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	<title>ilBranco &#187; Carlo Castellengo</title>
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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>Quella nota non identificata</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, Carlo Castellengo. Forte di un pregio: non piaceva a nessuno. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_773" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32.jpg"><img class="size-medium wp-image-773" title="3" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32-300x252.jpg" alt="Carlo Castellengo. Non è sindaco." width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Castellengo. Non è sindaco.</p></div>
<p>Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, <strong>Carlo Castellengo</strong>. Forte di un pregio: <strong>non piaceva a nessuno</strong>. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio (non è un lapsus) Feltri che t&#8217;accompagna in gita al lago anche in chi aveva sempre votato centrodestra. E così Castellengo finì al ballottaggio contro il candidato del Pd Marello. Spaventato dall&#8217;emorragia di voti (la sua gente, in segno di sommo spregio, votò le sue liste al primo turno ma in parte l&#8217;altro candidato) i Castellengos si inventarono una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/il-voto-utile/">mossa della disperazione</a>: in sostanza invitarono a votare Carlo non per convinzione ma perché se il popolo avesse eletto sindaco l&#8217;altro, beh, ci sarebbe stato un primo cittadino rosso in un consiglio comunale a maggioranza blu. E questo perché, secondo loro, la legge andava interpretata nel senso a loro favorevole nei casi in cui un candidato non avesse ottenuto anche la maggioranza dei voti validi delle sue liste. Avesse vinto Marello si sarebbe trovato nella scomoda e peritura posizione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anatra_zoppa"><strong>anatra zoppa</strong></a>. Lo sosteneva anche <a href="http://www.comune.alba.cn.it/COMUNE/Servizi_Uffici/Servizi_Staff/Comunicatisito/2009/giu/elezioni.htm">l&#8217;ufficio stampa</a> del Comune, lesto a  pubblicare un articoletto sul sito ufficiale del municipio per confermare la tesi di Castellengo (a proposito: peccato ci si fosse dimenticati di specificare agli elettori che quell&#8217;ufficio stampa stesse agendo non da giudice ma voce della maggioranza).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Morale? La gente <strong>se ne fregò</strong>. Pur di non avere Castellengo sindaco, alla seconda chiamata votò in massa Marello. I berlusconesi al gianduja, va detto, la presero malissimo. Io, per mesi, non vidi Castellengos in circolazione, in specie gli illuminati strateghi che lo lasciarono solo a combattere sulla linea del Piave, a perdere un&#8217;elezione già vinta. Ma ricordo ancora la campagna di Carlo e dei suoi: <strong>la sinistra mente! Se li votate non ci sarà la governabilità!</strong> E poi la chicca: <strong>pure il Ministero dell&#8217;Interno ci dà ragione!</strong> Qui occorre dire che Alba, soprattutto tra gli over 50, è ancora sufficientemente arretrata da temere l&#8217;autorità in sé: se lo dice il Ministero allora è vero (come se vedo l&#8217;auto dei vigili urbani mi sento un po&#8217; in imbarazzo, ecco, o se entro in una chiesa sconsacrata - scena cui ho assistito ieri alla Cappella del barolo di La Morra - mi faccio ugualmente il segno della croce; o come la mia vicina, che quando parla del suo padrone di casa lo chiama con deferenza <strong>Il Geometra</strong> manco fosse un titolo nobiliare o un riconoscimento accademico di quelli riservati a Carlo Rubbia o a Tullio Regge). Il Ministero, dicevo. Il sito di Carlo Castellengo, tuttora in linea, dice così:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La sinistra, come sempre</em> (ebbè, certo, sta ancora digerendo i bambini, figurati se non bara alle elezioni) <em>cerca anche in questo campo di confutare la verità, ma la legge in questo tema è chiara, come confermato dal Ministero dell&#8217;Interno con la sua nota del 11 giugno</em> (DEL UNDICI GIUGNO? Ma rileggere, prima di pubblicare?), <em>che di seguito riportiamo.</em></p>
<div id="attachment_761" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-761" title="Castell" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell-150x150.jpg" alt="La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Già ai tempi, quella noterella &#8216;confermativa&#8217; mi pareva un po&#8217; buttata lì. Con quel logo un po&#8217; raffazzonato, quel linguaggio tecnico-zoppicante, quel <em>font</em> strano. Boh. Forse Castellengo aveva soltanto il fax difettoso. Poi però succede che Castellengo perde e che il supposto esperto del Ministero non ci indovina proprio: <strong>l&#8217;ufficio elettorale dà la maggioranza a Marello</strong>. Doppia fregatura per Castellengo. Che però, smaltite le botte, torna alla carica e <strong>fa ricorso al Tar</strong>. Vuole la maggioranza. Il ricorso glielo firmano i Popolani della Libertà: il sindaco uscente (e pure avvocato) Giuseppe Rossetto, Roberto Cerrato (un musicista della libertà), Giovanni Malcotti (un farmacista della libertà) e Mariella Bottallo (una commercialista della libertà) . E nel ricorso <strong>citano pure &#8217;sta benedetta nota</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorpresa: il Tar li manda a casa con le pive nel sacco. Lasciamo stare i commenti di genetica berlusconica, come quelli senatore <strong>Zanoletti</strong>, per cui se perdi è sempre colpa dell&#8217;arbitro. Qui la cosa interessante è proprio la nota del ministero. Perché se si legge <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/10/30/la-sentenza-del-tar-piemonte/">la sentenza per intero</a> si scopre che quella nota, dal Tar, come minimo è messa in discussione. Ma non nel contenuto. Nella sua esistenza. I Castellengos hanno messo in mezzo, come &#8216;interessati&#8217;, anche il Ministero dell&#8217;Interno e l&#8217;ufficio elettorale. Bene: nella sentenza entrambi vengono estromessi, perché in sostanza il Tar spiega che al Ministero non fanno consulenza elettorale, ma organizzano soltanto l&#8217;apparato per le elezioni. Quindi questa nota non si capisce bene cosa debba essere, giacché Castellengo l&#8217;ha chiesta alla persona sbagliata (il Ministero) e poi ha schiaffato la risposta su Internet e tappezzato la città avvertendo che il Ministero sosteneva che bla bla e che quindi era assolutamente necessario votare per lui. Il voto utile col timbro degli Interni, insomma. Quindi c&#8217;è una nota che è stata chiesta a chi non ha autorità per decidere sulla questione e che non ha alcun valore, né giuridico, né orientativo, né interpretativo. Niente. Però questa nota viene prodotta e pubblicizzata ugualmente dal prode Carlo, manco fosse la prova provata che Marello non andasse votato per questioni di utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La nota, poi, come detto, viene del tutto disattesa dal Tar. Ma non solo: si scopre che i ricorrenti non l&#8217;hanno allegata col suo numero, la data eccetera. No: è stata messa agli atti come nota &#8216;anonima&#8217;, così, come foglietto volante, coll&#8217;intestazione del Ministero ma senza i riferimenti necessari per inquadrarla, tanto che il Tar la liquida così:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>[...] laddove il parere contrasta l’orientamento interpretativo fatto proprio dal