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	<title>ilBranco &#187; Politica</title>
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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>Xè peso el tacon del bùso</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ansa]]></category>
		<category><![CDATA[etilometro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[Lev Trotsky]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è evidente: i comunisti hanno preso d&#8217;assalto anche l&#8217;agenzia nazionale di stampa ANSA. Leggete questo lancio di oggi, mercoledì 9 dicembre, ore 13:33.
(ANSA) &#8211; SAVIGLIANO (CUNEO), 9 DIC &#8211; Quando il rimedio può essere peggiore del male: così devono aver pensato prima i  carabinieri e poi i genitori dei sette giovani che, per evitare  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_896" class="wp-caption alignleft" style="width: 167px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/trrr.jpg"><img class="size-full wp-image-896" title="trrr" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/trrr.jpg" alt="Un recente volantino del Nucleo Armato degli Autisti di navetta trotzkisti, braccio armato della lobby rivoluzionaria piemontese" width="157" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Un recente volantino del Nucleo Armato degli Autisti di navetta trotzkisti, braccio armato della lobby rivoluzionaria piemontese</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ormai è evidente: i comunisti hanno preso d&#8217;assalto anche l&#8217;agenzia nazionale di stampa ANSA. Leggete questo <strong>lancio di oggi, mercoledì 9 dicembre, ore 13:33</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>(ANSA) &#8211; SAVIGLIANO (CUNEO), 9 DIC</strong> &#8211; Quando il rimedio può essere peggiore del male: così devono aver pensato prima i  carabinieri e poi i genitori dei sette giovani che, per evitare  di correre rischi alla guida del proprio mezzo nel ritorno a  casa del dopo discoteca, si erano affidati domenica notte ad un  pulmino con tanto di autista professionale, un 55enne di Bagnolo  Piemonte. L&#8217;autista, controllato dai militari mentre stava viaggiando verso Barge <span style="text-decoration: underline;">proveniente dalla discoteca Evita di  Cavallermaggiore</span>, è stato trovato col tasso alcolico superiore al minimo consentito: ovvero <span style="text-decoration: underline;">compreso fra 1,58 e 1,63 g/l</span>. È stato denunciato, gli sono state sequestrati patente e pulmino, mentre i sette giovani sono stati  recuperati dai rispettivi genitori nel cuore della notte. (ANSA).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è senz&#8217;altro un complotto, una subdola macchinazione della <em>disinformatija</em> trotzkista. L&#8217;ANSA ha imbottito di alcol (più di tre volte il limite di legge: cosa gli avranno dato, un pintone di Soave Zonin?) un complice disposto a immolarsi per la causa <strong>e lo ha mandato</strong> <strong>proprio nella discoteca di proprietà della famiglia del consigliere regionale Toselli</strong> (lo stesso che <a href="http://www.ilbranco.com/2009/11/come-son-figo-con-la-mia-limo/"><strong>sta raccogliendo firme</strong></a> per le navette e, a quanto pare, anche le Limousine pagate dalla regione utili a riportare a casa gli ubriaconi del sabato sera).</p>
<p style="text-align: justify;">Sia come sia, è d&#8217;uopo una reazione a questo disgustoso tentativo di infangare un&#8217;iniziativa buona e giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché siamo qui a lanciare una petizione: <a href="http://www.petitionspot.com/petitions/autistitrotzkisti/"><strong>DICIAMO NO AGLI AUTISTI DI NAVETTA TROTZKISTI</strong></a>! Mi raccomando, è importante firmare. Appena raggiunte le 10.000 adesioni andrò personalmente al palazzo della Regione a presentarle alla kompagna presidente Bresso.</p>
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		<title>Immigrazione: istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wolwerine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguro la mia collaborazione facendo pentire Busato di avermi aperto l'account. Argomento di puro kazzeggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><div id="attachment_857" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/emigrati.jpg"><img class="size-medium wp-image-857" title="emigrati" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/emigrati-300x237.jpg" alt="Emigranti italiani a Nuova York (1900)" width="300" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">Emigranti italiani a Nuova York (1900)</p></div></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Giacché l&#8217;individuo finisce per determinare strada facendo il suo percorso, accettando come successo, parziale realizzazione o totale fallimento il risultato della sua materiale esperienza di vita, si presume che nel medio periodo l&#8217;individuo stesso sia capace di conciliare le variabili ambientali con i suoi desideri, prendendo le decisioni opportune, per quanto radicali. Purtuttavia, può capitare che nel breve periodo alcuni consigli siano opportuni al fine di godere di un certo vantaggio dall&#8217;esperienza pregressa. Nel contesto di tale aggiustamento al breve periodo, <span style="text-decoration: underline;">ecco alcune banali <em>suggestion</em> per l&#8217;emigrante</span>, per passare in modo piacevole i primi mesi, prima di essersi stabilizzato e avere acquisito dimestichezza con il nuovo mondo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Primi movimenti</strong>. Accettate di buon grado l&#8217;invito a casa di qualcuno, purché ci siano le condizioni basiche di sicurezza (contatti di lavoro eccetera). Questo vi permetterà sempre incontri piacevoli o quanto meno il gioco varrà la candela, come nel mio caso il dormire con una tartarughina a Medellin o con un mezzo canadese vegano che ballava tango e faceva arti marziali in quel di Amherst. In generale, tuttavia, evitate di protrarla troppo a lungo. Abbandonatelo per trasferirvi, per un periodo, anche se breve, in motel o ostelli. Sfruttate al massimo questo periodo iniziale per conoscere la <em>movida</em> straniera, il tipo di turista medio, le sue aspirazioni, le sue storie pregresse. Una volta sistemati anche solo parzialmente, statevene alla larga &#8211; dal gruppo, non certo dai casi singoli, che possono essere interessanti e piacevoli &#8211; in genere è un ambiente che rientra nelle tre tipologie standard: a) papponi, turisti sessuali o sfattume; b) maratoneti del visitare, che arrivano a mettere crocette sulle guide di ciò che hanno visto e arriverebbero a prendere la metropolitana, uscendo e rientrando a  tutte le stazioni; c) multiculturalisti che vogliono vedere il <em>trash</em> di ogni aggregato umano rivalutandolo in chiave postmoderna (i peggiori).  Se potete non perdete tempo con le comitive di italiani, tendenzialmente rientrano sub a). Fiondatevi da subito nel lavoro o nello studio, vi aiuterà a maturare un senso di appartenenza al luogo in cui vivete, ma utlizzate i fine settimana per girare la città. DA SOLI, salvo luoghi che richiedono presenza di locali per questioni di sicurezza.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Alcolici.</strong> Iniziate a ubriacarvi con bevande del posto, abituerà il fegato e vi permetterà ricevere apprezzamento da parte di eventuali gruppi di leghisti locali. Certo la birra di banane non è una buona esperienza, ma ci si fa l&#8217;abitudine; più facile decisamente con l&#8217;aguardiente. Se avete una consistente resistenza alcolica, non bruciatevi subito le carte facendo le garette da 15 enni, &#8220;eccedete con moderazione&#8221;, nelle prime sbronze evitate di finire a limonare con dei cassoni della monnezza o di fare le capriole in mezzo alla pista. &#8220;Eccedere con moderazione&#8221; uguale brilli. Cercate di non vomitarvi addosso. Nemmeno una volta a casa. Non fate l&#8217;italianate di comprare il fumo il primo weekend.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Sigarette.</strong> Sarebbe meglio non fumare per questioni di reddito. Fumate con moderazione, assaggiate specialità locali. Se non fumate ma fumavate, chiedete a qualcuno del tabacco per rollarla, ma poi non fumatela: permane un aura di misteriosa inutilità e sospetto passato accidentato che fa sempre un po&#8217; figo se ci sono radical chic in giro.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Amicizie e uscite</strong>. Occhio perchè qui vi giocate quasi tutto. NON inziate a uscire in maniera stabile con i colleghi di lavoro. Mantenete un basso profilo all&#8217;inizio per evitare che vi invitino. Qualora questo accada, accettate magari per l&#8217;aperitivo, ma poi inventatevi impegni: conferisce un&#8217;aura di impredicibilità che vi aiuterà a levarvi dalle palle i rompimaroni. Non fate i dementi in cerca di autenticità: NON si va a sentire salsa la prima settimana, men che meno flamenco il primo weekend. Tenete presente che in molti casi, tipo il flamenco, ci si rompe già alla seconda volta, <em>ergo</em> non bruciatevi le opportunità importanti.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Amicizie e uscite (II &#8211; continua).</strong> Passate le prime serate da soli, vagando per locali e sbevazzando, parlate con le cameriere e gli ubriaconi, mostratevi solidali verso i derelitti con i cani e il cellulare ultima moda, soprattutto tenete d&#8217;occhio i tamarri. Ho l&#8217;ardire di suggerire che il primo sabato sera venga speso perseguendo i tamarri. Il tamarro è un fondamentale punto di orientamento nella città, serve per classificare i luoghi dove porterete le persone che vi stanno sui coglioni e in seguito anche per classificare le persone sulla base del dove vi invitano.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Amicizie e uscite (III &#8211; fine).</strong> Le prime amicizie dovrebbero tendenzialmente essere due marxisti, un gay e una femminista. Attenzione, evitate nella maniera più assoluta combinazioni: mai farsi amici marxisti gay, state alla larga come la peste dalle femministe gay. [Entrambi vi accuseranno di tutto ciò che c'è di male nel mondo, inoltre è probabilissimo che nel giro di qualche anno si convertano e finiscano per organizzare family day.] I due marxisti vi serviranno per le prime sbronze: il vostro <em>status</em> di immigrante vi conferisce un certo diritto morale di ubriacarvi parlando dei dannati della terra. Fino a che non siete brilli giocate il ruolo del critico interno al paradigma, che solleva dubbi, essenzialmente basato sul marxismo eterodosso (personalmente ho una leggera preferenza per il terzomondista su quello francofortese che ho sempre trovato snob). Quando siete già brillo giocate un ruolo <em>carvalhano</em> di <em>understatement</em> coraggioso, in pratica sparate minchiate mentre loro discutono seriamente, ma fatelo con battute sagaci. Naturalmente questo presuppone che quando i vostri amici di università giocavano a biliardino voi foste assorti nel leggere <em>&#8220;L&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;epoca della sua reproducibilità tecnica&#8221;</em> di Walter Benjamin. Se non è il vostro caso, potete sempre usare un certo eclettismo culturale, il che presuppone eclettismo culturale, cioè che mentre i vostri amici organizzavano il biliardino voi partecipavate, salvo recuperare per la lettura i momenti in cui eravate al bagno. [Se quando i vostri amici organizzavano il biliardino voi eravate in disco, allora non siete poi emigrati e probabilmente state raccogliendo firme per le navette e il diritto al futuro, ma in tal caso non vi serve affatto questo post]. L&#8217;amico gay vi serve per conoscere nelle viscere la città in cui vivete: ci sono tutta una serie di informazioni su strade, negozi, locali, ristoranti, offerte commerciali, trasporti, che non potrete reperire da nessun altra parte. Inoltre vi salverà la vita nei momenti più bui, tipo quando volete uscire nelle serate strambe, tipo il mercoledì sera. La femminista vi serve per stare up to date con il politicamente corretto, inoltre vi permette di avere conversazioni colte con i vostri amici filosofi e di scrivere post divertenti, ma soprattutto vi aiuterà a mantenere rispetto nei confronti della vostra ragazza.<br />
Il gruppo nel suo congiunto, che con una certa enfasi chiameremo la banda dei quattro &#8211; con il quale in ogni caso non bisogna passare tutto il tempo &#8211; contribuirà a rafforzare l&#8217;impredecibilità di cui sopra. Se volete strafare fatevi amico anche un ragazzetto diciottenne e un ultracinquantenne, meglio se il primo cucina da dio e il secondo è un contadino intellettuale &#8211; ma è che io sono molto più avanti e per certe cose serve esperienza e audacia <img src='http://www.ilbranco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Evitate amicizie strette, soprattutto all&#8217;inizio, con gente orgogliosamente del PDL (o il suo equivalente locale). Immaginatevi una discussione da sbronzi con un pidiellino: chiaramente insostenibile.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Luoghi pubblici.</strong> Fondamentale sapere dove sono le librerie, di cui dovete diventare un esperto per i momenti di <em>shopping</em> compulsivo da depressione incipiente. Fatevi attrarre dalla cucina locale e provate ristoranti. Evitate di infilarvi al terzo giorno in una pizzeria, già sapete che sarà un&#8217;inculata&#8230; Fate almeno una spesa grossa: detersivi, spugne, cosine dai cinesi per asciugare i piatti, scatolame. Niente vi fa sentire a casa come il fare la spesa grossa. Andate a correre. Sempre andare a correre soprattutto all&#8217;inizio. Sfogate rabbia nella corsa, se potete fate anche gli scatti in salita. Andate al cinema a vedere un <em>kolossal</em> holliwoodiano alle 4 del pomeriggio del sabato. Sarà uno squarcio sociologico sul grado di penetrazione dell&#8217;imperialismo <em>yanquí</em> nel paese in cui vivete.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Politica.</strong> Cercate da subito un&#8217;edicola, vi servirà. Scegliete con oculatezza il quotidiano: comprereste un cane che si chiama &#8220;cane&#8221;? No quindi non comprate un giornale che si chiama &#8220;giornale&#8221;. In tutti i paesi in cui sono stato El Mundo era sempre <em>Immundo</em>. Non comprate giornali economici al terzo giorno (non leggetelo in pubblico quantomeno): l&#8217;immigrato fresco che legge notizie economiche ha l&#8217;aria di uno cui venderesti un <em>Credit Default Swap</em> di AIG. Prendete posizione sulle questioni fondamentali ma mantendovi fondamentalmente moderati. Esempio: la questione dello Statuto catalano, affermate aria fritta del tipo <em>&#8220;Va da sé che la questione affonda in questioni regionali che si intersecano con criticità politche, vedi l&#8217;ambiguità del PP. Allo stesso modo la sua analisi non può andare disgiunta da una riflessione profonda di come si interpreti una domanda di indipendenza regionale nel contesto non rifiutabile di integrazione europea&#8221;</em>. Vi servirà a passare i primi due mesi, tempo in cui dovreste studiare a fondo tutte le questioni in ballo. Questo presume che poi per due mesi non partecipiate a gare di biliardino; se lo fate, passate i momenti sulla tazza del cesso per farvi un&#8217;idea sufficiente della questione e poi accampate un certo eclettismo culturale. Se andate in disco mentre i vostri amici giocano a biliardino, allora tornate a casa, pena il ritrovarvi tra un anno a raccogliere le firme per il diritto al futuro e le navette. Chissà come si dice navetta in spagnolo? E in inglese?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">di <a href="http://fbogliacino.blogspot.com">Wolverine</a></p>
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		<title>Come son figo, con la mia Limo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Costa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.
