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	<title>ilBranco &#187; Stampa e tivvù</title>
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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>Fox and not News</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa è capitato un mezzo casino alla Casa Bianca. In sostanza l&#8217;amministrazione Obama ha negato a un giornalista di <strong>Fox News</strong> un colloquio che il presidente aveva concesso a tutte le altre tv nazionali: CBS, CNN, NBC eccetera. Levata di scudi: Fox ha protestato, quasi tutte le emittenti l&#8217;hanno difesa in nome della libertà di stampa. Finché MSNBC ha ospitato la rubrica di una sua collaboratrice, <strong>Rachel Maddow </strong>(a proposito: ha 36 anni. Da noi gli editoriali li fanno Scalfari, Bocca, o il &#8216;giovane&#8217; Gramellini, che è a un passo dai 50 e quindi giovanissimo, o il ragazzino Serra, 54). La Maddow ha spiegato, in parole semplici semplici, cosa rende diversi <strong>Fox</strong> e <strong>News</strong>, Fox e le notizie. La differenza tra Fox e le News non è che Fox pulluli di  destroni duri e puri. Le opinioni sono il sale del giornalismo, fiori di giornalisti hanno le loro rubriche in cui danno la LORO opinione sull&#8217;economia, sulla guerra, anche sullo sport. Non per questo perdono credibilità, almeno negli Stati Uniti, quando invece fanno solo i giornalisti e scelgono cosa raccontare, o come raccontarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fox è un covo di ultraconservatori: questo lo sanno tutti e va bene a tutti. Un loro editorialista, <strong>Rush Limbaugh</strong>, chiama Barack <em>&#8220;il negro magico&#8221;</em>. Fox è quella rete che, peraltro, ha lanciato la mania ereditata in Italia dall&#8217;americanissimo <strong>Sky Tg 24</strong>, che nel recente passato mandava in onda frasi come <em>&#8220;la nostra obiettività è sotto i tuoi occhi&#8221;.</em> Si giudica da sé. Tra l&#8217;altro i sondaggi che lancia Sky Tg 24, ogni tanto, restituiscono uno spaccato degli ascoltatori inquietante, al cui confronto l&#8217;<em>audience</em> di Fox News pare quella di un oratorio: se domandano chi abbia ragione tra Gigi, pestato dalla polizia, e le forze dell&#8217;ordine il 3% dice Gigi, il 67% la polizia e il 30% risponde che andrebbe risarcito l&#8217;agente che ha gli rotto il manganello in testa per danneggiamento. Ma che volete: io, di mio, se capita che Tizio venga a dirmi che è onesto senza che gliel&#8217;abbia chiesto&#8230; eh, quel po&#8217; di dubbio mi assale. Non foss&#8217;altro che per un senso dell&#8217;umiltà un po&#8217; troppo latitante, nevvero? Ecco, Fox News ama da sempre gli <strong>slogan autoincensanti</strong> tipo: &#8220;<em>You decide&#8221;,</em> decidi tu, oppure <em>&#8220;Fair and balanced&#8221;</em>, onesta ed equilibrata. Eccerto, come no. In realtà Fox è una macchina da guerra contro il partito democratico. I suoi opinionisti sono un frullato di Belpietro-Feltri-Socci con doppia sottiletta: chi definisce Obama un razzista, chi dà della marxista a una sua collaboratrice, chi lo accusa di essere un veteromaoista. Tanto là è praticamente impossibile mettere il piede in fallo: è più facile fotografare Bin Laden in spiaggia a Miami che dimostrare una diffamazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che rende Fox un canale non di giornalismo ma di propaganda è altro. È il fatto, cioè, che Fox non si limiti a ricevere pubblicità a pagamento di propaganda anti-Obama, quello lo fanno anche altri. Il fatto è che PRODUCE propaganda anti-Obama. I suoi giornalisti più noti non solo bastonano beatamente Obama ma sono essi stessi gli organizzatori e i promotori di iniziative concepite al solo scopo di contestare il presidente. Per esempio: quel tizio dallo sguardo vitaminico e fiero che risponde al nome di <strong>Glenn Beck </strong>è un burattinaio del <a href="http://taxdayteaparty.com/"><strong>Tax Day Tea Party</strong></a>, un movimento conservatore che detesta la politica democratica. Beck animerà anche la marcia <a href="http://912dc.org/"><strong>9/12</strong></a> del prossimo dicembre, una manifestazione dichiaratamente ostile al governo. Un altro volto noto di Fox, <strong>John Stossel</strong>, è uno dei maggiori traini per <a href="http://www.americansforprosperity.org/national-site"><strong>Americans for Prosperity</strong></a>, un&#8217;organizzazione di ultradestra che, per dirne una, considera la riforma sanitaria pensata da Obama (assistenza per tutti quelli che hanno bisogno, come da noi) una vaccata criminale. Non è illegale pensarla così, per carità. Piuttosto è che, così facendo, il canale perde fatalmente lo <em>status</em> giornalistico e assume quello, ben più calzante, di macchina propagandistica.  </p>
<p style="text-align: justify;">Più leggevo la vicenda Obama-Fox, più pensavo a quanto gli americani sarebbero in imbarazzo a usare il loro metro di libertà di stampa qui. Qui da noi, che quando loro ancora rincorrevano i bisonti con le lance si chiacchierava amabilmente di vizi e di virtute al circolo degli artisti a corte. Nei secoli ci siamo un po&#8217; bruciati il vantaggio, pare. Cosa direbbe, per esempio, Rachel Maddow, di <strong>Libero</strong>? Un giornale che ha distribuito per anni libri scritti a quattro mani dal direttore, <strong>Vittorio Feltri</strong>, e dal politico (ora pure ministro) di Forza Italia <strong>Renato Brunetta</strong>? Libero offriva insieme al giornale titoli, autoprodotti, di alto lignaggio letterario quali &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/i-peccati-di-prodi.pdf">I peccati di Prodi, tutti gli errori contenuti nel programma della sinistra</a>&#8220;. Oppure ancora capolavori provvidenziali quale il saggio-lampo &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/Parte%20come%2001.pdf">Come si vota</a>&#8220;, messo insieme in pochi giorni dopo l&#8217;ultima caduta di Prodi. Saggio che Feltri, prima di lanciare Brunetta con pensieri in libertà su &#8220;la fine dell&#8217;epoca del Centrosinistra&#8221; e &#8220;Per non passare dal declino al degrado&#8221;, apre così: <em>&#8220;Non vedevamo l&#8217;ora fosse sciolto il Parlamento e Prodi inviato nel posto dove riposano gli insaccati migliori: in Emilia, a Bologna&#8221;</em>. Ecco, la differenza tra Libero e le notizie, e anche tra Il Giornale e le notizie, non è che stiano da una parte o che facciano scrivere delle amenità. È che SONO quella parte. Il Giornale non tifa per Berlusconi punto e basta: è di proprietà della famiglia Berlusconi. I suoi giornalisti sono stipendiati dai Berlusconi. Bravi finché volete (ma anche no), &#8216;giusti&#8217; e logorroici come Beck, o anche meglio. Però quando Alessandro Sallusti scrive difese appassionate di Berlusconi come questa (&#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/perche_giudici_perseguitano_cavaliere/30-10-2009/articolo-id=394884-page=0-comments=1">Perché i giudici perseguitano il Cavaliere</a>&#8220;), così ponderate e rispettose delle istituzioni, mi vien da pensare che lo faccia <em>pro domo sua</em>, più che per un reale afflato di ribellione contro quella cosca di magistrati comunisti che ce l&#8217;ha a morte col suo datore di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo <strong>Nicola Porro</strong>, l&#8217;alfiere di prima fila del Giornale (quello che va sempre da Santoro a fare &#8216;il ragionevole&#8217;: gli manca il sottopancia maniavantista <em>&#8220;Guardate che io sono equilibrato anche se mi paga Berlusconi&#8221;</em> ma tutte le sue parole, gesti, sguardi trasudano quel concetto). Per anni s&#8217;è accanito contro Mortazza Prodi, quell&#8217;imbecille cattocomunista baciapile reo di non abbassare le tasse agli italiani per pura cattiveria e di strozzare per gusto del macabro le imprese con l&#8217;Irap (l&#8217;i<strong>mposta-rapina</strong>, ricordate?). Adesso, miracolosamente, la pressione fiscale (che è sempre uguale) non interessa più. Sparita. Dove sono i tre scaglioni invocati e promessi da 10 anni dai forzaitalioti? Quello <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1999/maggio/29/Fisco_conti_tasca_alla_riforma_co_0_9905294961.shtml">zero, 23 , 33 percento</a></strong> che Silvio invocava e prometteva? E dov&#8217;è il taglio dell&#8217;Irap? O se l&#8217;Irap la incassa Tremonti e non Padoa Schioppa la si paga più volentieri e non strozza più? La rivoluzione liberale, il diritto naturale (sic, non è parola di Hobbes ma di Silvio) di versare non più di un terzo dei guadagni in tasse che fine ha fatto? Lo sappiamo tutti, lo sapevamo già: non si può fare perché mancano i soldi. Ma Porro, il contabile del Giornale, ora ha altro di cui occuparsi. Se la prende, per esempio, con la Confindustria, perché non tesse le lodi del governo ma chiede &#8217;ste benedette riforme e i tagli delle tasse promessi e ancora una volta disattesi. Porro non critica il dottore: se la prende col malato, titolando nel suo blog il <em>file</em> &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2009/05/21/cha-palle-la-confindustria/">che-palle-la-confindustria</a>&#8221; (veramente ha scritto &#8216;<em>cha</em>&#8216;, gli faccio pure da correttore ortografico): <em>&#8220;Ma davvero Confindustria merita tutto lo spazio che noi giornalisti le regaliamo?&#8221;</em>. Boh, vedi tu, Porro. Sono mediamente vostri elettori, i santi imprenditori, quelli che creano ricchezza, che rischiano e blablabla. Lo spazio lo meritano solo quando se la prendono coi sindacati e invece quando si lagnano delle promesse non mantenute è meglio parlare dell&#8217;anticiclone delle Azzorre?</p>
