conti_tasca_alla_riforma_co_0_9905294961.shtml">zero, 23 , 33 percento</a></strong> che Silvio invocava e prometteva? E dov&#8217;è il taglio dell&#8217;Irap? O se l&#8217;Irap la incassa Tremonti e non Padoa Schioppa la si paga più volentieri e non strozza più? La rivoluzione liberale, il diritto naturale (sic, non è parola di Hobbes ma di Silvio) di versare non più di un terzo dei guadagni in tasse che fine ha fatto? Lo sappiamo tutti, lo sapevamo già: non si può fare perché mancano i soldi. Ma Porro, il contabile del Giornale, ora ha altro di cui occuparsi. Se la prende, per esempio, con la Confindustria, perché non tesse le lodi del governo ma chiede &#8217;ste benedette riforme e i tagli delle tasse promessi e ancora una volta disattesi. Porro non critica il dottore: se la prende col malato, titolando nel suo blog il <em>file</em> &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2009/05/21/cha-palle-la-confindustria/">che-palle-la-confindustria</a>&#8221; (veramente ha scritto &#8216;<em>cha</em>&#8216;, gli faccio pure da correttore ortografico): <em>&#8220;Ma davvero Confindustria merita tutto lo spazio che noi giornalisti le regaliamo?&#8221;</em>. Boh, vedi tu, Porro. Sono mediamente vostri elettori, i santi imprenditori, quelli che creano ricchezza, che rischiano e blablabla. Lo spazio lo meritano solo quando se la prendono coi sindacati e invece quando si lagnano delle promesse non mantenute è meglio parlare dell&#8217;anticiclone delle Azzorre?</p>
<p style="text-align: justify;">E così Porro, che a Fox (non) News farebbe sfracelli, si lancia pure in un &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2008/11/02/io-non-voto-obama/">Ma che palle sto Obama</a>&#8220;. Contenuto: <em>&#8220;&#8230; si danno i voti su quell’insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no&#8221;</em>. Come Glenn Beck: solo che gli manca il fisico.</p>
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		<title>Che Idea!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
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		<category><![CDATA[rivista Idea]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho letto un pieghevole allegato a un settimanale locale, Idea, che viene mandato gratuitamente a casa (si finanzia con pubblicità, redazionali e simili). Il direttore accetta consigli su temi e argomenti non ancora trattati, giacché pur essendo la rivista diventata &#8220;una vera e propria televisione su carta ricercata, appassionata e attendibile&#8221; (da quand&#8217;è che il metro di paragone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho letto un pieghevole allegato a un settimanale locale, <a href="http://www.ideawebtv.it/index.php?option=com_flippingbook&amp;Itemid=406">Idea</a>, che viene mandato gratuitamente a casa (si finanzia con pubblicità, redazionali e simili). Il direttore accetta consigli su temi e argomenti non ancora trattati, giacché pur essendo la rivista diventata <em>&#8220;una vera e propria televisione su carta ricercata, appassionata e attendibile&#8221;</em> (da quand&#8217;è che il metro di paragone di ricercatezza, passione e attendibilità è la televisione?) , nonostante <em>&#8220;la completezza dei contenuti&#8221;</em>  e la carta patinata <em>&#8220;che non teme confronti con le maggiori riviste a diffusione nazionale&#8221;</em> ci possono sempre essere <em>&#8220;temi non trattati&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la rivista diventò settimanale, l&#8217;ex sindaco di Alba <strong>Giuseppe Rossetto</strong> disse che quello era un giornale serio <span style="text-decoration: underline;">perché</span> non parlava male di nessuno. Ummm. Quel &#8216;perché&#8217; non mi tornava. Ricordo che avevo sùbito pensato al mio primo coach di basket, Beppe, che un giorno ci stava leggendo le statistiche di inizio campionato e mi disse: <em>&#8220;Tu non hai fatto falli, ieri. Neanche domenica scorsa. Zero falli&#8221;</em>. Io già mi bullavo ma mi fulminò:<em> &#8220;Bene, sì, bravo. Vorrà dire che ti fai la prossima in panchina, quella dopo pure e poi vediamo&#8221;</em>. Ero basito. <em>&#8220;Se non fai mai un fallo, non uno in due partite da 40 minuti, vuol dire che non ci provi neanche a recuperare una palla, che non contrasti mai. Non difendi. Non attacchi. E se non hai voglia di sbatterti per la squadra perché io ti devo mettere in campo?&#8221;</em> Se un giornale non denuncia mai niente, se non &#8217;scopre&#8217; mai qualcosa che non va, se il suo motto è &#8221;noi polemica non la facciamo&#8221; e racconta solo di belle persone, belle imprese (pure in copertina col logo aziendale, se pagano qualche migliaio di euri), belle iniziative, bei discorsi, bei sindaci, belle fondazioni, belle strade, belle banche, begli assessori allora fa un qualcosa che è molto, ma molto difficile riuscire a chiamare giornalismo. Eppure anche in questo paradiso terrestre del basso Piemonte dove nessuno ruba, nessuno inganna, nessuno sbaglia, nessuno fallisce, nessuno butta le cicche di sigaretta per terra (anzi, nessuno fuma, così come nessuno sniffa cocaina, per carità d&#8217;Iddio), ciascuno nasce candidato alla beatificazione e tutto fila più liscio del <strong>Truman Show</strong> qualcosa di ghiotto per i giornalisti ci sarà, no? Ma sì, che c&#8217;è. Basta volerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">a) La <strong>truffle-truffa</strong>. Alba è la capitale mondiale del tartufo. <strong>Aldo Cazzullo</strong>, inviato del Corriere della Sera, <a href="http://frittinpagella.blogspot.com/2009/10/la-truffle-truffa.html">ha raccontato</a> a Radio Rai di un&#8217;Alba uguale a Taormina, dove ormai si mangia per strada, e soprattutto di un&#8217;Alba che <strong>spaccia tartufi non suoi</strong> per suoi. <em>&#8220;Se tutti i tartufi di Alba fossero davvero di Alba allora dovrebbero crescere sugli alberi come le ciliegie&#8221;</em>, ha detto Cazzullo. Che non ha scoperto l&#8217;acqua calda, peraltro. Un&#8217;inchiesta sul tartufo e, se c&#8217;è, sul traffico di <em>tuber </em>che arriva dal resto d&#8217;Italia e dall&#8217;Est potrebbe scoperchiare il pentolone, no? O è meglio non rompere le palle ai ristoratori (pazienza se la gente viene qui a mangiare il tartufo di Acqualagna) e farsi raccontare l&#8217;ultima maniera di cucinare il coniglio con un bel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubbliredazionale">pubbliredazionale</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">b) <strong>Metanopoli 2</strong>. Senza smuovere i servizi segreti tempo fa ero andato sul sito del Comune cliccando su <em>&#8220;<a href="http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml">dati qualità dell&#8217;aria</a>&#8220;</em>. Dai quali, facendo due conti facili, avevo tratto un paio di considerazioni singolari. La prima è che nell&#8217;aere albese volano un sacco di schifezze. La seconda è che risultano degli strani picchi notturni di inquinamento nei pressi del ponte del Tanaro. E sapete cosa c&#8217;è vicino alla centralina che rileva le polveri? Sarebbe bello saperne di più, visto che l&#8217;aria è nostra e la respiriamo noi. O è meglio lasciar perdere?</p>
<p style="text-align: justify;">c) <strong>Puffolandia</strong>. Questa è una mia fissa, lo ammetto. Ma da quando <strong>Marina Salamon</strong> ha avuto il coraggio di dire che <a href="http://www.ilbranco.com/2009/01/noi-puffi-siam-cosi/">i Tetti Blu le hanno dato il voltastomaco</a> mi sono sentito un po&#8217; rassicurato. Ma è possibile, è accettabile che un posto che si candida a diventare patrimonio mondiale Unesco faccia costruire delle cose così? Potrebbe mai succedere, in Toscana o in Borgogna, una cosa del genere?</p>
<p style="text-align: justify;">d) <strong>Scudo fiscale</strong>. Chissà cosa ne pensano gli albesi, popolo notoriamente danaroso, dello scudo fiscale? Difficile a dirsi, &#8211; lo Stato garantisce l&#8217;anonimato ai disonesti - che qualcuno salti fuori a raccontare, men che meno a un giornalista, che ha appena rimpatriato dalle Cayman qualche capitale sottratto al Fisco. Però si potrebbe sentire l&#8217;Agenzia delle Entrate, un assessore al bilancio, qualche banca locale. Potrebbero uscirne informazioni interessanti. Oppure si può dire che ad Alba nessuno froda, nessuno imbosca, nessuno è disonesto.</p>
