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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>Basta che funzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 14:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente notevole]]></category>
		<category><![CDATA[basta che funzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Boris Yelnikoff]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Allen]]></category>

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Un ottimo bigliettino augurale da spedire a un sacco di gente.
Ma qual è il significato di tutto? Niente, zero, nulla. Tutto finisce in niente. Anche se non mancano gli idioti farfuglianti. Non parlo di me, io una visione ce l&#8217;ho. Sto parlando di voi, dei vostri amici, dei vostri colleghi, dei vostri giornali, della tv. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FWQvWDTzY_c&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/FWQvWDTzY_c&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
 </p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm;"><em>Un ottimo bigliettino augurale da spedire a un sacco di gente.</em></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm;">Ma qual è il significato di tutto? Niente, zero, nulla. Tutto finisce in niente. Anche se non mancano gli idioti farfuglianti. Non parlo di me, io una visione ce l&#8217;ho. Sto parlando di voi, dei vostri amici, dei vostri colleghi, dei vostri giornali, della tv. Tutti molto felici di fare chiacchiere, completamente disinformati. Morale, scienza, religione, politica, sport, amore, i vostri investimenti, i vostri figli, la salute&#8230; <strong>Cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta e verdura al giorno per vivere non voglio vivere!</strong> Io detesto la frutta e la verdura. E i vostri Omega 3, e il <em>tapis roulant</em>, e l&#8217;elettrocardiogramma, e la mammografia, e la risonanza pelvica, e.. ommioddio, la colonscopia! <strong>E con tutto ciò arriva sempre il giorno in cui vi ficcano in una scatola</strong>. E avanti con un&#8217;altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita, e decideranno per voi quello che è appropriato.</p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm;"><strong>Mio padre si è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano</strong>. E lo potete biasimare? Con l&#8217;orrore, e la corruzione, e l&#8217;ignoranza, e la povertà, e i genocidi, e l&#8217;Aids, e il riscaldamento globale, e il terrorismo, <strong>e quegli idioti dei valori della famiglia, e quei maniaci della armi! L&#8217;orrore</strong>, dice Kurtz alla fine di <em>Cuore di tenebra</em>. L&#8217;orrore. E, beato lui, non distribuivano il <em>Times</em> nella giungla. Sennò l&#8217;avrebbe visto l&#8217;orrore. Ma che si può fare? Leggete di qualche massacro nel Darfur, o di uno scuolabus fatto esplodere, e attaccate: “Oh mio Dio, l&#8217;orrore”. E poi girate pagina e finite le vostre uova di galline ruspanti. Perché tanto che si può fare? Si è sopraffatti.</p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm;">Anch&#8217;io ho tentato di suicidarmi. Ovviamente non ha funzionato. Ma perché mai volete sentire queste cose? Cristo, avete già i vostri di problemi. Sono sicuro che siete ossessionati da un gran numero di tristi speranze e sogni. Dalle vostre prevedibilmente insoddisfacenti vite amorose. Dai vostri falliti affari. Ah, se solo avessi comprato quelle azioni. Se soo avessi comprato quella casa anni fa. Se solo ci avessi provato con quella donna&#8230; Se questo, se quello&#8230; Sapete una cosa? Risparmiatemi i vostri “avrei potuto” o “avrei dovuto”. Come mia madre diceva sempre: se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza. Mia madre le ruote non le aveva: aveva le vene varicose. Eppure la signora ha partorito una mente brillante: mi hanno preso in considerazione per il Nobel per la fisica. Non l&#8217;ho ottenuto, però si sa: è tutta politica, come ogni altra finta onorificenza. Detto tra noi? Non crediate che io sia amareggiato per qualche batosta personale. Per gli standard di una insensata e barbarica civiltà sono stato piuttosto fortunato. Ho sposato una bella donna che ricca di famiglia. Per anni abbiamo vissuto a Big Man place. Insegnavo alla Columbia: teoria delle stringhe.</p>
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		<title>La provincia che non c&#8217;è (ma ci sarà)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Provinciadialba]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi fa piacere dirvi che Giacosa, Cervella, Bogliacino e Busato hanno unito le loro stanche membra per metter su un progetto:

Si chiamerà Provinciadialba. E ora vi raccontiamo perché l&#8217;abbiamo inventato.
1) Perché non esiste, la provincia di Alba. E non esistono nemmeno voci come questa: in provincia tutti conoscono tutti. Sapete come funziona nei posti piccini picciò: se vuoi stare tranquillo (lavorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere dirvi che Giacosa, Cervella, Bogliacino e Busato hanno unito le loro stanche membra per <strong>metter su un progetto</strong>:</p>
<div><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/aaa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-935" title="aaa" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/aaa.jpg" alt="aaa" width="527" height="249" /></a></div>
<p style="text-align: justify;">Si chiamerà <strong><a href="http://www.provinciadialba.info">Provinciadialba</a></strong>. E ora vi raccontiamo perché l&#8217;abbiamo inventato.</p>
<p style="text-align: justify;">1) Perché <strong>non esiste</strong>, la provincia di Alba. E non esistono nemmeno voci come questa: in provincia tutti conoscono tutti. Sapete come funziona nei posti piccini picciò: se vuoi stare tranquillo (lavorare tranquillo, vivere tranquillo, morire tranquillo) devi intessere rapporti sociali basati sulla reciproca convenienza. Dire le cose può essere un problema se vivi e lavori qui: lo è se <em>tieni famiglia</em>, ma anche solo se <em>tieni</em> un’attività professionale che rende e non vuoi rinunciare ai benefici restringendo la clientela, le conoscenze interessate, le amicizie utili.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Perché abbiamo un vantaggio non da poco rispetto a tutti gli altri settimanali-mensili-periodici-fogli-riviste locali: noi <strong>non dipendiamo</strong> dalla gente della nostra terra. Chi di noi è pagato per scrivere e per andare in tivù è così fortunato da non avere legami economici con la sua zona d’origine. Ecco perché sui giornali locali – almeno qui – è difficilissimo trattare argomenti ostici: meglio lasciar perdere, meglio non rischiare di dover rinunciare a un cliente, meglio non farsi nemici. Noi non abbiamo clienti. Non chiediamo e non concediamo favori. E non vogliamo neanche farci dei nemici ma non abbiamo bisogno degli assessori, dei consiglieri, degli amministratori di azienda, dei commercianti, degli artigiani, dei politici locali, dei costruttori, dei produttori di vino, delle associazioni, del Rotary, dei Lions, delle fondazioni. Quindi, se capita, possiamo parlare di un direttore di banca senza temere che ci tagli il mutuo. Di un dirigente, senza dovergli poi raccomandare il nostro curriculum o quello di un nostro parente. O raccontarvi quello che fa il sindaco, e pazienza se è il sindaco e sarebbe meglio non dire niente.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Perché possiamo dare notizie senza timore che ci tolgano pubblicità: la pubblicità, qui, non la facciamo. Anzi: a volte la faremo, ma <strong>gratis</strong>. Incredibile, eh? Se, come e quando la vorremo. Decideremo noi chi si sarà meritato la nostra attenzione. Sicuramente non chi ci avrà offerto dei soldi per apparire: quello è un mestiere che lasciamo volentieri a certa stampa locale, che peraltro lo sa fare benissimo. Ma vi assicuriamo che c&#8217;è gente che merita, e di cui non parla nessuno solo perché non paga. Così come c&#8217;è gente che non merita ma di cui parlano (benissimo, è ovvio) tutti quelli che vengono pagati per farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">4) Perché <strong>non ci interessa il lavoro di cronisti locali</strong> (altrimenti saremmo rimasti qui a farlo, no?), la cronachetta spicciola ci fa sbadigliare. Non sappiamo quando né quanto scriveremo. Però siamo legati alla nostra terra natale: le storie e i personaggi anche in provincia non mancano, nel bene e nel male: c&#8217;è gente onesta che ha delle grandi idee, gente che dà ancora un valore alla parola <em>passione</em>, addirittura più che alla parola <em>euro</em>. Gente che crede nella cultura (vera) e la difende. Gente che non ha paura nel condurre le sue battaglie, gente che ha scelto di vivere nel piccolo ma che ha una testa grande così. <strong>Basta saperla trovare e non avere timori di effetti collaterali</strong>. La provincia è un&#8217;ottima misura per scrivere in libertà. Non conteremo i raduni degli alpini e non andremo a intervistare la gente &#8216;in vista&#8217; inginocchiandoci perché non ci interessa e non abbiamo tempo né voglia di fare un giornale. Ricordiamo, però, che nel nostro liceo classico <span style="text-decoration: line-through;">Govone</span> Fenoglio ci insegnarono come i valori sia più facile trovarli nei discorsi di Seneca che in quelli di Sandro Bondi. Che appartenere alla categoria sociale dei <em>clientes</em> non sia esattamente qualcosa di cui vantarsi. Che <em>provinciale</em> troppo spesso significa con <em>ipocrita</em>. Che il nostro è uno dei posti più belli in Italia, sì, ma non è il centro del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">5) E poi perché <strong>Provinciadialba</strong> è un <em>dream team</em>. Ebbene sì, abbiamo anche noi dei difetti: a volte ci manca l’umiltà. E ci divertiamo da morire, a scrivere dei nostri posti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, dal prossimo anno, qui leggerete unicamente i soliti sproloquii di respiro generale. Per tutto il resto <a href="http://www.provinciadialba.info"><strong>ci ritroveremo là</strong></a>! </p>
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		<title>Xè peso el tacon del bùso</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ansa]]></category>
		<category><![CDATA[etilometro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[Lev Trotsky]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è evidente: i comunisti hanno preso d&#8217;assalto anche l&#8217;agenzia nazionale di stampa ANSA. Leggete questo lancio di oggi, mercoledì 9 dicembre, ore 13:33.