Ministero dell’Interno (<span style="text-decoration: underline;">in una non meglio identificata nota</span>), i ricorrenti ribattono che, al contrario, tale orientamento “è del tutto pertinente ed è altresì corretto”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma come sarebbe a dire <strong>non meglio identificata</strong>? Il Tar non l&#8217;ha riconosciuta? I ricorrenti si sono dimenticati di portare le prove che la nota esistesse veramente? Ma che modo è di allegare una nota ministeriale? Oh, sia chiaro: non ho alcun dubbio sull&#8217;ontologica sincerità del movimento pidiellino albese. Le menzogne sono arte e natura dei komunisti albesi. Però su questa nota-non-meglio-precisata (cit.) la stampa locale avrebbe potuto (dovuto?) indagare. Ovviamente non è uscita una riga. Non si sono lesinate le righe, invece, sull&#8217;ultima moda della Seconda Repubblica: se la partita finisce male, prenditela con l&#8217;arbitro. <em>&#8220;Come parlamentare sono estremamente preoccupato che i giudici, invece di applicare le leggi, attraverso una interpretazione creativa, le trasformino, perché così invadono il campo del Parlamento e fanno perdere ai cittadini la certezza del diritto&#8221;. </em>Parole di grande rigore quelle di Zanoletti, per anni senatore dell&#8217;Udc. Il partito che ha candidato il <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/squillo-parlamentare/guai-giudiziari/guai-giudiziari.html"><strong>leggendario Mimmo Mele</strong></a>, Totò Cuffaro, Calogero Mannino, Vito Bonsignore, Aldo Patriciello, Giampiero Catone, Vittorio Adolfo, Francesco Saverio Romano e il piemontesissimo Teresio Delfino. Cos&#8217;hanno, costoro, in comune? Scopritelo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/onorevoli-wanted-gomez-peter-editori/libro/9788835957720?a=389193"><strong>da soli</strong></a>.  </p>
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		<title>L&#8217;Italia dei balordi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 12:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera tornavo verso casa una volta scorto il mio ex professore di filosofia, Giuseppe &#8216;Wilde&#8217; Farinetti (non invecchia mai!) in piazza e aver sentito intonare &#8220;Bella ciao&#8221; per ricordare i partigiani. (&#8217;sti comunisti non cambiano mai).  Sono passato per via Maestra e piazza del Duomo: black-out. Sfiga, eh? Il sindaco in carica forse aveva [...]]]></description>
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<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/litalia-dei-balordi-2/zizzalla/' title='Zizzallà'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/zizzalla-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Qui mi aspettavo un altro slogan: &quot;Con la benzina bruciano prima, bidibibodibibù&quot;" title="Zizzallà" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/litalia-dei-balordi-2/attachment/5/' title='5'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="O con Comoglio, o con i Vietcong!" title="5" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/litalia-dei-balordi-2/attachment/2/' title='2'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="&quot;e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali&quot;. Questa frase delle balle non era nel programma di Comoglio" title="2" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/litalia-dei-balordi-2/attachment/3/' title='3'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La desertificazione berlusconica" title="3" /></a>

<p>Ieri sera tornavo verso casa una volta scorto il mio ex professore di filosofia, Giuseppe &#8216;Wilde&#8217; Farinetti (non invecchia mai!) in piazza e aver sentito intonare &#8220;Bella ciao&#8221; per ricordare i partigiani. (&#8217;sti comunisti non cambiano mai).  Sono passato per via Maestra e piazza del Duomo: <em>black-out</em>. Sfiga, eh? Il sindaco in carica forse aveva dimenticato di lasciare accesa la luce, prima di uscire. Pensavo al volantino ricevuto nella buca, ancora in mattinata, a votazioni in corso (è legale? No? Vabbè, chissenefrega).</p>
<blockquote><p>Marello e la sinistra hanno orchestrato una colossale mistificazione per dare ai loro sostenitori l&#8217;illusione di una possibile vittoria con una larga maggioranza consigliare e nascondere agli elettori una lampante verità: se Marello diventasse sindaco sarebbe un sindaco senza maggioranza e la città, cosa mai avvenuta, resterebbe senza guida.<br />
(<a href="http://www.carlocastellengo.it">www.carlocastellengo.it</a>)</p></blockquote>
<p>Bel modo di chiedere il voto. Tra una riga e l&#8217;altra Castellengo pareva ammettere: ok, già al primo turno ho preso meno voti delle mie liste e ho capito che vi sto sul cazzo ma siccome non c&#8217;è alternativa alla mia minestra votatemi lo stesso. Fatelo per Rossetto, per Cirio, per Silvio, fatelo per chi vi pare ma fatelo.</p>
<p>Colossale, lampante, mistificazione. Parole tagliate con l&#8217;accetta. E mi dicevo: su questo avranno ragione. Vuoi mica dire che son tutte fregnacce? Vuoi forse anche solo pensare che il Comune di Alba  si sia tolto la casacca da arbitro,  messo quella dello United Castellengo e in pieno ballottaggio abbia scritto: occhio che se votate kompagno Pol Marellot il rivoluzionario <a href="http://www.comune.alba.cn.it/COMUNE/Servizi_Uffici/Servizi_Staff/Comunicatisito/2009/giu/elezioni.htm">non avrà la maggioranza</a> in consiglio? Avrebbe pestato una cacca grossa così, dai. Vuoi mica dire che i destroni di Alba, così eleganti e dal codice genetico profumato <em>Déclaration</em> di Cartier, si sono abbassati ai fumetti di matrice calderoliana che hanno ispirato il ballottaggio del braidese Gianni Comoglio (pure lui, <em>pour cause</em>, è stato preso a pedate dai concittadini, pure lì tutti iscritti a Potere Operaio)? Vuoi mica dire che hanno accusato LA SINISTRA di &#8220;mentire, come fa sempre&#8221;, e di <a href="http://www.carlocastellengo.it/immagini/banner_06%20copia.jpg">ingannare l&#8217;elettorato albese</a> nella miglior tradizione delle repubbliche socialiste? &#8220;Chi si comporta così non è degno di fiducia&#8221;, leggevo, ed ero quasi d&#8217;accordo.</p>
<p>Stamattina, poi,  la commissione elettorale si è riunita e ha dato la maggioranza a Maurizio Marello. Non 11 a 9, non 10+1 a 10, non 13-2+0,8 a 10,4. Non le torte con la fetta rossa, quella del diavolo, sempre più smangiucchiata e quella blu che diventava sempre più grossa col passare del giorni. Il doppio: <strong>14 consiglieri contro 7</strong>. Una commissione tecnica, che implicitamente ha dimostrato che la destra si era inventata balle sul voto utile. Ma le balle se l&#8217;era inventate pure il Comune, che dovrebbe essere quello con la maglia nera, non azzurra o bianca. Castellengo, Rossetto, Cirio, Zanoletti, Spolaore, Cerrato, Miroglio (e pure Comoglio, <em>en passant</em>), ufficio elettorale di Alba, ve la posso dire una cosa?</p>
<p>No, va. Però è quella lì, avete indovinato.</p>