Won&#8217;t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?
(James Taylor, Limousine Driver) 
Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span><em>Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.<br />
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.<br />
Won&#8217;t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?</em><br />
(<strong>James Taylor</strong>, Limousine Driver) </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni salottiere puzza-sotto-il-naso che ignoravo (devo avere un sosia in circolazione), ho finalmente avuto a disposizione il <strong>testo completo</strong> dell&#8217;iniziativa piemontese &#8220;In discoteca con la Limousine&#8221;, lanciata dal <a href="http://www.francescotoselli.it/dett_gallery.asp?id=27">consigliere regionale Toselli</a> per affrontare la piaga degli incidenti. Lo trovate <a href="http://www.francescotoselli.it/volantino.pdf"><strong>qui</strong></a>. La lamentela di Toselli riguardava, a parte le mie tendenze leniniste, il fatto che non avessi colto (ma non potevo: mi mancavano le notizie, c&#8217;era solo uno spot) il senso profondo né il valore della proposta, sbertucciando un&#8217;idea brillante per biechi interessi di partito (quale? Non ne ho uno. Anzi, se Toselli mi desse una mano a trovarlo&#8230;). Proposta che è spiegata così.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Immagina di andare in discoteca con un autista personale… di stare tutti insieme con il tuo gruppo durante il viaggio&#8230; di non doverti preoccupare per il parcheggio&#8230; di poterti divertire in sicurezza [...]</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>E fin qui direi che ci siamo capiti. Il testo è lo stesso dello <a href="http://www.ilbranco.com/2009/11/di-la-di-qua/"><strong>spot attira-truzzi</strong></a>, con la variante del viaggiare tutti insieme. (Ma in quanti si può stare, in una Limo?)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>[...] <em>senza preoccuparti della stanchezza del viaggio di ritorno, della nebbia, del maltempo, dei controlli&#8230; Contro gli incidenti al ritorno dalla discoteca, le stragi del sabato sera, il rischio di incappare nei controlli con l’etilometro</em> [...]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Mmmm. <em>King Torik</em> a parte (questa se la capite bene, sennò pazienza) non vi pare manchi qualcosa?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>[...] l’unico rimedio immediato ed efficace è organizzare dei bus per il trasporto dei giovani.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Bus? Non erano Limousine? E <em>&#8220;realizzare il sogno di diventare un Vip&#8221;</em>, come diceva lo spot? Svanito sui sedili scomodi di un Iveco blu? Comunque: non vi pare che manchino un paio di cose e ce ne sia, invece, una di troppo? Urla la sua assenza il <strong>motivo principe</strong> per cui capitano gli incidenti nelle notti del weekend: molto più della stanchezza, della nebbia, del nervoso per non aver trovato parcheggio, della sirena degli sbirri che ti suona nelle orecchie fa, e lo sanno anche le pietre, <strong>lo sballo</strong>. L&#8217;<a href="http://alcol.dronet.org/alcol_incidenti.html"><strong>alcol, prima di tutto</strong></a>. Canne, cocaina, pasticche in subordine (o combinate agli alcolici). Qualche tempo fa l&#8217;<strong>associazione amici della polizia stradale</strong> aveva fatto presente, una volta di più, che la distribuzione incontrollata di alcol risultava sempre una delle <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/marzo-07/incidenti-statistiche/incidenti-statistiche.html"><strong>cause primarie degli incidenti</strong></a> del venerdì e del sabato sera. Perché nebbia, ghiaccio, sonno eccetera esistono anche di mercoledì e di giovedì. Solo che, stranamente, si muore a frotte solo di venerdì e di sabato. I ragazzi che tracannano <em>gin tonic</em> come gazzosa e poi guidano sono, certo, dei coglioni. Ma non per questo sarei incline a consegnare il premio <em>Angelo dell&#8217;anno</em> al proprietario del locale che lucra &#8211; con ricarichi spaventosi, peraltro - sui cocktail che vende a tutti: minorenni, diciottenni, pure agli zombie ubriachi marci che continuano imperterriti a ordinare al bancone o al tavolino. Però su alcol e droga non una parola, eh? E poi: perché  l&#8217;etilometro dev&#8217;essere presentato come un nemico? Se non hai bevuto non rischi niente. Se hai un tasso di 2,2 e vuoi guidare, invece, sei un perfetto deficiente, tanto più quando ancora l&#8217;ormone ggggiovane ti spinge a pestare sull&#8217;acceleratore perché ti fa sentire <em>cool</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Per evitare che fra qualche mese ci troviamo a piangere altre vittime, chiediamo alla Provincia di Cuneo di organizzare – con l’utilizzo di parte di fondi regionale della legge 16 per le politiche giovanili &#8211; una rete di trasporto, allargata a tutto il territorio, compresi i centri minori, allestita appositamente per i giovani che desiderano frequentare le discoteche e i locali di ritrovo. Un servizio che è atteso da migliaia di genitori, che hanno il diritto di dormire tranquilli, ed è gradito dai giovani che possono divertirsi in libertà, senza preoccupazioni per il ritorno. In Provincia di Cuneo, che presenta purtroppo statistiche molto elevate di incidentalità, si potrebbe fare un investimento per verificare l’efficacia di questo sistema di trasporto, da ampliare poi alle altre Province.</em> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Credo (non ne sono sicuro, nel testo mancano i riferimenti) che si faccia riferimento alla legge regionale 16 del 13 febbraio 1995, <a href="http://informagiovani.comune.cremona.it/index.php?module=PostCE&amp;type=admin&amp;func=viewtheatt&amp;att_id=110"><strong>questa</strong></a>. Che è una legge di &#8220;c<em>oordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani&#8221;</em>. Lo spirito della norma è quello di <em>&#8220;prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione e devianza&#8221;</em> giovanili, di realizzare <em>&#8220;scambi socio-culturali, in particolare con i Paesi della Comunita&#8217; Europea&#8221; </em>(con l&#8217;apostrofo, chiaramente: anche il legislatore regionale, come quello nazionale, ha tagliato la scuola dell&#8217;obbligo). Se la piaga da combattere è quella dell&#8217;alcolismo e della tossicodipendenza giovanile, quindi, tutto sommato ci potrebbe anche stare un intervento finanziato, benché la lettera della legge vada in una direzione diversa e l&#8217;interpretazione in questo senso della norma sia a dir poco stiracchiata. Infatti si dice che lo scopo principale è quello di coinvolgere i ragazzi nella vita sociale del loro territorio con l&#8217;obiettivo preferenziale dell&#8217;&#8221;<em>adozione, da parte dei Comuni, della Carta della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale</em>&#8220;.  Su queste basi, invece, mi pare, diciamo così, un atto in spregio del rischio di figuracce arrischiarsi a sostenere che pagare la Limousine a chi, tra i giovani, vuole andare a sballarsi in discoteca possa rientrare nel progetto della legge. Anche perché, se così fosse, non si capisce perché <strong>non concedere lo stesso privilegio</strong> ai ragazzi che, senza toccare bottiglie e bicchieroni, al sabato sera in disco <strong>preferiscono il teatro o il cinema</strong>, magari fuori città, ma temono (qui sì) la nebbia, il ghiaccio e, magari, l&#8217;ubriacone che sfreccia in statale ai 16o all&#8217;ora. Perché pagare cinquanta chilometri di strada verso la discoteca e non verso un cinema, per chi abita nei centri minori? Il <strong>diritto alla tranquillità</strong> dei genitori dei discotecari, sempre che esista, vale più di quello di chi ha figli che non ballano musica <em>tunz-tunz</em>? Sicuramente spendono meno i secondi dei primi, questo sì. Poi è chiaro: ovvio che un padre e una madre abbiano paura che possa succedere qualcosa ai loro figli. Che novità. Ma esiste il dovere di rispettare la legge. Quindi di non mettersi alla guida in stato di ebbrezza né sotto l&#8217;effetto di sostanze psicotrope. Anzi, l&#8217;alcol no ma la droga è già vietata per legge, guida o non guida, se non in quantità da omeopatia. Io, poi, non mi reputerei tanto tranquillo se la Regione mi recapitasse a casa il figlio che si è fatto di ecstasy o che non riesce neanche a sfilarsi le scarpe tanto è cotto, o che appena sceso dalla Limousine corre a vomitare l&#8217;anima in bagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Inoltre puntiamo a educare i giovani al “bere consapevole”, con un uso misurato degli alcolici, e questo è il secondo obiettivo del programma di politiche giovanili che la Provincia deve mettere in atto. Chiediamo alla presidente della Provincia Gianna Gancia di unirsi al nostro progetto, coinvolgendo i principali Comuni della Granda e le aziende di trasporto pubblico. Aderisci anche tu!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ah, &#8220;inoltre&#8221;. Semmai questo dovrebbe essere il <strong>primo obiettivo</strong>. Però è messo lì a mo&#8217; di consiglio, di raccomandazione lasciata alla Provincia. E chi ce li mette i soldi per educare i giovanotti al non alcolismo? Qualcuno pensa che basti dire &#8220;non bevete?&#8221; I ragazzi sono tendenzialmente delle teste di capra, e lo dice un ex ragazzo testa di capra. Io bevevo, a volte pure parecchio, e per fortuna quando bevevo andavo più piano del solito e vivevo vicino alla discoteca. Mai messo sotto neanche un topolino. Ma i proprietari di discoteche si arricchiscono consapevolmente proprio sulla coglionaggine adolescenziale: perché se adesso ho trent&#8217;anni e apprezzo il <em>terroir</em> del pinot nero, a diciotto la maggior parte di noi chiedeva al barista un <em>&#8220;cocktail che faccia dei gradi&#8221;</em> (ne ricordo alcuni: l&#8217;<strong>invisibile</strong>, il<strong> B52</strong> e pure un <strong>negroni modificato</strong> che fumava, tanto era pesante). Schifezze per il fegato, botte in testa alla lucidità. I buttafuori intervenivano solo se i più ubriachi diventavano aggressivi. Se erano ubriachi e basta, chissenefrega. Anzi: meglio, voleva dire che si erano svuotati il portafoglio alla cassa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I ragazzi vogliono le navette e non il test dell&#8217;alcol? <strong>Bene: se le paghino</strong>, visto che non battono ciglio per sborsare i 20 euro di un <em>coca-Havana</em>. E che i gestori rinuncino a un po&#8217; del loro guadagno per finanziare il trasporto, se davvero ci tengono alla salute dei loro clienti. Magari chiedano ai ragazzi di dichiarare il guidatore, facendolo entrare gratis, guidatore che a fine serata esce senza pagare solo se soffia nel tubetto del <em>tester</em> e risulta sobrio. O mettano un&#8217;autotassa sulla navetta: ogni X euro, un tot per il fondo. Idee come altre, eh. Solo che toccano gli interessi di chi si fa i soldi sulle sbronze adolescenziali, sapendo che se agisse da solo, per un sussulto di coscienza o per spirito civico, rischierebbe di vedersi il locale svuotato (noi avevamo il &#8220;barista preferito&#8221;, tale Italo dell&#8217;XL di Alba, che ci riempiva il bicchiere aggratis quando scolavamo il martini bianco tutto d&#8217;un fiato: ci avesse negato l&#8217;alcol avremmo cambiato o barista o locale). Farei, per esempio, una campagna di presenza coatta in pronto soccorso per vedere <strong>come ci si riduce se, ai 64 all&#8217;ora, si batte contro un muro</strong>. O se ti entra un cofano nella portiera ai 50 all&#8217;ora. O se cozzi contro un palo ai 29 all&#8217;ora. Perché a scuola guida, così come non ti insegnano a controsterzare né a evitare gli ostacoli, non ti fanno neanche vedere quanto siano fragili i nostri abitacoli e i nostri corpi. Sono velocità ridicole, quando le fai ti pare di essere fermo: ma tanti non si rendono conto di cosa possa capitare anche andando così&#8230; piano.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YqCaDtzK-V0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/YqCaDtzK-V0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><span>  </span><span>Morale: non aderisco. Ci pensino i bazzicatori di discoteche e i proprietari dei locali. Che si finanzino loro i trasporti, soprattutto se davvero si parla di Limousine (ma <a href="http://www.noleggiolimousine.com/"><strong>sapete quanto costano</strong></a>? Stiamo scherzando?) Tendo a ritenere i frequentatori di disco non dei poveri spiantati (perché entrare costa parecchio, bere costa tanto, vestirsi <em>cool</em> ancora di più), quindi li si può aiutare a organizzare un servizio di trasporto ma se lo devono pagare loro, o glielo devono pagare quelli che beneficiano del loro sballo. Non io.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nel frattempo è arrivata la seconda puntata della campagna. Ero stato informato del fatto che lo spot dei truzzi e della Limousine fosse solo una parte della incisiva campagna pubblicitaria per la sicurezza delle strade. Che la seconda parte sarebbe stata decisamente diversa, con un altro taglio, rivolta a tutti. Questo spot concentra gli sforzi dell&#8217;iniziativa &#8220;Sicurezza stradale&#8221;, ne mette in luce le caratteristiche pregnanti. Spiega cosa fare e come farlo, pane al pane, evidenziando i problemi e indicando la soluzione alle morti sulle nostre strade, e non solo quelle del fine settimana. Pronti?</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q-C97HUNMSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/q-C97HUNMSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