(ANSA) &#8211; SAVIGLIANO (CUNEO), 9 DIC &#8211; Quando il rimedio può essere peggiore del male: così devono aver pensato prima i  carabinieri e poi i genitori dei sette giovani che, per evitare  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_896" class="wp-caption alignleft" style="width: 167px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/trrr.jpg"><img class="size-full wp-image-896" title="trrr" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/trrr.jpg" alt="Un recente volantino del Nucleo Armato degli Autisti di navetta trotzkisti, braccio armato della lobby rivoluzionaria piemontese" width="157" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Un recente volantino del Nucleo Armato degli Autisti di navetta trotzkisti, braccio armato della lobby rivoluzionaria piemontese</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ormai è evidente: i comunisti hanno preso d&#8217;assalto anche l&#8217;agenzia nazionale di stampa ANSA. Leggete questo <strong>lancio di oggi, mercoledì 9 dicembre, ore 13:33</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>(ANSA) &#8211; SAVIGLIANO (CUNEO), 9 DIC</strong> &#8211; Quando il rimedio può essere peggiore del male: così devono aver pensato prima i  carabinieri e poi i genitori dei sette giovani che, per evitare  di correre rischi alla guida del proprio mezzo nel ritorno a  casa del dopo discoteca, si erano affidati domenica notte ad un  pulmino con tanto di autista professionale, un 55enne di Bagnolo  Piemonte. L&#8217;autista, controllato dai militari mentre stava viaggiando verso Barge <span style="text-decoration: underline;">proveniente dalla discoteca Evita di  Cavallermaggiore</span>, è stato trovato col tasso alcolico superiore al minimo consentito: ovvero <span style="text-decoration: underline;">compreso fra 1,58 e 1,63 g/l</span>. È stato denunciato, gli sono state sequestrati patente e pulmino, mentre i sette giovani sono stati  recuperati dai rispettivi genitori nel cuore della notte. (ANSA).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è senz&#8217;altro un complotto, una subdola macchinazione della <em>disinformatija</em> trotzkista. L&#8217;ANSA ha imbottito di alcol (più di tre volte il limite di legge: cosa gli avranno dato, un pintone di Soave Zonin?) un complice disposto a immolarsi per la causa <strong>e lo ha mandato</strong> <strong>proprio nella discoteca di proprietà della famiglia del consigliere regionale Toselli</strong> (lo stesso che <a href="http://www.ilbranco.com/2009/11/come-son-figo-con-la-mia-limo/"><strong>sta raccogliendo firme</strong></a> per le navette e, a quanto pare, anche le Limousine pagate dalla regione utili a riportare a casa gli ubriaconi del sabato sera).</p>
<p style="text-align: justify;">Sia come sia, è d&#8217;uopo una reazione a questo disgustoso tentativo di infangare un&#8217;iniziativa buona e giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché siamo qui a lanciare una petizione: <a href="http://www.petitionspot.com/petitions/autistitrotzkisti/"><strong>DICIAMO NO AGLI AUTISTI DI NAVETTA TROTZKISTI</strong></a>! Mi raccomando, è importante firmare. Appena raggiunte le 10.000 adesioni andrò personalmente al palazzo della Regione a presentarle alla kompagna presidente Bresso.</p>
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		<title>Mandrie</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>

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		<description><![CDATA[La coda inizia nel corso, quasi un chilometro prima. All&#8217;entrata, parcheggiatori sorridenti con pettorina gialla fluo: spiace, posteggio esaurito. La transumanza del popolo della spesa è ineluttabile, è la Messa di Natale, è la visita (l&#8217;unica dell&#8217;anno) del parroco per la benedizione delle case e la raccolta dell&#8217;obolo. Non si salta, punto e basta. Sta per aprire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/3-5/' title='3'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/33-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="3" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/8-2/' title='8'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="8" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/attachment/7/' title='7'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="7" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/9-2/' title='9'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="9" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/1-4/' title='1'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="1" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/2-4/' title='2'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="2" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/5-2/' title='5'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="5" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/4-2/' title='4'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/11/mandrie/attachment/6/' title='6'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="6" /></a>

<p style="text-align: justify;">La coda inizia nel corso, quasi un chilometro prima. All&#8217;entrata, parcheggiatori sorridenti con pettorina gialla fluo: spiace, posteggio esaurito. La transumanza del popolo della spesa è ineluttabile, è la Messa di Natale, è la visita (l&#8217;unica dell&#8217;anno) del parroco per la benedizione delle case e la raccolta dell&#8217;obolo. Non si salta, punto e basta. Sta per aprire un nuovo centro commerciale. Si aggiunge al Famila, al Maxi Sconto, al GS Carrefour, al Basko, al Lidl, alla Cooperativa dei lavoratori, all&#8217;In&#8217;s, al Supermercato Standa, al Bennet, al Conad Leclerc, alle Gallerie: chisseneimporta. Con caterve di punti vendita, iper, super, maxi, megamercati già installati nel piccolo centro di Alba - trentamila anime nel basso Piemonte col reddito pro capite tra i più alti della Repubblica - o nelle immediate vicinanze c&#8217;è ancora spazio per una chiesa in più. Pazienza se i capannoni-mostro <a href="http://maps.google.it/maps?q=spermercato%20alba&amp;hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;rls=org.mozilla%3Ait%3Aofficial&amp;tab=nl">insidiano</a> un territorio magnificato per le bellezze naturali e le prelibatezze culinarie: al diavolo il negozietto, quello serve per far aprire il portafoglio ai turisti. La gente, anche qui, vuol far lo spesone col tre per due. Comprare pomodori marocchini, yogurt sardo, formaggi danesi, raccogliere per prima le offerte.</p>
<p style="text-align: justify;">E <strong>ingozzarsi a ufo, soprattutto</strong>: tre delle quattro persone che sento parlare entrando e sulle scale mobili stanno facendo riferimento, in un modo o nell&#8217;altro, a <em>&#8220;là dove danno da mangiare&#8221;</em>. Cioè al primo piano del <strong>Big Store</strong> (<em>negozio grande</em>: in italiano sa di sfiga, detto in inglese no), ultima creazione in omaggio alla manìa modernista delle provviste in caso di conflitto nucleare. La gran parte delle famiglie ha un piccolo ipermercato a casa, con frigoriferi e <em>freezer</em> e dispense che sfamerebbero otto bocche, volendo, per mesi. Ma continua a comprare. Motivi sempre validi? C&#8217;è il 4&#215;2 sulle scatole di tonno al naturale da otto etti. La maionese più scrausa costa un euro e venti al chilo, solo fino al 4 dicembre però. Poi passa a uno e settanta. Oggi danno le orate a metà prezzo. Domani, invece, gli ultimi cento servizi di posate di acciaio marca Leone col 20% di sconto. </p>
<p style="text-align: justify;">Sono le dieci e un quarto: i primi quindici minuti di vita del Big Store. Davanti alle casse dell&#8217;ipermercato, i negozi. Una parafarmacia, un bar-ristorante, Jean Louis David, Spa gioielli, una lavanderia, abbigliamento per bambini. A lato, la ressa:  c&#8217;è da aggiudicarsi la <strong>carta fedeltà</strong> del Big Store prima di iniziare la spesona. Senza, addio vantaggi (e addio studio gratuito delle vendite e delle abitudini per il Big Store). <em>&#8220;C&#8217;è la televisione&#8221;</em>, dice un signore anziano scorgendo un <strong>cameraman di Telecupole</strong>. Si vede che è un momento importante. E un <strong>pannello a muro</strong> spiega che, in sostanza, dovremmo quasi ringraziare il centro commerciale per essere sorto qui: hanno sistemato 6200 metri quadrati di verde,  usato <em>&#8220;colori ocra, marrone, verde rame e verde prato che si intonano con l&#8217;ambiente circostante&#8221; </em>(non citato il grigio cemento del palazzone: quello si intona col cielo di Alba da quando è più trafficata del grande raccordo anulare).<em> </em>Hanno montato pannelli solari, frigoriferi a basso consumo, speso legno riciclato, isolanti efficienti, lampade a risparmio energetico.</p>
<p style="text-align: justify;">Sporta di plastica e via per le corsie. Sembra di essere in<strong> fila ai Musei Vaticani</strong>. Riesco a scansare - caso più unico che raro - la torta di panna offerta come omaggio di benvenuto. Un ragazzone sta scaricando un bancale di acqua naturale nel carrello. Al reparto frutta e verdura ci sono le pesatrici, tre ragazze che aiutano la gente a servirsi (e, magari, a non premere il tasto &#8220;aglio&#8221; quando hanno messo nel sacchetto sei etti di radicchio trevigiano). Al banco del pesce è impossibile avvicinarsi: conto sei file di clienti in attesa. Un responsabile del centro, cortese ma ancor più incuriosito,  mi pizzica non appena immortalo le <strong>pere Williams</strong> (si scrivono con l&#8217;apostrofo, qui: William&#8217;s): <em>&#8220;Scusi, guardi che non si può fotografare niente qui&#8221;</em>. Motivo? <em>&#8220;Contro la legge&#8221;</em>. Quale legge, chiedo? Ehm. <em>&#8220;No vabbè, però c&#8217;è il cartello&#8230; Lo mettono tutti&#8230; Sa la concorrenza viene qui&#8230;&#8221;</em> Si allontana col dubbio: chi l&#8217;ha mandata, la spia all&#8217;inaugurazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Alla cassa veloce, massimo dieci pezzi, la signora davanti a me ha scorte per un battaglione. Sei bottiglie di olio. Dodici pacchi di spaghetti. <em>&#8220;In offerta&#8221;</em>, mi confida, forse perché si accorge che li sto contando, e pare andarne fiera. Le faccio presente che è la <strong>cassa veloce</strong>: smette subito di sorridermi, controlla, poi gira il carrellone e, con sforzo estremo, fa inversione a U e se ne va, stizzita. Pago la mia bottiglia d&#8217;acqua e il detersivo per piatti a Selene, una ragazza molto timida e molto a disagio, soprattutto perché le fiata sul collo un&#8217;altra ragazza, imbronciata e piglio da prof (di quelle che finiscono citate sui muri dei bagni con epiteti da lupanare), che controlla ogni suo movimento, tasto battuto sul registratore di cassa, resto dato, borsa consegnata. Ogni tanto le fa dei segni, senza aprir bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">Uscendo, lancio un&#8217;occhiata agli altri negozi. Uno spazio è aperto, sembra una sala giochi. Si chiama <strong>Ticket Time</strong>: <em>&#8220;gioca e vinci con i gettoni della spesa&#8221;</em>. Oh: nulla si crea, nulla si distrugge. Forse il premio è un buono per rientrare e fare dell&#8217;altra spesa, chi lo sa. Macchinette luccicose elargiscono scontrini a nastro rosso, l&#8217;atmosfera è da simil-casinò con addetto in camicia bianca e cravatta nera. Clienti coi carrelloni ficcano gettoni nelle pance delle macchine, cliccano, aspettano. Rimettono gettone, ricliccano, aspettano. A volte vincono.</p>
<p style="text-align: justify;">Aiuto.</p>