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		<title>Spiace.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 18:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste elezioni comunali di Alba le avrebbe vinte anche il gatto Silvestro, l&#8217;avesse candidato il centrodestra. L&#8217;Italia è berlusconica nonostante le escort (anzi, cosa dico, forse proprio per le escort: dice Vittorio Feltri che abbiamo poco da scandalizzarci se il premier va a mignotte perché in fondo siamo tutti puttanieri). La provincia di Cuneo è legaiola e il sindaco uscente piaceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Queste elezioni comunali di Alba le avrebbe vinte anche il gatto Silvestro, l&#8217;avesse candidato il centrodestra. L&#8217;Italia è berlusconica nonostante le <em>escort</em> (anzi, cosa dico, forse proprio per le <em>escort</em>: dice Vittorio Feltri che abbiamo poco da scandalizzarci se il premier va a mignotte perché in fondo siamo tutti puttanieri). La provincia di Cuneo è legaiola e il sindaco uscente piaceva anche alle fioriere. Le liste di destra hanno preso la maggioranza in consiglio. Ci hanno buttato almeno centomila euro per regalare gelati, aperitivi, cene, pizza, prosecco e per volantinare persone, cose e animali agitando lo spauracchio della dittatura cinese. Santa pace: cosa voleva di più <strong>Carlo Castellengo</strong>? Giocarsela a poker con mio nipote di 13 mesi? A tennis con Alex Zanardi? A chi ha più soldi sul conto in banca con me? </p>
<p>Oh, è riuscito a perdere. Non solo. Gli è riuscita l&#8217;impresa epica di farsi non votare, al ballottaggio, da chi lo aveva votato al primo turno. E di far  vincere, caso unico dal 1948, un sindaco di (vaga) ispirazione progressista. In sintesi: non si sa come e non si sa perché ma Castellengo sta sui maroni anche a buona parte del popolo di Silvio <del datetime="2009-06-22T18:03:44+00:00">il Glande</del> il Grande. Ma come diavolo l&#8217;hanno scelto, un milionario quasi settantenne, a fare la campagna elettorale alle famiglie, dicendo che ad Alba ci saranno più case per tutti, più lavoro per tutti, più soldi per tutti, più topa per tutti (questo non l&#8217;ha detto ma il programma è quello del popolodellalibertà)? <strong>Maurizio Marello</strong> è diventato sindaco con più voti rispetto al primo turno anche se a questo giro è andata a votare molta meno gente. Quasi comico. Si sapeva che Marello rischiava di governare in minoranza e gli albesi l&#8217;hanno votato in massa, fottendosene altamente. Piuttosto di Castellengo anche nessuno. La scelta del candidato ha rivelato un tafazzismo di destra che nemmeno Nanni Moretti in piazza con gli agghiacciati Rutelli e Fassino: la prossima volta mandatemi una mail, che vi consiglio io chi candidare a costo zero. Ho uno studio che dimostra come la statua della rotonda di corso Europa avrebbe preso il 56% se agghindata con le tinte berlusconiche e il faccione del presidente, adesso ve lo posso dire.</p>
<p>La prossima volta, già che ci siete, non fatevi fare il marketing politico da Fantaghirò e dal coniglio di Alice nel Paese delle meraviglie: siete riusciti a stare sugli zebedei a tutti, con quegli slogan inutilmente aggressivi, con &#8217;sto cazzo di mantra della SINISTRA che vampireggiava dietro Marello, con quella paletta del &#8217;divieto di svolta a sinistra&#8217; che solo un cerebroleso poteva concepire (ah no, Cirio ha detto che è &#8216;un&#8217;idea simpatica&#8217;), con quei concetti da bar sport per cui la SINISTRA ha in programma il &#8216;modello Torino&#8217;, disoccupazione, povertà, clandestini (sì, avete dimenticato la Sars, l&#8217;aviaria, l&#8217;Ebola e l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina: anche quelle, le vuole la SINISTRA). </p>
<p>Spiace, sindaco <strong>Giuseppe Rossetto</strong>. Forse hai ripetuto troppo spesso che Castellengo era &#8220;la continuità&#8221; (del resto che diavolo doveva dire, che era la novità?) e qualcuno se ne è ricordato al momento di votare. A me, che abito in <em>banlieue</em>, era arrivata voce che qualche cittadino non fosse tanto favorevole ai <em>clientes</em> che affollavano il Comune. Quando si leggeva sulla Gazzetta d&#8217;Alba che qualcuno era contento, un po&#8217; troppo contento dell&#8217;amministrazione c&#8217;è chi se l&#8217;è legata al dito. Non tutti hanno rapporti privilegiati, mani da stringere, clienti da curare. Ci sono anche gli sfigati, i falliti, e quelli normali. Un argomento su cui Marello ha fatto strage di voti, mi sa. </p>
<p>Spiace anche per <strong>Alberto Cirio</strong>. La tirata di venerdì sera, in piazza, sulla diversità genetica di quelli di destra che sono ricchi, belli, fighi e sorridenti deve aver fatto incazzare qualche invidioso che non è bello, ricco, figo (e quindi non gli rimangono troppi motivi per sganasciarsi, in effetti) ma che ha ritrovato sulla scheda elettorale tracce del suo gel, della tinta cioccolato e della <em>camiseta blanca</em> di pregio sfoggiati nei comizi elettorali più <em>casual</em>. Ha trovato le tracce e fatto la croce il più lontano possibile.</p>
<p>Spiace, <strong>ministro Castelli</strong>. Gli ho appena mandato una letterina.Voleva un tartufo perché porta fortuna ai ballottaggi, diceva lui. Il testo? Una sola parola, quella che leggete nel titolo.</p>
<p><strong>Giovani per Alba</strong>: a voi mi rivolgo sommessamente. Tranquilli: niente carri armati, niente purghe staliniste, niente Soviet. Le vostre ville, i vostri macchinoni non ve li toccherà nessuno, men che meno un sindaco più democristiano di Aldo Moro. Ma questo lo sapete già, o comunque lo capirete: è che vi divertite ancora a pensare che da stasera partiranno i rastrellamenti e che il comitato provvisorio del popolo proletario stia per portarvi via i cari, gli averi e il diritto al futuro. Quello non ve lo nega neanche Pol Marellot: è vostro come di tutti. Magari il prossimo sindaco non farà favori ai vostri genitori e non avrà un occhio di riguardo per mantenere i privilegi di chi ha già in abbondanza. Ma questo, anche se a casa lo avete sempre sentito chiamare così, non è comunismo. Significa solo essere giusti.</p>
<p>Ah, Giovani pier Alba, dimenticavo: <strong>spiace</strong>.</p>
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		<title>Castelli, accenti e Castellenghi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 10:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Castelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vip della serata di chiusura delle elezioni è Roberto Castelli, l&#8217;ex ministro simpatico come un calcio nelle balle con Durango a punta. Ad Alba è arrivato per promuovere il candidato Castellengo ma in tutti e dieci i minuti del suo intervento non lo cita mai, manco per sbaglio. Non sa chi sia e pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vip della serata di chiusura delle elezioni è <strong>Roberto Castelli</strong>, l&#8217;ex ministro simpatico come un calcio nelle balle con Durango a punta. Ad Alba è arrivato per promuovere il candidato Castellengo ma in tutti e dieci i minuti del suo intervento non lo cita mai, manco per sbaglio. Non sa chi sia e pare non gliene freghi, anche se gli ha pagato quantomeno l&#8217;aperitivo alla <a href="http://www.langhe.net/labrasilera/">Brasilera</a> (se la sarà presa, Castelli, per il nome extrapadano). Dice che Bossi e Berlusconi si son baciati, e da allora è grande amore, e che quindi poche storie: si vota centrodestra. La sicurezza, la famiglia cristiana (mammamiasanta, loro lo dicono, loro difendono la cristianità) sono i valori, non i matrimoni omosessuali, le moschee e i <em>travoni</em> della sinistra. &#8220;In questa piazza gremita&#8221;, dice Castelli a un certo punto. Penso a una battuta, poi ricordo che Castelli non fa battute. In piazza non c&#8217;è quasi un cane, manco la <em>claque </em>dei giovani per Alba, manco un missino in erba col tricolore, un fasciopadano con la celtica, un berlusconio con il Suv, una ceppa di niente. Ma la colpa non è mica solo sua: due ore prima un nubifragio ha spazzato strade e piazze di Alba, e i moderati che amano il Presidente si sono moderati in casa. Castelli molla il microfono, si fa promettere un tartufo se quello di destra vince, poi sparisce.</p>