 </p>
<p>E qui mi taccio. Sennò dite che sono cattivo.</p>
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		<title>Vieni qui, in Limousine</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Bolla]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Di chi è la colpa? Della televisione che azzera la conoscenza? Di una maestra elementare che si limava le unghie invece di insegnare la grammatica? Di una concessionaria di pubblicità pestifera (o comunista, che è lo stesso)? Non lo so. Ma qualcuno mi deve rimborsare il caffè che m&#8217;è andato di traverso girando pagina della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_779" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/tose.jpg"><img class="size-medium wp-image-779 " title="tose" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/tose-300x152.jpg" alt="Lo ripetevo da bambino in classe: su qui e qua l'accento non va." width="300" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Lo ripetevo da bambino in classe: su qui e qua l&#39;accento non va.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Di chi è la colpa? Della televisione che azzera la conoscenza? Di una maestra elementare che si limava le unghie invece di insegnare la grammatica? Di una concessionaria di pubblicità pestifera (o comunista, che è lo stesso)? Non lo so. Ma qualcuno mi deve <strong>rimborsare il caffè che m&#8217;è andato di traverso </strong>girando pagina della Stampa e trovando lo spot che vedete qui sopra. Al cospetto dell&#8217;agghiacciante &#8220;quì&#8221; passa quasi sotto silenzio &#8220;città&#8221; scritto con l&#8217;apostrofo, sei righe più sotto. Chi ha comprato lo spazio pubblicitario è un consigliere regionale piemontese, <strong>Francesco Toselli</strong>. Leggo, nella <a href="http://www.francescotoselli.it/biografia.asp">sua biografia</a>, che è nato nel 1963 e si è diplomato perito capotecnico nel 1986/87, a 24 anni. Toselli, apprendo sempre dal sito, è  figlio di una nota famiglia imprenditrice nel settore del divertimento: hanno una discoteca, un parco divertimenti con una megapiscina, e pure una televisione locale. Nella gallery lo trovo avvinghiato a una gnocca epocale, &#8220;<a href="http://www.francescotoselli.it/dett_gallery.asp?id=2">la ragazza Peroni</a>&#8220;. Cercando di sopportare la forma (che significherà mai &#8220;divertirsi in sicurezza <span style="text-decoration: underline;">è nelle nostre mani</span>&#8220;?) provo a inquadrare  la sostanza dello spot a pagamento. Che è, se non ho capito male, una raccolta di firme per &#8220;la sicurezza dei giovani e la tranquillità delle famiglie&#8221;. Bello, mi sembra una buona idea. Ma di cosa si tratterà? Di un corso di educazione civica? Di passare un sabato sera al pronto soccorso per vedere come ci si riduce se, da ubriachi e/o impasticcati e/o fatti di coca ci si stampa contro un palo? Non si capisce.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora ci provo, a capirne di più, cliccando sulla pagina dedicata al <em>&#8220;progetto promosso dal consigliere regionale Francesco Toselli&#8221;</em>. Ma non trovo niente, a parte un modulo in bianco che dovrei firmare per adesione e rispedirgli senza, però, che qualcuno mi abbia spiegato COSA sia questo benedetto progetto per salvare i giovani. Attenzione, però. <strong>C&#8217;è uno spot</strong>. E allora vai di spot: sono sicuro che il <a href="http://www.francescotoselli.it/spot_bus.asp"><strong>filmato chiarirà tutto</strong></a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zic0s-8ADL8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/zic0s-8ADL8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Si vede una limousine bianca che viaggia. E una voce fuori campo attacca: <em>&#8220;Immagina di andare in discoteca con un autista personale. Di non dover perdere tempo per il parcheggio&#8221;</em>. Oddio. Ma è questo lo spot sulla sicurezza dei nostri giovani, sui genitori sereni eccetera eccetera? Forse ho sbagliato a cliccare. <em>&#8220;Divertirsi in sicurezza, senza preoccuparsi del viaggio di ritorno, del maltempo, dei controlli&#8221; </em>(e qui si vedono delle sirene, non so se ambulanza o polizia).<em> </em>Aaaa, ecco!  Adesso comincio a raccapezzarmi. Quindi il problema del sabato sera, secondo il consigliere regionale che è anche membro della famiglia proprietaria di una <a href="http://www.evitadisco.it/">discoteca enorme</a>, non è quello di evitare che i ragazzi vadano a rintronarsi di musica <em>tunz-tunz</em> tracannando superalcolici. L&#8217;importante è dare loro il passaggio a casa, così eviti le code, la pioggia, la nebbia e pure &#8217;sti dannati controlli. E poi, in effetti, è vero: una piaga del sabato sera è il parcheggio davanti alla discoteca, che non si trova mai. Giusto intervenire. Firmo anche io. <em>&#8220;Diventare un Vip non è un sogno&#8221;</em>, prosegue lo spot. Ho sentito bene? Un attimo, che riavvolgo. <em>&#8220;Diventare un Vip non è un sogno&#8221; </em>(e si vedono dei cartoni animati vestiti da giovani truzzi che ballano a tempo). Lo dice veramente. Diventare un Vip. Ma che diavolo c&#8217;entra diventare un Vip con lo spot sulla sicurezza? Mah. Andiamo avanti. <em>&#8220;Il consigliere regionale Francesco Toselli ha individuato le risorse per farlo realtà&#8221; </em>(e complimentoni per l&#8217;italiano, &#8220;farlo realtà&#8221;, certo). Aspetta, che adesso inizio a capire davvero. Diventare un Vip&#8230; la limousine&#8230; No, dai, non ci posso credere. E quali sarebbero le risorse con cui risolvere una volta per tutte la piaga del disagio giovanile (cioè mandare i ragazzi, per la gioia delle famiglie e dei proprietari di locali notturni, a riempire le piste da ballo con un macchinone da trecentomila euro che li riporta a casa a fine nottata?) Quelle pubbliche? Non si sa. Lo spot non lo dice. In compenso chiude così: <em>&#8220;Partecipa anche tu alla raccolta firme nella tua città, per la sicurezza dei nostri giovani e la serenità delle famiglie. Toselli è qui&#8221; </em>(l&#8217;accento, mi spiace, non ce la faccio a metterlo).</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto questa storia della navetta trasporta-ciucchi non mi è nuova. Ne avevano parlato giovani candidati del Pdl <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/due-di-picche/"><strong>nelle scorse elezioni comunali</strong></a>. Nel frattempo la navetta è diventata una limousine ma si sa, il Popolo della Libertà è più che altro il popolo <em>blagueur </em>della libertà. Vuoi mettere una <strong>Lincoln Town Car</strong> da nove metri contro un furgone Ducato Maxi? La campagna stampa dei Berluscanti locali, però, è disallineata: mentre Toselli lancia la limousine in discoteca, il giovane <strong>Bolla</strong> intinge la penna nel curaro per criticare i giudici di Strasburgo, rei di aver sentenziato contro il crocifisso. In effetti si avvertiva profondamente il bisogno del suo parere in merito. Leggo dal <strong>Corriere di Alba</strong>: <em>&#8220;Ai nostri giovani servono simboli a cui aggrapparsi ed a cui agganciare una certa serie di valori di cui non si può fare a meno&#8221;</em>. Mioddio. Aggrapparsi al crocifisso? Ma non ne ha già patite a sufficienza, nostro Signore? Adesso deve pure sostenere il peso di un adepto di Silvio appeso alle caviglie? E poi: <em>&#8220;agganciare una certa serie di valori&#8221;</em>. Sangue gelato scorre nelle vene: sono costretto a sospettare che l&#8217;ispiratore comune di certi testi sia l&#8217;inarrivabile ermeneuta <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1oWIGqS4Y6A">Giovannni Trapattoni</a></strong>.</p>
<p> Vado a bermi tre bicchierate di grappa. Se poi devo uscire chiamo la Limousine, e lascio il conto da pagare a Toselli. O a Bolla. O a entrambi.</p>
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		<title>Quella nota non identificata</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Castellengo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali Alba]]></category>
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Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, Carlo Castellengo. Forte di un pregio: non piaceva a nessuno. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_773" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32.jpg"><img class="size-medium wp-image-773" title="3" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32-300x252.jpg" alt="Carlo Castellengo. Non è sindaco." width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Castellengo. Non è sindaco.</p></div>
<p>Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, <strong>Carlo Castellengo</strong>. Forte di un pregio: <strong>non piaceva a nessuno</strong>. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio (non è un lapsus) Feltri che t&#8217;accompagna in gita al lago anche in chi aveva sempre votato centrodestra. E così Castellengo finì al ballottaggio contro il candidato del Pd Marello. Spaventato dall&#8217;emorragia di voti (la sua gente, in segno di sommo spregio, votò le sue liste al primo turno ma in parte l&#8217;altro candidato) i Castellengos si inventarono una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/il-voto-utile/">mossa della disperazione</a>: in sostanza invitarono a votare Carlo non per convinzione ma perché se il popolo avesse eletto sindaco l&#8217;altro, beh, ci sarebbe stato un primo cittadino rosso in un consiglio comunale a maggioranza blu. E questo perché, secondo loro, la legge andava interpretata nel senso a loro favorevole nei casi in cui un candidato non avesse ottenuto anche la maggioranza dei voti validi delle sue liste. Avesse vinto Marello si sarebbe trovato nella scomoda e peritura posizione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anatra_zoppa"><strong>anatra zoppa</strong></a>. Lo sosteneva anche <a href="http://www.comune.alba.cn.it/COMUNE/Servizi_Uffici/Servizi_Staff/Comunicatisito/2009/giu/elezioni.htm">l&#8217;ufficio stampa</a> del Comune, lesto a  pubblicare un articoletto sul sito ufficiale del municipio per confermare la tesi di Castellengo (a proposito: peccato ci si fosse dimenticati di specificare agli elettori che quell&#8217;ufficio stampa stesse agendo non da giudice ma voce della maggioranza).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Morale? La gente <strong>se ne fregò</strong>. Pur di non avere Castellengo sindaco, alla seconda chiamata votò in massa Marello. I berlusconesi al gianduja, va detto, la presero malissimo. Io, per mesi, non vidi Castellengos in circolazione, in specie gli illuminati strateghi che lo lasciarono solo a combattere sulla linea del Piave, a perdere un&#8217;elezione già vinta. Ma ricordo ancora la campagna di Carlo e dei suoi: <strong>la sinistra mente! Se li votate non ci sarà la governabilità!</strong> E poi la chicca: <strong>pure il Ministero dell&#8217;Interno ci dà ragione!</strong> Qui occorre dire che Alba, soprattutto tra gli over 50, è ancora sufficientemente arretrata da temere l&#8217;autorità in sé: se lo dice il Ministero allora è vero (come se vedo l&#8217;auto dei vigili urbani mi sento un po&#8217; in imbarazzo, ecco, o se entro in una chiesa sconsacrata - scena cui ho assistito ieri alla Cappella del barolo di La Morra - mi faccio ugualmente il segno della croce; o come la mia vicina, che quando parla del suo padrone di casa lo chiama con deferenza <strong>Il Geometra</strong> manco fosse un titolo nobiliare o un riconoscimento accademico di quelli riservati a Carlo Rubbia o a Tullio Regge). Il Ministero, dicevo. Il sito di Carlo Castellengo, tuttora in linea, dice così:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La sinistra, come sempre</em> (ebbè, certo, sta ancora digerendo i bambini, figurati se non bara alle elezioni) <em>cerca anche in questo campo di confutare la verità, ma la legge in questo tema è chiara, come confermato dal Ministero dell&#8217;Interno con la sua nota del 11 giugno</em> (DEL UNDICI GIUGNO? Ma rileggere, prima di pubblicare?), <em>che di seguito riportiamo.</em></p>