<p style="text-align: justify;">e) <strong>Gomiti alti</strong>. Poche settimane fa l&#8217;ex vicesindaco Cirio si è scagliato, in un imperdibile intervento radiofonico, <a href="http://www.ilbranco.com/2009/09/il-etilometro-sic-maledetto/">contro l&#8217;etilometro</a>. Perché non risentirlo e chiedergli per esempio cosa intende dire quando chiosa che quell&#8217;apparecchio <em>&#8220;maledetto&#8230; va usato con molta attenzione&#8221;</em>? Se bevi vino albese non dovresti essere controllato?</p>
<p style="text-align: justify;">f) <strong>Apollo 20</strong>. Era davvero imprescindibile costruire una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/04/349/">base spaziale della Nasa</a> al Mussotto?</p>
<p style="text-align: justify;">g) In un editoriale il direttore aveva <a href="http://www.ilbranco.com/2009/09/gambero-rosso-fritto/">stigmatizzato i negozietti di kebab</a> che ormai pullulano. Un&#8217;inchiesta potrebbe chiarire se anche qui ci può esssere lo stesso <a href="http://www.blogmilano.it/blog/2009/04/17/milano-forniva-carne-avariata-ai-kebab-milanesi/">rischio che si è corso a Milano</a>. Al sindaco si potrebbe chiedere quale sarà la politica enogastronomica della sua amministrazione. E, magari, insieme al kebab provare a capire se ci sono anche ristoratori nostrani che fanno i furbi, soprattutto in tempo di fiera del tartufo.</p>
<p style="text-align: justify;">Voilà. Buon lavoro.</p>
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		<title>Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa e tivvù]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Spinoso]]></category>
		<category><![CDATA[Canale 5]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Brachino]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Mentana]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi tempi fulgidi e ariosi in cui il paladino dell&#8217;indipendenza giornalistica pare sia diventato nientepopodimeno che Enrico Mentana, che è un po&#8217; come  ritrovarsi Fidel Castro come guida turistica a raccontarti quanto si stia da dio a Cuba (il paragone mi vien fuori perché su Current Tv stanno passando l&#8217;intervista-fiume al caudillo fatta anni fa da Oliver Stone) fa comunque piacere leggere che pure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi tempi fulgidi e ariosi in cui il paladino dell&#8217;indipendenza giornalistica pare sia diventato nientepopodimeno che <strong>Enrico Mentana</strong>, che è un po&#8217; come  ritrovarsi Fidel Castro come guida turistica a raccontarti quanto si stia da dio a Cuba (il paragone mi vien fuori perché su <strong>Current Tv</strong> stanno passando l&#8217;intervista-fiume al <em>caudillo</em> fatta anni fa da Oliver Stone) fa comunque piacere leggere che pure a lui, benché arricchito dal passato in Fininvest, <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/mentana-schiaffo/mentana-schiaffo.html">son venuti i conati di vomito</a> per quello che il duo Brachino-Sallusti <a href="http://www.ilbranco.com/2009/10/annalisaspinosolibero-it/">si è inventato l&#8217;altro giorno </a>su Canale 5.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Consolàti da Mentana potremmo, per esempio, tentare lo stesso esperimento assemblato in redazione Fininvest. Iniziando dall&#8217;ultima ruota del carro, il braccio esecutore dell&#8217;operazione <em>sputtana-il-giudice-Mesiano-perché-ci-fa-pagare-una-multa-sacrosanta-e-il-padrone-Berlusconi-ci-ha-chiesto-di-farlo</em>. Vale a dire la stravagante <strong>Annalisa Spinoso</strong>, <em>arbiter elegantiarum</em> di sigarette e calzini. Poverina, va. Un po&#8217; mi spiace per lei. Per quelli che credono alle cospirazioni fantascientifiche potrebbe essere una novella <strong>Lee Harvey Oswald</strong> in gonnella e accento palermitano:<strong> </strong>le mettono un fucile in mano e le dicono di sparare a quello lì, senza fare tante domande. Che sia il bidello della scuola elementare o il presidente degli Stati Uniti non importa.</p>
<p style="text-align: justify;">Spinoso, che probabilmente non saprebbe distinguere un rito abbreviato da un patteggiamento, né spiegare tipi ed effetti delle sentenze della Corte Costituzionale (ma in questo è in ottima compagnia, anche di chi si occupa  quotidianamente in tivù di faccende politiche e giuridiche) e che preferirebbe continuare a parlare di calzini e di minchiate (licenza linguistica palermitana) assortite confeziona &#8211; come potrebbe essere diversamente? - un servizio di biechissima pochezza, nella miglior tradizione dei programmi &#8216;contenitore&#8217; concepiti per intrattenere, e già che ci sono pure per inebetire, la gggggente che guarda la tivù generalista a metà mattina (ah già, non si può dire, sennò si passa per comunisti snob e bizzosi). Vediamo come ciascuno di noi, da casa, può emularla: basta un pc, un semplice programma di taglia-incolla filmati e, ingrediente fondamentale, pescare nel torbido della lingua italiana e, a mani piene, dal sacco del becerume. E allora dai, tutti insieme: giochiamo all&#8217;<strong>Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0, ancora in fase Beta).</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iiKYTK7u2tc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iiKYTK7u2tc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Testo suggerito: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uCZDVOtVLUI">lo stesso confezionato per il giudice Raimondo Mesiano</a>, appena appena rivisitato. </p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Ed eccola in giro per una scuola di Milano la giornalista Annalisa Spinoso. Nel suo servizio lontano dalle scartoffie della redazione sveste la tuta e si cala nei panni di <strong>television giornalist at Mediaset</strong> <em>(</em><a href="http://www.linkedin.com/pub/annalisa-spinoso/8/531/a79"><em>citazione</em></a><em>)</em>. Certo, non di una television giornalist qualunque. <strong>Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati</strong>. Davanti a bambini armati di strumento musicale non esita, neanche quando uno risponde che il suo preferito è il <strong>fogotto</strong> <em>(sic)</em>: è impaziente, non riesce a stare ferma. Avanti e indietro. Si ferma, si fa inquadrare e poi ancora. Avanti e indietro. <em>(Qui il canovaccio Spinoso prevede di inserire due frasi che non c&#8217;entrano una beata fava)</em>. Forse non sa ancora che alla Fininvest la stanno designando come esecutrice di un servizio di sputtanamento di un giudice, per poi magari promuoverla con un bell’aumento di stipendio. Lei va avanti e indietro, avanti e indietro. <strong>Continua a pronunciare la &#8217;s&#8217; intervocalica come non si fa più dal 1920</strong> (eSSibizioni, muSSicista) e dice pure <em>ji</em>, non &#8216;gli&#8217;. Come fosse uno spot all’incontrario <em>(cit.)</em> della lingua italiana. Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un’altra stranezza. Guardatela mentre sfila davanti alla telecamera. Gonnella scura con stravagante rosellone, <strong>top viola, che si vocifera porti pure un po&#8217; di sfiga in tv,  e giacca di pelle nera</strong>. Di quelle che in televisione non sarebbe proprio il caso di sfoggiare&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Visto come è facile? Se siete riusciti a completare il lavoro dell&#8217;Annalisa Spinoso Reporter vi consiglio di mandare senz&#8217;altre esitazioni <a href="http://www.mediaset.it/corporate/jobopportunity/jobop_it.shtml">il vostro curriculum a Mediaset</a>. Nel caso non sapeste cosa scriverci, a parte la vostra abilità nel modificare il modulo-Spinoso modellandolo per ogni evenienza, provate a <a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html">scopiazzare da quello della Spinoso</a>: che ne so, scrivete che volete lavorare per le Iene, per Striscia o per Brachino. E magari mentite anche un po&#8217;, millantando la genitura di articoli magistrali come <a href="http://web.archive.org/web/20071031065557/www.ateneonline-aol.it/040610aspi.html">questo</a>, dal cappello montanelliano: <em>&#8220;Tempo d&#8217;estate, tempo di tintarelle e gite al mare. Non vediamo l&#8217;ora di correre in spiaggia ma attenzione: Il </em>(sic)<em> buco dell&#8217;ozono non è fantascienza e lo strato che ci protegge dai raggi ultravioletti è sempre più sottile&#8221;</em>. Attenzione, però, perché qualche rischio si corre: il presidente dell&#8217;ordine dei giornalisti della Sicilia <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/150367">ha convocato la Spinoso</a> per chiarimenti. Potrebbero, secondo indiscrezioni, condannarla a una settimana senza cassata coi canditi.</p>