<div id="attachment_523" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009782.jpg"><img class="size-medium wp-image-523" title="19062009782" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009782-300x225.jpg" alt="La piazza gremita (secondo Castelli). Quella che non vedete è la maggioranza slienziosa del centrodestra, che non scende in piazza ma vota." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La piazza gremita (secondo Castelli). Quella che non vedete è la maggioranza slienziosa del centrodestra, che non scende in piazza ma vota.</p></div>
<p>Siedo al bar Savona, quello che amava Fenoglio, e mi domando per chi (o se) avrebbe votato. Mi portano un <em>Rum Cooler</em> che si fa bere volentieri e toglie anche un po&#8217; di nausea. Parla <strong>Tomaso Zanoletti</strong>, senatore democristiano di Cortemilia che ha 65 anni ma non sembra aver interiorizzato appieno l&#8217;<em>ars oratoria</em>. Non ricordo niente del suo discorso se non &#8220;sinistra&#8221;, &#8220;menzogna&#8221; e forse anche &#8220;sinistra e menzogna&#8221;. Mentre qualche <em>pasionario</em> comunista distribuisce volantini per Marello, si microfonizza <strong><a href="http://www.facebook.com/s.php?ref=search&amp;sid=59d7140b37c231fc9da707acde726cfc&amp;init=q&amp;q=alberto%20cirio#/profile.php?sid=59d7140b37c231fc9da707acde726cfc&amp;id=1545191388&amp;hiq=alberto%2Ccirio&amp;ref=search">Alberto Cirio</a></strong>. Cirio ha iniziato a fare politica quando io ero da poco abbonato al Giornalino, e ha poi 3 o 4 anni più di me. Una volta era leghista, adesso è forzaitaliota. Dice che a destra si sorride, a sinistra si è infelici, che loro sono tolleranti, i &#8216;rossi&#8217; invece rosicano, che i comunisti vogliono distribuire la ricchezza e invece loro (magari non direttamente lui ma quelli che la pensano come lui) la creano. Tutto bene, tranne quando si impegola &#8211; pure lui &#8211; nel discorso della morale: la famiglia tradizionale uomo e donna, il matrimonio, il cattolicesimo. Di sicuro Cirio non ha mai usato un preservativo, non ha mai avuto rapporti prima del matrimonio, è antiabortista, antidivorzista, onora il padre e la madre, non ruba, non desidera la roba d&#8217;altri eccetera. Però tracanno il mezzo Rum Cooler rimasto nel <em>tumbler</em>, d&#8217;istinto. Penso con nostalgia a quando il suo ex <em>guru </em>Bossi parlava del &#8220;papa polacco&#8221;, dei &#8220;vescovoni&#8221;, della mafia vaticana e del mafioso di Arcore.</p>
<p>Mi metto a parlare con un amico e dopo un po&#8217; ci accorgiamo che Castellengo sta già arringando i supersiti del nubifragio. Non si sente un tubo, Carlo il giovane parla pianissimo. Non è il suo mestiere, fare discorsi. Purtroppo fa freddo, sennò l&#8217;avrei visto volentieri con la giovanilissima polo Fred Perry (e tragica maglietta della salute sotto) che sfoggia <a href="http://www.carlocastellengo.it">in homepage</a>. In piazza scovo pure un portatore sano di cartello.</p>
<div id="attachment_524" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009781.jpg"><img class="size-medium wp-image-524" title="19062009781" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009781-300x225.jpg" alt="Quell'accento che non va" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Quell&#39;accento che non va</p></div>
<p>Il cartello non pecca solo per l&#8217;occhio del maestro Manzi ma anche per quello della comunicazione: ma che è, un tema? Lo slogan, insegna il Capo Supremo, deve essere &#8220;Più topa per tutti&#8221;, tanto per dirne uno, mica &#8220;Se votate lui che è bravo e si vede che è bravo e lo fa da tanti anni poi vi assicuro che vi porterà un sacco di topa&#8221;. Mentre sto per andarmene scopro che è <em>double face</em>, il cartello. Altra foto.</p>
<div id="attachment_525" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009783.jpg"><img class="size-medium wp-image-525" title="19062009783" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/19062009783-225x300.jpg" alt="19062009783" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Anche la scuola dell&#39;obbligo va aiutata</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il portatore sano di cartello ha colpito due volte! La crisi c&#8217;è già, altro che.</p>
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		<title>Il voto utile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 18:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Castellengo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Marello]]></category>
		<category><![CDATA[Olindo Cervella]]></category>

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		<description><![CDATA[Mmmmm. Nel microcosmo albese è successo che al primo turno il predestinato successore del sindaco di centrodestra non ha vinto. Non al primo turno, via. Il 21 giugno si va quindi al duello: il berlusconico-tremontiano Castellengo (8980 voti, il 46.1%) contro il Franceschini al gianduja Marello (8062 voti, il 41.39%). Qui ad Alba ci invitano al voto utile, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_495" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/11062009764.jpg"><img class="size-medium wp-image-495" title="11062009764" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/11062009764-300x225.jpg" alt="Vuoti a perdere (o a rendere?)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Vuoti a perdere (o a rendere?)</p></div>
<p>Mmmmm. Nel microcosmo albese è successo che al primo turno il predestinato successore del sindaco di centrodestra non ha vinto. Non al primo turno, via. Il 21 giugno si va quindi al duello: il berlusconico-tremontiano Castellengo (8980 voti, il 46.1%) contro il Franceschini al gianduja Marello (8062 voti, il 41.39%). Qui ad Alba ci invitano al voto utile, e dicono: siccome le liste di Castellengo hanno preso più voti di lui, e superano appena il 50%, ci sarebbe il rischio di avere un sindaco di una parte e una maggioranza dall&#8217;altra. Quindi, sostengono i Castellenghici, mica puoi votare per Marello. Che se poi vince come fa a governare con meno consiglieri dei nostri? E allora vota utile: vota a destra.</p>
<p>Mmmmm. Fossi uno di Castellengo mi farei una domanda, piuttosto: perché il nostro Carlo ha preso meno voti delle sue liste, anche se aveva la strada aperta da un sindaco che piaceva anche alle pietre? Come ha fatto a spendere tanti dindi quanti il presidente del Real Madrid per poi pareggiare contro il Pizzighettone? Forse perché agli albesi sta sui maroni più di quanto non si pensasse? Può essere una risposta ragionevole.</p>