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		<title>Immigrazione: istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wolwerine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguro la mia collaborazione facendo pentire Busato di avermi aperto l'account. Argomento di puro kazzeggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><div id="attachment_857" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/emigrati.jpg"><img class="size-medium wp-image-857" title="emigrati" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/emigrati-300x237.jpg" alt="Emigranti italiani a Nuova York (1900)" width="300" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">Emigranti italiani a Nuova York (1900)</p></div></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Giacché l&#8217;individuo finisce per determinare strada facendo il suo percorso, accettando come successo, parziale realizzazione o totale fallimento il risultato della sua materiale esperienza di vita, si presume che nel medio periodo l&#8217;individuo stesso sia capace di conciliare le variabili ambientali con i suoi desideri, prendendo le decisioni opportune, per quanto radicali. Purtuttavia, può capitare che nel breve periodo alcuni consigli siano opportuni al fine di godere di un certo vantaggio dall&#8217;esperienza pregressa. Nel contesto di tale aggiustamento al breve periodo, <span style="text-decoration: underline;">ecco alcune banali <em>suggestion</em> per l&#8217;emigrante</span>, per passare in modo piacevole i primi mesi, prima di essersi stabilizzato e avere acquisito dimestichezza con il nuovo mondo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Primi movimenti</strong>. Accettate di buon grado l&#8217;invito a casa di qualcuno, purché ci siano le condizioni basiche di sicurezza (contatti di lavoro eccetera). Questo vi permetterà sempre incontri piacevoli o quanto meno il gioco varrà la candela, come nel mio caso il dormire con una tartarughina a Medellin o con un mezzo canadese vegano che ballava tango e faceva arti marziali in quel di Amherst. In generale, tuttavia, evitate di protrarla troppo a lungo. Abbandonatelo per trasferirvi, per un periodo, anche se breve, in motel o ostelli. Sfruttate al massimo questo periodo iniziale per conoscere la <em>movida</em> straniera, il tipo di turista medio, le sue aspirazioni, le sue storie pregresse. Una volta sistemati anche solo parzialmente, statevene alla larga &#8211; dal gruppo, non certo dai casi singoli, che possono essere interessanti e piacevoli &#8211; in genere è un ambiente che rientra nelle tre tipologie standard: a) papponi, turisti sessuali o sfattume; b) maratoneti del visitare, che arrivano a mettere crocette sulle guide di ciò che hanno visto e arriverebbero a prendere la metropolitana, uscendo e rientrando a  tutte le stazioni; c) multiculturalisti che vogliono vedere il <em>trash</em> di ogni aggregato umano rivalutandolo in chiave postmoderna (i peggiori).  Se potete non perdete tempo con le comitive di italiani, tendenzialmente rientrano sub a). Fiondatevi da subito nel lavoro o nello studio, vi aiuterà a maturare un senso di appartenenza al luogo in cui vivete, ma utlizzate i fine settimana per girare la città. DA SOLI, salvo luoghi che richiedono presenza di locali per questioni di sicurezza.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Alcolici.</strong> Iniziate a ubriacarvi con bevande del posto, abituerà il fegato e vi permetterà ricevere apprezzamento da parte di eventuali gruppi di leghisti locali. Certo la birra di banane non è una buona esperienza, ma ci si fa l&#8217;abitudine; più facile decisamente con l&#8217;aguardiente. Se avete una consistente resistenza alcolica, non bruciatevi subito le carte facendo le garette da 15 enni, &#8220;eccedete con moderazione&#8221;, nelle prime sbronze evitate di finire a limonare con dei cassoni della monnezza o di fare le capriole in mezzo alla pista. &#8220;Eccedere con moderazione&#8221; uguale brilli. Cercate di non vomitarvi addosso. Nemmeno una volta a casa. Non fate l&#8217;italianate di comprare il fumo il primo weekend.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Sigarette.</strong> Sarebbe meglio non fumare per questioni di reddito. Fumate con moderazione, assaggiate specialità locali. Se non fumate ma fumavate, chiedete a qualcuno del tabacco per rollarla, ma poi non fumatela: permane un aura di misteriosa inutilità e sospetto passato accidentato che fa sempre un po&#8217; figo se ci sono radical chic in giro.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Amicizie e uscite</strong>. Occhio perchè qui vi giocate quasi tutto. NON inziate a uscire in maniera stabile con i colleghi di lavoro. Mantenete un basso profilo all&#8217;inizio per evitare che vi invitino. Qualora questo accada, accettate magari per l&#8217;aperitivo, ma poi inventatevi impegni: conferisce un&#8217;aura di impredicibilità che vi aiuterà a levarvi dalle palle i rompimaroni. Non fate i dementi in cerca di autenticità: NON si va a sentire salsa la prima settimana, men che meno flamenco il primo weekend. Tenete presente che in molti casi, tipo il flamenco, ci si rompe già alla seconda volta, <em>ergo</em> non bruciatevi le opportunità importanti.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Amicizie e uscite (II &#8211; continua).</strong> Passate le prime serate da soli, vagando per locali e sbevazzando, parlate con le cameriere e gli ubriaconi, mostratevi solidali verso i derelitti con i cani e il cellulare ultima moda, soprattutto tenete d&#8217;occhio i tamarri. Ho l&#8217;ardire di suggerire che il primo sabato sera venga speso perseguendo i tamarri. Il tamarro è un fondamentale punto di orientamento nella città, serve per classificare i luoghi dove porterete le persone che vi stanno sui coglioni e in seguito anche per classificare le persone sulla base del dove vi invitano.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Amicizie e uscite (III &#8211; fine).</strong> Le prime amicizie dovrebbero tendenzialmente essere due marxisti, un gay e una femminista. Attenzione, evitate nella maniera più assoluta combinazioni: mai farsi amici marxisti gay, state alla larga come la peste dalle femministe gay. [Entrambi vi accuseranno di tutto ciò che c'è di male nel mondo, inoltre è probabilissimo che nel giro di qualche anno si convertano e finiscano per organizzare family day.] I due marxisti vi serviranno per le prime sbronze: il vostro <em>status</em> di immigrante vi conferisce un certo diritto morale di ubriacarvi parlando dei dannati della terra. Fino a che non siete brilli giocate il ruolo del critico interno al paradigma, che solleva dubbi, essenzialmente basato sul marxismo eterodosso (personalmente ho una leggera preferenza per il terzomondista su quello francofortese che ho sempre trovato snob). Quando siete già brillo giocate un ruolo <em>carvalhano</em> di <em>understatement</em> coraggioso, in pratica sparate minchiate mentre loro discutono seriamente, ma fatelo con battute sagaci. Naturalmente questo presuppone che quando i vostri amici di università giocavano a biliardino voi foste assorti nel leggere <em>&#8220;L&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;epoca della sua reproducibilità tecnica&#8221;</em> di Walter Benjamin. Se non è il vostro caso, potete sempre usare un certo eclettismo culturale, il che presuppone eclettismo culturale, cioè che mentre i vostri amici organizzavano il biliardino voi partecipavate, salvo recuperare per la lettura i momenti in cui eravate al bagno. [Se quando i vostri amici organizzavano il biliardino voi eravate in disco, allora non siete poi emigrati e probabilmente state raccogliendo firme per le navette e il diritto al futuro, ma in tal caso non vi serve affatto questo post]. L&#8217;amico gay vi serve per conoscere nelle viscere la città in cui vivete: ci sono tutta una serie di informazioni su strade, negozi, locali, ristoranti, offerte commerciali, trasporti, che non potrete reperire da nessun altra parte. Inoltre vi salverà la vita nei momenti più bui, tipo quando volete uscire nelle serate strambe, tipo il mercoledì sera. La femminista vi serve per stare up to date con il politicamente corretto, inoltre vi permette di avere conversazioni colte con i vostri amici filosofi e di scrivere post divertenti, ma soprattutto vi aiuterà a mantenere rispetto nei confronti della vostra ragazza.<br />
Il gruppo nel suo congiunto, che con una certa enfasi chiameremo la banda dei quattro &#8211; con il quale in ogni caso non bisogna passare tutto il tempo &#8211; contribuirà a rafforzare l&#8217;impredecibilità di cui sopra. Se volete strafare fatevi amico anche un ragazzetto diciottenne e un ultracinquantenne, meglio se il primo cucina da dio e il secondo è un contadino intellettuale &#8211; ma è che io sono molto più avanti e per certe cose serve esperienza e audacia <img src='http://www.ilbranco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Evitate amicizie strette, soprattutto all&#8217;inizio, con gente orgogliosamente del PDL (o il suo equivalente locale). Immaginatevi una discussione da sbronzi con un pidiellino: chiaramente insostenibile.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Luoghi pubblici.</strong> Fondamentale sapere dove sono le librerie, di cui dovete diventare un esperto per i momenti di <em>shopping</em> compulsivo da depressione incipiente. Fatevi attrarre dalla cucina locale e provate ristoranti. Evitate di infilarvi al terzo giorno in una pizzeria, già sapete che sarà un&#8217;inculata&#8230; Fate almeno una spesa grossa: detersivi, spugne, cosine dai cinesi per asciugare i piatti, scatolame. Niente vi fa sentire a casa come il fare la spesa grossa. Andate a correre. Sempre andare a correre soprattutto all&#8217;inizio. Sfogate rabbia nella corsa, se potete fate anche gli scatti in salita. Andate al cinema a vedere un <em>kolossal</em> holliwoodiano alle 4 del pomeriggio del sabato. Sarà uno squarcio sociologico sul grado di penetrazione dell&#8217;imperialismo <em>yanquí</em> nel paese in cui vivete.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Politica.</strong> Cercate da subito un&#8217;edicola, vi servirà. Scegliete con oculatezza il quotidiano: comprereste un cane che si chiama &#8220;cane&#8221;? No quindi non comprate un giornale che si chiama &#8220;giornale&#8221;. In tutti i paesi in cui sono stato El Mundo era sempre <em>Immundo</em>. Non comprate giornali economici al terzo giorno (non leggetelo in pubblico quantomeno): l&#8217;immigrato fresco che legge notizie economiche ha l&#8217;aria di uno cui venderesti un <em>Credit Default Swap</em> di AIG. Prendete posizione sulle questioni fondamentali ma mantendovi fondamentalmente moderati. Esempio: la questione dello Statuto catalano, affermate aria fritta del tipo <em>&#8220;Va da sé che la questione affonda in questioni regionali che si intersecano con criticità politche, vedi l&#8217;ambiguità del PP. Allo stesso modo la sua analisi non può andare disgiunta da una riflessione profonda di come si interpreti una domanda di indipendenza regionale nel contesto non rifiutabile di integrazione europea&#8221;</em>. Vi servirà a passare i primi due mesi, tempo in cui dovreste studiare a fondo tutte le questioni in ballo. Questo presume che poi per due mesi non partecipiate a gare di biliardino; se lo fate, passate i momenti sulla tazza del cesso per farvi un&#8217;idea sufficiente della questione e poi accampate un certo eclettismo culturale. Se andate in disco mentre i vostri amici giocano a biliardino, allora tornate a casa, pena il ritrovarvi tra un anno a raccogliere le firme per il diritto al futuro e le navette. Chissà come si dice navetta in spagnolo? E in inglese?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">di <a href="http://fbogliacino.blogspot.com">Wolverine</a></p>
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		<title>Come son figo, con la mia Limo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Costa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.