<div id="attachment_761" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-761" title="Castell" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell-150x150.jpg" alt="La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Già ai tempi, quella noterella &#8216;confermativa&#8217; mi pareva un po&#8217; buttata lì. Con quel logo un po&#8217; raffazzonato, quel linguaggio tecnico-zoppicante, quel <em>font</em> strano. Boh. Forse Castellengo aveva soltanto il fax difettoso. Poi però succede che Castellengo perde e che il supposto esperto del Ministero non ci indovina proprio: <strong>l&#8217;ufficio elettorale dà la maggioranza a Marello</strong>. Doppia fregatura per Castellengo. Che però, smaltite le botte, torna alla carica e <strong>fa ricorso al Tar</strong>. Vuole la maggioranza. Il ricorso glielo firmano i Popolani della Libertà: il sindaco uscente (e pure avvocato) Giuseppe Rossetto, Roberto Cerrato (un musicista della libertà), Giovanni Malcotti (un farmacista della libertà) e Mariella Bottallo (una commercialista della libertà) . E nel ricorso <strong>citano pure &#8217;sta benedetta nota</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorpresa: il Tar li manda a casa con le pive nel sacco. Lasciamo stare i commenti di genetica berlusconica, come quelli senatore <strong>Zanoletti</strong>, per cui se perdi è sempre colpa dell&#8217;arbitro. Qui la cosa interessante è proprio la nota del ministero. Perché se si legge <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/10/30/la-sentenza-del-tar-piemonte/">la sentenza per intero</a> si scopre che quella nota, dal Tar, come minimo è messa in discussione. Ma non nel contenuto. Nella sua esistenza. I Castellengos hanno messo in mezzo, come &#8216;interessati&#8217;, anche il Ministero dell&#8217;Interno e l&#8217;ufficio elettorale. Bene: nella sentenza entrambi vengono estromessi, perché in sostanza il Tar spiega che al Ministero non fanno consulenza elettorale, ma organizzano soltanto l&#8217;apparato per le elezioni. Quindi questa nota non si capisce bene cosa debba essere, giacché Castellengo l&#8217;ha chiesta alla persona sbagliata (il Ministero) e poi ha schiaffato la risposta su Internet e tappezzato la città avvertendo che il Ministero sosteneva che bla bla e che quindi era assolutamente necessario votare per lui. Il voto utile col timbro degli Interni, insomma. Quindi c&#8217;è una nota che è stata chiesta a chi non ha autorità per decidere sulla questione e che non ha alcun valore, né giuridico, né orientativo, né interpretativo. Niente. Però questa nota viene prodotta e pubblicizzata ugualmente dal prode Carlo, manco fosse la prova provata che Marello non andasse votato per questioni di utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La nota, poi, come detto, viene del tutto disattesa dal Tar. Ma non solo: si scopre che i ricorrenti non l&#8217;hanno allegata col suo numero, la data eccetera. No: è stata messa agli atti come nota &#8216;anonima&#8217;, così, come foglietto volante, coll&#8217;intestazione del Ministero ma senza i riferimenti necessari per inquadrarla, tanto che il Tar la liquida così:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>[...] laddove il parere contrasta l’orientamento interpretativo fatto proprio dal Ministero dell’Interno (<span style="text-decoration: underline;">in una non meglio identificata nota</span>), i ricorrenti ribattono che, al contrario, tale orientamento “è del tutto pertinente ed è altresì corretto”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma come sarebbe a dire <strong>non meglio identificata</strong>? Il Tar non l&#8217;ha riconosciuta? I ricorrenti si sono dimenticati di portare le prove che la nota esistesse veramente? Ma che modo è di allegare una nota ministeriale? Oh, sia chiaro: non ho alcun dubbio sull&#8217;ontologica sincerità del movimento pidiellino albese. Le menzogne sono arte e natura dei komunisti albesi. Però su questa nota-non-meglio-precisata (cit.) la stampa locale avrebbe potuto (dovuto?) indagare. Ovviamente non è uscita una riga. Non si sono lesinate le righe, invece, sull&#8217;ultima moda della Seconda Repubblica: se la partita finisce male, prenditela con l&#8217;arbitro. <em>&#8220;Come parlamentare sono estremamente preoccupato che i giudici, invece di applicare le leggi, attraverso una interpretazione creativa, le trasformino, perché così invadono il campo del Parlamento e fanno perdere ai cittadini la certezza del diritto&#8221;. </em>Parole di grande rigore quelle di Zanoletti, per anni senatore dell&#8217;Udc. Il partito che ha candidato il <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/squillo-parlamentare/guai-giudiziari/guai-giudiziari.html"><strong>leggendario Mimmo Mele</strong></a>, Totò Cuffaro, Calogero Mannino, Vito Bonsignore, Aldo Patriciello, Giampiero Catone, Vittorio Adolfo, Francesco Saverio Romano e il piemontesissimo Teresio Delfino. Cos&#8217;hanno, costoro, in comune? Scopritelo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/onorevoli-wanted-gomez-peter-editori/libro/9788835957720?a=389193"><strong>da soli</strong></a>.  </p>
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		<title>Fox and not News</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa è capitato un mezzo casino alla Casa Bianca. In sostanza l&#8217;amministrazione Obama ha negato a un giornalista di <strong>Fox News</strong> un colloquio che il presidente aveva concesso a tutte le altre tv nazionali: CBS, CNN, NBC eccetera. Levata di scudi: Fox ha protestato, quasi tutte le emittenti l&#8217;hanno difesa in nome della libertà di stampa. Finché MSNBC ha ospitato la rubrica di una sua collaboratrice, <strong>Rachel Maddow </strong>(a proposito: ha 36 anni. Da noi gli editoriali li fanno Scalfari, Bocca, o il &#8216;giovane&#8217; Gramellini, che è a un passo dai 50 e quindi giovanissimo, o il ragazzino Serra, 54). La Maddow ha spiegato, in parole semplici semplici, cosa rende diversi <strong>Fox</strong> e <strong>News</strong>, Fox e le notizie. La differenza tra Fox e le News non è che Fox pulluli di  destroni duri e puri. Le opinioni sono il sale del giornalismo, fiori di giornalisti hanno le loro rubriche in cui danno la LORO opinione sull&#8217;economia, sulla guerra, anche sullo sport. Non per questo perdono credibilità, almeno negli Stati Uniti, quando invece fanno solo i giornalisti e scelgono cosa raccontare, o come raccontarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fox è un covo di ultraconservatori: questo lo sanno tutti e va bene a tutti. Un loro editorialista, <strong>Rush Limbaugh</strong>, chiama Barack <em>&#8220;il negro magico&#8221;</em>. Fox è quella rete che, peraltro, ha lanciato la mania ereditata in Italia dall&#8217;americanissimo <strong>Sky Tg 24</strong>, che nel recente passato mandava in onda frasi come <em>&#8220;la nostra obiettività è sotto i tuoi occhi&#8221;.</em> Si giudica da sé. Tra l&#8217;altro i sondaggi che lancia Sky Tg 24, ogni tanto, restituiscono uno spaccato degli ascoltatori inquietante, al cui confronto l&#8217;<em>audience</em> di Fox News pare quella di un oratorio: se domandano chi abbia ragione tra Gigi, pestato dalla polizia, e le forze dell&#8217;ordine il 3% dice Gigi, il 67% la polizia e il 30% risponde che andrebbe risarcito l&#8217;agente che ha gli rotto il manganello in testa per danneggiamento. Ma che volete: io, di mio, se capita che Tizio venga a dirmi che è onesto senza che gliel&#8217;abbia chiesto&#8230; eh, quel po&#8217; di dubbio mi assale. Non foss&#8217;altro che per un senso dell&#8217;umiltà un po&#8217; troppo latitante, nevvero? Ecco, Fox News ama da sempre gli <strong>slogan autoincensanti</strong> tipo: &#8220;<em>You decide&#8221;,</em> decidi tu, oppure <em>&#8220;Fair and balanced&#8221;</em>, onesta ed equilibrata. Eccerto, come no. In realtà Fox è una macchina da guerra contro il partito democratico. I suoi opinionisti sono un frullato di Belpietro-Feltri-Socci con doppia sottiletta: chi definisce Obama un razzista, chi dà della marxista a una sua collaboratrice, chi lo accusa di essere un veteromaoista. Tanto là è praticamente impossibile mettere il piede in fallo: è più facile fotografare Bin Laden in spiaggia a Miami che dimostrare una diffamazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che rende Fox un canale non di giornalismo ma di propaganda è altro. È il fatto, cioè, che Fox non si limiti a ricevere pubblicità a pagamento di propaganda anti-Obama, quello lo fanno anche altri. Il fatto è che PRODUCE propaganda anti-Obama. I suoi giornalisti più noti non solo bastonano beatamente Obama ma sono essi stessi gli organizzatori e i promotori di iniziative concepite al solo scopo di contestare il presidente. Per esempio: quel tizio dallo sguardo vitaminico e fiero che risponde al nome di <strong>Glenn Beck </strong>è un burattinaio del <a href="http://taxdayteaparty.com/"><strong>Tax Day Tea Party</strong></a>, un movimento conservatore che detesta la politica democratica. Beck animerà anche la marcia <a href="http://912dc.org/"><strong>9/12</strong></a> del prossimo dicembre, una manifestazione dichiaratamente ostile al governo. Un altro volto noto di Fox, <strong>John Stossel</strong>, è uno dei maggiori traini per <a href="http://www.americansforprosperity.org/national-site"><strong>Americans for Prosperity</strong></a>, un&#8217;organizzazione di ultradestra che, per dirne una, considera la riforma sanitaria pensata da Obama (assistenza per tutti quelli che hanno bisogno, come da noi) una vaccata criminale. Non è illegale pensarla così, per carità. Piuttosto è che, così facendo, il canale perde fatalmente lo <em>status</em> giornalistico e assume quello, ben più calzante, di macchina propagandistica.  </p>
<p style="text-align: justify;">Più leggevo la vicenda Obama-Fox, più pensavo a quanto gli americani sarebbero in imbarazzo a usare il loro metro di libertà di stampa qui. Qui da noi, che quando loro ancora rincorrevano i bisonti con le lance si chiacchierava amabilmente di vizi e di virtute al circolo degli artisti a corte. Nei secoli ci siamo un po&#8217; bruciati il vantaggio, pare. Cosa direbbe, per esempio, Rachel Maddow, di <strong>Libero</strong>? Un giornale che ha distribuito per anni libri scritti a quattro mani dal direttore, <strong>Vittorio Feltri</strong>, e dal politico (ora pure ministro) di Forza Italia <strong>Renato Brunetta</strong>? Libero offriva insieme al giornale titoli, autoprodotti, di alto lignaggio letterario quali &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/i-peccati-di-prodi.pdf">I peccati di Prodi, tutti gli errori contenuti nel programma della sinistra</a>&#8220;. Oppure ancora capolavori provvidenziali quale il saggio-lampo &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/Parte%20come%2001.pdf">Come si vota</a>&#8220;, messo insieme in pochi giorni dopo l&#8217;ultima caduta di Prodi. Saggio che Feltri, prima di lanciare Brunetta con pensieri in libertà su &#8220;la fine dell&#8217;epoca del Centrosinistra&#8221; e &#8220;Per non passare dal declino al degrado&#8221;, apre così: <em>&#8220;Non vedevamo l&#8217;ora fosse sciolto il Parlamento e Prodi inviato nel posto dove riposano gli insaccati migliori: in Emilia, a Bologna&#8221;</em>. Ecco, la differenza tra Libero e le notizie, e anche tra Il Giornale e le notizie, non è che stiano da una parte o che facciano scrivere delle amenità. È che SONO quella parte. Il Giornale non tifa per Berlusconi punto e basta: è di proprietà della famiglia Berlusconi. I suoi giornalisti sono stipendiati dai Berlusconi. Bravi finché volete (ma anche no), &#8216;giusti&#8217; e logorroici come Beck, o anche meglio. Però quando Alessandro Sallusti scrive difese appassionate di Berlusconi come questa (&#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/perche_giudici_perseguitano_cavaliere/30-10-2009/articolo-id=394884-page=0-comments=1">Perché i giudici perseguitano il Cavaliere</a>&#8220;), così ponderate e rispettose delle istituzioni, mi vien da pensare che lo faccia <em>pro domo sua</em>, più che per un reale afflato di ribellione contro quella cosca di magistrati comunisti che ce l&#8217;ha a morte col suo datore di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo <strong>Nicola Porro</strong>, l&#8217;alfiere di prima fila del Giornale (quello che va sempre da Santoro a fare &#8216;il ragionevole&#8217;: gli manca il sottopancia maniavantista <em>&#8220;Guardate che io sono equilibrato anche se mi paga Berlusconi&#8221;</em> ma tutte le sue parole, gesti, sguardi trasudano quel concetto). Per anni s&#8217;è accanito contro Mortazza Prodi, quell&#8217;imbecille cattocomunista baciapile reo di non abbassare le tasse agli italiani per pura cattiveria e di strozzare per gusto del macabro le imprese con l&#8217;Irap (l&#8217;i<strong>mposta-rapina</strong>, ricordate?). Adesso, miracolosamente, la pressione fiscale (che è sempre uguale) non interessa più. Sparita. Dove sono i tre scaglioni invocati e promessi da 10 anni dai forzaitalioti? Quello <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1999/maggio/29/Fisco_conti_tasca_alla_riforma_co_0_9905294961.shtml">zero, 23 , 33 percento</a></strong> che Silvio invocava e prometteva? E dov&#8217;è il taglio dell&#8217;Irap? O se l&#8217;Irap la incassa Tremonti e non Padoa Schioppa la si paga più volentieri e non strozza più? La rivoluzione liberale, il diritto naturale (sic, non è parola di Hobbes ma di Silvio) di versare non più di un terzo dei guadagni in tasse che fine ha fatto? Lo sappiamo tutti, lo sapevamo già: non si può fare perché mancano i soldi. Ma Porro, il contabile del Giornale, ora ha altro di cui occuparsi. Se la prende, per esempio, con la Confindustria, perché non tesse le lodi del governo ma chiede &#8217;ste benedette riforme e i tagli delle tasse promessi e ancora una volta disattesi. Porro non critica il dottore: se la prende col malato, titolando nel suo blog il <em>file</em> &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2009/05/21/cha-palle-la-confindustria/">che-palle-la-confindustria</a>&#8221; (veramente ha scritto &#8216;<em>cha</em>&#8216;, gli faccio pure da correttore ortografico): <em>&#8220;Ma davvero Confindustria merita tutto lo spazio che noi giornalisti le regaliamo?&#8221;</em>. Boh, vedi tu, Porro. Sono mediamente vostri elettori, i santi imprenditori, quelli che creano ricchezza, che rischiano e blablabla. Lo spazio lo meritano solo quando se la prendono coi sindacati e invece quando si lagnano delle promesse non mantenute è meglio parlare dell&#8217;anticiclone delle Azzorre?</p>
<p style="text-align: justify;">E così Porro, che a Fox (non) News farebbe sfracelli, si lancia pure in un &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2008/11/02/io-non-voto-obama/">Ma che palle sto Obama</a>&#8220;. Contenuto: <em>&#8220;&#8230; si danno i voti su quell’insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no&#8221;</em>. Come Glenn Beck: solo che gli manca il fisico.</p>