<p>Voto utile. Mmmmmmmmmm. A parte il fatto che il Consiglio di Stato mica è tanto d&#8217;accordo con questa storia dei premi di maggioranza, ma non è il momento di fare i tecniconi della giurisprudenza, l&#8217;altra domanda è: per chi vota il terzo candidato, <a href="http://www.impegnoperalba.it/">Olindo Cervella</a>, che ha preso 1304 voti e può far vincere l&#8217;uno o l&#8217;altro? Per saperlo compro la Gazzetta d&#8217;Alba (che ospitò il mio primo articolo in assoluto, nel maggio 1990, lo so che è un colossale chissenefrega ma per me no) e sfoglio avidamente, alla ricerca dell&#8217;endorsement <em>hillaryclintoniano</em> dell&#8217;Olindo. E invece trovo questa uscita: <em>&#8220;Non so ancora se al ballottaggio sceglierò Marello, un candidato di cui ho grande stima ma a prima vista legato a un apparato che tende a fare dell&#8217;opposizione una professione &#8211; o Castellengo. Non credo peraltro di essere determinante: i miei elettori hanno la caratteristica di essere bipartisan. Mi interessa piuttosto il rinnovamento della città&#8221;</em>.  Altro che Clinton: parole che mi sbaglierò, ma suonano terribilmente <em>clementemastelliane</em>. Rinnovamento della città, e non sa ancora se scegliere chi è al governo da due mandati e chi non ci è stato manco un giorno? Non che la cosa mi tocchi, io avrei votato Emma Bonino sindaco ma qui non si è presentata, però mi sfugge il ragionamento.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento: Olindo Cervella ha dato il suo <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/06/13/bar-politic-8/">appoggio esterno a Maurizio Marello</a>.</span></p>
<p>Voto utile: il voto utile, in politica nazionale, è una menata. Votare uno che non voteresti solo per non far vincere un terzo che non voteresti. In micropolitica, come qui, il voto utile finisce per essere quello di chi vuole far rendere il suo voto. Voto utile per sé. E non è il massimo, a dirla tutta. Vi farò sapere chi ha vinto, come e perché. Il mio <em>endorsement</em> non ve lo dico, sarebbe decisivo e non è giusto.</p>
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		<title>Due di picche</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 09:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Fenoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Letto visto detto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Castellengo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani per Alba]]></category>

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		<description><![CDATA[Càpita. Ti sbatti per mesi. Ti senti chiamato alla missione. Ogni santo sabato, mentre gli altri cazzeggiano in centro, monti il gazebo e stai lì, ore e ore, a lottare. Domenica idem. E tutto nel nome di Silvio. Vai a ritirare i santini in tipografia e lasci trecento euro per avere indietro un pacco di cartoncini con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_487" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/fff.jpg"><img class="size-medium wp-image-487" title="fff" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/fff-300x225.jpg" alt="Carlo il giovine, Emanuele il Giovane" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo il giovine, Emanuele il Giovane</p></div>
<p style="text-align: justify;">Càpita. Ti sbatti per mesi. Ti senti chiamato alla missione. Ogni santo sabato, mentre gli altri cazzeggiano in centro, monti il gazebo e stai lì, ore e ore, a lottare. Domenica idem. E tutto nel nome di Silvio. Vai a ritirare i santini in tipografia e lasci trecento euro per avere indietro un pacco di cartoncini con lo sfondo berlusconico. E te li paghi tutti: d&#8217;altronde la politica costa, e all&#8217;inizio nessuno ti regala niente.  Senti il sacro fuoco della dottrina di <strong>Adam Smith</strong> ardere nel petto. Ti pare di essere il prescelto per difendere la libertà contro i vili attacchi degli <em>khmer rossi</em>, quelli che vorrebbero riesumare Pol Pot in Italia. Scrivi slogan su Facebook (come <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?id=626119125&amp;v=wall&amp;viewas=779449739"><strong>questo</strong></a> di Emanuele Bolla: <em>&#8220;Noi non vogliamo la DECRESCITA FELICE&#8230;noi vogliamo Carlo Castellengo! Non torniamo indietro, scegliamo Carlo Castellengo, l&#8217;uomo della crescita responsabile!&#8221;)</em> e ci credi davvero, che il centro-sinistra sia il partito della <em>nomenklatura</em> moscovita sotto mentite spoglie. O che il tuo vicino di casa che vota per <a href="http://mauriziomarello.wordpress.com/">Maurizio Marello </a>(un gioviale e moderatissimo avvocato cresciuto in parrocchia) dietro quella faccia da impiegato coltivi il sogno di espropriare la tua villa di famiglia per darla in pasto alle masse proletarie. Magari è un terrorista dell&#8217;ultima generazione, come <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/02/16/cinzia-banelli-protetta-dai-nocs.html">Banelli o Mezzasalma</a>, infermiere per 12 ore e assassino le altre 12, vaiassapere. Credi davvero che Alba sia un po&#8217; Roma, e che qui si faccia la vera scelta di campo: brezneviani oltranzisti da una parte, liberali occidentali dall&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Càpita, la fregatura. Credi sinceramente che il tuo amato candidato sindaco, Carlo Castellengo, commercialista straricco classe 1941, pensi davvero a te come al suo prossimo delfino: un po&#8217; come il membro del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arnaldo_Forlani"><strong>Caf</strong> </a>Forlani aveva fatto con Pierferdinando Casini, ai tempi in cui Pier veniva chiamato &#8220;Onorevole sfondo&#8221; (sfondo alle interviste di Forlani in tivvù, intendevano dire). Fai la foto con quella stragnocca del ministro Carfagna nella serata di gala e tornando a casa, gasato e ringalluzzito, pensi: oh, vuoi vedere che domani mi telefonano Sacconi, o Brunetta, o Bondi e mi chiedono se voglio andare a Roma? Del resto Mara mi ha detto &#8220;bravo&#8221;, quindi mi stima. E nella foto mi sorride, lo fa con trasporto. Sarà mica il caso di comprarmi qualche testo della<strong> </strong><a href="http://www.magna-carta.it/"><strong>fondazione Magna Carta</strong></a> (senza la acca) per non farmi trovare impreparato alla chiamata?</p>
<p style="text-align: justify;">Magari <a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/8/assemblea/curriculum/cirioa.htm"><strong>Alberto Cirio</strong></a> &#8211; che nel paesone del tartufo è una piccola celebrità ma in Italia è solo un qualunque consigliere regionale - ti ha detto &#8221;bravo&#8221; pure lui, o &#8220;continua così, che anche io ho iniziato con i gazebo gratis per la Lega&#8221;. Cammini per strada e pare che ogni tanto ti si riconosca: inizi a essere qualcuno. Ti lasciano dieci minuti di microfono alle quattro del pomeriggio, quando la festa di Castellengo deve ancora iniziare e i tecnici stanno ancora montando le luci, e tu sali sul palco di piazza Savona carico come una molla. A spiegare agli albesi come funziona il debito pubblico, proponendoti implicitamente come nuovo assessore al bilancio del comune.  Un tuo <a href="http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1110452169&amp;ref=mf">amico</a> ti ha scritto: <em>&#8220;Auguri sinceri di un ottimo risultato!!! Li dobbiamo ammazzare tantissimo sti comunisti di merda!&#8221;</em> Giusto! Ammazzarli, e tantissimo. Lo pensi mentre scrivi il manifesto della tua lista: <em>&#8220;Noi abbiamo un grande progetto da realizzare ed abbiamo scelto la persona con cui svilupparlo, migliorarlo e renderlo concreto: questa persona è Carlo Castellengo, un uomo che, con la sua esperienza, è garanzia di serietà&#8221;</em>.<br />
Poi il paesone di Alba, finalmente, <a href="http://www.comune.alba.cn.it/Web0906/Htm/Comunali/ALBA/index_web_comunali.htm"><strong>va a votare per eleggere il nuovo sindaco</strong></a>. Forza Carlo, forza Silvio, non diamo la città in mano ai sovietici, resistiamo ai cingolati delle sinistre! Tutti insieme oggi contro il nemico, e insieme domani in consiglio comunale: ho già la borsa di pelle di Vuitton pronta, e la cravatta <em>regimental</em>. Pausa pranzo in piazza Duomo, riunioni, telefonino che squilla di continuo, magari pure qualche intervista per la Gazzetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Patatrac.</p>