<div id="attachment_717" class="wp-caption alignleft" style="width: 155px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/sallusti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-717" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/sallusti-145x150.jpg" alt="Lo stravagante Sallusti" width="145" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stravagante Sallusti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Breve chiosa su <strong>Alessandro Sallusti</strong> (così, nel caso non vi accontentaste di essere una Spinoso e aspiraste mai alle cariche di direttore o vice di <em>Libero </em>o del <em>Giornalusconi</em>). Il Sallusti che si esercitava contro il giudice Mesiano in giravolte e carpiati che neanche Nadia Comaneci, un po&#8217; come quando Mentana legava un servizio sulla mafia e uno sul calcio dicendo che, esplosioni o punizioni, sempre di botte si parlava, è lo stesso Sallusti che tempo fa <a href="http://www.odg.mi.it/node/30177">fu censurato dall&#8217;ordine dei giornalisti</a> (tutti comunisti pure lì, maledetti). Motivo? Una collega dell&#8217;Espresso, <strong>Angela Camuso</strong>, aveva pubblicato un articolo che parlava di preti cattolici clandestini in Cina. Sallusti, quando seppe che due dei tre preti erano stati arrestati, <strong>pubblicò</strong> <strong>una foto della Camuso (ex modella)</strong> nuda, titolando bonariamente: <em>“Ecco la giornalista dello scoop canaglia”</em>, addossandole la colpa degli arresti e sputtanandola come presunta ex gnocca riciclata nel giornalismo (pratica, quella del riciclaggio della gnocca, in cui pare invece eccellere l&#8217;editore di del <em>Giornalusconi</em>). Risultarono false entrambe le cose. Sallusti provò inutilmente a difendersi: <em>“Siccome la collega aveva avuto questo passato da modella – passato mai rinnegato, cioè mai nascosto o rinnegato – abbiamo fatto vedere anche fisicamente chi era questa collega pubblicando questa foto che non è una foto rubata, non è una foto clandestina, non appartiene ad un privato ma appartiene ad un suo book pubblico facilmente reperibile e la cosa ha offeso la collega”</em>. Stavagante, no, questo Sallusti?</p>
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		<title>Il lato Spinoso del processo Mondadori</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Antefatto: una sentenza civile del tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, la Fininvest a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro perché un suo avvocato, Cesare Previti, comprò il provvedimento giudiziario che diede la Mondadori a Berlusconi corrompendo il giudice Vittorio Metta. L&#8217;estensore della sentenza civile è il giudice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tYg9JEVSMCA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tYg9JEVSMCA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Antefatto: una sentenza civile del tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, la Fininvest a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro perché un suo avvocato, <strong>Cesare Previti</strong>, comprò il provvedimento giudiziario che diede la Mondadori a Berlusconi corrompendo il giudice <strong>Vittorio Metta</strong>. L&#8217;estensore della sentenza civile è il giudice <strong>Raimondo Mesiano</strong>. A casa Silvio l&#8217;hanno presa benissimo: quale miglior occasione per un omaggio al togato, reo forse di non essere stato avvicinato a sua volta da Previti? Il pacco regalo, confezionato in casa Fininvest (di Berlusconi), si apre con un <strong>Claudio Brachino</strong> che, per puro caso, legge un articolo del Giornale (di Berlusconi) che parla del giudice che ha condannato la Fininvest (quindi Berlusconi) a risarcire De Benedetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;A pagina sette, vojo fa&#8217; vvedè quest&#8217;artro titolo, se c&#8217;è&#8230; Sennò lo faccio vedere io qui a Milano&#8221;.</em><br />
Annuncia, Brachino, una volta disattivato il <em>mode Trastevere on</em>, che ci sono delle <span style="text-decoration: underline;">stravaganze</span> da raccontare su questo giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa vedere, il titolo: <em>&#8220;Il Csm promuove il giudice antiFininvest&#8221;</em>. Si tratta di un simpatico <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/249/15-10-2009/7/page=115979-pdf_num=1658"><strong>articolo di Stefano Zurlo</strong></a>, redattore del quotidiano di proprietà berlusconiana, che perculeggia Mesiano facendo peraltro intendere che il Csm sia in combutta con i comunisti per abbattere il presidente del Consiglio. Accuse da niente, eh: del resto le pubblica il giornale di casa Berlusconi, cittadino italiano che nega pure le sentenze passate in giudicato e che ha preso la splendida abitudine, nonostante la sua alta carica istituzionale, di dare del comunista a tutti quelli che non gli fanno dei favori, che siano il vicino di casa o il presidente della Repubblica. Ma questo è solo il bigliettino di auguri. Il regalone arriva subito dopo, con <em>&#8220;le immagini esclusive che adesso vi mostriamo&#8221;</em>. E parte il servizio, di una ragazza messa in prima linea per fare il lavoro sporco.<strong> Annalisa Spinoso</strong>, si chiama. Che sarà alle prime armi ma l&#8217;arte l&#8217;ha già imparata: sentite qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest ad uno</em> (sic: la &#8216;d&#8217; eufonica a casaccio spopola ancora!) <em>dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d&#8217;Italia: 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo De Benedetti </em>(per una corruzione giudiziaria accertata in via definitiva: non sarebbe stato male ricordarlo).<em> Ed eccolo in giro per Milano il giudice Raimondo Mesiano. Nel suo weekend lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino. Certo, non di cittadino qualunque </em>(coooooosaaaaaaaaa?)<em>. Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati </em>(oddio: quali? Inghiotte insetti vivi? Corre ignudo per strada? Tira sassi alle vetrine?)<em>. Passeggia, l&#8217;uomo Raimondo Mesiano, per le strade milanesi </em>(in effetti un uomo che passeggia è inquietante)<em>. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno: è impaziente, non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora. Avanti e indietro. </em>(Mannaggia, Spinoso ha ragione: è decisamente un serial killer).<em> Forse non sa ancora che il Csm lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale ad un </em>(ancora con &#8217;sta &#8216;d&#8217;?)<em> trenta e lode universitario. Insomma: il massimo dei voti e un bell&#8217;aumento di stipendio </em>(e Spinoso non sa che la promozione del Csm non c&#8217;entra una fava con la sentenza Fininvest: bastava controllare le date, invece di appostarsi davanti al barbiere).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lui va avanti e indietro, avanti e indietro. </em>(Sì, Spinoso: hai ragione. Questo è sicuramente un Donato Bilancia in divenire. Fermiamolo subito, prima che sia troppo tardi)<em>. Si rilassa solo al momento di barba e capelli. Finita la toilette continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo, l&#8217;altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere l&#8217;ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all&#8217;incontrario </em>(bello, questo gergo da osteria: perché non &#8220;una réclame alla rovescia&#8221;, già che ci siamo?).<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un&#8217;altra stranezza. </em>(Sto fremendo: che farà, quel criminale di Mesiano? Tirerà fuori dalla tasca una bomba a forma di sigaretta? Inizierà a rincorrere bambini nel parco urlando &#8220;fascisti al rogo&#8221; e brandendo una lametta da barbiere? Del resto, lo confesso, da uno che passeggia per strada e fuma mi aspetto di tutto).