Won&#8217;t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?
(James Taylor, Limousine Driver) 
Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><span><em>Limousine driver, big Cadillac car, rich and famous no matter who you are you are.<br />
I seen a rock n roll rider, I seen a cinema star.<br />
Won&#8217;t you to roll down the road, roll down the road, roll down the, roll down the road with me?</em><br />
(<strong>James Taylor</strong>, Limousine Driver) </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Aspramente rimbrottato, tacciato di marxismo e di frequentazioni salottiere puzza-sotto-il-naso che ignoravo (devo avere un sosia in circolazione), ho finalmente avuto a disposizione il <strong>testo completo</strong> dell&#8217;iniziativa piemontese &#8220;In discoteca con la Limousine&#8221;, lanciata dal <a href="http://www.francescotoselli.it/dett_gallery.asp?id=27">consigliere regionale Toselli</a> per affrontare la piaga degli incidenti. Lo trovate <a href="http://www.francescotoselli.it/volantino.pdf"><strong>qui</strong></a>. La lamentela di Toselli riguardava, a parte le mie tendenze leniniste, il fatto che non avessi colto (ma non potevo: mi mancavano le notizie, c&#8217;era solo uno spot) il senso profondo né il valore della proposta, sbertucciando un&#8217;idea brillante per biechi interessi di partito (quale? Non ne ho uno. Anzi, se Toselli mi desse una mano a trovarlo&#8230;). Proposta che è spiegata così.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Immagina di andare in discoteca con un autista personale… di stare tutti insieme con il tuo gruppo durante il viaggio&#8230; di non doverti preoccupare per il parcheggio&#8230; di poterti divertire in sicurezza [...]</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>E fin qui direi che ci siamo capiti. Il testo è lo stesso dello <a href="http://www.ilbranco.com/2009/11/di-la-di-qua/"><strong>spot attira-truzzi</strong></a>, con la variante del viaggiare tutti insieme. (Ma in quanti si può stare, in una Limo?)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>[...] <em>senza preoccuparti della stanchezza del viaggio di ritorno, della nebbia, del maltempo, dei controlli&#8230; Contro gli incidenti al ritorno dalla discoteca, le stragi del sabato sera, il rischio di incappare nei controlli con l’etilometro</em> [...]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Mmmm. <em>King Torik</em> a parte (questa se la capite bene, sennò pazienza) non vi pare manchi qualcosa?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>[...] l’unico rimedio immediato ed efficace è organizzare dei bus per il trasporto dei giovani.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Bus? Non erano Limousine? E <em>&#8220;realizzare il sogno di diventare un Vip&#8221;</em>, come diceva lo spot? Svanito sui sedili scomodi di un Iveco blu? Comunque: non vi pare che manchino un paio di cose e ce ne sia, invece, una di troppo? Urla la sua assenza il <strong>motivo principe</strong> per cui capitano gli incidenti nelle notti del weekend: molto più della stanchezza, della nebbia, del nervoso per non aver trovato parcheggio, della sirena degli sbirri che ti suona nelle orecchie fa, e lo sanno anche le pietre, <strong>lo sballo</strong>. L&#8217;<a href="http://alcol.dronet.org/alcol_incidenti.html"><strong>alcol, prima di tutto</strong></a>. Canne, cocaina, pasticche in subordine (o combinate agli alcolici). Qualche tempo fa l&#8217;<strong>associazione amici della polizia stradale</strong> aveva fatto presente, una volta di più, che la distribuzione incontrollata di alcol risultava sempre una delle <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/marzo-07/incidenti-statistiche/incidenti-statistiche.html"><strong>cause primarie degli incidenti</strong></a> del venerdì e del sabato sera. Perché nebbia, ghiaccio, sonno eccetera esistono anche di mercoledì e di giovedì. Solo che, stranamente, si muore a frotte solo di venerdì e di sabato. I ragazzi che tracannano <em>gin tonic</em> come gazzosa e poi guidano sono, certo, dei coglioni. Ma non per questo sarei incline a consegnare il premio <em>Angelo dell&#8217;anno</em> al proprietario del locale che lucra &#8211; con ricarichi spaventosi, peraltro - sui cocktail che vende a tutti: minorenni, diciottenni, pure agli zombie ubriachi marci che continuano imperterriti a ordinare al bancone o al tavolino. Però su alcol e droga non una parola, eh? E poi: perché  l&#8217;etilometro dev&#8217;essere presentato come un nemico? Se non hai bevuto non rischi niente. Se hai un tasso di 2,2 e vuoi guidare, invece, sei un perfetto deficiente, tanto più quando ancora l&#8217;ormone ggggiovane ti spinge a pestare sull&#8217;acceleratore perché ti fa sentire <em>cool</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Per evitare che fra qualche mese ci troviamo a piangere altre vittime, chiediamo alla Provincia di Cuneo di organizzare – con l’utilizzo di parte di fondi regionale della legge 16 per le politiche giovanili &#8211; una rete di trasporto, allargata a tutto il territorio, compresi i centri minori, allestita appositamente per i giovani che desiderano frequentare le discoteche e i locali di ritrovo. Un servizio che è atteso da migliaia di genitori, che hanno il diritto di dormire tranquilli, ed è gradito dai giovani che possono divertirsi in libertà, senza preoccupazioni per il ritorno. In Provincia di Cuneo, che presenta purtroppo statistiche molto elevate di incidentalità, si potrebbe fare un investimento per verificare l’efficacia di questo sistema di trasporto, da ampliare poi alle altre Province.</em> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Credo (non ne sono sicuro, nel testo mancano i riferimenti) che si faccia riferimento alla legge regionale 16 del 13 febbraio 1995, <a href="http://informagiovani.comune.cremona.it/index.php?module=PostCE&amp;type=admin&amp;func=viewtheatt&amp;att_id=110"><strong>questa</strong></a>. Che è una legge di &#8220;c<em>oordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani&#8221;</em>. Lo spirito della norma è quello di <em>&#8220;prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione e devianza&#8221;</em> giovanili, di realizzare <em>&#8220;scambi socio-culturali, in particolare con i Paesi della Comunita&#8217; Europea&#8221; </em>(con l&#8217;apostrofo, chiaramente: anche il legislatore regionale, come quello nazionale, ha tagliato la scuola dell&#8217;obbligo). Se la piaga da combattere è quella dell&#8217;alcolismo e della tossicodipendenza giovanile, quindi, tutto sommato ci potrebbe anche stare un intervento finanziato, benché la lettera della legge vada in una direzione diversa e l&#8217;interpretazione in questo senso della norma sia a dir poco stiracchiata. Infatti si dice che lo scopo principale è quello di coinvolgere i ragazzi nella vita sociale del loro territorio con l&#8217;obiettivo preferenziale dell&#8217;&#8221;<em>adozione, da parte dei Comuni, della Carta della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale</em>&#8220;.  Su queste basi, invece, mi pare, diciamo così, un atto in spregio del rischio di figuracce arrischiarsi a sostenere che pagare la Limousine a chi, tra i giovani, vuole andare a sballarsi in discoteca possa rientrare nel progetto della legge. Anche perché, se così fosse, non si capisce perché <strong>non concedere lo stesso privilegio</strong> ai ragazzi che, senza toccare bottiglie e bicchieroni, al sabato sera in disco <strong>preferiscono il teatro o il cinema</strong>, magari fuori città, ma temono (qui sì) la nebbia, il ghiaccio e, magari, l&#8217;ubriacone che sfreccia in statale ai 16o all&#8217;ora. Perché pagare cinquanta chilometri di strada verso la discoteca e non verso un cinema, per chi abita nei centri minori? Il <strong>diritto alla tranquillità</strong> dei genitori dei discotecari, sempre che esista, vale più di quello di chi ha figli che non ballano musica <em>tunz-tunz</em>? Sicuramente spendono meno i secondi dei primi, questo sì. Poi è chiaro: ovvio che un padre e una madre abbiano paura che possa succedere qualcosa ai loro figli. Che novità. Ma esiste il dovere di rispettare la legge. Quindi di non mettersi alla guida in stato di ebbrezza né sotto l&#8217;effetto di sostanze psicotrope. Anzi, l&#8217;alcol no ma la droga è già vietata per legge, guida o non guida, se non in quantità da omeopatia. Io, poi, non mi reputerei tanto tranquillo se la Regione mi recapitasse a casa il figlio che si è fatto di ecstasy o che non riesce neanche a sfilarsi le scarpe tanto è cotto, o che appena sceso dalla Limousine corre a vomitare l&#8217;anima in bagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Inoltre puntiamo a educare i giovani al “bere consapevole”, con un uso misurato degli alcolici, e questo è il secondo obiettivo del programma di politiche giovanili che la Provincia deve mettere in atto. Chiediamo alla presidente della Provincia Gianna Gancia di unirsi al nostro progetto, coinvolgendo i principali Comuni della Granda e le aziende di trasporto pubblico. Aderisci anche tu!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ah, &#8220;inoltre&#8221;. Semmai questo dovrebbe essere il <strong>primo obiettivo</strong>. Però è messo lì a mo&#8217; di consiglio, di raccomandazione lasciata alla Provincia. E chi ce li mette i soldi per educare i giovanotti al non alcolismo? Qualcuno pensa che basti dire &#8220;non bevete?