<p style="text-align: justify;">La tua lista, i <a href="http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1110452169&amp;ref=mf">Giovani per Alba</a>, non prende manco i voti di tutti i suoi iscritti su Facebook.<span id="profile_status"> </span>L&#8217;uomo nuovo del debito pubblico, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=53cc7d4fe0fa1e22c2b8ee01bbd8c7bd&amp;id=1471608746&amp;hiq=lucco%2Ccastello&amp;ref=search"><strong>Tullio Lucco Castello</strong></a>: 15 voti. Si era pagato la pubblicità rompendo il salvadanaio, come disse di lui Castellengo. Cento euro a voto, gli è venuto a costare l&#8217;ambaradan. <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=01abde1cc6fd7438d4e09d5ca7d457b3&amp;gid=83551178178&amp;ref=search"><strong>Davide di Benedetto</strong></a>, quello col Duomo sullo sfondo e lo scontorno da principiante di Photoshop: 12 voti. <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=53cc7d4fe0fa1e22c2b8ee01bbd8c7bd&amp;id=1471608746&amp;hiq=lucco%2Ccastello&amp;ref=search#/group.php?sid=e0f4bbb9f6e00aeb35312517b1ca80cb&amp;gid=84333560319&amp;ref=search"><strong>Marjus Cela</strong></a>, il candidato <em>politically correct</em> che correva per ripristinare un concerto rock ad Alba e istituire le navette per riportare a casa gli ubriachi fradici il sabato sera: 3 voti. Il suo, insomma, e altri due. <a href="http://www.facebook.com/s.php?ref=search&amp;init=q&amp;q=giovani%20per%20alba&amp;sid=86a914bda7d6f13e2089f21e16ef39a3#/profile.php?id=1143889483&amp;v=wall&amp;viewas=779449739"><strong>Marcello Pasquero</strong></a>, che aveva pronte le foto da editorialista consumato: tre voti. E un amaro sfogo: &#8220;Grazie a quei 3 (tre)che mi han votato e che conosco benissmo, un fanculo di cuore a tutti quei 1000 che han promesso dei voti&#8221;. Ne avesse presi venti, forse, si sarebbe ritenuto soddisfatto. Un altro (non forzaitaliota ma comunque giovane, di Alba e tifoso di Castellengo, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?sid=53cc7d4fe0fa1e22c2b8ee01bbd8c7bd&amp;id=1471608746&amp;hiq=lucco%2Ccastello&amp;ref=search#/profile.php?id=1697484169&amp;ref=ts">Paolo Taricco</a>) sbotta: <em>&#8220;T</em><span id="profile_status"><em>utto &#8217;sto casino per andare al ballottaggio e prendere 16 voti??? bah non ne vale la pena&#8221;</em>. Chissà cosa sperava.</span> E tu? Tu che ti sei fatto un mazzo così, e la Carfagna, e Cirio, e Forlani, e Silvio e Montecitorio, i gazebo, la foto col ministro, il &#8220;divieto di svolta a sinistra&#8221;, il futuro garantito per i giovani di Alba, e quel giorno, indimenticabile, sul palco col Cavaliere? Tutto questo vale 25 voti.  <em>Seru tituli</em>. Manco tutti i parenti e amici che hanno scritto il tuo nome sulla scheda, mannaggia a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Morale? La politica fa schifo. Tutto un magna-magna. Qui non c&#8217;è mica spazio, per i Giovani. Il prode Castellengo, il sindaco che non voleva la sinistra ad Alba, non solo non si ricorderà di te ma forse non sarà neanche sindaco. Sì, perché il proletario Marello, coi suoi carri armati bolscevichi, non è stato respinto alle porte di Alba e al ballottaggio ha ottime possibilità di rovesciare la maggioranza (che da due mandati era in mano ai <em>berluscones alla Nutella</em>). Trecento euro di santini, duecento ore di gazebo, le <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/05/23/la-stracciatella-delle-liberta/"><strong>corse con l&#8217;ape gelataia</strong></a>, gli aperitivi, la festa in discoteca. Tutto a remengo. Avevi risposto, indignato, ai Giampiero Busato, ai Marco Giacosa, ai Francesco Bogliacino. Due giornalisti e un professore che ti avevano preso un po&#8217; per i fondelli sui loro blog, e che magari vi avevano avvertito: cosa credete, di contare qualcosa? Di interessare davvero a Castellengo?</p>
<p style="text-align: justify;">E adesso, con chi prendersela? Con quei tre stronzetti lì, che tutto sommato ti hanno considerato, o con gli amiconi come <a href="http://www.raffaelladelsanto.it/"><strong>Raffaella Delsanto</strong></a>, tanto carina a <a href="http://www.facebook.com/home.php#/photo.php?pid=356927&amp;op=1&amp;o=global&amp;view=global&amp;subj=626119125&amp;id=1488558932">fare le foto con te mentre attacchi i manifesti elettorali</a> ma che le preferenze se l&#8217;è prese tutte (152, e nella lista del Pdl) e ai Giovani non ne ha lasciata mezza? Lei in consiglio ci andrà, probabilmente. In provincia, forse, pure. Lei che è una &#8216;diversamente giovane&#8217;, perché ha già imparato come fanno politica i vecchi ed è con loro, con il quasi ottuagenario Raffaele Costa che si apparenta, mica coi giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Manco una telefonata, per i 280 voti gratis portati al candidato sindaco. Vien quasi da pensare che a Castellengo non gliene potesse fregare di meno: forse perché sapeva che di voti, i Giovani, gliene avrebbero portati (tutti insieme) tanti quanto una Delsanto e mezza. Ecco, forse, perché agli <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/labbuffata/"><strong>aperitivi</strong></a> li citava a fine discorso, senza ricordarsi neanche i nomi: &#8220;Ah, sì, già, poi ci sono anche i Giovani&#8230; Vieni, Bolla, fatti vedere, e poi ci sono anche gli altri, venite, insomma, bravi ragazzi, questo qui ha spaccato il salvadanaio per farsi la pubblicità elettorale&#8230; se volete, se votate loro alla fine votate anche me&#8221;. Sottotitolo del Castellengo-pensiero: mica si può prendere a calci chi ti fa campagna elettorale gratis ma i voti sono altri a rastrellarli, non certo &#8217;sti dieci pivelli, quindi voi votate il Pdl e, se proprio volete, fate votare questi qua dai vostri figli, che magari li conoscono. Due moine, due foto con stretta di mano da appendere in camera e chi s&#8217;è visto s&#8217;è visto, grazie e ciao.</p>
<p style="text-align: justify;">Al diavolo tutti, allora. E Alba? Alba è un paese di vecchi, forse pure comunisti. Ammazzarli tantissimo, sì, ma altrove.</p>
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		<title>L&#8217;abbuffata</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 15:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ipocritello, essendo nato ad Alba, un po’ lo sono pure io, eccheccazzo. Quindi capita che mi ritrovi su al mio circolo, pochi giorni fa, appena finito di dilettarmi in una borghesissima partita di tennis (in realtà gli altoborghesi che fondarono il Tennis Club Alba nel 1978, compreso l’ex sindaco democrist-sinistreggiante Demaria, ormai vanno al Golf [...]]]></description>
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<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/labbuffata/attachment/24052009748/' title='24052009748'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/24052009748-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Castellengo arringa..." title="24052009748" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/labbuffata/attachment/24052009751/' title='24052009751'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/24052009751-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ma il rosé dov&#039;è?" title="24052009751" /></a>