<em> Guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Aaaaaah, il villanzone! Non solo è un servo del potere comunista sottotraccia ma si macchia anche del <strong>reato di vilipendio della Settimana della Moda</strong>, abbinando un calzino turchese al mocassino bianco! Maledizione: ora so che l&#8217;antiStato si serve di questi agenti meschini e truci per far fuori gli eletti dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è finita, eh. Brachino torna in studio col suo ospite, il condirettore del Giornale (di Berlusconi) <strong>Alessandro Sallusti</strong>. Dobbiamo saperne ancora di più, su questa mano armata del leninismo militante. Vi prego, illuminatemi. Salvate l&#8217;indipendenza del giornalismo al servizio dei cittadini, dimostrate che l&#8217;informazione libera esiste ancora, sfidate i poteri forti e abbiate il coraggio di inchiodare questo Mesiano alle sue responsabilità!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco, Sciallusti</em> (sic)&#8230; <em>Allora, ovviamente non vogliamo dare giudizi né trarre conclusioni</em> (noooooooooooooooooooooo, ma figurati Brachino, aò, ma che stiamo a scherzà? Solo qualche povero imbecille, comunista e malpensante, può credere che tu abbia mandato avanti una Spinoso qualunque per confezionare un servizio sul nulla, così, tanto per sputtanare un giudice della Repubblica che si è permesso di scrivere una sentenza sfavorevole all&#8217;azienda in cui lavori. Tranquillo: tu non ne sapevi niente e quella della Spinoso è stata un&#8217;autonoma iniziativa giornalistica, degna peraltro del massimo risalto. Del resto questo Mesiano va in giro liberamente, fuma sigarette, si serve da un barbiere per farsi spuntare capelli e barba e mette pure i calzini turchese! Vorrà mica farla franca?) <em>Però anche leggendo l&#8217;articolo di Zurlo&#8230; quello che vien fuori è che tra la stravaganza diciamo così tra virgolette del personaggio e la promozione del Ciessemme c&#8217;è qualcosa che non funziona, no?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sallusti, condirettore del Giornale (di Berlusconi) risponde con schiettezza e indipendenza intellettuale alla domanda del giornalista di Mediaset (di Berlusconi) sull&#8217;argomento Berlusconi. Del resto, una volta smascherato quel <strong>fuorilegge di Mesiano a piede libero per la città</strong>, non si può che condividere la chiosa di Brachino.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, eeeee&#8230; non è soltanto una questione di stravaganza&#8230; fisica diciamo così. Mmmm, Zurlo nell&#8217;articolo di oggi del Giornale racconta anche alcune stravaganze professionali. Per esempio una causa tra due condòmini per una rottura, la classica rottura del tubo dell&#8217;acqua che poi sporca il soffitto del condomino di sotto, ecco bene, questo giudice, il fatto è avvenuto nel 2006, la denuncia è del 2006, continua a fissare le udienze di anno in anno e l&#8217;ultimo rinvio, eee, ha posto la prossima udienza nel 2011. Cioè per un tubo dell&#8217;acqua rotto questo giudice promosso ieri con per il&#8230; per meriti acquisiti sul tam&#8230; sul campo, eeee, un, un suo processo può durare fino a 5 anni.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Accidenti. Questo sì che è un caso da prima pagina. C&#8217;è un <strong>processo civile in ritardo di tre anni</strong>. Ah, scandalo! Ah, infamia e contumelie sul giudice inetto! Ma dove si è mai vista una cosa simile? Un procedimento di vitale importanza per le sorti di questo Stato, artatamente insabbiato per favorire &#8211; non c&#8217;è dubbio &#8211; il condomino comunista e annaffiatore del soffitto del vicino di casa, paladino della libertà!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eeeee, ma c&#8217;è un&#8217;altra cosa che riguarda il giudice che potrebbe, come dire, far fare un salto di dignità</em> (ha detto proprio così, ho sentito bene: SALTO DI DIGNITÀ) <em>alla magistratura italiana e dimostrare che quello che dice</em> (quello che dice CHI?) <em>è vero: ecco noi oggi scriviamo che di recente in una circostanza in cui Silvio Berlusconi è inciampato in uno dei tanti problemi, eee, dei tanti tranelli che gli mettono sulla strada </em>(certo: non è stato Previti a corrompere un giudice, è un giudice che si inventa un nuovo modo per rompere le palle a Berlusconi)<em>, ecco bene, quel giudice quella sera, guardando il telegiornale in una</em> (sic) <em>ristorante di Milano ha esultato contro</em> (esultato contro?) <em>Silvio Den&#8230; Berlusconi e ha brindato al fatto che Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere</em> (ma un ripassino, piccolo piccolo, alla consecutio temporum?). <em>Io credo che una magistratura seria dovrebbe accertare questo fatto, ed è accertabile perché il ristorante è noto e i testimoni ci sono, e riscontrata le verità del fatto dovrebbe immediatamente sospendere questo giudice o quanto meno togliere a questo giudice la possibilità di giudicare Silvio Berlusconi. E visto che l&#8217;ha appena fatto inficiare la sua sentenza. Perché un giudice che brinda alla caduta di Silvio Berlusconi il buonsenso oltre che la legge dicono che non può giudicare Silvio Berlusconi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Aaaaaa, adesso è tutto chiaro. Grazie Brachino, grazie Zurlo, grazie Sallusti <strong>e grazie soprattutto Spinoso</strong>, che ci ha svelato dettagli raggelanti sull&#8217;uomo-non-qualunque Mesiano, questo disgraziato e criminale braccio armato della magistratura rossa che complotta rivoluzioni per via giudiziaria. Fumando sigarette al parco, il losco figuro, e <strong>passeggiando davanti al barbiere</strong>.</p>
<div id="attachment_676" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/aspi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-676" title="aspi" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/aspi-150x150.jpg" alt="Annalisa Spinoso, brillante erede di Bob Woodward e di Carl Bernstein" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Annalisa Spinoso, brillante erede di Bob Woodward e di Carl Bernstein</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mi pare giusto, però &#8211; giacché i primi tre paladini della libertà di stampa e dell&#8217;equanimità professionale sono piuttosto conosciuti &#8211; che anche <strong>Annalisa Spinoso</strong>, coraggiosa detective dell&#8217;informazione, venga ricompensata per il suo splendido lavoro. L&#8217;eroica <strong>Ilaria Alpi </strong>sarebbe fiera di questa promettente firma del giornalismo di inchiesta. E non trovo giusto che una giovane tanto promettente e coraggiosa da far filmare un pericoloso eversore dell&#8217;ordine costituito non abbia il suo quarto d&#8217;ora di meritata celebrità. E allora, in attesa della candidatura al premio Pulitzer, ecco qui (<a href="http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html">è tutto pubblico</a>) qualche notizia che possa placare la nostra fame di conoscenza su Spinoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Copio e incollo dalla pagina<strong> </strong><a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html"><strong>che ha pubblicato sul sito della sua Università Annalisa Spinoso</strong></a>: l&#8217;ho trovata, da segugio di razza alla stregua di Bernstein quale so di essere, sulla scorta di un&#8217;untuizione geniale. Ho scritto &#8220;Annalisa Spinoso&#8221; <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=annalisa+spinoso&amp;meta=">su Google</a>. Difficile, eh? E giacché mi sento indulgente cancello i riferimenti personali (mail e numero telefonico), avendo notato che l&#8217;Università, alla velocità della luce,<strong> ha fatto sparire la pagina in questione</strong> (che però, sono costernato per i solerti censori, resta viva <a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html"><strong>nel Web Archive mondiale</strong></a>). E poi, scusate, che c&#8217;è di male se Spinoso ha desiderato raccontare in pubblico la sua brillante carriera? Mah. Comunque sia, abbeveriamoci alla fonte Spinoso.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Finalmente eccomi qua! Dopo qualche difficoltà con l&#8217;esame di inglese, sono riuscita a superare la selezione per svolgere il praticantato presso la Scuola Superiore di Giornalismo dell&#8217;Università di Palermo e tra qualche mese potrò definirmi giornalista&#8230; CHE MERAVIGLIA!