&#8221; I ragazzi sono tendenzialmente delle teste di capra, e lo dice un ex ragazzo testa di capra. Io bevevo, a volte pure parecchio, e per fortuna quando bevevo andavo più piano del solito e vivevo vicino alla discoteca. Mai messo sotto neanche un topolino. Ma i proprietari di discoteche si arricchiscono consapevolmente proprio sulla coglionaggine adolescenziale: perché se adesso ho trent&#8217;anni e apprezzo il <em>terroir</em> del pinot nero, a diciotto la maggior parte di noi chiedeva al barista un <em>&#8220;cocktail che faccia dei gradi&#8221;</em> (ne ricordo alcuni: l&#8217;<strong>invisibile</strong>, il<strong> B52</strong> e pure un <strong>negroni modificato</strong> che fumava, tanto era pesante). Schifezze per il fegato, botte in testa alla lucidità. I buttafuori intervenivano solo se i più ubriachi diventavano aggressivi. Se erano ubriachi e basta, chissenefrega. Anzi: meglio, voleva dire che si erano svuotati il portafoglio alla cassa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I ragazzi vogliono le navette e non il test dell&#8217;alcol? <strong>Bene: se le paghino</strong>, visto che non battono ciglio per sborsare i 20 euro di un <em>coca-Havana</em>. E che i gestori rinuncino a un po&#8217; del loro guadagno per finanziare il trasporto, se davvero ci tengono alla salute dei loro clienti. Magari chiedano ai ragazzi di dichiarare il guidatore, facendolo entrare gratis, guidatore che a fine serata esce senza pagare solo se soffia nel tubetto del <em>tester</em> e risulta sobrio. O mettano un&#8217;autotassa sulla navetta: ogni X euro, un tot per il fondo. Idee come altre, eh. Solo che toccano gli interessi di chi si fa i soldi sulle sbronze adolescenziali, sapendo che se agisse da solo, per un sussulto di coscienza o per spirito civico, rischierebbe di vedersi il locale svuotato (noi avevamo il &#8220;barista preferito&#8221;, tale Italo dell&#8217;XL di Alba, che ci riempiva il bicchiere aggratis quando scolavamo il martini bianco tutto d&#8217;un fiato: ci avesse negato l&#8217;alcol avremmo cambiato o barista o locale). Farei, per esempio, una campagna di presenza coatta in pronto soccorso per vedere <strong>come ci si riduce se, ai 64 all&#8217;ora, si batte contro un muro</strong>. O se ti entra un cofano nella portiera ai 50 all&#8217;ora. O se cozzi contro un palo ai 29 all&#8217;ora. Perché a scuola guida, così come non ti insegnano a controsterzare né a evitare gli ostacoli, non ti fanno neanche vedere quanto siano fragili i nostri abitacoli e i nostri corpi. Sono velocità ridicole, quando le fai ti pare di essere fermo: ma tanti non si rendono conto di cosa possa capitare anche andando così&#8230; piano.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YqCaDtzK-V0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/YqCaDtzK-V0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><span>  </span><span>Morale: non aderisco. Ci pensino i bazzicatori di discoteche e i proprietari dei locali. Che si finanzino loro i trasporti, soprattutto se davvero si parla di Limousine (ma <a href="http://www.noleggiolimousine.com/"><strong>sapete quanto costano</strong></a>? Stiamo scherzando?) Tendo a ritenere i frequentatori di disco non dei poveri spiantati (perché entrare costa parecchio, bere costa tanto, vestirsi <em>cool</em> ancora di più), quindi li si può aiutare a organizzare un servizio di trasporto ma se lo devono pagare loro, o glielo devono pagare quelli che beneficiano del loro sballo. Non io.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Nel frattempo è arrivata la seconda puntata della campagna. Ero stato informato del fatto che lo spot dei truzzi e della Limousine fosse solo una parte della incisiva campagna pubblicitaria per la sicurezza delle strade. Che la seconda parte sarebbe stata decisamente diversa, con un altro taglio, rivolta a tutti. Questo spot concentra gli sforzi dell&#8217;iniziativa &#8220;Sicurezza stradale&#8221;, ne mette in luce le caratteristiche pregnanti. Spiega cosa fare e come farlo, pane al pane, evidenziando i problemi e indicando la soluzione alle morti sulle nostre strade, e non solo quelle del fine settimana. Pronti?</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q-C97HUNMSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/q-C97HUNMSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
 </p>
<p>E qui mi taccio. Sennò dite che sono cattivo.</p>
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		<title>Vieni qui, in Limousine</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Bolla]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Toselli]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Di chi è la colpa? Della televisione che azzera la conoscenza? Di una maestra elementare che si limava le unghie invece di insegnare la grammatica? Di una concessionaria di pubblicità pestifera (o comunista, che è lo stesso)? Non lo so. Ma qualcuno mi deve rimborsare il caffè che m&#8217;è andato di traverso girando pagina della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_779" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/tose.jpg"><img class="size-medium wp-image-779 " title="tose" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/tose-300x152.jpg" alt="Lo ripetevo da bambino in classe: su qui e qua l'accento non va." width="300" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Lo ripetevo da bambino in classe: su qui e qua l&#39;accento non va.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Di chi è la colpa? Della televisione che azzera la conoscenza? Di una maestra elementare che si limava le unghie invece di insegnare la grammatica? Di una concessionaria di pubblicità pestifera (o comunista, che è lo stesso)? Non lo so. Ma qualcuno mi deve <strong>rimborsare il caffè che m&#8217;è andato di traverso </strong>girando pagina della Stampa e trovando lo spot che vedete qui sopra. Al cospetto dell&#8217;agghiacciante &#8220;quì&#8221; passa quasi sotto silenzio &#8220;città&#8221; scritto con l&#8217;apostrofo, sei righe più sotto. Chi ha comprato lo spazio pubblicitario è un consigliere regionale piemontese, <strong>Francesco Toselli</strong>. Leggo, nella <a href="http://www.francescotoselli.it/biografia.asp">sua biografia</a>, che è nato nel 1963 e si è diplomato perito capotecnico nel 1986/87, a 24 anni. Toselli, apprendo sempre dal sito, è  figlio di una nota famiglia imprenditrice nel settore del divertimento: hanno una discoteca, un parco divertimenti con una megapiscina, e pure una televisione locale. Nella gallery lo trovo avvinghiato a una gnocca epocale, &#8220;<a href="http://www.francescotoselli.it/dett_gallery.asp?id=2">la ragazza Peroni</a>&#8220;. Cercando di sopportare la forma (che significherà mai &#8220;divertirsi in sicurezza <span style="text-decoration: underline;">è nelle nostre mani</span>&#8220;?) provo a inquadrare  la sostanza dello spot a pagamento. Che è, se non ho capito male, una raccolta di firme per &#8220;la sicurezza dei giovani e la tranquillità delle famiglie&#8221;. Bello, mi sembra una buona idea. Ma di cosa si tratterà? Di un corso di educazione civica? Di passare un sabato sera al pronto soccorso per vedere come ci si riduce se, da ubriachi e/o impasticcati e/o fatti di coca ci si stampa contro un palo? Non si capisce.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora ci provo, a capirne di più, cliccando sulla pagina dedicata al <em>&#8220;progetto promosso dal consigliere regionale Francesco Toselli&#8221;</em>. Ma non trovo niente, a parte un modulo in bianco che dovrei firmare per adesione e rispedirgli senza, però, che qualcuno mi abbia spiegato COSA sia questo benedetto progetto per salvare i giovani. Attenzione, però. <strong>C&#8217;è uno spot</strong>. E allora vai di spot: sono sicuro che il <a href="http://www.francescotoselli.it/spot_bus.asp"><strong>filmato chiarirà tutto</strong></a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zic0s-8ADL8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/zic0s-8ADL8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Si vede una limousine bianca che viaggia. E una voce fuori campo attacca: <em>&#8220;Immagina di andare in discoteca con un autista personale. Di non dover perdere tempo per il parcheggio&#8221;</em>. Oddio. Ma è questo lo spot sulla sicurezza dei nostri giovani, sui genitori sereni eccetera eccetera? Forse ho sbagliato a cliccare. <em>&#8220;Divertirsi in sicurezza, senza preoccuparsi del viaggio di ritorno, del maltempo, dei controlli&#8221; </em>(e qui si vedono delle sirene, non so se ambulanza o polizia).<em> </em>Aaaa, ecco!  Adesso comincio a raccapezzarmi. Quindi il problema del sabato sera, secondo il consigliere regionale che è anche membro della famiglia proprietaria di una <a href="http://www.evitadisco.it/">discoteca enorme</a>, non è quello di evitare che i ragazzi vadano a rintronarsi di musica <em>tunz-tunz</em> tracannando superalcolici. L&#8217;importante è dare loro il passaggio a casa, così eviti le code, la pioggia, la nebbia e pure &#8217;sti dannati controlli. E poi, in effetti, è vero: una piaga del sabato sera è il parcheggio davanti alla discoteca, che non si trova mai. Giusto intervenire. Firmo anche io. <em>&#8220;Diventare un Vip non è un sogno&#8221;</em>, prosegue lo spot. Ho sentito bene? Un attimo, che riavvolgo. <em>&#8220;Diventare un Vip non è un sogno&#8221; </em>(e si vedono dei cartoni animati vestiti da giovani truzzi che ballano a tempo). Lo dice veramente. Diventare un Vip. Ma che diavolo c&#8217;entra diventare un Vip con lo spot sulla sicurezza? Mah. Andiamo avanti. <em>&#8220;Il consigliere regionale Francesco Toselli ha individuato le risorse per farlo realtà&#8221; </em>(e complimentoni per l&#8217;italiano, &#8220;farlo realtà&#8221;, certo). Aspetta, che adesso inizio a capire davvero. Diventare un Vip&#8230; la limousine&#8230; No, dai, non ci posso credere. E quali sarebbero le risorse con cui risolvere una volta per tutte la piaga del disagio giovanile (cioè mandare i ragazzi, per la gioia delle famiglie e dei proprietari di locali notturni, a riempire le piste da ballo con un macchinone da trecentomila euro che li riporta a casa a fine nottata?) Quelle pubbliche? Non si sa. Lo spot non lo dice. In compenso chiude così: <em>&#8220;Partecipa anche tu alla raccolta firme nella tua città, per la sicurezza dei nostri giovani e la serenità delle famiglie. Toselli è qui&#8221; </em>(l&#8217;accento, mi spiace, non ce la faccio a metterlo).