<a href='http://www.ilbranco.com/2009/06/labbuffata/attachment/24052009753/' title='24052009753'><img width="150" height="150" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/06/24052009753-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Qui la battuta era: &quot;Se vedi rosso spara a vista, o è un pomodoro o è un comunista&quot;" title="24052009753" /></a>

<p style="text-align: justify;">Ipocritello, essendo nato ad Alba, un po’ lo sono pure io, eccheccazzo. Quindi capita che mi ritrovi su al mio circolo, pochi giorni fa, appena finito di dilettarmi in una borghesissima partita di tennis (in realtà gli altoborghesi che fondarono il Tennis Club Alba nel 1978, compreso l’ex sindaco democrist-sinistreggiante Demaria, ormai vanno al Golf Club di Cherasco perché ha quote di accesso piuttosto esclusive, nel senso che escludono tutti quelli che non hanno taaaaanto grano).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la partita gironzolo per il club, stravolto dalla calura e dai passanti del mio pugnace avversario.  E scopro che c’è l’<strong>aperitivo dei Giovani per Alba</strong>. Boia, non posso perdermelo. Del resto sembra farlo apposta: <a onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.marcogiacosa.it/2009/05/23/la-stracciatella-delle-liberta/');" href="http://www.marcogiacosa.it/2009/05/23/la-stracciatella-delle-liberta/"><span style="color: #cb4721;">esco di casa e trovo l’Ape Gelataia ed Emanuele Bolla</span></a>. Faccio un <em>serve&amp;volley</em>, alzo la testa dal campo 6 e mi ritrovo Emanuele Bolla. Se è un segno divino, e io non voglio sottovalutare i segni divini, è mio obbligo morale assistere all’aperitivo. E anche sbocconcellare un po’ di fritto, con qualche calice di rosé servito molto <em>chilled</em>. Ipocrita, dicevo, perché l’aperitivo di destra non s’ha mica da fare per me che poi mi ergo a criticone, però diamine, son le otto di sera, è domenica, penso alla mozzarella di bufala che urla la sua solitudine nel mio frigo. La decisione è presto presa: Castellengo sindaco, e ancora un sorso di rosé, grazie.</p>
<p style="text-align: justify;">Castellengo c’è, in carne e ossa: parla un po’ piemontese e un po’ italiano, la variante est, il traffico, i finanziamenti (il circolo ne ha presi per far giocare le sue squadre di tennis di serie A), il bilancio che è migliorato, Alba nel mondo (eeeeeh). Alla fine, quasi dimentico dei suoi gladiatori, li presenta tutti insieme: “Ah vi presento i giovani. Vieni Bolla, vieni”. C’è Bolla, c’è Lucco Castello (trentasei gradi e abbigliamento da ufficio in novembre, un coraggio sovrumano), ce ne sono anche altri ma mica li conosco tutti (e qualcosa mi dice che neanche lui conosca tutti per nome e cognome): Anolli, forse, boh. Dice che questi sono bravi ragazzi, che Lucco Castello ha spaccato il salvadanaio per comprarsi la pubblicità sulla Gazzetta d’Alba. Boia, la Gazzetta dice che Castellengo ha speso almeno settantamila euro (stima al ribasso) per la campagna, cinquemila li poteva dare ai giovani, no? Prima di andar via me lo presentano, e vengo presentato come un “famoso giornalista”. Mi chiede di mio padre, che scopre di conoscere. Mi dice che adesso devo sparare tutte le cartucce, dai 30 ai 50 nella vita si fa tutto, e che è bello sapere di albesi che spargono la loro albesità nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, poi, ho rifiutato della pizza gratis, sempre di Castellengo, in piazza Savona. Aveste visto la ressa: scene di fame dal Burkina Faso. Per conto mio mica me la sentivo di bissare l’ipocrisia: ipocrita sì, ma mica professionista. Giornata elettoralmente campale, quella di ieri, con gran concerto di <strong>Marina Fiordaliso</strong>, in arte Fiordaliso, davanti alla nuova fontana. A un certo punto una signora, che vent’anni li ha avuti ma non meno di trent’anni fa, sale sul palco e inizia a sculettare e roteare braccia e gambe. Imbarazzo generale, dal quale Fiordaliso esce prendendo per mano la Cuccarini <em>de noantri </em>e calmandola con una massima che ancora sto cercando di decrittare: <em>“Nella mia vita ho un motto: ama chi sei”</em>. Ama chi sei: o è una linguista inarrivabile, o io ho non ricordo più i pronomi, o non significa un cazzo. Momenti indimenticabili, comunque: volevo fotografarla, la danzatrice del ventre (un po’ ampio) ma non me la sono sentita. Prima di Fiordaliso avevano gorgheggiato gli esponenti tutti della destra albese: il sindaco uscente Rossetto (frase chiave: <em>“Noi non ci vergogniamo della nostra storia, non come altri che lo fanno, e non faccio nomi perché non è il momento giusto”</em>. Ah, e quando è il momento giusto per far nomi, che mancano quattro giorni alle elezioni?), il consigliere regionale Cirio (frase chiave: <em>“Votateci anche in segno di rispetto e di riconoscenza nei confronti del nostro presidente Berlusconi, per tutto quello che il suo governo sta facendo”</em> . E qui ho avuto un mancamento, ho rischiato di versarmi la birretta sulle scarpe e gli avrei chiesto i danni, nel caso), Castellengo (frase chiave: non la ricordo, stavo ancora rimuginando su quella di Cirio). Forse anche lui ha detto “Ama chi sei”.</p>
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		<title>Giuseppe nel paese delle meraviglie</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 09:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho scoperto di vivere in una città &#8220;a misura d&#8217;uomo (sic), contrassegnata (sic) da una cura alta (sic) dell&#8217;arredo urbano e delle infrastrutture pubbliche, nonché dei servizi in genere, un posto dove vivere bene e della cui appartenenza essere orgogliosi&#8221;. L&#8217;ha scritto il sindaco, Giuseppe Rossetto, sul giornale comunale. Non so se sia la stessa città che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_364" class="wp-caption aligncenter" style="width: 465px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/04/rossetto.jpg"><img class="size-full wp-image-364" title="rossetto" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/04/rossetto.jpg" alt="Giuseppe Rossetto (avvocato, sposato, popolano della Libertà)" width="455" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Giuseppe Rossetto (avvocato, sposato, popolano della Libertà)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Oggi ho scoperto di vivere in una città <em>&#8220;a misura d&#8217;uomo (sic), contrassegnata (sic) da una cura alta (sic) dell&#8217;arredo urbano e delle infrastrutture pubbliche, nonché dei servizi in genere, un posto dove vivere bene e della cui appartenenza essere orgogliosi&#8221;</em>. L&#8217;ha scritto il sindaco, <strong>Giuseppe Rossetto</strong>, sul giornale comunale. Non so se sia la <a href="http://www.ilbranco.com/2007/01/alba-tragica/">stessa città che vedo io</a> (che è anche <a href="http://www.ilbranco.com/2007/11/alba-nel-blu-dipinto-di-blu/">questa</a> e <a href="http://www.ilbranco.com/2009/01/noi-puffi-siam-cosi/">questa</a>). Non so se respiri la <a href="http://www.ilbranco.com/2009/01/meglio-stare-in-apnea/">stessa aria </a>che respiro io, o se usi l&#8217;elicottero per entrare o uscire da <a href="http://www.ilbranco.com/2009/02/alba-junction/">Alba Junction</a>. Vabbè.</p>