<p style="text-align: justify;">E così Porro, che a Fox (non) News farebbe sfracelli, si lancia pure in un &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2008/11/02/io-non-voto-obama/">Ma che palle sto Obama</a>&#8220;. Contenuto: <em>&#8220;&#8230; si danno i voti su quell’insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no&#8221;</em>. Come Glenn Beck: solo che gli manca il fisico.</p>
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		<title>Che Idea!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho letto un pieghevole allegato a un settimanale locale, Idea, che viene mandato gratuitamente a casa (si finanzia con pubblicità, redazionali e simili). Il direttore accetta consigli su temi e argomenti non ancora trattati, giacché pur essendo la rivista diventata &#8220;una vera e propria televisione su carta ricercata, appassionata e attendibile&#8221; (da quand&#8217;è che il metro di paragone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho letto un pieghevole allegato a un settimanale locale, <a href="http://www.ideawebtv.it/index.php?option=com_flippingbook&amp;Itemid=406">Idea</a>, che viene mandato gratuitamente a casa (si finanzia con pubblicità, redazionali e simili). Il direttore accetta consigli su temi e argomenti non ancora trattati, giacché pur essendo la rivista diventata <em>&#8220;una vera e propria televisione su carta ricercata, appassionata e attendibile&#8221;</em> (da quand&#8217;è che il metro di paragone di ricercatezza, passione e attendibilità è la televisione?) , nonostante <em>&#8220;la completezza dei contenuti&#8221;</em>  e la carta patinata <em>&#8220;che non teme confronti con le maggiori riviste a diffusione nazionale&#8221;</em> ci possono sempre essere <em>&#8220;temi non trattati&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la rivista diventò settimanale, l&#8217;ex sindaco di Alba <strong>Giuseppe Rossetto</strong> disse che quello era un giornale serio <span style="text-decoration: underline;">perché</span> non parlava male di nessuno. Ummm. Quel &#8216;perché&#8217; non mi tornava. Ricordo che avevo sùbito pensato al mio primo coach di basket, Beppe, che un giorno ci stava leggendo le statistiche di inizio campionato e mi disse: <em>&#8220;Tu non hai fatto falli, ieri. Neanche domenica scorsa. Zero falli&#8221;</em>. Io già mi bullavo ma mi fulminò:<em> &#8220;Bene, sì, bravo. Vorrà dire che ti fai la prossima in panchina, quella dopo pure e poi vediamo&#8221;</em>. Ero basito. <em>&#8220;Se non fai mai un fallo, non uno in due partite da 40 minuti, vuol dire che non ci provi neanche a recuperare una palla, che non contrasti mai. Non difendi. Non attacchi. E se non hai voglia di sbatterti per la squadra perché io ti devo mettere in campo?&#8221;</em> Se un giornale non denuncia mai niente, se non &#8217;scopre&#8217; mai qualcosa che non va, se il suo motto è &#8221;noi polemica non la facciamo&#8221; e racconta solo di belle persone, belle imprese (pure in copertina col logo aziendale, se pagano qualche migliaio di euri), belle iniziative, bei discorsi, bei sindaci, belle fondazioni, belle strade, belle banche, begli assessori allora fa un qualcosa che è molto, ma molto difficile riuscire a chiamare giornalismo. Eppure anche in questo paradiso terrestre del basso Piemonte dove nessuno ruba, nessuno inganna, nessuno sbaglia, nessuno fallisce, nessuno butta le cicche di sigaretta per terra (anzi, nessuno fuma, così come nessuno sniffa cocaina, per carità d&#8217;Iddio), ciascuno nasce candidato alla beatificazione e tutto fila più liscio del <strong>Truman Show</strong> qualcosa di ghiotto per i giornalisti ci sarà, no? Ma sì, che c&#8217;è. Basta volerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">a) La <strong>truffle-truffa</strong>. Alba è la capitale mondiale del tartufo. <strong>Aldo Cazzullo</strong>, inviato del Corriere della Sera, <a href="http://frittinpagella.blogspot.com/2009/10/la-truffle-truffa.html">ha raccontato</a> a Radio Rai di un&#8217;Alba uguale a Taormina, dove ormai si mangia per strada, e soprattutto di un&#8217;Alba che <strong>spaccia tartufi non suoi</strong> per suoi. <em>&#8220;Se tutti i tartufi di Alba fossero davvero di Alba allora dovrebbero crescere sugli alberi come le ciliegie&#8221;</em>, ha detto Cazzullo. Che non ha scoperto l&#8217;acqua calda, peraltro. Un&#8217;inchiesta sul tartufo e, se c&#8217;è, sul traffico di <em>tuber </em>che arriva dal resto d&#8217;Italia e dall&#8217;Est potrebbe scoperchiare il pentolone, no? O è meglio non rompere le palle ai ristoratori (pazienza se la gente viene qui a mangiare il tartufo di Acqualagna) e farsi raccontare l&#8217;ultima maniera di cucinare il coniglio con un bel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubbliredazionale">pubbliredazionale</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">b) <strong>Metanopoli 2</strong>. Senza smuovere i servizi segreti tempo fa ero andato sul sito del Comune cliccando su <em>&#8220;<a href="http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml">dati qualità dell&#8217;aria</a>&#8220;</em>. Dai quali, facendo due conti facili, avevo tratto un paio di considerazioni singolari. La prima è che nell&#8217;aere albese volano un sacco di schifezze. La seconda è che risultano degli strani picchi notturni di inquinamento nei pressi del ponte del Tanaro. E sapete cosa c&#8217;è vicino alla centralina che rileva le polveri? Sarebbe bello saperne di più, visto che l&#8217;aria è nostra e la respiriamo noi. O è meglio lasciar perdere?</p>
<p style="text-align: justify;">c) <strong>Puffolandia</strong>. Questa è una mia fissa, lo ammetto. Ma da quando <strong>Marina Salamon</strong> ha avuto il coraggio di dire che <a href="http://www.ilbranco.com/2009/01/noi-puffi-siam-cosi/">i Tetti Blu le hanno dato il voltastomaco</a> mi sono sentito un po&#8217; rassicurato. Ma è possibile, è accettabile che un posto che si candida a diventare patrimonio mondiale Unesco faccia costruire delle cose così? Potrebbe mai succedere, in Toscana o in Borgogna, una cosa del genere?</p>
<p style="text-align: justify;">d) <strong>Scudo fiscale</strong>. Chissà cosa ne pensano gli albesi, popolo notoriamente danaroso, dello scudo fiscale? Difficile a dirsi, &#8211; lo Stato garantisce l&#8217;anonimato ai disonesti - che qualcuno salti fuori a raccontare, men che meno a un giornalista, che ha appena rimpatriato dalle Cayman qualche capitale sottratto al Fisco. Però si potrebbe sentire l&#8217;Agenzia delle Entrate, un assessore al bilancio, qualche banca locale. Potrebbero uscirne informazioni interessanti. Oppure si può dire che ad Alba nessuno froda, nessuno imbosca, nessuno è disonesto.</p>
<p style="text-align: justify;">e) <strong>Gomiti alti</strong>. Poche settimane fa l&#8217;ex vicesindaco Cirio si è scagliato, in un imperdibile intervento radiofonico, <a href="http://www.ilbranco.com/2009/09/il-etilometro-sic-maledetto/">contro l&#8217;etilometro</a>. Perché non risentirlo e chiedergli per esempio cosa intende dire quando chiosa che quell&#8217;apparecchio <em>&#8220;maledetto&#8230; va usato con molta attenzione&#8221;</em>? Se bevi vino albese non dovresti essere controllato?</p>
<p style="text-align: justify;">f) <strong>Apollo 20</strong>. Era davvero imprescindibile costruire una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/04/349/">base spaziale della Nasa</a> al Mussotto?</p>
<p style="text-align: justify;">g) In un editoriale il direttore aveva <a href="http://www.ilbranco.com/2009/09/gambero-rosso-fritto/">stigmatizzato i negozietti di kebab</a> che ormai pullulano. Un&#8217;inchiesta potrebbe chiarire se anche qui ci può esssere lo stesso <a href="http://www.blogmilano.it/blog/2009/04/17/milano-forniva-carne-avariata-ai-kebab-milanesi/">rischio che si è corso a Milano</a>. Al sindaco si potrebbe chiedere quale sarà la politica enogastronomica della sua amministrazione. E, magari, insieme al kebab provare a capire se ci sono anche ristoratori nostrani che fanno i furbi, soprattutto in tempo di fiera del tartufo.</p>
<p style="text-align: justify;">Voilà. Buon lavoro.</p>