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì, mi sa che qualche difficoltà ci sia stata davvero. A quanto pare, tra l&#8217;altro, non ancora superata. Sembra infatti che non le abbiano ancora insegnato come si scriva in inglese non dico <em>pteranodonte</em>, <em>celenterato</em>, <em>asseverativo</em> o <em>esiziale</em> ma <em>giornalista</em>. Sul <a href="http://www.linkedin.com/pub/annalisa-spinoso/8/531/a79">suo profilo di LinkedIn</a> si legge che il suo mestiere sarebbe quello di &#8220;<strong>television giornalist at Mediaset</strong>&#8220;. Giornalist, certo. Du iu spic inglisc?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi dicono che è buona cosa scrivere nel curriculum vitae qualche informazione sulla mia&#8230; vita (per l&#8217;appunto). Bene: sono nata a Palermo il 7 gennaio 1980 da mami Giuseppa e papi Gianfranco. Ho una sorella, Gilda, che ha tre meravigliosi figli (Federico, Sofia e Valerio) e un fratello, Ivan, il mgliore</em> (sic)<em> del mondo. Tralasciando le scuole elementari, ho frequentato le scuole medie in un istituto femminile (il Maria Adelaide) e da questa esperienza ho imparato che le migliori amicizie sono quelle tra uomo e donna.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Detta così, pare sia passata direttamente dall&#8217;asilo alla prima media. Vabbè, non si nasce tutti Cesare Marchi né si è tutti latinisti né cultori della sintassi. Comunque, accidenti: così giovane eppure già così saggia! Le donne sono serpi, si sa. Come il turchese è il colore del diavolo, no? E camminare per strada è ciò che distingue un uomo qualunque da un mostro come Mesiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi sono diplomata al liceo artistico &#8220;Damiani Almeyda&#8221; la bellezza di 7 anni fa e per qualche anno ho creduto di potere insegnare Storia dell&#8217;arte. Poi, da buona incoerente quale sono, ho cambiato idea.  Mi stupisco anche io quando penso che da sei anni ho sempre la stessa idea: fare la giornalista. Amo la satira, in tv poi è il massimo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo si era intuito, in effetti, sì.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco perché lavorare per Striscia la notizia o Le Iene è un sogno che intendo realizzare. </em></p>
<p style="text-align: justify;">E vabbè, dai, non ti è andata proprio di sfiga: puoi sempre dedicarti alla satira anche in redazione, come ben vedi. E poi, anche <em>zoologically spiching</em>, tra iena e sciacallo c&#8217;è una diretta parentela genetica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certo se dovessi indicare una alternativa alla tv dire</em> (sic)<em> senza dubbio l&#8217;agenzia di stampa.  Altra cosa che non ho cambiato è il fidanzato. Da 7 anni e mezzo, infatti, ho accanto a me un ragazzo meraviglioso che si chiama Moreno (se mi sopporta evidentemente mi ama da pazzi). Le mie prime esperienze nel campo giornalistico risalgono a 4 anni fa: Dal 2000 collaboro con Tgs, Telegiornale di Sicilia, per la realizzazione del programma per ragazzi Tgs giovani. Nel 2002 ho iniziato a collaborare con il Giornale di Sicilia per Cronaca in classe e cronaca di quartiere. </em><em>Ma ho sempre lavorato&#8230; mi piace essere un tipo indipendente! Dal 1997 comunque mi sono data da fare in ogni modo: Baby sitter, hostess, segretaria, commessa, praticamente di tutto. Oggi sono una giornalista praticante e mi piacerebbe tanto realizzare i miei sogni e inorgoglire i miei genitori che per me hanno fatto, fanno, e faranno, tanti sacrifici.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche, virgola, in, meno, no, eh? E la lettera maiuscola dopo i due punti da dove arriva? Dalla stessa scuola della &#8216;d&#8217; eufonica sparpagliata a caso?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio impegnarmi per laurearmi e correre fuori da Palermo. Non si tratta di manie di grandezze, amo la mia città, GIURO, ma mi rendo conto che non offre molte prospettive.<br />
</em><em>Tranne qualche rarissimo caso, qui sotto dovreste trovare tutti gli articoli scritti da me su ateneonline.</em><em><br />
Se volete, potete contattarmi ai seguenti recapiti:<br />
cell: xxxxxxx<br />
</em><em>annaxxxxxxx@xxxxxx.it</em></p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;accordo: se proprio ci tieni ti chiamerò, col rispetto e la deferenza che merita un talento cristallino come il tuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei tanto mi facessi un corso accelerato per diventare bravo come te: ora sì che capisco come Brachino non abbia potuto fare a meno di un diamante del genere nella sua redazione. Per esempio, mi verrebbe da chiederti, come ti è venuta in mente la genialata dell&#8217;<em>avanti e indietro</em> di Mesiano? Lo so che non ce la farò, a emularti, però qualche <em>&#8220;manie di grandezze&#8221;</em> la covo pure io. Per ora hai tutta la mia ammirazione. Non fatele mancare la vostra, <a href="http://www.facebook.com/people/Annalisa-Spinoso/1271410511">è su Facebook ad aspettarla</a>. Camminando avanti e indietro, avanti e indietro. Avanti e indietro.</p>
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		<title>Castelli, accenti e Castellenghi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 10:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vip della serata di chiusura delle elezioni è Roberto Castelli, l&#8217;ex ministro simpatico come un calcio nelle balle con Durango a punta. Ad Alba è arrivato per promuovere il candidato Castellengo ma in tutti e dieci i minuti del suo intervento non lo cita mai, manco per sbaglio. Non sa chi sia e pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vip della serata di chiusura delle elezioni è <strong>Roberto Castelli</strong>, l&#8217;ex ministro simpatico come un calcio nelle balle con Durango a punta. Ad Alba è arrivato per promuovere il candidato Castellengo ma in tutti e dieci i minuti del suo intervento non lo cita mai, manco per sbaglio. Non sa chi sia e pare non gliene freghi, anche se gli ha pagato quantomeno l&#8217;aperitivo alla <a href="http://www.langhe.net/labrasilera/">Brasilera</a> (se la sarà presa, Castelli, per il nome extrapadano). Dice che Bossi e Berlusconi si son baciati, e da allora è grande amore, e che quindi poche storie: si vota centrodestra. La sicurezza, la famiglia cristiana (mammamiasanta, loro lo dicono, loro difendono la cristianità) sono i valori, non i matrimoni omosessuali, le moschee e i <em>travoni</em> della sinistra. &#8220;In questa piazza gremita&#8221;, dice Castelli a un certo punto. Penso a una battuta, poi ricordo che Castelli non fa battute. In piazza non c&#8217;è quasi un cane, manco la <em>claque </em>dei giovani per Alba, manco un missino in erba col tricolore, un fasciopadano con la celtica, un berlusconio con il Suv, una ceppa di niente. Ma la colpa non è mica solo sua: due ore prima un nubifragio ha spazzato strade e piazze di Alba, e i moderati che amano il Presidente si sono moderati in casa. Castelli molla il microfono, si fa promettere un tartufo se quello di destra vince, poi sparisce.</p>
<div id="attachment_523" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009782.jpg"><img class="size-medium wp-image-523" title="19062009782" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009782-300x225.jpg" alt="La piazza gremita (secondo Castelli). Quella che non vedete è la maggioranza slienziosa del centrodestra, che non scende in piazza ma vota." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La piazza gremita (secondo Castelli). Quella che non vedete è la maggioranza slienziosa del centrodestra, che non scende in piazza ma vota.</p></div>