</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto questa storia della navetta trasporta-ciucchi non mi è nuova. Ne avevano parlato giovani candidati del Pdl <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/due-di-picche/"><strong>nelle scorse elezioni comunali</strong></a>. Nel frattempo la navetta è diventata una limousine ma si sa, il Popolo della Libertà è più che altro il popolo <em>blagueur </em>della libertà. Vuoi mettere una <strong>Lincoln Town Car</strong> da nove metri contro un furgone Ducato Maxi? La campagna stampa dei Berluscanti locali, però, è disallineata: mentre Toselli lancia la limousine in discoteca, il giovane <strong>Bolla</strong> intinge la penna nel curaro per criticare i giudici di Strasburgo, rei di aver sentenziato contro il crocifisso. In effetti si avvertiva profondamente il bisogno del suo parere in merito. Leggo dal <strong>Corriere di Alba</strong>: <em>&#8220;Ai nostri giovani servono simboli a cui aggrapparsi ed a cui agganciare una certa serie di valori di cui non si può fare a meno&#8221;</em>. Mioddio. Aggrapparsi al crocifisso? Ma non ne ha già patite a sufficienza, nostro Signore? Adesso deve pure sostenere il peso di un adepto di Silvio appeso alle caviglie? E poi: <em>&#8220;agganciare una certa serie di valori&#8221;</em>. Sangue gelato scorre nelle vene: sono costretto a sospettare che l&#8217;ispiratore comune di certi testi sia l&#8217;inarrivabile ermeneuta <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1oWIGqS4Y6A">Giovannni Trapattoni</a></strong>.</p>
<p> Vado a bermi tre bicchierate di grappa. Se poi devo uscire chiamo la Limousine, e lascio il conto da pagare a Toselli. O a Bolla. O a entrambi.</p>
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		<title>Quella nota non identificata</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Castellengo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Tar]]></category>

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		<description><![CDATA[
Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, Carlo Castellengo. Forte di un pregio: non piaceva a nessuno. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_773" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32.jpg"><img class="size-medium wp-image-773" title="3" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32-300x252.jpg" alt="Carlo Castellengo. Non è sindaco." width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Castellengo. Non è sindaco.</p></div>
<p>Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, <strong>Carlo Castellengo</strong>. Forte di un pregio: <strong>non piaceva a nessuno</strong>. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio (non è un lapsus) Feltri che t&#8217;accompagna in gita al lago anche in chi aveva sempre votato centrodestra. E così Castellengo finì al ballottaggio contro il candidato del Pd Marello. Spaventato dall&#8217;emorragia di voti (la sua gente, in segno di sommo spregio, votò le sue liste al primo turno ma in parte l&#8217;altro candidato) i Castellengos si inventarono una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/il-voto-utile/">mossa della disperazione</a>: in sostanza invitarono a votare Carlo non per convinzione ma perché se il popolo avesse eletto sindaco l&#8217;altro, beh, ci sarebbe stato un primo cittadino rosso in un consiglio comunale a maggioranza blu. E questo perché, secondo loro, la legge andava interpretata nel senso a loro favorevole nei casi in cui un candidato non avesse ottenuto anche la maggioranza dei voti validi delle sue liste. Avesse vinto Marello si sarebbe trovato nella scomoda e peritura posizione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anatra_zoppa"><strong>anatra zoppa</strong></a>. Lo sosteneva anche <a href="http://www.comune.alba.cn.it/COMUNE/Servizi_Uffici/Servizi_Staff/Comunicatisito/2009/giu/elezioni.htm">l&#8217;ufficio stampa</a> del Comune, lesto a  pubblicare un articoletto sul sito ufficiale del municipio per confermare la tesi di Castellengo (a proposito: peccato ci si fosse dimenticati di specificare agli elettori che quell&#8217;ufficio stampa stesse agendo non da giudice ma voce della maggioranza).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Morale? La gente <strong>se ne fregò</strong>. Pur di non avere Castellengo sindaco, alla seconda chiamata votò in massa Marello. I berlusconesi al gianduja, va detto, la presero malissimo. Io, per mesi, non vidi Castellengos in circolazione, in specie gli illuminati strateghi che lo lasciarono solo a combattere sulla linea del Piave, a perdere un&#8217;elezione già vinta. Ma ricordo ancora la campagna di Carlo e dei suoi: <strong>la sinistra mente! Se li votate non ci sarà la governabilità!</strong> E poi la chicca: <strong>pure il Ministero dell&#8217;Interno ci dà ragione!</strong> Qui occorre dire che Alba, soprattutto tra gli over 50, è ancora sufficientemente arretrata da temere l&#8217;autorità in sé: se lo dice il Ministero allora è vero (come se vedo l&#8217;auto dei vigili urbani mi sento un po&#8217; in imbarazzo, ecco, o se entro in una chiesa sconsacrata - scena cui ho assistito ieri alla Cappella del barolo di La Morra - mi faccio ugualmente il segno della croce; o come la mia vicina, che quando parla del suo padrone di casa lo chiama con deferenza <strong>Il Geometra</strong> manco fosse un titolo nobiliare o un riconoscimento accademico di quelli riservati a Carlo Rubbia o a Tullio Regge). Il Ministero, dicevo. Il sito di Carlo Castellengo, tuttora in linea, dice così:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La sinistra, come sempre</em> (ebbè, certo, sta ancora digerendo i bambini, figurati se non bara alle elezioni) <em>cerca anche in questo campo di confutare la verità, ma la legge in questo tema è chiara, come confermato dal Ministero dell&#8217;Interno con la sua nota del 11 giugno</em> (DEL UNDICI GIUGNO? Ma rileggere, prima di pubblicare?), <em>che di seguito riportiamo.</em></p>
<div id="attachment_761" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-761" title="Castell" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell-150x150.jpg" alt="La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Già ai tempi, quella noterella &#8216;confermativa&#8217; mi pareva un po&#8217; buttata lì. Con quel logo un po&#8217; raffazzonato, quel linguaggio tecnico-zoppicante, quel <em>font</em> strano. Boh. Forse Castellengo aveva soltanto il fax difettoso. Poi però succede che Castellengo perde e che il supposto esperto del Ministero non ci indovina proprio: <strong>l&#8217;ufficio elettorale dà la maggioranza a Marello</strong>. Doppia fregatura per Castellengo. Che però, smaltite le botte, torna alla carica e <strong>fa ricorso al Tar</strong>. Vuole la maggioranza. Il ricorso glielo firmano i Popolani della Libertà: il sindaco uscente (e pure avvocato) Giuseppe Rossetto, Roberto Cerrato (un musicista della libertà), Giovanni Malcotti (un farmacista della libertà) e Mariella Bottallo (una commercialista della libertà) . E nel ricorso <strong>citano pure &#8217;sta benedetta nota</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorpresa: il Tar li manda a casa con le pive nel sacco. Lasciamo stare i commenti di genetica berlusconica, come quelli senatore <strong>Zanoletti</strong>, per cui se perdi è sempre colpa dell&#8217;arbitro. Qui la cosa interessante è proprio la nota del ministero. Perché se si legge <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/10/30/la-sentenza-del-tar-piemonte/">la sentenza per intero</a> si scopre che quella nota, dal Tar, come minimo è messa in discussione. Ma non nel contenuto. Nella sua esistenza. I Castellengos hanno messo in mezzo, come &#8216;interessati&#8217;, anche il Ministero dell&#8217;Interno e l&#8217;ufficio elettorale. Bene: nella sentenza entrambi vengono estromessi, perché in sostanza il Tar spiega che al Ministero non fanno consulenza elettorale, ma organizzano soltanto l&#8217;apparato per le elezioni. Quindi questa nota non si capisce bene cosa debba essere, giacché Castellengo l&#8217;ha chiesta alla persona sbagliata (il Ministero) e poi ha schiaffato la risposta su Internet e tappezzato la città avvertendo che il Ministero sosteneva che bla bla e che quindi era assolutamente necessario votare per lui. Il voto utile col timbro degli Interni, insomma. Quindi c&#8217;è una nota che è stata chiesta a chi non ha autorità per decidere sulla questione e che non ha alcun valore, né giuridico, né orientativo, né interpretativo. Niente. Però questa nota viene prodotta e pubblicizzata ugualmente dal prode Carlo, manco fosse la prova provata che Marello non andasse votato per questioni di utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La nota, poi, come detto, viene del tutto disattesa dal Tar. Ma non solo: si scopre che i ricorrenti non l&#8217;hanno allegata col suo numero, la data eccetera. No: è stata messa agli atti come nota &#8216;anonima&#8217;, così, come foglietto volante, coll&#8217;intestazione del Ministero ma senza i riferimenti necessari per inquadrarla, tanto che il Tar la liquida così:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>[...] laddove il parere contrasta l’orientamento interpretativo fatto proprio dal Ministero dell’Interno (<span style="text-decoration: underline;">in una non meglio identificata nota</span>), i ricorrenti ribattono che, al contrario, tale orientamento “è del tutto pertinente ed è altresì corretto”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma come sarebbe a dire <strong>non meglio identificata</strong>? Il Tar non l&#8217;ha riconosciuta? I ricorrenti si sono dimenticati di portare le prove che la nota esistesse veramente? Ma che modo è di allegare una nota ministeriale? Oh, sia chiaro: non ho alcun dubbio sull&#8217;ontologica sincerità del movimento pidiellino albese. Le menzogne sono arte e natura dei komunisti albesi. Però su questa nota-non-meglio-precisata (cit.) la stampa locale avrebbe potuto (dovuto?) indagare. Ovviamente non è uscita una riga. Non si sono lesinate le righe, invece, sull&#8217;ultima moda della Seconda Repubblica: se la partita finisce male, prenditela con l&#8217;arbitro. <em>&#8220;Come parlamentare sono estremamente preoccupato che i giudici, invece di applicare le leggi, attraverso una interpretazione creativa, le trasformino, perché così invadono il campo del Parlamento e fanno perdere ai cittadini la certezza del diritto&#8221;. </em>Parole di grande rigore quelle di Zanoletti, per anni senatore dell&#8217;Udc. Il partito che ha candidato il <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/squillo-parlamentare/guai-giudiziari/guai-giudiziari.html"><strong>leggendario Mimmo Mele</strong></a>, Totò Cuffaro, Calogero Mannino, Vito Bonsignore, Aldo Patriciello, Giampiero Catone, Vittorio Adolfo, Francesco Saverio Romano e il piemontesissimo Teresio Delfino. Cos&#8217;hanno, costoro, in comune? Scopritelo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/onorevoli-wanted-gomez-peter-editori/libro/9788835957720?a=389193"><strong>da soli</strong></a>.  </p>
</div>
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		<title>Fox and not News</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa è capitato un mezzo casino alla Casa Bianca. In sostanza l&#8217;amministrazione Obama ha negato a un giornalista di <strong>Fox News</strong> un colloquio che il presidente aveva concesso a tutte le altre tv nazionali: CBS, CNN, NBC eccetera. Levata di scudi: Fox ha protestato, quasi tutte le emittenti l&#8217;hanno difesa in nome della libertà di stampa. Finché MSNBC ha ospitato la rubrica di una sua collaboratrice, <strong>Rachel Maddow </strong>(a proposito: ha 36 anni. Da noi gli editoriali li fanno Scalfari, Bocca, o il &#8216;giovane&#8217; Gramellini, che è a un passo dai 50 e quindi giovanissimo, o il ragazzino Serra, 54). La Maddow ha spiegato, in parole semplici semplici, cosa rende diversi <strong>Fox</strong> e <strong>News</strong>, Fox e le notizie. La differenza tra Fox e le News non è che Fox pulluli di  destroni duri e puri. Le opinioni sono il sale del giornalismo, fiori di giornalisti hanno le loro rubriche in cui danno la LORO opinione sull&#8217;economia, sulla guerra, anche sullo sport. Non per questo perdono credibilità, almeno negli Stati Uniti, quando invece fanno solo i giornalisti e scelgono cosa raccontare, o come raccontarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fox è un covo di ultraconservatori: questo lo sanno tutti e va bene a tutti. Un loro editorialista, <strong>Rush Limbaugh</strong>, chiama Barack <em>&#8220;il negro magico&#8221;</em>. Fox è quella rete che, peraltro, ha lanciato la mania ereditata in Italia dall&#8217;americanissimo <strong>Sky Tg 24</strong>, che nel recente passato mandava in onda frasi come <em>&#8220;la nostra obiettività è sotto i tuoi occhi&#8221;.</em> Si giudica da sé. Tra l&#8217;altro i sondaggi che lancia Sky Tg 24, ogni tanto, restituiscono uno spaccato degli ascoltatori inquietante, al cui confronto l&#8217;<em>audience</em> di Fox News pare quella di un oratorio: se domandano chi abbia ragione tra Gigi, pestato dalla polizia, e le forze dell&#8217;ordine il 3% dice Gigi, il 67% la polizia e il 30% risponde che andrebbe risarcito l&#8217;agente che ha gli rotto il manganello in testa per danneggiamento. Ma che volete: io, di mio, se capita che Tizio venga a dirmi che è onesto senza che gliel&#8217;abbia chiesto&#8230; eh, quel po&#8217; di dubbio mi assale. Non foss&#8217;altro che per un senso dell&#8217;umiltà un po&#8217; troppo latitante, nevvero? Ecco, Fox News ama da sempre gli <strong>slogan autoincensanti</strong> tipo: &#8220;<em>You decide&#8221;,</em> decidi tu, oppure <em>&#8220;Fair and balanced&#8221;</em>, onesta ed equilibrata. Eccerto, come no. In realtà Fox è una macchina da guerra contro il partito democratico. I suoi opinionisti sono un frullato di Belpietro-Feltri-Socci con doppia sottiletta: chi definisce Obama un razzista, chi dà della marxista a una sua collaboratrice, chi lo accusa di essere un veteromaoista. Tanto là è praticamente impossibile mettere il piede in fallo: è più facile fotografare Bin Laden in spiaggia a Miami che dimostrare una diffamazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che rende Fox un canale non di giornalismo ma di propaganda è altro. È il fatto, cioè, che Fox non si limiti a ricevere pubblicità a pagamento di propaganda anti-Obama, quello lo fanno anche altri. Il fatto è che PRODUCE propaganda anti-Obama. I suoi giornalisti più noti non solo bastonano beatamente Obama ma sono essi stessi gli organizzatori e i promotori di iniziative concepite al solo scopo di contestare il presidente. Per esempio: quel tizio dallo sguardo vitaminico e fiero che risponde al nome di <strong>Glenn Beck </strong>è un burattinaio del <a href="http://taxdayteaparty.com/"><strong>Tax Day Tea Party</strong></a>, un movimento conservatore che detesta la politica democratica. Beck animerà anche la marcia <a href="http://912dc.org/"><strong>9/12</strong></a> del prossimo dicembre, una manifestazione dichiaratamente ostile al governo. Un altro volto noto di Fox, <strong>John Stossel</strong>, è uno dei maggiori traini per <a href="http://www.americansforprosperity.org/national-site"><strong>Americans for Prosperity</strong></a>, un&#8217;organizzazione di ultradestra che, per dirne una, considera la riforma sanitaria pensata da Obama (assistenza per tutti quelli che hanno bisogno, come da noi) una vaccata criminale. Non è illegale pensarla così, per carità. Piuttosto è che, così facendo, il canale perde fatalmente lo <em>status</em> giornalistico e assume quello, ben più calzante, di macchina propagandistica.  </p>
<p style="text-align: justify;">Più leggevo la vicenda Obama-Fox, più pensavo a quanto gli americani sarebbero in imbarazzo a usare il loro metro di libertà di stampa qui. Qui da noi, che quando loro ancora rincorrevano i bisonti con le lance si chiacchierava amabilmente di vizi e di virtute al circolo degli artisti a corte. Nei secoli ci siamo un po&#8217; bruciati il vantaggio, pare. Cosa direbbe, per esempio, Rachel Maddow, di <strong>Libero</strong>? Un giornale che ha distribuito per anni libri scritti a quattro mani dal direttore, <strong>Vittorio Feltri</strong>, e dal politico (ora pure ministro) di Forza Italia <strong>Renato Brunetta</strong>? Libero offriva insieme al giornale titoli, autoprodotti, di alto lignaggio letterario quali &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/i-peccati-di-prodi.pdf">I peccati di Prodi, tutti gli errori contenuti nel programma della sinistra</a>&#8220;. Oppure ancora capolavori provvidenziali quale il saggio-lampo &#8220;<a href="http://www.freefoundation.com/libri/Parte%20come%2001.pdf">Come si vota</a>&#8220;, messo insieme in pochi giorni dopo l&#8217;ultima caduta di Prodi. Saggio che Feltri, prima di lanciare Brunetta con pensieri in libertà su &#8220;la fine dell&#8217;epoca del Centrosinistra&#8221; e &#8220;Per non passare dal declino al degrado&#8221;, apre così: <em>&#8220;Non vedevamo l&#8217;ora fosse sciolto il Parlamento e Prodi inviato nel posto dove riposano gli insaccati migliori: in Emilia, a Bologna&#8221;</em>. Ecco, la differenza tra Libero e le notizie, e anche tra Il Giornale e le notizie, non è che stiano da una parte o che facciano scrivere delle amenità. È che SONO quella parte. Il Giornale non tifa per Berlusconi punto e basta: è di proprietà della famiglia Berlusconi. I suoi giornalisti sono stipendiati dai Berlusconi. Bravi finché volete (ma anche no), &#8216;giusti&#8217; e logorroici come Beck, o anche meglio. Però quando Alessandro Sallusti scrive difese appassionate di Berlusconi come questa (&#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/interni/perche_giudici_perseguitano_cavaliere/30-10-2009/articolo-id=394884-page=0-comments=1">Perché i giudici perseguitano il Cavaliere</a>&#8220;), così ponderate e rispettose delle istituzioni, mi vien da pensare che lo faccia <em>pro domo sua</em>, più che per un reale afflato di ribellione contro quella cosca di magistrati comunisti che ce l&#8217;ha a morte col suo datore di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo <strong>Nicola Porro</strong>, l&#8217;alfiere di prima fila del Giornale (quello che va sempre da Santoro a fare &#8216;il ragionevole&#8217;: gli manca il sottopancia maniavantista <em>&#8220;Guardate che io sono equilibrato anche se mi paga Berlusconi&#8221;</em> ma tutte le sue parole, gesti, sguardi trasudano quel concetto). Per anni s&#8217;è accanito contro Mortazza Prodi, quell&#8217;imbecille cattocomunista baciapile reo di non abbassare le tasse agli italiani per pura cattiveria e di strozzare per gusto del macabro le imprese con l&#8217;Irap (l&#8217;i<strong>mposta-rapina</strong>, ricordate?). Adesso, miracolosamente, la pressione fiscale (che è sempre uguale) non interessa più. Sparita. Dove sono i tre scaglioni invocati e promessi da 10 anni dai forzaitalioti? Quello <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1999/maggio/29/Fisco_conti_tasca_alla_riforma_co_0_9905294961.shtml">zero, 23 , 33 percento</a></strong> che Silvio invocava e prometteva? E dov&#8217;è il taglio dell&#8217;Irap? O se l&#8217;Irap la incassa Tremonti e non Padoa Schioppa la si paga più volentieri e non strozza più? La rivoluzione liberale, il diritto naturale (sic, non è parola di Hobbes ma di Silvio) di versare non più di un terzo dei guadagni in tasse che fine ha fatto? Lo sappiamo tutti, lo sapevamo già: non si può fare perché mancano i soldi. Ma Porro, il contabile del Giornale, ora ha altro di cui occuparsi. Se la prende, per esempio, con la Confindustria, perché non tesse le lodi del governo ma chiede &#8217;ste benedette riforme e i tagli delle tasse promessi e ancora una volta disattesi. Porro non critica il dottore: se la prende col malato, titolando nel suo blog il <em>file</em> &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2009/05/21/cha-palle-la-confindustria/">che-palle-la-confindustria</a>&#8221; (veramente ha scritto &#8216;<em>cha</em>&#8216;, gli faccio pure da correttore ortografico): <em>&#8220;Ma davvero Confindustria merita tutto lo spazio che noi giornalisti le regaliamo?