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		<title>Excusatio non Brachina</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 23:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Claudio Brachino, il giornalista dipendente del gruppo Berlusconi che ha mandato avanti il soldato semplice Spinoso per fare un servizietto (NON quello, malpensanti) al giudice Mesiano, ha scritto una letterina di scuse. Prima l&#8217;ha letta su Canale 5. Poi l&#8217;ha mandata al Giornale di Berlusconi, che ha fatto copia-incolla e, nella sua miglior recente tradizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_ncWHOdoOTY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_ncWHOdoOTY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Claudio Brachino</strong>, il giornalista dipendente del gruppo Berlusconi che ha mandato avanti il soldato semplice Spinoso per fare un servizietto (NON quello, malpensanti) al giudice Mesiano, ha scritto una <strong>letterina di scuse</strong>. Prima l&#8217;ha letta su Canale 5. Poi l&#8217;ha mandata al <em>Giornale</em> di Berlusconi, che ha fatto copia-incolla e, nella sua miglior recente tradizione - quella invalsa da quando Montanelli se ne andò sbattendo la porta dal quotidiano che aveva fondato &#8211; l&#8217;ha titolata con un rivoltaggio di frittata degno di nota: <em>&#8220;Tre domande al giudice Mesiano&#8221;</em>. Capito? Voi tradite vostra moglie, per dire, e scrivete una contrita lettera di scuse. Prima di consegnarla, però, la titolate: &#8220;Pensi forse di essere una santarellina, tu che adesso mi fai la morale?&#8221; Vabbè. Queste <em>giornalate</em> non mi stupiscono più. Piuttosto è curioso soffermarsi, circostanza tanto scontata che tanti finiscono per scordarla, sulla lettera. Perché trabocca di spunti interessanti. Leggiamola, allora. </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Chi mangia fa molliche, dicevano i vecchi giornalisti. Vuol dire che fra i tanti servizi realizzati da una testata, ci si concentra solo su quelli un po’ più sfortunati. E quello andato in onda giovedì scorso a Mattino 5 sul giudice Mesiano, non appartiene certo alla categoria dei capolavori.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Cominciamo male, Brachino. Maniavantismo mal concepito. Che vuol dire? Se investi uno sulle strisce ma, in vent&#8217;anni, non hai mai preso una multa per divieto di sosta allora vorresti cavartela con trenta euro di verbale? Mah. Attenzione alle parole, poi: <strong>sfortunati</strong>. Sfortunati. Sfortunati sono quelli cui cade un vaso in testa mentre passeggiano. Qui la sorte non c&#8217;entra un fico secco. Il servizio su Mesiano è stato tutto ma non sfortunato. L&#8217;hai scientificamente pensato, fatto scrivere (o scritto tu), passato prima del montaggio e poi ci hai costruito su una bella puntata facendoti spalleggiare da un amico del Giornale, che ti ha aiutato da dare giù mazzate sul nulla (sigarette, calzini, passeggiate, una causa per un tubo dell&#8217;acqua) a un giudice SOLO perché ha condannato la vostra azienda a pagare dei soldi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Sul merito di un singolo servizio si può discutere all’infinito. Fa parte della libertà di critica, come fa parte della libertà di stampa la possibilità di criticare un magistrato. Se alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano, mi scuso con lui. Per me la sensibilità di una persona viene prima dei ruoli sociali e delle discussioni sul diritto di cronaca e sul diritto alla privacy. Mi impegno a non trasmettere più quelle immagini, cosa che dovrebbe fare anche chi indignato mi critica, e criticando le ri-trasmette in continuazione, dalla Sky di Murdoch a Raitre, trasformando il rimedio in qualcosa di più grave della malattia.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Non sapevo Sky fosse femmina. Ma è un dettaglio. Criticare un magistrato si può, oh se si può. Sputtanarlo perché va in giro, facendo dire alla Spinoso frasi sconnesse quali <em>&#8220;&#8230;si cala nei panni di comune cittadino. Certo, non di cittadino qualunque: alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati&#8221;</em> è una presa per il culo bella e buona. Mica male, poi, la dichiarazione di rispetto verso uno che si offende. Sincera, soprattutto. Perché, scusa, cosa credevi? Che Mesiano ti avrebbe mandato un tronchetto della felicità a casa per essersi visto pedinare mentre si faceva gli affari suoi e perculeggiato perché fuma e cammina avanti e &#8216;ndrè davanti al barbiere? E adesso ti lamenti pure perché gli altri fanno notare che razza di pacco regalo hai confezionato a un giudice, colpevole di aver fatto il suo mestiere senza compiacere il tuo datore di lavoro?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Le critiche appunto, o meglio la marea di insulti e di lezioncine piovute su di me, sulla giornalista autrice del pezzo e sulla testata. Nel polverone vorrei che il pubblico avesse gli occhiali a infrarossi per separare il giusto da ciò che è strumentale.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Guarda, grazie ma non è mica necessario mettersi i mascheroni delle squadre Swat per vederci chiaro di notte. Basta prendere un bambino delle elementari e dirgli: c&#8217;è un signore, chiamiamolo Silvio, che ha un&#8217;azienda, chiamiamola Biscione. Un giorno un avvocato di Silvio, chiamiamolo Cesare, compra un giudice (cosa che non si fa), per fare un regalo a Silvio e danneggia un&#8217;altra fabbrica, chiamiamola Cir, e finisce in galera. Un altro giudice decide che ha ragione la Cir, che bisogna riparare il danno subìto e ordina all&#8217;azienda di Silvio di pagare. Passa qualche giorno e un giornale, sempre dell&#8217;azienda Biscione, inizia a parlar male di questo giudice. Finché un giorno un altro giornalista, sempre dipendente del Biscione, chiamiamolo Claudio, decide di parlar male del giudice anche in tivvù. Domanda al bambino: secondo te perché Claudio ha parlato male del giudice?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Innanzitutto noi non pediniamo nessuno. Sul mio tavolo arrivano ogni giorno immagini da fonti diverse. Sono immagini che riguardano i protagonisti dell’attualità, del gossip, dello sport, della cronaca. La domanda di fondo della rubrica giovedì scorso era quella che molti opinionisti si erano posti in quelle ore: la cosiddetta promozione ad orologeria del giudice Mesiano a pochi giorni dalla sentenza sul Lodo Mondadori, era davvero per indiscussi meriti professionali?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Benissimo. Vorrei sapere nome e cognome del cameraman che di sua sponte s&#8217;è messo a pedinare Mesiano per le strade di Milano. O dell&#8217;agenzia &#8216;terza&#8217; che, sempre di sua sponte, ha fornito le immagini di Mesiano alla redazione di Canale 5. Secondo me, invece - tiro a indovinare, chiaro &#8211; è stato proprio Brachino a decidere di filmarlo. Ci scommetto un euro, anzi, mi voglio rovinare: due. Ci vorrebbe la testimonianza della Spinoso o di qualcun altro in redazione, che qualcosa mi dice non arriverà mai. <strong>La promozione di Mesiano è a orologeria?</strong> Solo per chi è prevenuto, Brachino, e la vuol vendere così per omaggio al capo offeso. O per chi non sa le cose. Infatti non si basa sulla sentenza civile Mondadori ma sugli ultimi sei mesi di lavoro ed era già stata decisa dal Csm. Solo che queste notizie un giornalista, se non le ha, dovrebbe procurarsele. Non, invece, inventare palle perché sposano una versione dei fatti <em>ad usum delphini</em>. Noto, poi, che l&#8217;uso a sproposito della &#8216;d&#8217; eufonica (si usa SOLO, di regola,  tra una parola che finisce con una certa vocale e un&#8217;altra che inizia con la STESSA vocale) non fa difetto neanche a Brachino. Vabbè, questo è un mio cruccio, lo so. Ma se lo ignora Brachino non posso pretendere che l&#8217;abbia imparato la Spinoso, che si vanta d&#8217;aver frequentato una scuola di giornalismo (&#8230;) e addirittura un liceo artistico prima di dissertare di calzini in palermitano.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Quella sentenza, 750 milioni di euro che la Fininvest dovrà pagare a De Benedetti, per la sua portata economica e per le polemiche connesse, ha fatto il giro del mondo. Mesiano è diventato un personaggio di pubblico dominio. In questo contesto ho deciso di trasmettere quelle immagini, per dare sostanza televisiva a una figura di cui si leggeva e si sentiva parlare, ma di cui poco si era visto.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Qui Brachino tenta di far passare l&#8217;idea, falsa, che la sentenza debba avere nome e cognome. Ennò, caro. Le sentenze sono sentenze: critica quelle, non come si veste il giudice estensore, o che capelli ha, o che calze mette su. Altrimenti fai lo stesso ragionamento di chi usava metodi simili, purtroppo un pochettino più rudi, negli anni Settanta-Ottanta. Falsissimo, poi, che <strong>nel mondo abbiano parlato di Mesiano</strong>. Non lo cita un cane. Vuoi la prova? Ecco il risultato <a href="http://search.cnn.com/search.jsp?query=mesiano&amp;type=news&amp;sortBy=date&amp;intl=true">di CNN</a>, di <a href="http://www.foxnews.com/search-results/search?q=mesiano">Fox News</a>, <a href="http://www.elpais.com/buscar/mesiano">El Paìs</a>, <a href="http://recherche.lefigaro.fr/recherche/recherche.php?ecrivez=mesiano&amp;charset=iso">Le Figaro</a>: niente di niente. La BBC, invece, ha sì un <a href="http://search.bbc.co.uk/search?go=homepage&amp;scope=all&amp;q=mesiano">Mesiano</a> nei suoi archivi da qualche giorno. Ma il pezzo <strong>parla di te</strong>, Brachino, non di lui. Dice: <em>&#8220;Silvio Berlusconi affronta un fuoco di fila dopo che un canale televisivo da lui posseduto ha filmato di nascosto un giudice, Raimondo Mesiano, che si è espresso in suo sfavore in un caso di corruzione&#8221;. </em>Comunistacci pure &#8217;sti sudditi della Regina, eh? L&#8217;articolo <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8314110.stm">lo trovi qui per intero</a> ma, ignorando se il tuo inglese assomigli o meno a quello della tua <strong>television giornalist</strong> <strong>Spinoso</strong>, ho provveduto a fornirti una sommaria traduzione. Non volendomi limitare ho cercato e cercato, avanti e indietro, avanti e indietro: in <strong>Australia</strong>, su <strong>News Com</strong> (<a href="http://search.news.com.au/search?us=&amp;sid=2&amp;as=NEWS&amp;ac=news&amp;q=mesiano">niente)</a>. Sul<strong> Times of India</strong> (<a href="http://timesofindia.indiatimes.com/search.cms">manco una riga)</a>, sul <strong>China Daily</strong> (ploplio niente, zelo di zelo), su <strong>News 24 Sudafrica</strong> (<a href="http://www.google.com/cse?cx=011585033642329380267%3Anma9tfqxh88&amp;ie=UTF-8&amp;q=mesiano&amp;sa=Search">anche qui: niente</a>). Ho acceso una sigaretta, impaziente, e provato ancora <strong>Austria Today</strong> (<a href="http://www.austriatoday.at/cgi-bin/at_archiv.pl">nicht!</a>), Il <a href="http://www.cphpost.dk/component/search/mesiano.html?ordering=&amp;searchphrase=all">Copenhagen Post</a>. Macché. Non dirmi che non ci ho provato, eh. Ormai rassegnato, qualcosa ho trovato! In Svezia. <strong>Aftonbladet</strong>, in effetti, <a href="http://sok.aftonbladet.se/?q=mesiano">cita Mesiano</a>. Ma accidenti: di nuovo grazie a te, e non alla sentenza. Non conosco lo svedese né le fortissime tradizioni marxiste della Scandinavia ma sono sicuro che Aftonbladet dica la stessa cosa della BBC: <em>&#8220;De som tittade på italienska Canale 5 häromkvällen fick se ett inslag där domaren Raimondo Mesiano skuggats av en fotograf med dold kamera&#8221;.</em> Sai: <em>Canale 5</em>, <em>fotograf</em> e <em>kamera</em> penso non vogliano dire <em>&#8220;Mesiano è membro della magistratura politicizzata che tenta di ribaltare il risultato elettorale&#8221;</em>. Tu che dici?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Nel servizio non si fanno valutazioni politiche e giuridiche. Non si usano epiteti infamanti. La battuta sui calzini può non piacere. Ma rimane una battuta. Ricordo con terrore un romanzo di Kundera, Lo scherzo, in cui il protagonista finisce ai lavori forzati per un umorismo non gradito. Per fortuna era la Cecoslovacchia comunista degli anni ’60. Certo, c’è l’aggettivo «stravagante». Come ricorda lo Zanichelli, stravagante vuol dire raro anche nel senso di originale, fuori dagli schemi. E allora? Le immagini, poi, sono realizzate per strada, in luoghi pubblici. Il contesto spazio-temporale è definito, il pedinamento ossessivo è un’altra cosa.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ao&#8217;, ma mi prendi per fesso, Brachino? Qui siamo nell&#8217;Italia berlusconiana, non nel regime di <strong>Gustáv Husák</strong>. E tu hai mandato qualcuno a filmare di nascosto un giudice che ti sta sui maroni di principio perché ha condannato la tua azienda. E siccome il capo della tua azienda capita sia anche il padrone del vapore e il presidente del consiglio dei ministri (splendido esempio di democrazia liberale senza oligarchie o concentrazioni di potere, no?) e succede pure che abbia annunciato che &#8220;se ne sarebbero <strong>sapute delle belle</strong>&#8221; su questo giudice non è il caso di citare Kundera. Anche perché, gli raccontassero il tuo caso, stai pur certo che non ti darebbe il ruolo di quello che finisce ai lavori forzati. Al massimo potrebbe darlo a Mesiano. Come ricorda lo Zanichelli, <em>menare il can per l&#8217;aia</em> vuol dire evitare di trattare l&#8217;argomento scomodo. <strong>Chissenefrega se la Spinoso ha trovato stravaganti i calzini di Mesiano</strong>: io trovo stravagante il suo accento e il gonnellone a fiori, se è per questo, e siam pari e patta. Piuttosto volgiamo a fine lettera e hai parlato di Spinoso, di agenzie di stampa che ti butano lì un filmato per caso, di tutto il mondo che vuol vedere la facciona di Mesiano: <strong>non una riga</strong>, invece, sul fatto che tu abbia deciso di farlo filmare, che tu abbia deciso di sputtanarlo/intimidirlo confezionando un servizio di pura aria bollita contro un signore reo di aver fatto il suo mestiere: scrivere una sentenza. E poi, ancora: chi parla di pedinamento ossessivo? Questo è stato un pedinamento semplice. Troppo poco per sentirti in colpa?