<p>Siedo al bar Savona, quello che amava Fenoglio, e mi domando per chi (o se) avrebbe votato. Mi portano un <em>Rum Cooler</em> che si fa bere volentieri e toglie anche un po&#8217; di nausea. Parla <strong>Tomaso Zanoletti</strong>, senatore democristiano di Cortemilia che ha 65 anni ma non sembra aver interiorizzato appieno l&#8217;<em>ars oratoria</em>. Non ricordo niente del suo discorso se non &#8220;sinistra&#8221;, &#8220;menzogna&#8221; e forse anche &#8220;sinistra e menzogna&#8221;. Mentre qualche <em>pasionario</em> comunista distribuisce volantini per Marello, si microfonizza <strong><a href="http://www.facebook.com/s.php?ref=search&amp;sid=59d7140b37c231fc9da707acde726cfc&amp;init=q&amp;q=alberto%20cirio#/profile.php?sid=59d7140b37c231fc9da707acde726cfc&amp;id=1545191388&amp;hiq=alberto%2Ccirio&amp;ref=search">Alberto Cirio</a></strong>. Cirio ha iniziato a fare politica quando io ero da poco abbonato al Giornalino, e ha poi 3 o 4 anni più di me. Una volta era leghista, adesso è forzaitaliota. Dice che a destra si sorride, a sinistra si è infelici, che loro sono tolleranti, i &#8216;rossi&#8217; invece rosicano, che i comunisti vogliono distribuire la ricchezza e invece loro (magari non direttamente lui ma quelli che la pensano come lui) la creano. Tutto bene, tranne quando si impegola &#8211; pure lui &#8211; nel discorso della morale: la famiglia tradizionale uomo e donna, il matrimonio, il cattolicesimo. Di sicuro Cirio non ha mai usato un preservativo, non ha mai avuto rapporti prima del matrimonio, è antiabortista, antidivorzista, onora il padre e la madre, non ruba, non desidera la roba d&#8217;altri eccetera. Però tracanno il mezzo Rum Cooler rimasto nel <em>tumbler</em>, d&#8217;istinto. Penso con nostalgia a quando il suo ex <em>guru </em>Bossi parlava del &#8220;papa polacco&#8221;, dei &#8220;vescovoni&#8221;, della mafia vaticana e del mafioso di Arcore.</p>
<p>Mi metto a parlare con un amico e dopo un po&#8217; ci accorgiamo che Castellengo sta già arringando i supersiti del nubifragio. Non si sente un tubo, Carlo il giovane parla pianissimo. Non è il suo mestiere, fare discorsi. Purtroppo fa freddo, sennò l&#8217;avrei visto volentieri con la giovanilissima polo Fred Perry (e tragica maglietta della salute sotto) che sfoggia <a href="http://www.carlocastellengo.it">in homepage</a>. In piazza scovo pure un portatore sano di cartello.</p>
<div id="attachment_524" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009781.jpg"><img class="size-medium wp-image-524" title="19062009781" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009781-300x225.jpg" alt="Quell'accento che non va" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Quell&#39;accento che non va</p></div>
<p>Il cartello non pecca solo per l&#8217;occhio del maestro Manzi ma anche per quello della comunicazione: ma che è, un tema? Lo slogan, insegna il Capo Supremo, deve essere &#8220;Più topa per tutti&#8221;, tanto per dirne uno, mica &#8220;Se votate lui che è bravo e si vede che è bravo e lo fa da tanti anni poi vi assicuro che vi porterà un sacco di topa&#8221;. Mentre sto per andarmene scopro che è <em>double face</em>, il cartello. Altra foto.</p>
<div id="attachment_525" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009783.jpg"><img class="size-medium wp-image-525" title="19062009783" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009783-225x300.jpg" alt="19062009783" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Anche la scuola dell&#39;obbligo va aiutata</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il portatore sano di cartello ha colpito due volte! La crisi c&#8217;è già, altro che.</p>
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		<title>Due di picche</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 09:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Fenoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Castellengo]]></category>
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		<description><![CDATA[Càpita. Ti sbatti per mesi. Ti senti chiamato alla missione. Ogni santo sabato, mentre gli altri cazzeggiano in centro, monti il gazebo e stai lì, ore e ore, a lottare. Domenica idem. E tutto nel nome di Silvio. Vai a ritirare i santini in tipografia e lasci trecento euro per avere indietro un pacco di cartoncini con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_487" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/fff.jpg"><img class="size-medium wp-image-487" title="fff" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/fff-300x225.jpg" alt="Carlo il giovine, Emanuele il Giovane" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo il giovine, Emanuele il Giovane</p></div>
<p style="text-align: justify;">Càpita. Ti sbatti per mesi. Ti senti chiamato alla missione. Ogni santo sabato, mentre gli altri cazzeggiano in centro, monti il gazebo e stai lì, ore e ore, a lottare. Domenica idem. E tutto nel nome di Silvio. Vai a ritirare i santini in tipografia e lasci trecento euro per avere indietro un pacco di cartoncini con lo sfondo berlusconico. E te li paghi tutti: d&#8217;altronde la politica costa, e all&#8217;inizio nessuno ti regala niente.  Senti il sacro fuoco della dottrina di <strong>Adam Smith</strong> ardere nel petto. Ti pare di essere il prescelto per difendere la libertà contro i vili attacchi degli <em>khmer rossi</em>, quelli che vorrebbero riesumare Pol Pot in Italia. Scrivi slogan su Facebook (come <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?id=626119125&amp;v=wall&amp;viewas=779449739"><strong>questo</strong></a> di Emanuele Bolla: <em>&#8220;Noi non vogliamo la DECRESCITA FELICE&#8230;noi vogliamo Carlo Castellengo! Non torniamo indietro, scegliamo Carlo Castellengo, l&#8217;uomo della crescita responsabile!&#8221;)</em> e ci credi davvero, che il centro-sinistra sia il partito della <em>nomenklatura</em> moscovita sotto mentite spoglie. O che il tuo vicino di casa che vota per <a href="http://mauriziomarello.wordpress.com/">Maurizio Marello </a>(un gioviale e moderatissimo avvocato cresciuto in parrocchia) dietro quella faccia da impiegato coltivi il sogno di espropriare la tua villa di famiglia per darla in pasto alle masse proletarie. Magari è un terrorista dell&#8217;ultima generazione, come <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/02/16/cinzia-banelli-protetta-dai-nocs.html">Banelli o Mezzasalma</a>, infermiere per 12 ore e assassino le altre 12, vaiassapere. Credi davvero che Alba sia un po&#8217; Roma, e che qui si faccia la vera scelta di campo: brezneviani oltranzisti da una parte, liberali occidentali dall&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Càpita, la fregatura. Credi sinceramente che il tuo amato candidato sindaco, Carlo Castellengo, commercialista straricco classe 1941, pensi davvero a te come al suo prossimo delfino: un po&#8217; come il membro del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arnaldo_Forlani"><strong>Caf</strong> </a>Forlani aveva fatto con Pierferdinando Casini, ai tempi in cui Pier veniva chiamato &#8220;Onorevole sfondo&#8221; (sfondo alle interviste di Forlani in tivvù, intendevano dire). Fai la foto con quella stragnocca del ministro Carfagna nella serata di gala e tornando a casa, gasato e ringalluzzito, pensi: oh, vuoi vedere che domani mi telefonano Sacconi, o Brunetta, o Bondi e mi chiedono se voglio andare a Roma? Del resto Mara mi ha detto &#8220;bravo&#8221;, quindi mi stima. E nella foto mi sorride, lo fa con trasporto. Sarà mica il caso di comprarmi qualche testo della<strong> </strong><a href="http://www.magna-carta.it/"><strong>fondazione Magna Carta</strong></a> (senza la acca) per non farmi trovare impreparato alla chiamata?</p>
<p style="text-align: justify;">Magari <a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/8/assemblea/curriculum/cirioa.htm"><strong>Alberto Cirio</strong></a> &#8211; che nel paesone del tartufo è una piccola celebrità ma in Italia è solo un qualunque consigliere regionale - ti ha detto &#8221;bravo&#8221; pure lui, o &#8220;continua così, che anche io ho iniziato con i gazebo gratis per la Lega&#8221;. Cammini per strada e pare che ogni tanto ti si riconosca: inizi a essere qualcuno. Ti lasciano dieci minuti di microfono alle quattro del pomeriggio, quando la festa di Castellengo deve ancora iniziare e i tecnici stanno ancora montando le luci, e tu sali sul palco di piazza Savona carico come una molla. A spiegare agli albesi come funziona il debito pubblico, proponendoti implicitamente come nuovo assessore al bilancio del comune.  Un tuo <a href="http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1110452169&amp;ref=mf">amico</a> ti ha scritto: <em>&#8220;Auguri sinceri di un ottimo risultato!!! Li dobbiamo ammazzare tantissimo sti comunisti di merda!&#8221;</em> Giusto! Ammazzarli, e tantissimo. Lo pensi mentre scrivi il manifesto della tua lista: <em>&#8220;Noi abbiamo un grande progetto da realizzare ed abbiamo scelto la persona con cui svilupparlo, migliorarlo e renderlo concreto: questa persona è Carlo Castellengo, un uomo che, con la sua esperienza, è garanzia di serietà&#8221;</em>.<br />