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		<title>Excusatio non Brachina</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 23:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Claudio Brachino, il giornalista dipendente del gruppo Berlusconi che ha mandato avanti il soldato semplice Spinoso per fare un servizietto (NON quello, malpensanti) al giudice Mesiano, ha scritto una letterina di scuse. Prima l&#8217;ha letta su Canale 5. Poi l&#8217;ha mandata al Giornale di Berlusconi, che ha fatto copia-incolla e, nella sua miglior recente tradizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_ncWHOdoOTY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_ncWHOdoOTY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Claudio Brachino</strong>, il giornalista dipendente del gruppo Berlusconi che ha mandato avanti il soldato semplice Spinoso per fare un servizietto (NON quello, malpensanti) al giudice Mesiano, ha scritto una <strong>letterina di scuse</strong>. Prima l&#8217;ha letta su Canale 5. Poi l&#8217;ha mandata al <em>Giornale</em> di Berlusconi, che ha fatto copia-incolla e, nella sua miglior recente tradizione - quella invalsa da quando Montanelli se ne andò sbattendo la porta dal quotidiano che aveva fondato &#8211; l&#8217;ha titolata con un rivoltaggio di frittata degno di nota: <em>&#8220;Tre domande al giudice Mesiano&#8221;</em>. Capito? Voi tradite vostra moglie, per dire, e scrivete una contrita lettera di scuse. Prima di consegnarla, però, la titolate: &#8220;Pensi forse di essere una santarellina, tu che adesso mi fai la morale?&#8221; Vabbè. Queste <em>giornalate</em> non mi stupiscono più. Piuttosto è curioso soffermarsi, circostanza tanto scontata che tanti finiscono per scordarla, sulla lettera. Perché trabocca di spunti interessanti. Leggiamola, allora. </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Chi mangia fa molliche, dicevano i vecchi giornalisti. Vuol dire che fra i tanti servizi realizzati da una testata, ci si concentra solo su quelli un po’ più sfortunati. E quello andato in onda giovedì scorso a Mattino 5 sul giudice Mesiano, non appartiene certo alla categoria dei capolavori.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Cominciamo male, Brachino. Maniavantismo mal concepito. Che vuol dire? Se investi uno sulle strisce ma, in vent&#8217;anni, non hai mai preso una multa per divieto di sosta allora vorresti cavartela con trenta euro di verbale? Mah. Attenzione alle parole, poi: <strong>sfortunati</strong>. Sfortunati. Sfortunati sono quelli cui cade un vaso in testa mentre passeggiano. Qui la sorte non c&#8217;entra un fico secco. Il servizio su Mesiano è stato tutto ma non sfortunato. L&#8217;hai scientificamente pensato, fatto scrivere (o scritto tu), passato prima del montaggio e poi ci hai costruito su una bella puntata facendoti spalleggiare da un amico del Giornale, che ti ha aiutato da dare giù mazzate sul nulla (sigarette, calzini, passeggiate, una causa per un tubo dell&#8217;acqua) a un giudice SOLO perché ha condannato la vostra azienda a pagare dei soldi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Sul merito di un singolo servizio si può discutere all’infinito. Fa parte della libertà di critica, come fa parte della libertà di stampa la possibilità di criticare un magistrato. Se alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano, mi scuso con lui. Per me la sensibilità di una persona viene prima dei ruoli sociali e delle discussioni sul diritto di cronaca e sul diritto alla privacy. Mi impegno a non trasmettere più quelle immagini, cosa che dovrebbe fare anche chi indignato mi critica, e criticando le ri-trasmette in continuazione, dalla Sky di Murdoch a Raitre, trasformando il rimedio in qualcosa di più grave della malattia.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Non sapevo Sky fosse femmina. Ma è un dettaglio. Criticare un magistrato si può, oh se si può. Sputtanarlo perché va in giro, facendo dire alla Spinoso frasi sconnesse quali <em>&#8220;&#8230;si cala nei panni di comune cittadino. Certo, non di cittadino qualunque: alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati&#8221;</em> è una presa per il culo bella e buona. Mica male, poi, la dichiarazione di rispetto verso uno che si offende. Sincera, soprattutto. Perché, scusa, cosa credevi? Che Mesiano ti avrebbe mandato un tronchetto della felicità a casa per essersi visto pedinare mentre si faceva gli affari suoi e perculeggiato perché fuma e cammina avanti e &#8216;ndrè davanti al barbiere? E adesso ti lamenti pure perché gli altri fanno notare che razza di pacco regalo hai confezionato a un giudice, colpevole di aver fatto il suo mestiere senza compiacere il tuo datore di lavoro?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Le critiche appunto, o meglio la marea di insulti e di lezioncine piovute su di me, sulla giornalista autrice del pezzo e sulla testata. Nel polverone vorrei che il pubblico avesse gli occhiali a infrarossi per separare il giusto da ciò che è strumentale.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Guarda, grazie ma non è mica necessario mettersi i mascheroni delle squadre Swat per vederci chiaro di notte. Basta prendere un bambino delle elementari e dirgli: c&#8217;è un signore, chiamiamolo Silvio, che ha un&#8217;azienda, chiamiamola Biscione. Un giorno un avvocato di Silvio, chiamiamolo Cesare, compra un giudice (cosa che non si fa), per fare un regalo a Silvio e danneggia un&#8217;altra fabbrica, chiamiamola Cir, e finisce in galera. Un altro giudice decide che ha ragione la Cir, che bisogna riparare il danno subìto e ordina all&#8217;azienda di Silvio di pagare. Passa qualche giorno e un giornale, sempre dell&#8217;azienda Biscione, inizia a parlar male di questo giudice. Finché un giorno un altro giornalista, sempre dipendente del Biscione, chiamiamolo Claudio, decide di parlar male del giudice anche in tivvù. Domanda al bambino: secondo te perché Claudio ha parlato male del giudice?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Innanzitutto noi non pediniamo nessuno. Sul mio tavolo arrivano ogni giorno immagini da fonti diverse. Sono immagini che riguardano i protagonisti dell’attualità, del gossip, dello sport, della cronaca. La domanda di fondo della rubrica giovedì scorso era quella che molti opinionisti si erano posti in quelle ore: la cosiddetta promozione ad orologeria del giudice Mesiano a pochi giorni dalla sentenza sul Lodo Mondadori, era davvero per indiscussi meriti professionali?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Benissimo. Vorrei sapere nome e cognome del cameraman che di sua sponte s&#8217;è messo a pedinare Mesiano per le strade di Milano. O dell&#8217;agenzia &#8216;terza&#8217; che, sempre di sua sponte, ha fornito le immagini di Mesiano alla redazione di Canale 5. Secondo me, invece - tiro a indovinare, chiaro &#8211; è stato proprio Brachino a decidere di filmarlo. Ci scommetto un euro, anzi, mi voglio rovinare: due. Ci vorrebbe la testimonianza della Spinoso o di qualcun altro in redazione, che qualcosa mi dice non arriverà mai. <strong>La promozione di Mesiano è a orologeria?</strong> Solo per chi è prevenuto, Brachino, e la vuol vendere così per omaggio al capo offeso. O per chi non sa le cose. Infatti non si basa sulla sentenza civile Mondadori ma sugli ultimi sei mesi di lavoro ed era già stata decisa dal Csm. Solo che queste notizie un giornalista, se non le ha, dovrebbe procurarsele. Non, invece, inventare palle perché sposano una versione dei fatti <em>ad usum delphini</em>. Noto, poi, che l&#8217;uso a sproposito della &#8216;d&#8217; eufonica (si usa SOLO, di regola,  tra una parola che finisce con una certa vocale e un&#8217;altra che inizia con la STESSA vocale) non fa difetto neanche a Brachino. Vabbè, questo è un mio cruccio, lo so. Ma se lo ignora Brachino non posso pretendere che l&#8217;abbia imparato la Spinoso, che si vanta d&#8217;aver frequentato una scuola di giornalismo (&#8230;) e addirittura un liceo artistico prima di dissertare di calzini in palermitano.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Quella sentenza, 750 milioni di euro che la Fininvest dovrà pagare a De Benedetti, per la sua portata economica e per le polemiche connesse, ha fatto il giro del mondo. Mesiano è diventato un personaggio di pubblico dominio. In questo contesto ho deciso di trasmettere quelle immagini, per dare sostanza televisiva a una figura di cui si leggeva e si sentiva parlare, ma di cui poco si era visto.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Qui Brachino tenta di far passare l&#8217;idea, falsa, che la sentenza debba avere nome e cognome. Ennò, caro. Le sentenze sono sentenze: critica quelle, non come si veste il giudice estensore, o che capelli ha, o che calze mette su. Altrimenti fai lo stesso ragionamento di chi usava metodi simili, purtroppo un pochettino più rudi, negli anni Settanta-Ottanta. Falsissimo, poi, che <strong>nel mondo abbiano parlato di Mesiano</strong>. Non lo cita un cane. Vuoi la prova? Ecco il risultato <a href="http://search.cnn.com/search.jsp?query=mesiano&amp;type=news&amp;sortBy=date&amp;intl=true">di CNN</a>, di <a href="http://www.foxnews.com/search-results/search?q=mesiano">Fox News</a>, <a href="http://www.elpais.com/buscar/mesiano">El Paìs</a>, <a href="http://recherche.lefigaro.fr/recherche/recherche.php?ecrivez=mesiano&amp;charset=iso">Le Figaro</a>: niente di niente. La BBC, invece, ha sì un <a href="http://search.bbc.co.uk/search?go=homepage&amp;scope=all&amp;q=mesiano">Mesiano</a> nei suoi archivi da qualche giorno. Ma il pezzo <strong>parla di te</strong>, Brachino, non di lui. Dice: <em>&#8220;Silvio Berlusconi affronta un fuoco di fila dopo che un canale televisivo da lui posseduto ha filmato di nascosto un giudice, Raimondo Mesiano, che si è espresso in suo sfavore in un caso di corruzione&#8221;. </em>Comunistacci pure &#8217;sti sudditi della Regina, eh? L&#8217;articolo <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8314110.stm">lo trovi qui per intero</a> ma, ignorando se il tuo inglese assomigli o meno a quello della tua <strong>television giornalist</strong> <strong>Spinoso</strong>, ho provveduto a fornirti una sommaria traduzione. Non volendomi limitare ho cercato e cercato, avanti e indietro, avanti e indietro: in <strong>Australia</strong>, su <strong>News Com</strong> (<a href="http://search.news.com.au/search?us=&amp;sid=2&amp;as=NEWS&amp;ac=news&amp;q=mesiano">niente)</a>. Sul<strong> Times of India</strong> (<a href="http://timesofindia.indiatimes.com/search.cms">manco una riga)</a>, sul <strong>China Daily</strong> (ploplio niente, zelo di zelo), su <strong>News 24 Sudafrica</strong> (<a href="http://www.google.com/cse?cx=011585033642329380267%3Anma9tfqxh88&amp;ie=UTF-8&amp;q=mesiano&amp;sa=Search">anche qui: niente</a>). Ho acceso una sigaretta, impaziente, e provato ancora <strong>Austria Today</strong> (<a href="http://www.austriatoday.at/cgi-bin/at_archiv.pl">nicht!