&#8221;</em>. Boh, vedi tu, Porro. Sono mediamente vostri elettori, i santi imprenditori, quelli che creano ricchezza, che rischiano e blablabla. Lo spazio lo meritano solo quando se la prendono coi sindacati e invece quando si lagnano delle promesse non mantenute è meglio parlare dell&#8217;anticiclone delle Azzorre?</p>
<p style="text-align: justify;">E così Porro, che a Fox (non) News farebbe sfracelli, si lancia pure in un &#8220;<a href="http://blog.ilgiornale.it/porro/2008/11/02/io-non-voto-obama/">Ma che palle sto Obama</a>&#8220;. Contenuto: <em>&#8220;&#8230; si danno i voti su quell’insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no&#8221;</em>. Come Glenn Beck: solo che gli manca il fisico.</p>
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		<title>Che Idea!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho letto un pieghevole allegato a un settimanale locale, Idea, che viene mandato gratuitamente a casa (si finanzia con pubblicità, redazionali e simili). Il direttore accetta consigli su temi e argomenti non ancora trattati, giacché pur essendo la rivista diventata &#8220;una vera e propria televisione su carta ricercata, appassionata e attendibile&#8221; (da quand&#8217;è che il metro di paragone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho letto un pieghevole allegato a un settimanale locale, <a href="http://www.ideawebtv.it/index.php?option=com_flippingbook&amp;Itemid=406">Idea</a>, che viene mandato gratuitamente a casa (si finanzia con pubblicità, redazionali e simili). Il direttore accetta consigli su temi e argomenti non ancora trattati, giacché pur essendo la rivista diventata <em>&#8220;una vera e propria televisione su carta ricercata, appassionata e attendibile&#8221;</em> (da quand&#8217;è che il metro di paragone di ricercatezza, passione e attendibilità è la televisione?) , nonostante <em>&#8220;la completezza dei contenuti&#8221;</em>  e la carta patinata <em>&#8220;che non teme confronti con le maggiori riviste a diffusione nazionale&#8221;</em> ci possono sempre essere <em>&#8220;temi non trattati&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la rivista diventò settimanale, l&#8217;ex sindaco di Alba <strong>Giuseppe Rossetto</strong> disse che quello era un giornale serio <span style="text-decoration: underline;">perché</span> non parlava male di nessuno. Ummm. Quel &#8216;perché&#8217; non mi tornava. Ricordo che avevo sùbito pensato al mio primo coach di basket, Beppe, che un giorno ci stava leggendo le statistiche di inizio campionato e mi disse: <em>&#8220;Tu non hai fatto falli, ieri. Neanche domenica scorsa. Zero falli&#8221;</em>. Io già mi bullavo ma mi fulminò:<em> &#8220;Bene, sì, bravo. Vorrà dire che ti fai la prossima in panchina, quella dopo pure e poi vediamo&#8221;</em>. Ero basito. <em>&#8220;Se non fai mai un fallo, non uno in due partite da 40 minuti, vuol dire che non ci provi neanche a recuperare una palla, che non contrasti mai. Non difendi. Non attacchi. E se non hai voglia di sbatterti per la squadra perché io ti devo mettere in campo?&#8221;</em> Se un giornale non denuncia mai niente, se non &#8217;scopre&#8217; mai qualcosa che non va, se il suo motto è &#8221;noi polemica non la facciamo&#8221; e racconta solo di belle persone, belle imprese (pure in copertina col logo aziendale, se pagano qualche migliaio di euri), belle iniziative, bei discorsi, bei sindaci, belle fondazioni, belle strade, belle banche, begli assessori allora fa un qualcosa che è molto, ma molto difficile riuscire a chiamare giornalismo. Eppure anche in questo paradiso terrestre del basso Piemonte dove nessuno ruba, nessuno inganna, nessuno sbaglia, nessuno fallisce, nessuno butta le cicche di sigaretta per terra (anzi, nessuno fuma, così come nessuno sniffa cocaina, per carità d&#8217;Iddio), ciascuno nasce candidato alla beatificazione e tutto fila più liscio del <strong>Truman Show</strong> qualcosa di ghiotto per i giornalisti ci sarà, no? Ma sì, che c&#8217;è. Basta volerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">a) La <strong>truffle-truffa</strong>. Alba è la capitale mondiale del tartufo. <strong>Aldo Cazzullo</strong>, inviato del Corriere della Sera, <a href="http://frittinpagella.blogspot.com/2009/10/la-truffle-truffa.html">ha raccontato</a> a Radio Rai di un&#8217;Alba uguale a Taormina, dove ormai si mangia per strada, e soprattutto di un&#8217;Alba che <strong>spaccia tartufi non suoi</strong> per suoi. <em>&#8220;Se tutti i tartufi di Alba fossero davvero di Alba allora dovrebbero crescere sugli alberi come le ciliegie&#8221;</em>, ha detto Cazzullo. Che non ha scoperto l&#8217;acqua calda, peraltro. Un&#8217;inchiesta sul tartufo e, se c&#8217;è, sul traffico di <em>tuber </em>che arriva dal resto d&#8217;Italia e dall&#8217;Est potrebbe scoperchiare il pentolone, no? O è meglio non rompere le palle ai ristoratori (pazienza se la gente viene qui a mangiare il tartufo di Acqualagna) e farsi raccontare l&#8217;ultima maniera di cucinare il coniglio con un bel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubbliredazionale">pubbliredazionale</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">b) <strong>Metanopoli 2</strong>. Senza smuovere i servizi segreti tempo fa ero andato sul sito del Comune cliccando su <em>&#8220;<a href="http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml">dati qualità dell&#8217;aria</a>&#8220;</em>. Dai quali, facendo due conti facili, avevo tratto un paio di considerazioni singolari. La prima è che nell&#8217;aere albese volano un sacco di schifezze. La seconda è che risultano degli strani picchi notturni di inquinamento nei pressi del ponte del Tanaro. E sapete cosa c&#8217;è vicino alla centralina che rileva le polveri? Sarebbe bello saperne di più, visto che l&#8217;aria è nostra e la respiriamo noi. O è meglio lasciar perdere?</p>
<p style="text-align: justify;">c) <strong>Puffolandia</strong>. Questa è una mia fissa, lo ammetto. Ma da quando <strong>Marina Salamon</strong> ha avuto il coraggio di dire che <a href="http://www.ilbranco.com/2009/01/noi-puffi-siam-cosi/">i Tetti Blu le hanno dato il voltastomaco</a> mi sono sentito un po&#8217; rassicurato. Ma è possibile, è accettabile che un posto che si candida a diventare patrimonio mondiale Unesco faccia costruire delle cose così? Potrebbe mai succedere, in Toscana o in Borgogna, una cosa del genere?</p>
<p style="text-align: justify;">d) <strong>Scudo fiscale</strong>. Chissà cosa ne pensano gli albesi, popolo notoriamente danaroso, dello scudo fiscale? Difficile a dirsi, &#8211; lo Stato garantisce l&#8217;anonimato ai disonesti - che qualcuno salti fuori a raccontare, men che meno a un giornalista, che ha appena rimpatriato dalle Cayman qualche capitale sottratto al Fisco. Però si potrebbe sentire l&#8217;Agenzia delle Entrate, un assessore al bilancio, qualche banca locale. Potrebbero uscirne informazioni interessanti. Oppure si può dire che ad Alba nessuno froda, nessuno imbosca, nessuno è disonesto.</p>
<p style="text-align: justify;">e) <strong>Gomiti alti</strong>. Poche settimane fa l&#8217;ex vicesindaco Cirio si è scagliato, in un imperdibile intervento radiofonico, <a href="http://www.ilbranco.com/2009/09/il-etilometro-sic-maledetto/">contro l&#8217;etilometro</a>. Perché non risentirlo e chiedergli per esempio cosa intende dire quando chiosa che quell&#8217;apparecchio <em>&#8220;maledetto&#8230; va usato con molta attenzione&#8221;</em>? Se bevi vino albese non dovresti essere controllato?</p>
<p style="text-align: justify;">f) <strong>Apollo 20</strong>. Era davvero imprescindibile costruire una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/04/349/">base spaziale della Nasa</a> al Mussotto?</p>
<p style="text-align: justify;">g) In un editoriale il direttore aveva <a href="http://www.ilbranco.com/2009/09/gambero-rosso-fritto/">stigmatizzato i negozietti di kebab</a> che ormai pullulano. Un&#8217;inchiesta potrebbe chiarire se anche qui ci può esssere lo stesso <a href="http://www.blogmilano.it/blog/2009/04/17/milano-forniva-carne-avariata-ai-kebab-milanesi/">rischio che si è corso a Milano</a>. Al sindaco si potrebbe chiedere quale sarà la politica enogastronomica della sua amministrazione. E, magari, insieme al kebab provare a capire se ci sono anche ristoratori nostrani che fanno i furbi, soprattutto in tempo di fiera del tartufo.</p>
<p style="text-align: justify;">Voilà. Buon lavoro.</p>
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