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>C’è una sproporzione sospetta, insomma, tra l’azione e la reazione, tra il buffetto e le cannonate, tra il termine stravagante e quelli che soprattutto i colleghi hanno rifilato a me: servo, killer, vergogna, barbarie. Ma le lezioni davvero inaccettabili sono quelle che arrivano dal quotidiano la Repubblica. Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini della villa del premier, con ospiti internazionali colti in frangenti in cui neanche del colore dei calzini si poteva discutere? Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini del bagno della residenza romana del premier, rubate con un telefonino? Un magistrato ricopre un ruolo pubblico importante, ma se non sbaglio anche la presidenza del Consiglio è un’istituzione importante.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nannannannannannanna. E qui ti volevo. Me l&#8217;aspettavo, questa difesa-offesa (preparata, del resto, a tavolino come il servizio: sapevi benissimo che casino sarebbe capitato, forse ti aspettavi che qualche migliaio di persone in meno ti mandasse a quel paese, sì, ma eri pronto alla reazione). Questa è la risposta media del blocco berlusconico: voi spiate Silvio, io spio Mesiano. Eh no, caro. Silvio è un capo politico che si intrattiene con signorine, alcune delle quali a pagamento. Poi alcune le candida. Poi chiede i voti ai cattolici e ai difensori della famiglia tradizionale. E poi, ancora, dovrebbe rappresentarci e ci fa fare, tra le tante, un&#8217;altra bella figura da cioccolatai in paesi (comunisti, ovvio) dove basta un mezzo lavoretto sotto la scrivania per essere cacciati, finire sotto processo o avere la carriera bruciata. Ti ricordi <strong>Gary Hart</strong>? Fu beccato con l&#8217;amante negli iperliberali Stati Uniti: fine della corsa alla Casa Bianca, fulminato. Ma non perché là siano dei bacchettoni: è che pensano che chi conta palle alla moglie e la inganna non sia la persona migliore cui offrire le chiavi del Paese. Così come non lo sarebbe un <strong>Donald Trump</strong> perché ha troppi soldi e troppe tv, secondo loro. Qui metti insieme un Hart evoluto, un Trump <em>de noantri</em> e vien fuori il capo dei ministri della Repubblica: un liberale inorridirebbe, se esistessero ancora liberali in Italia.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>E poi, perché il servizio è andato in onda alle 10 di giovedì 15 ottobre e il caos si è scatenato venerdì 16 dopo un articolo di Repubblica? È un problema di fuso orario o di chi detta l’agenda? E non è Repubblica coinvolta nella battaglia legale che porta 750 milioni di euro nelle tasche del suo editore? E ancora, abbiamo visto i magistrati protagonisti delle grandi vicende giudiziarie ripresi in tutte le salse, consapevoli o inconsapevoli che fossero. Da Di Pietro che rubava il taccuino a Brosio, a Borrelli a cavallo, a Woodcock sull’Harley-Davidson. Perché allora non si possono mostrare le immagini di Mesiano per strada a Milano? C’è forse un’immunità «mediatica» per chi si è occupato di Berlusconi? In tutto questo polverone bisogna tenere stretti gli occhiali e non perdere di vista le domande giornalistiche della rubrica di giovedì scorso. Primo, la promozione di Mesiano è meritata professionalmente o come sostengono molti è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Secondo, le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e sulla sua indipendenza? Terzo, è vero che nel processo civile non serve un collegio di tre magistrati, ma non è «stravagante» decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">No, secondo me è che Mattino Cinque <strong>lo guarda la mia vicina di casa</strong>, cui voglio un bene dell&#8217;anima ma che manca di una certa sensibilità avendo finito a stento la quinta elementare. Difficile che lei abbia colto lo scandalo. Anzi: <strong>su di lei l&#8217;effetto voluto ha funzionato</strong>, ha capito che c&#8217;è un giudice strano, che è comunista, che vuole rovinare Berlusconi e che è pure un lavativo (quella storia del tubo rotto che ha tirato fuori l&#8217;ottimo Sallusti). Sulle domande, invece. <strong>Primo</strong>: informati sulle promozioni e capirai che la domanda non ha senso. <strong>Secondo</strong>: non so cosa pensi Mesiano. So che ha giudicato un&#8217;azienda che, di fatto, ha ottenuto la Mondadori grazie alla corruzione di un giudice. Fossi l&#8217;altra azienda in lizza per avere Mondadori mi sentirei in pieno diritto di chiedere i danni a un giudice. Tu no? <strong>Terzo</strong>: quei <strong>749.955.611,93</strong> euro non possono che essere un calcolo empirico. Il giudice ha valutato il danno emergente e il lucro cessante (se parli di sentenze devi sapere cosa sono), ha applicato interessi e rivalutazioni a quanto ha fruttato Mondadori in vent&#8217;anni di proprietà Berlusconi, ha valutato nell&#8217;80% la percentuale di probabilità che senza il giudice corrotto finisse alla Cir et voilà. Non so se un consulente sarebbe stato in grado di consigliargli un 75%, o il 90%, o il 100%: mi pare che quest&#8217;ultima sia una valutazione squisitamente da giudice. Sulla cifra, invece, si è utilizzato un criterio limpido: quanto la Mondadori ha arricchito Berlusconi in vent&#8217;anni.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Chi conosce la storia di Mattino 5 sa che, al di là delle strumentalizzazioni delle ultime ore, abbiamo dato il diritto di replica a chiunque, negli stessi spazi e con lo stesso tempo. Invito allora qui il giudice Mesiano, per scusarmi di quelle che vengono reputate offese personali ma anche per rivolgergli quelle tre domande.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Non verrà. Già lo avete preso per i fondelli una volta, dai. Fattela bastare. E salutoni alla Spinoso.</p>
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		<title>Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa e tivvù]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Spinoso]]></category>
		<category><![CDATA[Canale 5]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Brachino]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi tempi fulgidi e ariosi in cui il paladino dell&#8217;indipendenza giornalistica pare sia diventato nientepopodimeno che <strong>Enrico Mentana</strong>, che è un po&#8217; come  ritrovarsi Fidel Castro come guida turistica a raccontarti quanto si stia da dio a Cuba (il paragone mi vien fuori perché su <strong>Current Tv</strong> stanno passando l&#8217;intervista-fiume al <em>caudillo</em> fatta anni fa da Oliver Stone) fa comunque piacere leggere che pure a lui, benché arricchito dal passato in Fininvest, <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/mentana-schiaffo/mentana-schiaffo.html">son venuti i conati di vomito</a> per quello che il duo Brachino-Sallusti <a href="http://www.ilbranco.com/2009/10/annalisaspinosolibero-it/">si è inventato l&#8217;altro giorno </a>su Canale 5.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Consolàti da Mentana potremmo, per esempio, tentare lo stesso esperimento assemblato in redazione Fininvest. Iniziando dall&#8217;ultima ruota del carro, il braccio esecutore dell&#8217;operazione <em>sputtana-il-giudice-Mesiano-perché-ci-fa-pagare-una-multa-sacrosanta-e-il-padrone-Berlusconi-ci-ha-chiesto-di-farlo</em>. Vale a dire la stravagante <strong>Annalisa Spinoso</strong>, <em>arbiter elegantiarum</em> di sigarette e calzini. Poverina, va. Un po&#8217; mi spiace per lei. Per quelli che credono alle cospirazioni fantascientifiche potrebbe essere una novella <strong>Lee Harvey Oswald</strong> in gonnella e accento palermitano:<strong> </strong>le mettono un fucile in mano e le dicono di sparare a quello lì, senza fare tante domande. Che sia il bidello della scuola elementare o il presidente degli Stati Uniti non importa.</p>
<p style="text-align: justify;">Spinoso, che probabilmente non saprebbe distinguere un rito abbreviato da un patteggiamento, né spiegare tipi ed effetti delle sentenze della Corte Costituzionale (ma in questo è in ottima compagnia, anche di chi si occupa  quotidianamente in tivù di faccende politiche e giuridiche) e che preferirebbe continuare a parlare di calzini e di minchiate (licenza linguistica palermitana) assortite confeziona &#8211; come potrebbe essere diversamente? - un servizio di biechissima pochezza, nella miglior tradizione dei programmi &#8216;contenitore&#8217; concepiti per intrattenere, e già che ci sono pure per inebetire, la gggggente che guarda la tivù generalista a metà mattina (ah già, non si può dire, sennò si passa per comunisti snob e bizzosi). Vediamo come ciascuno di noi, da casa, può emularla: basta un pc, un semplice programma di taglia-incolla filmati e, ingrediente fondamentale, pescare nel torbido della lingua italiana e, a mani piene, dal sacco del becerume. E allora dai, tutti insieme: giochiamo all&#8217;<strong>Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0, ancora in fase Beta).</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iiKYTK7u2tc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iiKYTK7u2tc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Testo suggerito: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uCZDVOtVLUI">lo stesso confezionato per il giudice Raimondo Mesiano</a>, appena appena rivisitato. </p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Ed eccola in giro per una scuola di Milano la giornalista Annalisa Spinoso. Nel suo servizio lontano dalle scartoffie della redazione sveste la tuta e si cala nei panni di <strong>television giornalist at Mediaset</strong> <em>(</em><a href="http://www.linkedin.com/pub/annalisa-spinoso/8/531/a79"><em>citazione</em></a><em>)</em>. Certo, non di una television giornalist qualunque. <strong>Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati</strong>. Davanti a bambini armati di strumento musicale non esita, neanche quando uno risponde che il suo preferito è il <strong>fogotto</strong> <em>(sic)</em>: è impaziente, non riesce a stare ferma. Avanti e indietro. Si ferma, si fa inquadrare e poi ancora. Avanti e indietro. <em>(Qui il canovaccio Spinoso prevede di inserire due frasi che non c&#8217;entrano una beata fava)</em>. Forse non sa ancora che alla Fininvest la stanno designando come esecutrice di un servizio di sputtanamento di un giudice, per poi magari promuoverla con un bell’aumento di stipendio. Lei va avanti e indietro, avanti e indietro. <strong>Continua a pronunciare la &#8217;s&#8217; intervocalica come non si fa più dal 1920</strong> (eSSibizioni, muSSicista) e dice pure <em>ji</em>, non &#8216;gli&#8217;. Come fosse uno spot all’incontrario <em>(cit.)</em> della lingua italiana. Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un’altra stranezza. Guardatela mentre sfila davanti alla telecamera. Gonnella scura con stravagante rosellone, <strong>top viola, che si vocifera porti pure un po&#8217; di sfiga in tv,  e giacca di pelle nera</strong>. Di quelle che in televisione non sarebbe proprio il caso di sfoggiare&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Visto come è facile? Se siete riusciti a completare il lavoro dell&#8217;Annalisa Spinoso Reporter vi consiglio di mandare senz&#8217;altre esitazioni <a href="http://www.mediaset.it/corporate/jobopportunity/jobop_it.shtml">il vostro curriculum a Mediaset</a>. Nel caso non sapeste cosa scriverci, a parte la vostra abilità nel modificare il modulo-Spinoso modellandolo per ogni evenienza, provate a <a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html">scopiazzare da quello della Spinoso</a>: che ne so, scrivete che volete lavorare per le Iene, per Striscia o per Brachino. E magari mentite anche un po&#8217;, millantando la genitura di articoli magistrali come <a href="http://web.archive.org/web/20071031065557/www.ateneonline-aol.it/040610aspi.html">questo</a>, dal cappello montanelliano: <em>&#8220;Tempo d&#8217;estate, tempo di tintarelle e gite al mare. Non vediamo l&#8217;ora di correre in spiaggia ma attenzione: Il </em>(sic)<em> buco dell&#8217;ozono non è fantascienza e lo strato che ci protegge dai raggi ultravioletti è sempre più sottile&#8221;</em>. Attenzione, però, perché qualche rischio si corre: il presidente dell&#8217;ordine dei giornalisti della Sicilia <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/150367">ha convocato la Spinoso</a> per chiarimenti. Potrebbero, secondo indiscrezioni, condannarla a una settimana senza cassata coi canditi.</p>