</a>), Il <a href="http://www.cphpost.dk/component/search/mesiano.html?ordering=&amp;searchphrase=all">Copenhagen Post</a>. Macché. Non dirmi che non ci ho provato, eh. Ormai rassegnato, qualcosa ho trovato! In Svezia. <strong>Aftonbladet</strong>, in effetti, <a href="http://sok.aftonbladet.se/?q=mesiano">cita Mesiano</a>. Ma accidenti: di nuovo grazie a te, e non alla sentenza. Non conosco lo svedese né le fortissime tradizioni marxiste della Scandinavia ma sono sicuro che Aftonbladet dica la stessa cosa della BBC: <em>&#8220;De som tittade på italienska Canale 5 häromkvällen fick se ett inslag där domaren Raimondo Mesiano skuggats av en fotograf med dold kamera&#8221;.</em> Sai: <em>Canale 5</em>, <em>fotograf</em> e <em>kamera</em> penso non vogliano dire <em>&#8220;Mesiano è membro della magistratura politicizzata che tenta di ribaltare il risultato elettorale&#8221;</em>. Tu che dici?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Nel servizio non si fanno valutazioni politiche e giuridiche. Non si usano epiteti infamanti. La battuta sui calzini può non piacere. Ma rimane una battuta. Ricordo con terrore un romanzo di Kundera, Lo scherzo, in cui il protagonista finisce ai lavori forzati per un umorismo non gradito. Per fortuna era la Cecoslovacchia comunista degli anni ’60. Certo, c’è l’aggettivo «stravagante». Come ricorda lo Zanichelli, stravagante vuol dire raro anche nel senso di originale, fuori dagli schemi. E allora? Le immagini, poi, sono realizzate per strada, in luoghi pubblici. Il contesto spazio-temporale è definito, il pedinamento ossessivo è un’altra cosa.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ao&#8217;, ma mi prendi per fesso, Brachino? Qui siamo nell&#8217;Italia berlusconiana, non nel regime di <strong>Gustáv Husák</strong>. E tu hai mandato qualcuno a filmare di nascosto un giudice che ti sta sui maroni di principio perché ha condannato la tua azienda. E siccome il capo della tua azienda capita sia anche il padrone del vapore e il presidente del consiglio dei ministri (splendido esempio di democrazia liberale senza oligarchie o concentrazioni di potere, no?) e succede pure che abbia annunciato che &#8220;se ne sarebbero <strong>sapute delle belle</strong>&#8221; su questo giudice non è il caso di citare Kundera. Anche perché, gli raccontassero il tuo caso, stai pur certo che non ti darebbe il ruolo di quello che finisce ai lavori forzati. Al massimo potrebbe darlo a Mesiano. Come ricorda lo Zanichelli, <em>menare il can per l&#8217;aia</em> vuol dire evitare di trattare l&#8217;argomento scomodo. <strong>Chissenefrega se la Spinoso ha trovato stravaganti i calzini di Mesiano</strong>: io trovo stravagante il suo accento e il gonnellone a fiori, se è per questo, e siam pari e patta. Piuttosto volgiamo a fine lettera e hai parlato di Spinoso, di agenzie di stampa che ti butano lì un filmato per caso, di tutto il mondo che vuol vedere la facciona di Mesiano: <strong>non una riga</strong>, invece, sul fatto che tu abbia deciso di farlo filmare, che tu abbia deciso di sputtanarlo/intimidirlo confezionando un servizio di pura aria bollita contro un signore reo di aver fatto il suo mestiere: scrivere una sentenza. E poi, ancora: chi parla di pedinamento ossessivo? Questo è stato un pedinamento semplice. Troppo poco per sentirti in colpa?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>C’è una sproporzione sospetta, insomma, tra l’azione e la reazione, tra il buffetto e le cannonate, tra il termine stravagante e quelli che soprattutto i colleghi hanno rifilato a me: servo, killer, vergogna, barbarie. Ma le lezioni davvero inaccettabili sono quelle che arrivano dal quotidiano la Repubblica. Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini della villa del premier, con ospiti internazionali colti in frangenti in cui neanche del colore dei calzini si poteva discutere? Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini del bagno della residenza romana del premier, rubate con un telefonino? Un magistrato ricopre un ruolo pubblico importante, ma se non sbaglio anche la presidenza del Consiglio è un’istituzione importante.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nannannannannannanna. E qui ti volevo. Me l&#8217;aspettavo, questa difesa-offesa (preparata, del resto, a tavolino come il servizio: sapevi benissimo che casino sarebbe capitato, forse ti aspettavi che qualche migliaio di persone in meno ti mandasse a quel paese, sì, ma eri pronto alla reazione). Questa è la risposta media del blocco berlusconico: voi spiate Silvio, io spio Mesiano. Eh no, caro. Silvio è un capo politico che si intrattiene con signorine, alcune delle quali a pagamento. Poi alcune le candida. Poi chiede i voti ai cattolici e ai difensori della famiglia tradizionale. E poi, ancora, dovrebbe rappresentarci e ci fa fare, tra le tante, un&#8217;altra bella figura da cioccolatai in paesi (comunisti, ovvio) dove basta un mezzo lavoretto sotto la scrivania per essere cacciati, finire sotto processo o avere la carriera bruciata. Ti ricordi <strong>Gary Hart</strong>? Fu beccato con l&#8217;amante negli iperliberali Stati Uniti: fine della corsa alla Casa Bianca, fulminato. Ma non perché là siano dei bacchettoni: è che pensano che chi conta palle alla moglie e la inganna non sia la persona migliore cui offrire le chiavi del Paese. Così come non lo sarebbe un <strong>Donald Trump</strong> perché ha troppi soldi e troppe tv, secondo loro. Qui metti insieme un Hart evoluto, un Trump <em>de noantri</em> e vien fuori il capo dei ministri della Repubblica: un liberale inorridirebbe, se esistessero ancora liberali in Italia.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>E poi, perché il servizio è andato in onda alle 10 di giovedì 15 ottobre e il caos si è scatenato venerdì 16 dopo un articolo di Repubblica? È un problema di fuso orario o di chi detta l’agenda? E non è Repubblica coinvolta nella battaglia legale che porta 750 milioni di euro nelle tasche del suo editore? E ancora, abbiamo visto i magistrati protagonisti delle grandi vicende giudiziarie ripresi in tutte le salse, consapevoli o inconsapevoli che fossero. Da Di Pietro che rubava il taccuino a Brosio, a Borrelli a cavallo, a Woodcock sull’Harley-Davidson. Perché allora non si possono mostrare le immagini di Mesiano per strada a Milano? C’è forse un’immunità «mediatica» per chi si è occupato di Berlusconi? In tutto questo polverone bisogna tenere stretti gli occhiali e non perdere di vista le domande giornalistiche della rubrica di giovedì scorso. Primo, la promozione di Mesiano è meritata professionalmente o come sostengono molti è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Secondo, le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e sulla sua indipendenza? Terzo, è vero che nel processo civile non serve un collegio di tre magistrati, ma non è «stravagante» decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti?</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">No, secondo me è che Mattino Cinque <strong>lo guarda la mia vicina di casa</strong>, cui voglio un bene dell&#8217;anima ma che manca di una certa sensibilità avendo finito a stento la quinta elementare. Difficile che lei abbia colto lo scandalo. Anzi: <strong>su di lei l&#8217;effetto voluto ha funzionato</strong>, ha capito che c&#8217;è un giudice strano, che è comunista, che vuole rovinare Berlusconi e che è pure un lavativo (quella storia del tubo rotto che ha tirato fuori l&#8217;ottimo Sallusti). Sulle domande, invece. <strong>Primo</strong>: informati sulle promozioni e capirai che la domanda non ha senso. <strong>Secondo</strong>: non so cosa pensi Mesiano. So che ha giudicato un&#8217;azienda che, di fatto, ha ottenuto la Mondadori grazie alla corruzione di un giudice. Fossi l&#8217;altra azienda in lizza per avere Mondadori mi sentirei in pieno diritto di chiedere i danni a un giudice. Tu no? <strong>Terzo</strong>: quei <strong>749.955.611,93</strong> euro non possono che essere un calcolo empirico. Il giudice ha valutato il danno emergente e il lucro cessante (se parli di sentenze devi sapere cosa sono), ha applicato interessi e rivalutazioni a quanto ha fruttato Mondadori in vent&#8217;anni di proprietà Berlusconi, ha valutato nell&#8217;80% la percentuale di probabilità che senza il giudice corrotto finisse alla Cir et voilà. Non so se un consulente sarebbe stato in grado di consigliargli un 75%, o il 90%, o il 100%: mi pare che quest&#8217;ultima sia una valutazione squisitamente da giudice. Sulla cifra, invece, si è utilizzato un criterio limpido: quanto la Mondadori ha arricchito Berlusconi in vent&#8217;anni.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Chi conosce la storia di Mattino 5 sa che, al di là delle strumentalizzazioni delle ultime ore, abbiamo dato il diritto di replica a chiunque, negli stessi spazi e con lo stesso tempo. Invito allora qui il giudice Mesiano, per scusarmi di quelle che vengono reputate offese personali ma anche per rivolgergli quelle tre domande.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Non verrà. Già lo avete preso per i fondelli una volta, dai. Fattela bastare. E salutoni alla Spinoso.</p>
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		<title>Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa e tivvù]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Spinoso]]></category>