Poi il paesone di Alba, finalmente, <a href="http://www.comune.alba.cn.it/Web0906/Htm/Comunali/ALBA/index_web_comunali.htm"><strong>va a votare per eleggere il nuovo sindaco</strong></a>. Forza Carlo, forza Silvio, non diamo la città in mano ai sovietici, resistiamo ai cingolati delle sinistre! Tutti insieme oggi contro il nemico, e insieme domani in consiglio comunale: ho già la borsa di pelle di Vuitton pronta, e la cravatta <em>regimental</em>. Pausa pranzo in piazza Duomo, riunioni, telefonino che squilla di continuo, magari pure qualche intervista per la Gazzetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Patatrac.</p>
<p style="text-align: justify;">La tua lista, i <a href="http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1110452169&amp;ref=mf">Giovani per Alba</a>, non prende manco i voti di tutti i suoi iscritti su Facebook.<span id="profile_status"> </span>L&#8217;uomo nuovo del debito pubblico, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=53cc7d4fe0fa1e22c2b8ee01bbd8c7bd&amp;id=1471608746&amp;hiq=lucco%2Ccastello&amp;ref=search"><strong>Tullio Lucco Castello</strong></a>: 15 voti. Si era pagato la pubblicità rompendo il salvadanaio, come disse di lui Castellengo. Cento euro a voto, gli è venuto a costare l&#8217;ambaradan. <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=01abde1cc6fd7438d4e09d5ca7d457b3&amp;gid=83551178178&amp;ref=search"><strong>Davide di Benedetto</strong></a>, quello col Duomo sullo sfondo e lo scontorno da principiante di Photoshop: 12 voti. <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=53cc7d4fe0fa1e22c2b8ee01bbd8c7bd&amp;id=1471608746&amp;hiq=lucco%2Ccastello&amp;ref=search#/group.php?sid=e0f4bbb9f6e00aeb35312517b1ca80cb&amp;gid=84333560319&amp;ref=search"><strong>Marjus Cela</strong></a>, il candidato <em>politically correct</em> che correva per ripristinare un concerto rock ad Alba e istituire le navette per riportare a casa gli ubriachi fradici il sabato sera: 3 voti. Il suo, insomma, e altri due. <a href="http://www.facebook.com/s.php?ref=search&amp;init=q&amp;q=giovani%20per%20alba&amp;sid=86a914bda7d6f13e2089f21e16ef39a3#/profile.php?id=1143889483&amp;v=wall&amp;viewas=779449739"><strong>Marcello Pasquero</strong></a>, che aveva pronte le foto da editorialista consumato: tre voti. E un amaro sfogo: &#8220;Grazie a quei 3 (tre)che mi han votato e che conosco benissmo, un fanculo di cuore a tutti quei 1000 che han promesso dei voti&#8221;. Ne avesse presi venti, forse, si sarebbe ritenuto soddisfatto. Un altro (non forzaitaliota ma comunque giovane, di Alba e tifoso di Castellengo, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=53cc7d4fe0fa1e22c2b8ee01bbd8c7bd&amp;id=1471608746&amp;hiq=lucco%2Ccastello&amp;ref=search#/profile.php?id=1697484169&amp;ref=ts">Paolo Taricco</a>) sbotta: <em>&#8220;T</em><span id="profile_status"><em>utto &#8217;sto casino per andare al ballottaggio e prendere 16 voti??? bah non ne vale la pena&#8221;</em>. Chissà cosa sperava.</span> E tu? Tu che ti sei fatto un mazzo così, e la Carfagna, e Cirio, e Forlani, e Silvio e Montecitorio, i gazebo, la foto col ministro, il &#8220;divieto di svolta a sinistra&#8221;, il futuro garantito per i giovani di Alba, e quel giorno, indimenticabile, sul palco col Cavaliere? Tutto questo vale 25 voti.  <em>Seru tituli</em>. Manco tutti i parenti e amici che hanno scritto il tuo nome sulla scheda, mannaggia a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Morale? La politica fa schifo. Tutto un magna-magna. Qui non c&#8217;è mica spazio, per i Giovani. Il prode Castellengo, il sindaco che non voleva la sinistra ad Alba, non solo non si ricorderà di te ma forse non sarà neanche sindaco. Sì, perché il proletario Marello, coi suoi carri armati bolscevichi, non è stato respinto alle porte di Alba e al ballottaggio ha ottime possibilità di rovesciare la maggioranza (che da due mandati era in mano ai <em>berluscones alla Nutella</em>). Trecento euro di santini, duecento ore di gazebo, le <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/05/23/la-stracciatella-delle-liberta/"><strong>corse con l&#8217;ape gelataia</strong></a>, gli aperitivi, la festa in discoteca. Tutto a remengo. Avevi risposto, indignato, ai Giampiero Busato, ai Marco Giacosa, ai Francesco Bogliacino. Due giornalisti e un professore che ti avevano preso un po&#8217; per i fondelli sui loro blog, e che magari vi avevano avvertito: cosa credete, di contare qualcosa? Di interessare davvero a Castellengo?</p>
<p style="text-align: justify;">E adesso, con chi prendersela? Con quei tre stronzetti lì, che tutto sommato ti hanno considerato, o con gli amiconi come <a href="http://www.raffaelladelsanto.it/"><strong>Raffaella Delsanto</strong></a>, tanto carina a <a href="http://www.facebook.com/home.php#/photo.php?pid=356927&amp;op=1&amp;o=global&amp;view=global&amp;subj=626119125&amp;id=1488558932">fare le foto con te mentre attacchi i manifesti elettorali</a> ma che le preferenze se l&#8217;è prese tutte (152, e nella lista del Pdl) e ai Giovani non ne ha lasciata mezza? Lei in consiglio ci andrà, probabilmente. In provincia, forse, pure. Lei che è una &#8216;diversamente giovane&#8217;, perché ha già imparato come fanno politica i vecchi ed è con loro, con il quasi ottuagenario Raffaele Costa che si apparenta, mica coi giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Manco una telefonata, per i 280 voti gratis portati al candidato sindaco. Vien quasi da pensare che a Castellengo non gliene potesse fregare di meno: forse perché sapeva che di voti, i Giovani, gliene avrebbero portati (tutti insieme) tanti quanto una Delsanto e mezza. Ecco, forse, perché agli <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/labbuffata/"><strong>aperitivi</strong></a> li citava a fine discorso, senza ricordarsi neanche i nomi: &#8220;Ah, sì, già, poi ci sono anche i Giovani&#8230; Vieni, Bolla, fatti vedere, e poi ci sono anche gli altri, venite, insomma, bravi ragazzi, questo qui ha spaccato il salvadanaio per farsi la pubblicità elettorale&#8230; se volete, se votate loro alla fine votate anche me&#8221;. Sottotitolo del Castellengo-pensiero: mica si può prendere a calci chi ti fa campagna elettorale gratis ma i voti sono altri a rastrellarli, non certo &#8217;sti dieci pivelli, quindi voi votate il Pdl e, se proprio volete, fate votare questi qua dai vostri figli, che magari li conoscono. Due moine, due foto con stretta di mano da appendere in camera e chi s&#8217;è visto s&#8217;è visto, grazie e ciao.</p>
<p style="text-align: justify;">Al diavolo tutti, allora. E Alba? Alba è un paese di vecchi, forse pure comunisti. Ammazzarli tantissimo, sì, ma altrove.</p>
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		<title>Gli ipocriti della domenica</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 13:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Gente notevole]]></category>
		<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[don Michele Do]]></category>
		<category><![CDATA[don Valentino Vaccaneo]]></category>
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Non interessa a nessuno ma, da albese, la mia felicità l’ho trovata lontano da Alba. E mi manca pure il dono della Fede: peccato mortale, per chi è cresciuto qui, soprattutto perché a differenza di altri, giacché non credo e rispetto chi lo fa, in Chiesa non ci vado. Eppure mi sono trovato a Messa, [...]]]></description>
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<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Tahoma;"></p>
<div id="attachment_461" class="wp-caption aligncenter" style="width: 222px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/05/a.jpg"><img class="size-medium wp-image-461" title="a" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/05/a-212x300.jpg" alt="Don Valentino e don Michele" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Don Valentino e don Michele</p></div>