<div id="attachment_717" class="wp-caption alignleft" style="width: 155px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/sallusti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-717" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/sallusti-145x150.jpg" alt="Lo stravagante Sallusti" width="145" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stravagante Sallusti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Breve chiosa su <strong>Alessandro Sallusti</strong> (così, nel caso non vi accontentaste di essere una Spinoso e aspiraste mai alle cariche di direttore o vice di <em>Libero </em>o del <em>Giornalusconi</em>). Il Sallusti che si esercitava contro il giudice Mesiano in giravolte e carpiati che neanche Nadia Comaneci, un po&#8217; come quando Mentana legava un servizio sulla mafia e uno sul calcio dicendo che, esplosioni o punizioni, sempre di botte si parlava, è lo stesso Sallusti che tempo fa <a href="http://www.odg.mi.it/node/30177">fu censurato dall&#8217;ordine dei giornalisti</a> (tutti comunisti pure lì, maledetti). Motivo? Una collega dell&#8217;Espresso, <strong>Angela Camuso</strong>, aveva pubblicato un articolo che parlava di preti cattolici clandestini in Cina. Sallusti, quando seppe che due dei tre preti erano stati arrestati, <strong>pubblicò</strong> <strong>una foto della Camuso (ex modella)</strong> nuda, titolando bonariamente: <em>“Ecco la giornalista dello scoop canaglia”</em>, addossandole la colpa degli arresti e sputtanandola come presunta ex gnocca riciclata nel giornalismo (pratica, quella del riciclaggio della gnocca, in cui pare invece eccellere l&#8217;editore di del <em>Giornalusconi</em>). Risultarono false entrambe le cose. Sallusti provò inutilmente a difendersi: <em>“Siccome la collega aveva avuto questo passato da modella – passato mai rinnegato, cioè mai nascosto o rinnegato – abbiamo fatto vedere anche fisicamente chi era questa collega pubblicando questa foto che non è una foto rubata, non è una foto clandestina, non appartiene ad un privato ma appartiene ad un suo book pubblico facilmente reperibile e la cosa ha offeso la collega”</em>. Stavagante, no, questo Sallusti?</p>
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		<title>Il lato Spinoso del processo Mondadori</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Antefatto: una sentenza civile del tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, la Fininvest a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro perché un suo avvocato, Cesare Previti, comprò il provvedimento giudiziario che diede la Mondadori a Berlusconi corrompendo il giudice Vittorio Metta. L&#8217;estensore della sentenza civile è il giudice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tYg9JEVSMCA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tYg9JEVSMCA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Antefatto: una sentenza civile del tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, la Fininvest a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro perché un suo avvocato, <strong>Cesare Previti</strong>, comprò il provvedimento giudiziario che diede la Mondadori a Berlusconi corrompendo il giudice <strong>Vittorio Metta</strong>. L&#8217;estensore della sentenza civile è il giudice <strong>Raimondo Mesiano</strong>. A casa Silvio l&#8217;hanno presa benissimo: quale miglior occasione per un omaggio al togato, reo forse di non essere stato avvicinato a sua volta da Previti? Il pacco regalo, confezionato in casa Fininvest (di Berlusconi), si apre con un <strong>Claudio Brachino</strong> che, per puro caso, legge un articolo del Giornale (di Berlusconi) che parla del giudice che ha condannato la Fininvest (quindi Berlusconi) a risarcire De Benedetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;A pagina sette, vojo fa&#8217; vvedè quest&#8217;artro titolo, se c&#8217;è&#8230; Sennò lo faccio vedere io qui a Milano&#8221;.</em><br />
Annuncia, Brachino, una volta disattivato il <em>mode Trastevere on</em>, che ci sono delle <span style="text-decoration: underline;">stravaganze</span> da raccontare su questo giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa vedere, il titolo: <em>&#8220;Il Csm promuove il giudice antiFininvest&#8221;</em>. Si tratta di un simpatico <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/249/15-10-2009/7/page=115979-pdf_num=1658"><strong>articolo di Stefano Zurlo</strong></a>, redattore del quotidiano di proprietà berlusconiana, che perculeggia Mesiano facendo peraltro intendere che il Csm sia in combutta con i comunisti per abbattere il presidente del Consiglio. Accuse da niente, eh: del resto le pubblica il giornale di casa Berlusconi, cittadino italiano che nega pure le sentenze passate in giudicato e che ha preso la splendida abitudine, nonostante la sua alta carica istituzionale, di dare del comunista a tutti quelli che non gli fanno dei favori, che siano il vicino di casa o il presidente della Repubblica. Ma questo è solo il bigliettino di auguri. Il regalone arriva subito dopo, con <em>&#8220;le immagini esclusive che adesso vi mostriamo&#8221;</em>. E parte il servizio, di una ragazza messa in prima linea per fare il lavoro sporco.<strong> Annalisa Spinoso</strong>, si chiama. Che sarà alle prime armi ma l&#8217;arte l&#8217;ha già imparata: sentite qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest ad uno</em> (sic: la &#8216;d&#8217; eufonica a casaccio spopola ancora!) <em>dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d&#8217;Italia: 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo De Benedetti </em>(per una corruzione giudiziaria accertata in via definitiva: non sarebbe stato male ricordarlo).<em> Ed eccolo in giro per Milano il giudice Raimondo Mesiano. Nel suo weekend lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino. Certo, non di cittadino qualunque </em>(coooooosaaaaaaaaa?)<em>. Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati </em>(oddio: quali? Inghiotte insetti vivi? Corre ignudo per strada? Tira sassi alle vetrine?)<em>. Passeggia, l&#8217;uomo Raimondo Mesiano, per le strade milanesi </em>(in effetti un uomo che passeggia è inquietante)<em>. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno: è impaziente, non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora. Avanti e indietro. </em>(Mannaggia, Spinoso ha ragione: è decisamente un serial killer).<em> Forse non sa ancora che il Csm lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale ad un </em>(ancora con &#8217;sta &#8216;d&#8217;?)<em> trenta e lode universitario. Insomma: il massimo dei voti e un bell&#8217;aumento di stipendio </em>(e Spinoso non sa che la promozione del Csm non c&#8217;entra una fava con la sentenza Fininvest: bastava controllare le date, invece di appostarsi davanti al barbiere).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lui va avanti e indietro, avanti e indietro. </em>(Sì, Spinoso: hai ragione. Questo è sicuramente un Donato Bilancia in divenire. Fermiamolo subito, prima che sia troppo tardi)<em>. Si rilassa solo al momento di barba e capelli. Finita la toilette continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo, l&#8217;altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere l&#8217;ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all&#8217;incontrario </em>(bello, questo gergo da osteria: perché non &#8220;una réclame alla rovescia&#8221;, già che ci siamo?).<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un&#8217;altra stranezza. </em>(Sto fremendo: che farà, quel criminale di Mesiano? Tirerà fuori dalla tasca una bomba a forma di sigaretta? Inizierà a rincorrere bambini nel parco urlando &#8220;fascisti al rogo&#8221; e brandendo una lametta da barbiere? Del resto, lo confesso, da uno che passeggia per strada e fuma mi aspetto di tutto).<em> Guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Aaaaaah, il villanzone! Non solo è un servo del potere comunista sottotraccia ma si macchia anche del <strong>reato di vilipendio della Settimana della Moda</strong>, abbinando un calzino turchese al mocassino bianco! Maledizione: ora so che l&#8217;antiStato si serve di questi agenti meschini e truci per far fuori gli eletti dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è finita, eh. Brachino torna in studio col suo ospite, il condirettore del Giornale (di Berlusconi) <strong>Alessandro Sallusti</strong>. Dobbiamo saperne ancora di più, su questa mano armata del leninismo militante. Vi prego, illuminatemi. Salvate l&#8217;indipendenza del giornalismo al servizio dei cittadini, dimostrate che l&#8217;informazione libera esiste ancora, sfidate i poteri forti e abbiate il coraggio di inchiodare questo Mesiano alle sue responsabilità!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco, Sciallusti</em> (sic)&#8230; <em>Allora, ovviamente non vogliamo dare giudizi né trarre conclusioni</em> (noooooooooooooooooooooo, ma figurati Brachino, aò, ma che stiamo a scherzà? Solo qualche povero imbecille, comunista e malpensante, può credere che tu abbia mandato avanti una Spinoso qualunque per confezionare un servizio sul nulla, così, tanto per sputtanare un giudice della Repubblica che si è permesso di scrivere una sentenza sfavorevole all&#8217;azienda in cui lavori. Tranquillo: tu non ne sapevi niente e quella della Spinoso è stata un&#8217;autonoma iniziativa giornalistica, degna peraltro del massimo risalto. Del resto questo Mesiano va in giro liberamente, fuma sigarette, si serve da un barbiere per farsi spuntare capelli e barba e mette pure i calzini turchese! Vorrà mica farla franca?) <em>Però anche leggendo l&#8217;articolo di Zurlo&#8230; quello che vien fuori è che tra la stravaganza diciamo così tra virgolette del personaggio e la promozione del Ciessemme c&#8217;è qualcosa che non funziona, no?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sallusti, condirettore del Giornale (di Berlusconi) risponde con schiettezza e indipendenza intellettuale alla domanda del giornalista di Mediaset (di Berlusconi) sull&#8217;argomento Berlusconi. Del resto, una volta smascherato quel <strong>fuorilegge di Mesiano a piede libero per la città</strong>, non si può che condividere la chiosa di Brachino.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, eeeee&#8230; non è soltanto una questione di stravaganza&#8230; fisica diciamo così. Mmmm, Zurlo nell&#8217;articolo di oggi del Giornale racconta anche alcune stravaganze professionali. Per esempio una causa tra due condòmini per una rottura, la classica rottura del tubo dell&#8217;acqua che poi sporca il soffitto del condomino di sotto, ecco bene, questo giudice, il fatto è avvenuto nel 2006, la denuncia è del 2006, continua a fissare le udienze di anno in anno e l&#8217;ultimo rinvio, eee, ha posto la prossima udienza nel 2011. Cioè per un tubo dell&#8217;acqua rotto questo giudice promosso ieri con per il&#8230; per meriti acquisiti sul tam&#8230; sul campo, eeee, un, un suo processo può durare fino a 5 anni.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Accidenti. Questo sì che è un caso da prima pagina. C&#8217;è un <strong>processo civile in ritardo di tre anni</strong>. Ah, scandalo! Ah, infamia e contumelie sul giudice inetto! Ma dove si è mai vista una cosa simile? Un procedimento di vitale importanza per le sorti di questo Stato, artatamente insabbiato per favorire &#8211; non c&#8217;è dubbio &#8211; il condomino comunista e annaffiatore del soffitto del vicino di casa, paladino della libertà!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eeeee, ma c&#8217;è un&#8217;altra cosa che riguarda il giudice che potrebbe, come dire, far fare un salto di dignità</em> (ha detto proprio così, ho sentito bene: SALTO DI DIGNITÀ) <em>alla magistratura italiana e dimostrare che quello che dice</em> (quello che dice CHI?) <em>è vero: ecco noi oggi scriviamo che di recente in una circostanza in cui Silvio Berlusconi è inciampato in uno dei tanti problemi, eee, dei tanti tranelli che gli mettono sulla strada </em>(certo: non è stato Previti a corrompere un giudice, è un giudice che si inventa un nuovo modo per rompere le palle a Berlusconi)<em>, ecco bene, quel giudice quella sera, guardando il telegiornale in una</em> (sic) <em>ristorante di Milano ha esultato contro</em> (esultato contro?) <em>Silvio Den&#8230; Berlusconi e ha brindato al fatto che Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere</em> (ma un ripassino, piccolo piccolo, alla consecutio temporum?). <em>Io credo che una magistratura seria dovrebbe accertare questo fatto, ed è accertabile perché il ristorante è noto e i testimoni ci sono, e riscontrata le verità del fatto dovrebbe immediatamente sospendere questo giudice o quanto meno togliere a questo giudice la possibilità di giudicare Silvio Berlusconi. E visto che l&#8217;ha appena fatto inficiare la sua sentenza. Perché un giudice che brinda alla caduta di Silvio Berlusconi il buonsenso oltre che la legge dicono che non può giudicare Silvio Berlusconi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Aaaaaa, adesso è tutto chiaro. Grazie Brachino, grazie Zurlo, grazie Sallusti <strong>e grazie soprattutto Spinoso</strong>, che ci ha svelato dettagli raggelanti sull&#8217;uomo-non-qualunque Mesiano, questo disgraziato e criminale braccio armato della magistratura rossa che complotta rivoluzioni per via giudiziaria. Fumando sigarette al parco, il losco figuro, e <strong>passeggiando davanti al barbiere</strong>.</p>