		<category><![CDATA[Canale 5]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Brachino]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Mentana]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi tempi fulgidi e ariosi in cui il paladino dell&#8217;indipendenza giornalistica pare sia diventato nientepopodimeno che <strong>Enrico Mentana</strong>, che è un po&#8217; come  ritrovarsi Fidel Castro come guida turistica a raccontarti quanto si stia da dio a Cuba (il paragone mi vien fuori perché su <strong>Current Tv</strong> stanno passando l&#8217;intervista-fiume al <em>caudillo</em> fatta anni fa da Oliver Stone) fa comunque piacere leggere che pure a lui, benché arricchito dal passato in Fininvest, <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/mentana-schiaffo/mentana-schiaffo.html">son venuti i conati di vomito</a> per quello che il duo Brachino-Sallusti <a href="http://www.ilbranco.com/2009/10/annalisaspinosolibero-it/">si è inventato l&#8217;altro giorno </a>su Canale 5.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Consolàti da Mentana potremmo, per esempio, tentare lo stesso esperimento assemblato in redazione Fininvest. Iniziando dall&#8217;ultima ruota del carro, il braccio esecutore dell&#8217;operazione <em>sputtana-il-giudice-Mesiano-perché-ci-fa-pagare-una-multa-sacrosanta-e-il-padrone-Berlusconi-ci-ha-chiesto-di-farlo</em>. Vale a dire la stravagante <strong>Annalisa Spinoso</strong>, <em>arbiter elegantiarum</em> di sigarette e calzini. Poverina, va. Un po&#8217; mi spiace per lei. Per quelli che credono alle cospirazioni fantascientifiche potrebbe essere una novella <strong>Lee Harvey Oswald</strong> in gonnella e accento palermitano:<strong> </strong>le mettono un fucile in mano e le dicono di sparare a quello lì, senza fare tante domande. Che sia il bidello della scuola elementare o il presidente degli Stati Uniti non importa.</p>
<p style="text-align: justify;">Spinoso, che probabilmente non saprebbe distinguere un rito abbreviato da un patteggiamento, né spiegare tipi ed effetti delle sentenze della Corte Costituzionale (ma in questo è in ottima compagnia, anche di chi si occupa  quotidianamente in tivù di faccende politiche e giuridiche) e che preferirebbe continuare a parlare di calzini e di minchiate (licenza linguistica palermitana) assortite confeziona &#8211; come potrebbe essere diversamente? - un servizio di biechissima pochezza, nella miglior tradizione dei programmi &#8216;contenitore&#8217; concepiti per intrattenere, e già che ci sono pure per inebetire, la gggggente che guarda la tivù generalista a metà mattina (ah già, non si può dire, sennò si passa per comunisti snob e bizzosi). Vediamo come ciascuno di noi, da casa, può emularla: basta un pc, un semplice programma di taglia-incolla filmati e, ingrediente fondamentale, pescare nel torbido della lingua italiana e, a mani piene, dal sacco del becerume. E allora dai, tutti insieme: giochiamo all&#8217;<strong>Annalisa Spinoso Reporter (versione 1.0, ancora in fase Beta).</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iiKYTK7u2tc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iiKYTK7u2tc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Testo suggerito: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uCZDVOtVLUI">lo stesso confezionato per il giudice Raimondo Mesiano</a>, appena appena rivisitato. </p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Ed eccola in giro per una scuola di Milano la giornalista Annalisa Spinoso. Nel suo servizio lontano dalle scartoffie della redazione sveste la tuta e si cala nei panni di <strong>television giornalist at Mediaset</strong> <em>(</em><a href="http://www.linkedin.com/pub/annalisa-spinoso/8/531/a79"><em>citazione</em></a><em>)</em>. Certo, non di una television giornalist qualunque. <strong>Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati</strong>. Davanti a bambini armati di strumento musicale non esita, neanche quando uno risponde che il suo preferito è il <strong>fogotto</strong> <em>(sic)</em>: è impaziente, non riesce a stare ferma. Avanti e indietro. Si ferma, si fa inquadrare e poi ancora. Avanti e indietro. <em>(Qui il canovaccio Spinoso prevede di inserire due frasi che non c&#8217;entrano una beata fava)</em>. Forse non sa ancora che alla Fininvest la stanno designando come esecutrice di un servizio di sputtanamento di un giudice, per poi magari promuoverla con un bell’aumento di stipendio. Lei va avanti e indietro, avanti e indietro. <strong>Continua a pronunciare la &#8217;s&#8217; intervocalica come non si fa più dal 1920</strong> (eSSibizioni, muSSicista) e dice pure <em>ji</em>, non &#8216;gli&#8217;. Come fosse uno spot all’incontrario <em>(cit.)</em> della lingua italiana. Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un’altra stranezza. Guardatela mentre sfila davanti alla telecamera. Gonnella scura con stravagante rosellone, <strong>top viola, che si vocifera porti pure un po&#8217; di sfiga in tv,  e giacca di pelle nera</strong>. Di quelle che in televisione non sarebbe proprio il caso di sfoggiare&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Visto come è facile? Se siete riusciti a completare il lavoro dell&#8217;Annalisa Spinoso Reporter vi consiglio di mandare senz&#8217;altre esitazioni <a href="http://www.mediaset.it/corporate/jobopportunity/jobop_it.shtml">il vostro curriculum a Mediaset</a>. Nel caso non sapeste cosa scriverci, a parte la vostra abilità nel modificare il modulo-Spinoso modellandolo per ogni evenienza, provate a <a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html">scopiazzare da quello della Spinoso</a>: che ne so, scrivete che volete lavorare per le Iene, per Striscia o per Brachino. E magari mentite anche un po&#8217;, millantando la genitura di articoli magistrali come <a href="http://web.archive.org/web/20071031065557/www.ateneonline-aol.it/040610aspi.html">questo</a>, dal cappello montanelliano: <em>&#8220;Tempo d&#8217;estate, tempo di tintarelle e gite al mare. Non vediamo l&#8217;ora di correre in spiaggia ma attenzione: Il </em>(sic)<em> buco dell&#8217;ozono non è fantascienza e lo strato che ci protegge dai raggi ultravioletti è sempre più sottile&#8221;</em>. Attenzione, però, perché qualche rischio si corre: il presidente dell&#8217;ordine dei giornalisti della Sicilia <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/150367">ha convocato la Spinoso</a> per chiarimenti. Potrebbero, secondo indiscrezioni, condannarla a una settimana senza cassata coi canditi.</p>
<div id="attachment_717" class="wp-caption alignleft" style="width: 155px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/sallusti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-717" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/sallusti-145x150.jpg" alt="Lo stravagante Sallusti" width="145" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stravagante Sallusti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Breve chiosa su <strong>Alessandro Sallusti</strong> (così, nel caso non vi accontentaste di essere una Spinoso e aspiraste mai alle cariche di direttore o vice di <em>Libero </em>o del <em>Giornalusconi</em>). Il Sallusti che si esercitava contro il giudice Mesiano in giravolte e carpiati che neanche Nadia Comaneci, un po&#8217; come quando Mentana legava un servizio sulla mafia e uno sul calcio dicendo che, esplosioni o punizioni, sempre di botte si parlava, è lo stesso Sallusti che tempo fa <a href="http://www.odg.mi.it/node/30177">fu censurato dall&#8217;ordine dei giornalisti</a> (tutti comunisti pure lì, maledetti). Motivo? Una collega dell&#8217;Espresso, <strong>Angela Camuso</strong>, aveva pubblicato un articolo che parlava di preti cattolici clandestini in Cina. Sallusti, quando seppe che due dei tre preti erano stati arrestati, <strong>pubblicò</strong> <strong>una foto della Camuso (ex modella)</strong> nuda, titolando bonariamente: <em>“Ecco la giornalista dello scoop canaglia”</em>, addossandole la colpa degli arresti e sputtanandola come presunta ex gnocca riciclata nel giornalismo (pratica, quella del riciclaggio della gnocca, in cui pare invece eccellere l&#8217;editore di del <em>Giornalusconi</em>). Risultarono false entrambe le cose. Sallusti provò inutilmente a difendersi: <em>“Siccome la collega aveva avuto questo passato da modella – passato mai rinnegato, cioè mai nascosto o rinnegato – abbiamo fatto vedere anche fisicamente chi era questa collega pubblicando questa foto che non è una foto rubata, non è una foto clandestina, non appartiene ad un privato ma appartiene ad un suo book pubblico facilmente reperibile e la cosa ha offeso la collega”</em>. Stavagante, no, questo Sallusti?</p>
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		<title>Il lato Spinoso del processo Mondadori</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Antefatto: una sentenza civile del tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, la Fininvest a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro perché un suo avvocato, Cesare Previti, comprò il provvedimento giudiziario che diede la Mondadori a Berlusconi corrompendo il giudice Vittorio Metta. L&#8217;estensore della sentenza civile è il giudice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tYg9JEVSMCA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tYg9JEVSMCA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Antefatto: una sentenza civile del tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, la Fininvest a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro perché un suo avvocato, <strong>Cesare Previti</strong>, comprò il provvedimento giudiziario che diede la Mondadori a Berlusconi corrompendo il giudice <strong>Vittorio Metta</strong>. L&#8217;estensore della sentenza civile è il giudice <strong>Raimondo Mesiano</strong>. A casa Silvio l&#8217;hanno presa benissimo: quale miglior occasione per un omaggio al togato, reo forse di non essere stato avvicinato a sua volta da Previti? Il pacco regalo, confezionato in casa Fininvest (di Berlusconi), si apre con un <strong>Claudio Brachino</strong> che, per puro caso, legge un articolo del Giornale (di Berlusconi) che parla del giudice che ha condannato la Fininvest (quindi Berlusconi) a risarcire De Benedetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;A pagina sette, vojo fa&#8217; vvedè quest&#8217;artro titolo, se c&#8217;è&#8230; Sennò lo faccio vedere io qui a Milano&#8221;.</em><br />