<p> </p>
<p></span></p>
<p class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Tahoma;">Non interessa a nessuno ma, da albese, la mia felicità l’ho trovata lontano da Alba. E mi manca pure il dono della Fede: peccato mortale, per chi è cresciuto qui, soprattutto perché a differenza di altri, giacché non credo e rispetto chi lo fa, in Chiesa non ci vado. Eppure mi sono trovato a Messa, al cospetto di un prete con cui sono cresciuto: don Valentino. Quel giorno ce l’aveva quasi con tutti. Soprattutto quelli che in Chiesa hanno fatto l’abbonamento, sì, ma all’albese, che è una ricetta buona solo col carpaccio o il cioccolato e il rhum. Perché la Messa all’albese è come l’antitetanica: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">anta</em> andarci, bisogna. Perché i vicini di casa si accorgono, se marchi visita. Se ti candidi a sindaco e non santifichi le feste, addio voti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Tahoma;">E Valente? Non ha mica detto alcunché di strabiliante. È sconsolato perché la gran maggioranza di chi frequenta la sua parrocchia &#8211; e tutte le altre &#8211; ama i furbi, i potenti, i delinquenti. Sempre che già non appartenga a uno di quei tre club, beninteso: perché i ladri sono sempre gli altri, come gli zingari che tirano una pietra nel finestrino, ma se fai il carrozziere, li ripari e non compili una fattura dai tempi di Pertini non sei ladro, no, quella è autodifesa dal fisco. Se giri in Porsche e sottopaghi i tuoi dipendenti con contratti-truffa non sei un brigante, sei un imprenditore flessibile. Don Valentino ce l’ha con chi finge di vivere la comunione con i fratelli cristiani, che dovrebbe essere fatta di quotidianità, eppure dei compagni se ne frega rigorosamente per 167 ore la settimana, tranne quella dedicata a scaldare il bancone di Cristo Re per far registrare la presenza alla propria coscienza e soprattutto ai conoscenti. Noi siamo il popolo che si sdilinquisce per chi si sa arricchire, e non importa come. Che ammira chi ce l’ha fatta (a fare i soldi) e pazienza se ha ficcato le mani nelle tasche altrui. Noi siamo i buoi, parenti di quei pecoroni che risposero al Mussolini impettito lassù, sul balcone di piazza Venezia, che al burro preferivano i cannoni (quest’ultima citazione non è mia, è proprio di Valente, il resto è una mia interpretazione). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Tahoma;"><br />
Fine dell’omelia. Due o tre signore anziane partono con un applauso spontaneo. Imbarazzo. Dietro di me, la gente mormora. Un signore, in particolare: dice che non siamo a un comizio, che lui è stato educato dai preti, che sarà all’antica ma il sacerdote deve parlare di Dio, mica di queste cose. La moglie gli dà manforte: eh, del resto si sa, don Valentino è un po’ così e bisogna prenderlo come viene. Certo, come no: qui in Langa basta che non si rompano le scatole e in cambio si continua a far numero in Chiesa la domenica. Del resto, pensavo mentre cercavo di individuare le signore plaudenti nei primi banchi, è facile dare scandalo in provincia: basta smascherare l’ipocrisia e il perbenismo che reggono una società gretta, ricca e ignorante come quella di Alba.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Tahoma;">Allo scambio del segno di pace mi giro, e la tentazione è quella di stritolare la mano a moglie e marito. Sono un peccatore ma in qualche modo mi trattengo. Del resto sono ospite, forse neanche ben accetto. A Valente gli applausi non sono piaciuti: me lo dice subito dopo la funzione, quando passo a salutarlo per fargli sapere quanto sia stato bello scoprire che qualcuno osa lanciare in faccia parole di verità a una platea che dice ma non è, prega ma non crede, promette e non mantiene. Un po’ come Pasolini, quando dava scandalo argomentando contro la disgustosa ipocrisia della classe borghese. Parrocchia, diceva il don. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Parà oikia</em>, vicino a casa. Ma quale vicinanza: la stessa gente che si dà la mano a metà funzione è quella che un minuto prima di entrare in parrocchia, e un minuto dopo esserci uscita, litiga a morte. Per un ramo che sporge nel giardino, un parcheggio conteso nel condominio, un’eredità di un nonno che non ne vuol sapere di morire. Invidia, specula, accumula nella peggior tradizione della nostra sottocultura: quella che ti vuole capofila a cantare Messa ma col pensiero fisso a dio Mammona.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Georgia; mso-bidi-font-family: Tahoma;"><br />
Uscendo dalla Chiesa ho trovato i discorsi di don Michele Do. Un uomo buono. Una mente illuminata che aveva scelto un’altra strada, quella dell’isolamento – anche fisico – e che ha accolto per tutta la vita chiunque non si facesse bastare cento metri calpestabili in centro, il macchinone, il conto pingue, la casa al mare, le cene in piazza Duomo e la falsa stima dei suoi simili, i <em style="mso-bidi-font-style: normal;">parvenu</em> di Alba, la gente <em style="mso-bidi-font-style: normal;">perbene</em>. So che don Valentino porta avanti anche il suo, di messaggio. Non posso insegnare la cristianità a nessuno non avendola imparata io per primo. Per fortuna ho disimparato in fretta la <em style="mso-bidi-font-style: normal;">albesità</em>, e se dell’altra circostanza non vado fiero, di questa sì. Quei libri li ho comprati, tutti. E li regalerò, certo come sono che non stiano andando a ruba.</span></p>
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		<title>E con Fenoglio, nessuna pietà</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 14:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beppe Fenoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
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		<description><![CDATA[A Beppe Fenoglio non perdonarono l&#8217;aver rifiutato i conforti religiosi. La Gazzetta d&#8217;Alba lo trattò così, nel giorno della morte.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Beppe Fenoglio</strong> non perdonarono l&#8217;aver rifiutato i conforti religiosi. La Gazzetta d&#8217;Alba <a href="http://ventitregiorni.blogspot.com/2009/04/la-chiesa-che-non-perdono-fenoglio.html">lo trattò così, nel giorno della morte</a>.</p>
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		<title>Un minuto e trenta secondi: poi andate aff&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 07:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente notevole]]></category>
		<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa e tivvù]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Riotta]]></category>
		<category><![CDATA[Tg1]]></category>
		<category><![CDATA[Zoo di 105]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/xR1uqh0c89Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xR1uqh0c89Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;">Oh, quanto poco mi è simpatico <strong>Marco Mazzoli</strong>, il conduttore dello zoo di 105, non saprei dirlo. Ma quanto mi è piaciuto quando l&#8217;altro giorno ha rimandato in onda il servizio del Tg1 che <em>banfava </em>(parola di Mazzoli) sugli ascolti del terremoto so dirlo: tantissimo. E il suo &#8221;ma andate affanculo&#8221; è anche il mio. Lo stesso che dedico al diversamente dicitore <strong>Gianni Riotta</strong>, che non è ancora riuscito a dire &#8220;famiglia&#8221; o &#8220;voglio&#8221; senza scivolare su &#8220;famija&#8221; e &#8220;vojo&#8221; (ma non aveva studiato in <em>Iueséi?</em>). Pure con la &#8220;s&#8221; intervocalica è ancora fermo ai film di Aldo Fabrizi. Riotta, l&#8217;altro giorno, è andato via dal TG1 &#8211; calmi, non cambia un tubo: torna Clemente J. Mimun &#8211; e ha ficcato nel suo discorso d&#8217;addio una pseudogiustificazione a quel minuto e trenta secondi di vergogna sui dati d&#8217;ascolto del terremoto. Dice: lo abbiamo fatto per spiegare che gli italiani gioiscono con noi, si informano con noi e piangono con noi. E quando vi mandano affanculo, invece, come fanno? Con o senza di voi?</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/DjsCNoaGVWY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DjsCNoaGVWY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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