<p style="text-align: justify;">Rossetto, adesso, mi chiede di votare per un commercialista di Forza Italia, <a href="http://www.ilbranco.com/2009/03/noi-siamo-i-giovani-i-giovani-piu-giovani/">Carlo Castellengo</a>. Per convincermi, Castellengo si è fatto pubblicare qualche paginata di agiografia su un <a href="http://www.rivistaidea.it/">settimanale locale</a>, che lo tratta appena peggio dell&#8217;arcangelo Gabriele. Non ce l&#8217;ho mica con lui. Pensavo, più in generale, a quanto siamo piccini noi provincialotti. Per prendere i voti ad Alba devi presentarti così: <em>&#8220;65 anni, sposato con Silvana, commercialista, titolare di uno studio sotto le Torri&#8221;</em>. Chiaro: se convivi o sei divorziato e fai il cassiere o il postino è difficile conquistarti la fiducia dell&#8217;albese medio perché sei un senzadio, un peccatore e soprattutto un fallito. Non è che gli altri siano diversi. <strong><a href="http://www.mauriziomarello.it">Maurizio Marello</a></strong> (che dovrebbe essere <em>contro</em> Castellengo) si racconta così in due righe, sempre sulla stessa rivista (ma a pagamento, o meglio, a evidente pagamento): <em>&#8220;Albese, 43 anni, avvocato, sposato e papà di quattro bimbi, formato nell&#8217;Azione Cattolica&#8221;</em>. Se non santifichi le feste, ad Alba finisci dritto dritto all&#8217;inferno, destra o sinistra che sia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche i <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=7b80317f38a2ada0bc16715bb3c425a3&amp;gid=55317894073&amp;ref=search">Giovani per Alba</a>, che vestono come dirigenti anche se vanno ancora a scuola. Hanno un gazebo in centro, le scarpe di Prada, camicia e gilet di Ralph Lauren: a volte ti chiedi se lo facciano apposta. Per raccattare voti fanno anche <a href="http://www.facebook.com/home.php#/event.php?eid=93728853781">feste in discoteca</a>: ingresso gratis per le donne, 13 euro per gli uomini (in ossequio all&#8217;antico motto per cui tira più.. Vabbè).</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi pare che a Bra le cose vadano diversamente. Sempre stessa rivista, tre pagine avanti: un signore in completo e camicia bianca tiene in spalla una bambina e ride beato con la moglie, che sfoggia un &#8216;corto&#8217; nero e un crocifisso diamantato. Camminano per le vie del centro (credo: per terra c&#8217;è il <em>pavé</em>). A cingerli un arcobaleno tricolore. <em>&#8220;Camminiamo insieme verso il futuro&#8221;</em>. Si chiama <a href="http://www.giannicomoglio.com/">Gianni Comoglio</a>, non so chi sia, manca il simbolo di Berlusconi ma sono sicuro di non sbagliare: è di quella grande famiglia lì. Sposato, padre, assicuratore (quindi libero professionista, quindi uno che lavora, quindi uno che si è fatto i soldi, quindi uno da prendere a modello), credente (almeno per osmosi del crocifisso diamantato).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 6 e 7 giugno io vado al mare. Passando il ponte del Tanaro mi metterò la maschera antigas, perché o sono diventato analfabeta o l&#8217;aria <a href="http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati_prov.shtml?index=1&amp;cip=004&amp;comune=004003&amp;tipo=SP&amp;parametro=POL_PM10&amp;dd=15&amp;mm=04&amp;yyyy=2009">fa sempre più schifo</a>.</p>
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		<title>Noi siamo i giovani, i giovani più giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 19:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Così cantava Catherine Spaak una vita fa. Oggi mi ritrovo le gigantografie del candidato berlusconese al posto (vacante da giugno) di sindaco di Alba. Un commercialista che veleggia verso l&#8217;approdo dei settanta e lancia uno slogan geniale: &#8220;I giovani di Alba sono il nostro futuro. I loro sogni sono anche i miei&#8221;. Con una piccola differenza: che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_298" class="wp-caption aligncenter" style="width: 348px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/03/aaa.jpg"><img class="size-full wp-image-298" title="Carlo Castellengo" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/03/aaa.jpg" alt="Carlo &quot;Il Giovane&quot; Castellengo" width="338" height="410" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo &quot;Il Giovane&quot; Castellengo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Così cantava <strong>Catherine Spaak</strong> una vita fa. Oggi mi ritrovo le gigantografie del candidato berlusconese al posto (vacante da giugno) di sindaco di Alba. Un commercialista che veleggia verso l&#8217;approdo dei settanta e lancia uno slogan geniale: &#8220;<em>I giovani di Alba sono il nostro futuro. I loro sogni sono anche i miei&#8221;.</em> Con una piccola differenza: che una volta, tanto tempo fa, ma tanto tanto &#8211; quando <strong>Carlo Castellengo</strong> era giovane, suppergiù &#8211; i giovani potevano davvero fregarsi le mani e inseguire il sogno di un futuro grandioso. Perché se eri nato ad Alba in una buona famiglia potevi studiare, specializzarti in una professione e arricchirti assai. Quello che - credo, non lo conosco - Castellengo abbia fatto in vita sua.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so quali sogni possa avere in comune con Castellengo. So che anni fa io e altri baldi giovani albesi crescemmo nel liceo della futura crema della società, il classico, e ci laureammo. Le migliori opportunità, insomma. Oggi alcuni sono avvocati a millecinquecento euro al mese, a volte anche meno. Una è responsabile del personale in una grande azienda: mille euro. Un altro lavora a progetto e sta invecchiando coi genitori perché non si può permettere un affitto. Chi è andato via da casa l&#8217;ha fatto con pesanti finanziamenti dei genitori: altrimenti ciao mutuo, ciao mobili, ciao automobile. </p>
<p style="text-align: justify;">Io, giacché mi sentivo vagamente preso per i fondelli, sono di quelli che se ne sono andati a cercare lavoro altrove. A <strong>Milano</strong>. Fortunatamente l&#8217;ho trovato, di mio gradimento, e ora sto un po&#8217; qui e un po&#8217; la. Perché ad Alba, se volevo fare il mestiere che amavo, mancava poco che dovessi <strong>pagare gli editori</strong> per il favore di venire pubblicato. Non credo che Castellengo, che ha conosciuto il boom economico, che ha vissuto gli anni del rampantismo, che era già più vecchio di me quando Aldo Moro divenne presidente del consiglio possa rappresentare tutte queste cose. Forse rappresenta <strong>le rendite di posizione</strong> dei figli e dei nipoti fortunati della provincia ricca, nati da chi negli anni &#8216;buoni&#8217; si è sistemato. Quelli che oggi vedono le generazioni a venire più povere della propria e finanziano un tenore di vita insostenibile per la quasi totalità dei trentenni, per quanti studi e intraprendenza possano vantare.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche sogno, a dire il vero, ce l&#8217;ho. Vorrei che per trovare un appartamento qui non si dovesse bussare alla casa del diavolo nei boschi di Alta Langa per schivare prezzi simili a quelli del <strong>sestiere San Marco di Venezia</strong>, e vorrei che la mia alternativa non fosse andare ad <strong>abitare ai Tetti Blu</strong>. Vorrei che la smettessimo di rovinare una città che è sempre più preda del cattivo gusto; vorrei che Castellengo non dicesse che <strong>la casa in cui crebbe Fenoglio</strong> in piazza Duomo, demolita per far spazio a uno sciagurato palazzotto di uffici, è un gran bell&#8217;edificio (invece lo ha detto). D&#8217;accordo che essere sindaco di Alba non ferma la deriva dei continenti: però il mio voto per essere rappresentato da Carlo Il Giovane finirà senz&#8217;altro altrove. O magari resterà in tasca.</p>
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