Annuncia, Brachino, una volta disattivato il <em>mode Trastevere on</em>, che ci sono delle <span style="text-decoration: underline;">stravaganze</span> da raccontare su questo giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa vedere, il titolo: <em>&#8220;Il Csm promuove il giudice antiFininvest&#8221;</em>. Si tratta di un simpatico <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/249/15-10-2009/7/page=115979-pdf_num=1658"><strong>articolo di Stefano Zurlo</strong></a>, redattore del quotidiano di proprietà berlusconiana, che perculeggia Mesiano facendo peraltro intendere che il Csm sia in combutta con i comunisti per abbattere il presidente del Consiglio. Accuse da niente, eh: del resto le pubblica il giornale di casa Berlusconi, cittadino italiano che nega pure le sentenze passate in giudicato e che ha preso la splendida abitudine, nonostante la sua alta carica istituzionale, di dare del comunista a tutti quelli che non gli fanno dei favori, che siano il vicino di casa o il presidente della Repubblica. Ma questo è solo il bigliettino di auguri. Il regalone arriva subito dopo, con <em>&#8220;le immagini esclusive che adesso vi mostriamo&#8221;</em>. E parte il servizio, di una ragazza messa in prima linea per fare il lavoro sporco.<strong> Annalisa Spinoso</strong>, si chiama. Che sarà alle prime armi ma l&#8217;arte l&#8217;ha già imparata: sentite qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest ad uno</em> (sic: la &#8216;d&#8217; eufonica a casaccio spopola ancora!) <em>dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d&#8217;Italia: 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo De Benedetti </em>(per una corruzione giudiziaria accertata in via definitiva: non sarebbe stato male ricordarlo).<em> Ed eccolo in giro per Milano il giudice Raimondo Mesiano. Nel suo weekend lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino. Certo, non di cittadino qualunque </em>(coooooosaaaaaaaaa?)<em>. Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati </em>(oddio: quali? Inghiotte insetti vivi? Corre ignudo per strada? Tira sassi alle vetrine?)<em>. Passeggia, l&#8217;uomo Raimondo Mesiano, per le strade milanesi </em>(in effetti un uomo che passeggia è inquietante)<em>. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno: è impaziente, non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora. Avanti e indietro. </em>(Mannaggia, Spinoso ha ragione: è decisamente un serial killer).<em> Forse non sa ancora che il Csm lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale ad un </em>(ancora con &#8217;sta &#8216;d&#8217;?)<em> trenta e lode universitario. Insomma: il massimo dei voti e un bell&#8217;aumento di stipendio </em>(e Spinoso non sa che la promozione del Csm non c&#8217;entra una fava con la sentenza Fininvest: bastava controllare le date, invece di appostarsi davanti al barbiere).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lui va avanti e indietro, avanti e indietro. </em>(Sì, Spinoso: hai ragione. Questo è sicuramente un Donato Bilancia in divenire. Fermiamolo subito, prima che sia troppo tardi)<em>. Si rilassa solo al momento di barba e capelli. Finita la toilette continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo, l&#8217;altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere l&#8217;ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all&#8217;incontrario </em>(bello, questo gergo da osteria: perché non &#8220;una réclame alla rovescia&#8221;, già che ci siamo?).<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un&#8217;altra stranezza. </em>(Sto fremendo: che farà, quel criminale di Mesiano? Tirerà fuori dalla tasca una bomba a forma di sigaretta? Inizierà a rincorrere bambini nel parco urlando &#8220;fascisti al rogo&#8221; e brandendo una lametta da barbiere? Del resto, lo confesso, da uno che passeggia per strada e fuma mi aspetto di tutto).<em> Guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Aaaaaah, il villanzone! Non solo è un servo del potere comunista sottotraccia ma si macchia anche del <strong>reato di vilipendio della Settimana della Moda</strong>, abbinando un calzino turchese al mocassino bianco! Maledizione: ora so che l&#8217;antiStato si serve di questi agenti meschini e truci per far fuori gli eletti dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è finita, eh. Brachino torna in studio col suo ospite, il condirettore del Giornale (di Berlusconi) <strong>Alessandro Sallusti</strong>. Dobbiamo saperne ancora di più, su questa mano armata del leninismo militante. Vi prego, illuminatemi. Salvate l&#8217;indipendenza del giornalismo al servizio dei cittadini, dimostrate che l&#8217;informazione libera esiste ancora, sfidate i poteri forti e abbiate il coraggio di inchiodare questo Mesiano alle sue responsabilità!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco, Sciallusti</em> (sic)&#8230; <em>Allora, ovviamente non vogliamo dare giudizi né trarre conclusioni</em> (noooooooooooooooooooooo, ma figurati Brachino, aò, ma che stiamo a scherzà? Solo qualche povero imbecille, comunista e malpensante, può credere che tu abbia mandato avanti una Spinoso qualunque per confezionare un servizio sul nulla, così, tanto per sputtanare un giudice della Repubblica che si è permesso di scrivere una sentenza sfavorevole all&#8217;azienda in cui lavori. Tranquillo: tu non ne sapevi niente e quella della Spinoso è stata un&#8217;autonoma iniziativa giornalistica, degna peraltro del massimo risalto. Del resto questo Mesiano va in giro liberamente, fuma sigarette, si serve da un barbiere per farsi spuntare capelli e barba e mette pure i calzini turchese! Vorrà mica farla franca?) <em>Però anche leggendo l&#8217;articolo di Zurlo&#8230; quello che vien fuori è che tra la stravaganza diciamo così tra virgolette del personaggio e la promozione del Ciessemme c&#8217;è qualcosa che non funziona, no?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sallusti, condirettore del Giornale (di Berlusconi) risponde con schiettezza e indipendenza intellettuale alla domanda del giornalista di Mediaset (di Berlusconi) sull&#8217;argomento Berlusconi. Del resto, una volta smascherato quel <strong>fuorilegge di Mesiano a piede libero per la città</strong>, non si può che condividere la chiosa di Brachino.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, eeeee&#8230; non è soltanto una questione di stravaganza&#8230; fisica diciamo così. Mmmm, Zurlo nell&#8217;articolo di oggi del Giornale racconta anche alcune stravaganze professionali. Per esempio una causa tra due condòmini per una rottura, la classica rottura del tubo dell&#8217;acqua che poi sporca il soffitto del condomino di sotto, ecco bene, questo giudice, il fatto è avvenuto nel 2006, la denuncia è del 2006, continua a fissare le udienze di anno in anno e l&#8217;ultimo rinvio, eee, ha posto la prossima udienza nel 2011. Cioè per un tubo dell&#8217;acqua rotto questo giudice promosso ieri con per il&#8230; per meriti acquisiti sul tam&#8230; sul campo, eeee, un, un suo processo può durare fino a 5 anni.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Accidenti. Questo sì che è un caso da prima pagina. C&#8217;è un <strong>processo civile in ritardo di tre anni</strong>. Ah, scandalo! Ah, infamia e contumelie sul giudice inetto! Ma dove si è mai vista una cosa simile? Un procedimento di vitale importanza per le sorti di questo Stato, artatamente insabbiato per favorire &#8211; non c&#8217;è dubbio &#8211; il condomino comunista e annaffiatore del soffitto del vicino di casa, paladino della libertà!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eeeee, ma c&#8217;è un&#8217;altra cosa che riguarda il giudice che potrebbe, come dire, far fare un salto di dignità</em> (ha detto proprio così, ho sentito bene: SALTO DI DIGNITÀ) <em>alla magistratura italiana e dimostrare che quello che dice</em> (quello che dice CHI?) <em>è vero: ecco noi oggi scriviamo che di recente in una circostanza in cui Silvio Berlusconi è inciampato in uno dei tanti problemi, eee, dei tanti tranelli che gli mettono sulla strada </em>(certo: non è stato Previti a corrompere un giudice, è un giudice che si inventa un nuovo modo per rompere le palle a Berlusconi)<em>, ecco bene, quel giudice quella sera, guardando il telegiornale in una</em> (sic) <em>ristorante di Milano ha esultato contro</em> (esultato contro?) <em>Silvio Den&#8230; Berlusconi e ha brindato al fatto che Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere</em> (ma un ripassino, piccolo piccolo, alla consecutio temporum?). <em>Io credo che una magistratura seria dovrebbe accertare questo fatto, ed è accertabile perché il ristorante è noto e i testimoni ci sono, e riscontrata le verità del fatto dovrebbe immediatamente sospendere questo giudice o quanto meno togliere a questo giudice la possibilità di giudicare Silvio Berlusconi. E visto che l&#8217;ha appena fatto inficiare la sua sentenza. Perché un giudice che brinda alla caduta di Silvio Berlusconi il buonsenso oltre che la legge dicono che non può giudicare Silvio Berlusconi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Aaaaaa, adesso è tutto chiaro. Grazie Brachino, grazie Zurlo, grazie Sallusti <strong>e grazie soprattutto Spinoso</strong>, che ci ha svelato dettagli raggelanti sull&#8217;uomo-non-qualunque Mesiano, questo disgraziato e criminale braccio armato della magistratura rossa che complotta rivoluzioni per via giudiziaria. Fumando sigarette al parco, il losco figuro, e <strong>passeggiando davanti al barbiere</strong>.</p>
