Brancogenesi
Giampiero Busato si chiama Giampiero perché da ragazzetto era grassoccio e Galeazzi era l’emblema dei sovrappeso. Si chiama Busato giacché veniva accusato d’essere un effeminato (solo perché cucinava, e alle ragazze talora – sottolineo: talora – preferiva il vino). E un cronista della Rai, tale Giancarlo Busato, era stato preso per i fondelli dalla Gialappa’s band per una scritta (“Busato culatòn”) messa lì sul muro prima di una sua intervista a qualche calciatore. Va da sé che Giampiero Busato non è più grasso e non è mai stato culatòn, anche se non ci troverebbe niente di male nel caso, e che soprattutto non si chiama né Giampiero, né Busato. Fa il giornalista a Milano ma spesso passeggia per Alba (sì, se non resistete alla curiosità lo trovate qui).
ilBranco è stata la casa dell’anima universitaria di GB, di Giacosa, e di altri.
