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	<title>ilBranco &#187; Provinciadialba</title>
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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>La provincia che non c&#8217;è (ma ci sarà)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Provinciadialba]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi fa piacere dirvi che Giacosa, Cervella, Bogliacino e Busato hanno unito le loro stanche membra per metter su un progetto:

Si chiamerà Provinciadialba. E ora vi raccontiamo perché l&#8217;abbiamo inventato.
1) Perché non esiste, la provincia di Alba. E non esistono nemmeno voci come questa: in provincia tutti conoscono tutti. Sapete come funziona nei posti piccini picciò: se vuoi stare tranquillo (lavorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere dirvi che Giacosa, Cervella, Bogliacino e Busato hanno unito le loro stanche membra per <strong>metter su un progetto</strong>:</p>
<div><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/aaa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-935" title="aaa" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/12/aaa.jpg" alt="aaa" width="527" height="249" /></a></div>
<p style="text-align: justify;">Si chiamerà <strong><a href="http://www.provinciadialba.info">Provinciadialba</a></strong>. E ora vi raccontiamo perché l&#8217;abbiamo inventato.</p>
<p style="text-align: justify;">1) Perché <strong>non esiste</strong>, la provincia di Alba. E non esistono nemmeno voci come questa: in provincia tutti conoscono tutti. Sapete come funziona nei posti piccini picciò: se vuoi stare tranquillo (lavorare tranquillo, vivere tranquillo, morire tranquillo) devi intessere rapporti sociali basati sulla reciproca convenienza. Dire le cose può essere un problema se vivi e lavori qui: lo è se <em>tieni famiglia</em>, ma anche solo se <em>tieni</em> un’attività professionale che rende e non vuoi rinunciare ai benefici restringendo la clientela, le conoscenze interessate, le amicizie utili.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Perché abbiamo un vantaggio non da poco rispetto a tutti gli altri settimanali-mensili-periodici-fogli-riviste locali: noi <strong>non dipendiamo</strong> dalla gente della nostra terra. Chi di noi è pagato per scrivere e per andare in tivù è così fortunato da non avere legami economici con la sua zona d’origine. Ecco perché sui giornali locali – almeno qui – è difficilissimo trattare argomenti ostici: meglio lasciar perdere, meglio non rischiare di dover rinunciare a un cliente, meglio non farsi nemici. Noi non abbiamo clienti. Non chiediamo e non concediamo favori. E non vogliamo neanche farci dei nemici ma non abbiamo bisogno degli assessori, dei consiglieri, degli amministratori di azienda, dei commercianti, degli artigiani, dei politici locali, dei costruttori, dei produttori di vino, delle associazioni, del Rotary, dei Lions, delle fondazioni. Quindi, se capita, possiamo parlare di un direttore di banca senza temere che ci tagli il mutuo. Di un dirigente, senza dovergli poi raccomandare il nostro curriculum o quello di un nostro parente. O raccontarvi quello che fa il sindaco, e pazienza se è il sindaco e sarebbe meglio non dire niente.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Perché possiamo dare notizie senza timore che ci tolgano pubblicità: la pubblicità, qui, non la facciamo. Anzi: a volte la faremo, ma <strong>gratis</strong>. Incredibile, eh? Se, come e quando la vorremo. Decideremo noi chi si sarà meritato la nostra attenzione. Sicuramente non chi ci avrà offerto dei soldi per apparire: quello è un mestiere che lasciamo volentieri a certa stampa locale, che peraltro lo sa fare benissimo. Ma vi assicuriamo che c&#8217;è gente che merita, e di cui non parla nessuno solo perché non paga. Così come c&#8217;è gente che non merita ma di cui parlano (benissimo, è ovvio) tutti quelli che vengono pagati per farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">4) Perché <strong>non ci interessa il lavoro di cronisti locali</strong> (altrimenti saremmo rimasti qui a farlo, no?), la cronachetta spicciola ci fa sbadigliare. Non sappiamo quando né quanto scriveremo. Però siamo legati alla nostra terra natale: le storie e i personaggi anche in provincia non mancano, nel bene e nel male: c&#8217;è gente onesta che ha delle grandi idee, gente che dà ancora un valore alla parola <em>passione</em>, addirittura più che alla parola <em>euro</em>. Gente che crede nella cultura (vera) e la difende. Gente che non ha paura nel condurre le sue battaglie, gente che ha scelto di vivere nel piccolo ma che ha una testa grande così. <strong>Basta saperla trovare e non avere timori di effetti collaterali</strong>. La provincia è un&#8217;ottima misura per scrivere in libertà. Non conteremo i raduni degli alpini e non andremo a intervistare la gente &#8216;in vista&#8217; inginocchiandoci perché non ci interessa e non abbiamo tempo né voglia di fare un giornale. Ricordiamo, però, che nel nostro liceo classico <span style="text-decoration: line-through;">Govone</span> Fenoglio ci insegnarono come i valori sia più facile trovarli nei discorsi di Seneca che in quelli di Sandro Bondi. Che appartenere alla categoria sociale dei <em>clientes</em> non sia esattamente qualcosa di cui vantarsi. Che <em>provinciale</em> troppo spesso significa con <em>ipocrita</em>. Che il nostro è uno dei posti più belli in Italia, sì, ma non è il centro del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">5) E poi perché <strong>Provinciadialba</strong> è un <em>dream team</em>. Ebbene sì, abbiamo anche noi dei difetti: a volte ci manca l’umiltà. E ci divertiamo da morire, a scrivere dei nostri posti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, dal prossimo anno, qui leggerete unicamente i soliti sproloquii di respiro generale. Per tutto il resto <a href="http://www.provinciadialba.info"><strong>ci ritroveremo là</strong></a>! </p>
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