<div id="attachment_676" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/aspi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-676" title="aspi" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/10/aspi-150x150.jpg" alt="Annalisa Spinoso, brillante erede di Bob Woodward e di Carl Bernstein" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Annalisa Spinoso, brillante erede di Bob Woodward e di Carl Bernstein</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mi pare giusto, però &#8211; giacché i primi tre paladini della libertà di stampa e dell&#8217;equanimità professionale sono piuttosto conosciuti &#8211; che anche <strong>Annalisa Spinoso</strong>, coraggiosa detective dell&#8217;informazione, venga ricompensata per il suo splendido lavoro. L&#8217;eroica <strong>Ilaria Alpi </strong>sarebbe fiera di questa promettente firma del giornalismo di inchiesta. E non trovo giusto che una giovane tanto promettente e coraggiosa da far filmare un pericoloso eversore dell&#8217;ordine costituito non abbia il suo quarto d&#8217;ora di meritata celebrità. E allora, in attesa della candidatura al premio Pulitzer, ecco qui (<a href="http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html">è tutto pubblico</a>) qualche notizia che possa placare la nostra fame di conoscenza su Spinoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Copio e incollo dalla pagina<strong> </strong><a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html"><strong>che ha pubblicato sul sito della sua Università Annalisa Spinoso</strong></a>: l&#8217;ho trovata, da segugio di razza alla stregua di Bernstein quale so di essere, sulla scorta di un&#8217;untuizione geniale. Ho scritto &#8220;Annalisa Spinoso&#8221; <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=annalisa+spinoso&amp;meta=">su Google</a>. Difficile, eh? E giacché mi sento indulgente cancello i riferimenti personali (mail e numero telefonico), avendo notato che l&#8217;Università, alla velocità della luce,<strong> ha fatto sparire la pagina in questione</strong> (che però, sono costernato per i solerti censori, resta viva <a href="http://web.archive.org/web/20071207220352/http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html"><strong>nel Web Archive mondiale</strong></a>). E poi, scusate, che c&#8217;è di male se Spinoso ha desiderato raccontare in pubblico la sua brillante carriera? Mah. Comunque sia, abbeveriamoci alla fonte Spinoso.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Finalmente eccomi qua! Dopo qualche difficoltà con l&#8217;esame di inglese, sono riuscita a superare la selezione per svolgere il praticantato presso la Scuola Superiore di Giornalismo dell&#8217;Università di Palermo e tra qualche mese potrò definirmi giornalista&#8230; CHE MERAVIGLIA!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì, mi sa che qualche difficoltà ci sia stata davvero. A quanto pare, tra l&#8217;altro, non ancora superata. Sembra infatti che non le abbiano ancora insegnato come si scriva in inglese non dico <em>pteranodonte</em>, <em>celenterato</em>, <em>asseverativo</em> o <em>esiziale</em> ma <em>giornalista</em>. Sul <a href="http://www.linkedin.com/pub/annalisa-spinoso/8/531/a79">suo profilo di LinkedIn</a> si legge che il suo mestiere sarebbe quello di &#8220;<strong>television giornalist at Mediaset</strong>&#8220;. Giornalist, certo. Du iu spic inglisc?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi dicono che è buona cosa scrivere nel curriculum vitae qualche informazione sulla mia&#8230; vita (per l&#8217;appunto). Bene: sono nata a Palermo il 7 gennaio 1980 da mami Giuseppa e papi Gianfranco. Ho una sorella, Gilda, che ha tre meravigliosi figli (Federico, Sofia e Valerio) e un fratello, Ivan, il mgliore</em> (sic)<em> del mondo. Tralasciando le scuole elementari, ho frequentato le scuole medie in un istituto femminile (il Maria Adelaide) e da questa esperienza ho imparato che le migliori amicizie sono quelle tra uomo e donna.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Detta così, pare sia passata direttamente dall&#8217;asilo alla prima media. Vabbè, non si nasce tutti Cesare Marchi né si è tutti latinisti né cultori della sintassi. Comunque, accidenti: così giovane eppure già così saggia! Le donne sono serpi, si sa. Come il turchese è il colore del diavolo, no? E camminare per strada è ciò che distingue un uomo qualunque da un mostro come Mesiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi sono diplomata al liceo artistico &#8220;Damiani Almeyda&#8221; la bellezza di 7 anni fa e per qualche anno ho creduto di potere insegnare Storia dell&#8217;arte. Poi, da buona incoerente quale sono, ho cambiato idea.  Mi stupisco anche io quando penso che da sei anni ho sempre la stessa idea: fare la giornalista. Amo la satira, in tv poi è il massimo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo si era intuito, in effetti, sì.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco perché lavorare per Striscia la notizia o Le Iene è un sogno che intendo realizzare. </em></p>
<p style="text-align: justify;">E vabbè, dai, non ti è andata proprio di sfiga: puoi sempre dedicarti alla satira anche in redazione, come ben vedi. E poi, anche <em>zoologically spiching</em>, tra iena e sciacallo c&#8217;è una diretta parentela genetica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certo se dovessi indicare una alternativa alla tv dire</em> (sic)<em> senza dubbio l&#8217;agenzia di stampa.  Altra cosa che non ho cambiato è il fidanzato. Da 7 anni e mezzo, infatti, ho accanto a me un ragazzo meraviglioso che si chiama Moreno (se mi sopporta evidentemente mi ama da pazzi). Le mie prime esperienze nel campo giornalistico risalgono a 4 anni fa: Dal 2000 collaboro con Tgs, Telegiornale di Sicilia, per la realizzazione del programma per ragazzi Tgs giovani. Nel 2002 ho iniziato a collaborare con il Giornale di Sicilia per Cronaca in classe e cronaca di quartiere. </em><em>Ma ho sempre lavorato&#8230; mi piace essere un tipo indipendente! Dal 1997 comunque mi sono data da fare in ogni modo: Baby sitter, hostess, segretaria, commessa, praticamente di tutto. Oggi sono una giornalista praticante e mi piacerebbe tanto realizzare i miei sogni e inorgoglire i miei genitori che per me hanno fatto, fanno, e faranno, tanti sacrifici.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche, virgola, in, meno, no, eh? E la lettera maiuscola dopo i due punti da dove arriva? Dalla stessa scuola della &#8216;d&#8217; eufonica sparpagliata a caso?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voglio impegnarmi per laurearmi e correre fuori da Palermo. Non si tratta di manie di grandezze, amo la mia città, GIURO, ma mi rendo conto che non offre molte prospettive.<br />
</em><em>Tranne qualche rarissimo caso, qui sotto dovreste trovare tutti gli articoli scritti da me su ateneonline.</em><em><br />
Se volete, potete contattarmi ai seguenti recapiti:<br />
cell: xxxxxxx<br />
</em><em>annaxxxxxxx@xxxxxx.it</em></p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;accordo: se proprio ci tieni ti chiamerò, col rispetto e la deferenza che merita un talento cristallino come il tuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei tanto mi facessi un corso accelerato per diventare bravo come te: ora sì che capisco come Brachino non abbia potuto fare a meno di un diamante del genere nella sua redazione. Per esempio, mi verrebbe da chiederti, come ti è venuta in mente la genialata dell&#8217;<em>avanti e indietro</em> di Mesiano? Lo so che non ce la farò, a emularti, però qualche <em>&#8220;manie di grandezze&#8221;</em> la covo pure io. Per ora hai tutta la mia ammirazione. Non fatele mancare la vostra, <a href="http://www.facebook.com/people/Annalisa-Spinoso/1271410511">è su Facebook ad aspettarla</a>. Camminando avanti e indietro, avanti e indietro. Avanti e indietro.</p>