<div id="attachment_676" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/aspi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-676" title="aspi" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/aspi-150x150.jpg" alt="Annalisa Spinoso, brillante erede di Bob Woodward e di Carl Bernstein" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Annalisa Spinoso, brillante erede di Bob Woodward e di Carl Bernstein</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mi pare giusto, però &#8211; giacché i primi tre paladini della libertà di stampa e dell&#8217;equanimità professionale sono piuttosto conosciuti &#8211; che anche <strong>Annalisa Spinoso</strong>, coraggiosa detective dell&#8217;informazione, venga ricompensata per il suo splendido lavoro. L&#8217;eroica <strong>Ilaria Alpi </strong>sarebbe fiera di questa promettente firma del giornalismo di inchiesta. E non trovo giusto che una giovane tanto promettente e coraggiosa da far filmare un pericoloso eversore dell&#8217;ordine costituito non abbia il suo quarto d&#8217;ora di meritata celebrità. E allora, in attesa della candidatura al premio Pulitzer, ecco qui (<a href="http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html">è tutto pubblico</a>) qualche notizia che possa placare la nostra fame di conoscenza su Spinoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Copio e incollo dalla pagina<strong> </strong><a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html"><strong>che ha pubblicato sul sito della sua Università Annalisa Spinoso</strong></a>: l&#8217;ho trovata, da segugio di razza alla stregua di Bernstein quale so di essere, sulla scorta di un&#8217;untuizione geniale. Ho scritto &#8220;Annalisa Spinoso&#8221; <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=annalisa+spinoso&amp;meta=">su Google</a>. Difficile, eh? E giacché mi sento indulgente cancello i riferimenti personali (mail e numero telefonico), avendo notato che l&#8217;Università, alla velocità della luce,<strong> ha fatto sparire la pagina in questione</strong> (che però, sono costernato per i solerti censori, resta viva <a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html"><strong>nel Web Archive mondiale</strong></a>). E poi, scusate, che c&#8217;è di male se Spinoso ha desiderato raccontare in pubblico la sua brillante carriera? Mah. Comunque sia, abbeveriamoci alla fonte Spinoso.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Finalmente eccomi qua! Dopo qualche difficoltà con l&#8217;esame di inglese, sono riuscita a superare la selezione per svolgere il praticantato presso la Scuola Superiore di Giornalismo dell&#8217;Università di Palermo e tra qualche mese potrò definirmi giornalista&#8230; CHE MERAVIGLIA!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì, mi sa che qualche difficoltà ci sia stata davvero. A quanto pare, tra l&#8217;altro, non ancora superata. Sembra infatti che non le abbiano ancora insegnato come si scriva in inglese non dico <em>pteranodonte</em>, <em>celenterato</em>, <em>asseverativo</em> o <em>esiziale</em> ma <em>giornalista</em>. Sul <a href="http://www.linkedin.com/pub/annalisa-spinoso/8/531/a79">suo profilo di LinkedIn</a> si legge che il suo mestiere sarebbe quello di &#8220;<strong>television giornalist at Mediaset</strong>&#8220;. Giornalist, certo. Du iu spic inglisc?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi dicono che è buona cosa scrivere nel curriculum vitae qualche informazione sulla mia&#8230; vita (per l&#8217;appunto). Bene: sono nata a Palermo il 7 gennaio 1980 da mami Giuseppa e papi Gianfranco. Ho una sorella, Gilda, che ha tre meravigliosi figli (Federico, Sofia e Valerio) e un fratello, Ivan, il mgliore</em> (sic)<em> del mondo. Tralasciando le scuole elementari, ho frequentato le scuole medie in un istituto femminile (il Maria Adelaide) e da questa esperienza ho imparato che le migliori amicizie sono quelle tra uomo e donna.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Detta così, pare sia passata direttamente dall&#8217;asilo alla prima media. Vabbè, non si nasce tutti Cesare Marchi né si è tutti latinisti né cultori della sintassi. Comunque, accidenti: così giovane eppure già così saggia! Le donne sono serpi, si sa. Come il turchese è il colore del diavolo, no? E camminare per strada è ciò che distingue un uomo qualunque da un mostro come Mesiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi sono diplomata al liceo artistico &#8220;Damiani Almeyda&#8221; la bellezza di 7 anni fa e per qualche anno ho creduto di potere insegnare Storia dell&#8217;arte. Poi, da buona incoerente quale sono, ho cambiato idea.  Mi stupisco anche io quando penso che da sei anni ho sempre la stessa idea: fare la giornalista. Amo la satira, in tv poi è il massimo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo si era intuito, in effetti, sì.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco perché lavorare per Striscia la notizia o Le Iene è un sogno che intendo realizzare. </em></p>
<p style="text-align: justify;">E vabbè, dai, non ti è andata proprio di sfiga: puoi sempre dedicarti alla satira anche in redazione, come ben vedi. E poi, anche <em>zoologically spiching</em>, tra iena e sciacallo c&#8217;è una diretta parentela genetica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certo se dovessi indicare una alternativa alla tv dire</em> (sic)<em> senza dubbio l&#8217;agenzia di stampa.  Altra cosa che non ho cambiato è il fidanzato. Da 7 anni e mezzo, infatti, ho accanto a me un ragazzo meraviglioso che si chiama Moreno (se mi sopporta evidentemente mi ama da pazzi). Le mie prime esperienze nel campo giornalistico risalgono a 4 anni fa: Dal 2000 collaboro con Tgs, Telegiornale di Sicilia, per la realizzazione del programma per ragazzi Tgs giovani. Nel 2002 ho iniziato a collaborare con il Giornale di Sicilia per Cronaca in classe e cronaca di quartiere. </em><em>Ma ho sempre lavorato&#8230; mi piace essere un tipo indipendente! Dal 1997 comunque mi sono data da fare in ogni modo: Baby sitter, hostess, segretaria, commessa, praticamente di tutto. Oggi sono una giornalista praticante e mi piacerebbe tanto realizzare i miei sogni e inorgoglire i miei genitori che per me hanno fatto, fanno, e faranno, tanti sacrifici.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche, virgola, in, meno, no, eh? E la lettera maiuscola dopo i due punti da dove arriva? Dalla stessa scuola della &#8216;d&#8217; eufonica sparpagliata a caso?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio impegnarmi per laurearmi e correre fuori da Palermo. Non si tratta di manie di grandezze, amo la mia città, GIURO, ma mi rendo conto che non offre molte prospettive.<br />
</em><em>Tranne qualche rarissimo caso, qui sotto dovreste trovare tutti gli articoli scritti da me su ateneonline.</em><em><br />
Se volete, potete contattarmi ai seguenti recapiti:<br />
cell: xxxxxxx<br />
</em><em>annaxxxxxxx@xxxxxx.it</em></p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;accordo: se proprio ci tieni ti chiamerò, col rispetto e la deferenza che merita un talento cristallino come il tuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei tanto mi facessi un corso accelerato per diventare bravo come te: ora sì che capisco come Brachino non abbia potuto fare a meno di un diamante del genere nella sua redazione. Per esempio, mi verrebbe da chiederti, come ti è venuta in mente la genialata dell&#8217;<em>avanti e indietro</em> di Mesiano? Lo so che non ce la farò, a emularti, però qualche <em>&#8220;manie di grandezze&#8221;</em> la covo pure io. Per ora hai tutta la mia ammirazione. Non fatele mancare la vostra, <a href="http://www.facebook.com/people/Annalisa-Spinoso/1271410511">è su Facebook ad aspettarla</a>. Camminando avanti e indietro, avanti e indietro. Avanti e indietro.</p>
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		<title>L&#8217;ha presa bene, Emilio.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 21:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio Andrea Scanzi, dal quale &#8211; con alcune veniali correzioni esegetiche &#8211; traggo questo sbobinamento. Emilio Fede costretto a commentare la bocciatura del Lodo Alfano mostra l&#8217;equilibrio, la sobrietà e la proprietà linguistica di un grande professionista, dalla specchiata equidistanza.

“L’opposizione… Pifedndinadcadici (Pierferdinando Casini che dice) eee Casini dice: non è&#8230; eh… in questo paese dicee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio <a href="http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/08/lhanno-presa-bene/">Andrea Scanzi</a>, dal quale &#8211; con alcune veniali correzioni esegetiche &#8211; traggo questo sbobinamento. Emilio Fede costretto a commentare la bocciatura del Lodo Alfano mostra l&#8217;equilibrio, la sobrietà e la proprietà linguistica di un grande professionista, dalla specchiata equidistanza.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KVCHvrKN2dg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/KVCHvrKN2dg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p align="justify">“L’opposizione… Pifedndinadcadici <em>(Pierferdinando Casini che dice)</em> eee <strong>Casini</strong> dice: non è&#8230; eh… in questo paese dicee Pierfdndcasini (<em>dice Pierferdinando Casini</em>) che fa parte dell’opposizione… non c’entra Di Pietro e quello che dice Di Pietro non ci interessa… <em>(giusto, questo è un telegiornale, chi diamine!)</em> In questo paese dice c’è scarsa attitudine a rispettare le leggi <em>(ma dai!)</em> e soprattutto a rispettare le sentenze <em>(Casini ha appena detto, in democristianese, che neppure Berlusconi  può fare il fuorilegge e fregarsene delle sentenze: Fede non se n&#8217;è accorto e l&#8217;ha letto come fosse una difesa di Papi)</em>. Non è un giudizio universale.  La Corte Costuzionale <em>(sic)</em> ha espresso un&#8217;opinione su una legge che si è dvatnr a questo <em>(forse: &#8220;che si deve attenere a questo&#8221;. Ma CHI si deve attenere?)</em>. Naturalmente il Governo dice Casini che ha preso il voto degli elettori deve <em>(qui ha capito che sta dicendo una cosa pro Silvio, e il &#8220;deve&#8221; lo sottolinea con veemenza)</em> continuare a fare il suo lavoro a occuparsi cioè del problema delliitlniii che vengono <em>(il problema, vengono?)</em> prima di quelli<em>…</em> che sono&#8230; possono essere contenuti… nella sentenza o il risultato. Per <strong>Gaetano</strong> <strong>Pecorella</strong>, che è unodegliavvocati <em>(tutto attaccato)</em> che ha difeso davanti alla corte il Lodo Alfano il risultato <em>(il risultato? Siamo allo stadio?)</em> dice non cambia il quadro politico… il risultato, la sentenza, qualunque essa sia.  Se fosse negativo non sarebbeunasentzadicndnaberluscmarim… ma riaprirebbe soltanto i processi”.</p>
<p align="justify">“Poi naaanooo…… la Lodo <em>(LA LODO?</em>) è stato respintoooo non all’unanimità ma a maggioranza (<em>il che, oltre a dimostrare che i giudici non hanno votato come in Bulgaria nel 1960, vale zero: unanime o no, la sentenza è sentenza</em>). Eeeehhhhhh … <strong>Cichitto</strong> (<em>Cicchitto con la &#8220;c&#8221; sincopata</em>) dalla Consulta un attacco a Berlusconi, diceeee oralpopoloitalianodovràfarsentirelasuavoce ma… questa è… è&#8230; Fa parte&#8230; hmmm… del… diciamo delle… reazioni a caldo. <strong>Buttiglione</strong> dice, eeeeh, si rispetti il pronunciamento della Cocosttuznale <em>(Corte Costituzionale)</em> ma questo non vuol dire dimissioni né elezioni. Eeeeh…chhhh..av… dettoooo… il restoooooo…con riflessione legittima e si potrebbe aggiungere serena ammesso che uahhhhh il Presdconsiglio (<em>Presidente del consiglio</em>) potesse essere sereno possa essere sereno in queste ore ma certamente convinto già da ieri di quello che sarà… eeeeeehh… saranno i problemi da affrontare … E ha detto comunque vada io vado avanti perché devo guidare questo paese legittimato <em>(sottolineato) </em>dalla ehhh maggioranza degli elettori. Non cambia secondo me… <em>(e qui arriva la parentesi di sfogo, consolatoria dello spettatore berlusconio deluso)</em> non so cosa diranno i sondaggi ma son quasi convinto che seeeee era ieri il 68 virgola otto di fiducia in Berlusconi ehhh domani o dopodomani sarà forse anche di più perché si aggiunge a tanti altri di problemi <em>(cosa si aggiunge? A quali problemi si aggiunge?)</em> e comunque non cambia il quadro politico… Tutt’altro”.</p>
<p align="justify">“Eeeeeehhhhh… hhhhm… c&#8217;è <strong>Bossi</strong>… <em>(meno male che c&#8217;è, eh)</em> dice… eeehhhh cosa dice Bossi? Ha espresso ntrlmnt <em>(naturalmente)</em> solidarietà al Presidente del Consiglio… Poi ha detto andiamo avanti: non ci piegano. <em>(Silvio no di sicuro: in compenso temo si sia piegato Umberto, se è lo stesso che parlava </em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=N1FPnGzuXZU"><em>del mafioso di Arcore</em></a><em>)</em> Ehhhh… nemmeno pupazzocontoggghhh <em>(sic)</em> parla del suo incontroconlusopocofaconsilvioberlusconidicendo: nemmenoluivuoleleelezionianticipate. L’ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere l’ho trovato deciso a combattere… Devo dire che di questo <em>(sic)</em> non ci possono essere dubbi. Mmmmmmmmhhhhhh <strong>Bersani</strong> che è il candidato legittimo (<em>ah: buono a sapersi, ha la benedizione di Fede</em>) quello che certamente andrà al posto di Franceschini, ha fatto il suo tempo… Ehhhhh tra laaaaaa aaaaaaaaaaaahhhh alla segreteria del Partito Democratico Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Br&#8217;sconi <em>(crasi di Berlusconi, il cui nome, come si sa, è indegno di essere pronunciato dai sudditi)</em> continua a fare… continui a fare il suo mestiere sapendo che poiiii cisi…cisi.. ci saranno ooohhhh i processi davanti ai quali lui ha detto ma io vado in tribunale sono pronto a tutto a difendermi come ha fatto da tanto tempo se ricordiamo ttoqllchestatofatto (<em>tutto quello che è stato fatto: cosa è stato fatto, da chi?</em>)”.</p>
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