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		<title>Youtube.montanelli.com</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 10:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Montanelli non conosceva YouTube. E hanno ragione quelli che sostengono che gli avrebbe dato molto fastidio essere celebrato dalla sinistra italiana, che Indro avversò sempre. Però oggi, che infuriano le celebrazioni del centenario della nascita, con la Rete possiamo mettere ordine nella vicenda del Montanelli in guerra con Berlusconi. I fatti sono noti ai più, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/oOP3Z09GQcI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oOP3Z09GQcI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Montanelli</strong> non conosceva <strong>YouTube</strong>. E hanno ragione quelli che sostengono che gli avrebbe dato molto fastidio essere celebrato dalla sinistra italiana, che Indro avversò sempre. Però oggi, che infuriano le celebrazioni del centenario della nascita, con la Rete possiamo mettere ordine nella vicenda del Montanelli in guerra con Berlusconi. I fatti sono noti ai più, quelli che a metà anni &#8216;90 erano sufficientemente adulti per leggere un quotidiano. Quando Berlusconi entrò in politica chiese al direttore del suo <em>Giornale</em>, per l&#8217;appunto Montanelli, di diventare il capo del bollettino del suo nuovo partito. Montanelli, giustamente, lo mandò a quel paese e se ne andò.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi ci sono due versioni della storia: la prima, quella &#8216;di sinistra&#8217;, vuole che Berlusconi avesse obbligato Montanelli a fare da suo megafono elettorale. La seconda, &#8216;di destra&#8217;, è che Montanelli avesse deciso così, in un giorno di <em>uàllera</em>, di far gli scatoloni e di dimettersi. Uno dei difensori di questa seconda tesi, l&#8217;antico ma ancora attivo <em>columnist</em> <strong>Paolo Granzotto</strong>, fa leva sul fatto che Montanelli fosse di destra per sostenere che <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=345537">mai e poi mai Indro si sia lamentato di un&#8217;ingerenza berlusconiana nel suo Giornale</a>, e per dire che chi caldeggia l&#8217;altra ipotesi è un <em>sinistro</em> in malafede.  Come <strong>Marco Travaglio</strong>, per dire (che è di destra ma in Italia è complicato spiegare che la destra NON è Berlusconi).</p>
<p style="text-align: justify;">Per nostra fortuna c&#8217;è l&#8217;unica persona al mondo che può confermare o smentire ciò che davvero pensò e disse Indro Montanelli. Si chiama Indro Montanelli. In una trasmissione di Michele Santoro del 2001, nella quale Travaglio stava raccontando di quel giorno in cui Berlusconi chiese al Giornale di diventare l&#8217;organo di partito di Forza Italia, Vittorio Feltri dava del bugiardo a Travaglio. Montanelli chiamò: sentite cosa disse, a Travaglio e a Feltri. Granzotto: ascolta anche tu, perché se c&#8217;eri mi sa che le orecchie, come dici, le hai ancora buone. La memoria, mi sa, un pochetto meno.</p>
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		<title>Un minuto e trenta secondi: poi andate aff&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 07:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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Oh, quanto poco mi è simpatico Marco Mazzoli, il conduttore dello zoo di 105, non saprei dirlo. Ma quanto mi è piaciuto quando l&#8217;altro giorno ha rimandato in onda il servizio del Tg1 che banfava (parola di Mazzoli) sugli ascolti del terremoto so dirlo: tantissimo. E il suo &#8221;ma andate affanculo&#8221; è anche il mio. Lo stesso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/xR1uqh0c89Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xR1uqh0c89Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;">Oh, quanto poco mi è simpatico <strong>Marco Mazzoli</strong>, il conduttore dello zoo di 105, non saprei dirlo. Ma quanto mi è piaciuto quando l&#8217;altro giorno ha rimandato in onda il servizio del Tg1 che <em>banfava </em>(parola di Mazzoli) sugli ascolti del terremoto so dirlo: tantissimo. E il suo &#8221;ma andate affanculo&#8221; è anche il mio. Lo stesso che dedico al diversamente dicitore <strong>Gianni Riotta</strong>, che non è ancora riuscito a dire &#8220;famiglia&#8221; o &#8220;voglio&#8221; senza scivolare su &#8220;famija&#8221; e &#8220;vojo&#8221; (ma non aveva studiato in <em>Iueséi?</em>). Pure con la &#8220;s&#8221; intervocalica è ancora fermo ai film di Aldo Fabrizi. Riotta, l&#8217;altro giorno, è andato via dal TG1 &#8211; calmi, non cambia un tubo: torna Clemente J. Mimun &#8211; e ha ficcato nel suo discorso d&#8217;addio una pseudogiustificazione a quel minuto e trenta secondi di vergogna sui dati d&#8217;ascolto del terremoto. Dice: lo abbiamo fatto per spiegare che gli italiani gioiscono con noi, si informano con noi e piangono con noi. E quando vi mandano affanculo, invece, come fanno? Con o senza di voi?</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/DjsCNoaGVWY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DjsCNoaGVWY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Sostiene Rizzoli</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 14:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Angelo Rizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della sera]]></category>
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		<description><![CDATA[Angelo Rizzoli, intervistato qualche giorno fa, difende la sua storia e spiega perché merita di essere risarcito dallo Stato. Doveroso ascoltarlo.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Angelo Rizzoli, intervistato qualche giorno fa, difende la sua storia e spiega perché merita di essere risarcito dallo Stato. Doveroso ascoltarlo.</p>
<p><object width="400" height="330"><param name="movie" value="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/niente_di_personale/ndp_060309_angelo_rizzoli.flv&#038;imgPath=/img/video/320X240/23443.jpg"/><param name="allowFullScreen" name="true"/><embed src="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf" FlashVars="contentURL=/video/niente_di_personale/ndp_060309_angelo_rizzoli.flv&#038;imgPath=/img/video/320X240/23443.jpg" type="application/x-shockwave-flash" allowFullScreen="true" width="400" height="330"></embed></object></p>
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		<title>La comica è finita!</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 18:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Giordano]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianfranco Fini, 2007: &#8220;Siamo alla comica finale&#8220;. Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente&#8221;. 
In quei tempi il Giornale diretto dal mascellato Belpietro era sconsolato. Oggi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Gianfranco Fini</strong>, 2007: <em>&#8220;Siamo alla </em><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/12/10/fini-attacca-berlusconi-siamo-alla-comica-finale.html"><em>comica finale</em></a><em>&#8220;. Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">In quei tempi il Giornale diretto dal mascellato Belpietro <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=226426">era sconsolato</a>. Oggi al Giornale c&#8217;è <strong>Mario Giordano</strong>, col quale anni fa ebbi un breve carteggio: in sostanza sbertucciava <strong>Giuliano Ferrara</strong> perché  prima faceva lezioni di sesso in tv, e poi era diventato un integralista cattolico. Oggi Giordano, che qualche anno fa era più liberale-liberista-libertario di Pannella, dirige il quotidiano più integralista e sdraiato sulle posizioni della Chiesa. Che, perbacco, a destra è tornata di gran moda! Pure la Lega dei &#8220;vescovoni&#8221; e del &#8220;papa polacco&#8221;, l&#8217;anticristo fatto partito, è diventata più mansueta e osservante di un chierichetto. Lo fa solo per dar contro agli odiati islamici, ma in Vaticano se ne fregano: il tifo è come il maiale, non si butta via niente.</p>
<div id="attachment_311" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/03/1.jpg"><img class="size-full wp-image-311" title="Fini" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/03/1.jpg" alt="Fini (2007): &quot;Il PdL? Siamo alla comica finale&quot;" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Fini (2007): &quot;Il PdL? Siamo alla comica finale&quot;</p></div>
<p>Ah, comunque, Fini: sei stato chiaro. Chiarissimo. Duro come la roccia: più di Giordano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli amici di Elu</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 10:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa e tivvù]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Giordano]]></category>

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		<description><![CDATA[Che novità: il Giornale, tirato avanti da un direttore (Mario Giordano) che in gioventù si diceva liberale e oggi è chiuso (per contratto?) come un talebano, pubblica schifezze come questa, in pieno stile da giornaletto per parrucchiere:
Nella tragedia di Elu il senso della vita
Giordano, una domanda, una sola domanda perché è meglio soprassedere sulle idee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che novità: <a href="http://www.ilgiornale.it"><em>il Giornale</em></a>, tirato avanti da un direttore (<strong>Mario Giordano</strong>) che in gioventù si diceva liberale e oggi è chiuso (per contratto?) come un talebano, pubblica schifezze come questa, in pieno stile da giornaletto per parrucchiere:</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=326800">Nella tragedia di Elu il senso della vita</a></p>
<p>Giordano, una domanda, una sola domanda perché è meglio soprassedere sulle idee aberranti che il suo quotidiano porta avanti in nome e per conto della Chiesa cattolica: <strong>ma chi diamine è Elu</strong>? La conoscete? Forse è amica vostra? Ci andavate in vacanza? Si confidava con la redazione del <em>Giornale</em>? Come vi permettete di affibbiare dei vezzeggiativi a una donna mai vista per &#8216;tirare&#8217; dalla vostra parte una quarantenne che non ha più coscienza di sé da quasi vent&#8217;anni e che, se mai ce l&#8217;avesse, con ogni probabilità vi manderebbe al diavolo? Giordy, fa&#8217; una cosa: torna a comportarti da giornalista. Se ti sei dimenticato come, torna sui libri: non quelli di <strong>Sandro Bondi</strong>, però.</p>
]]></content:encoded>
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