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	<title>ilBranco &#187; Tar</title>
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	<description>dal 1995 la sregolatezza senza il genio</description>
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		<title>Quella nota non identificata</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero-Busato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Castellengo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Tar]]></category>

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Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, Carlo Castellengo. Forte di un pregio: non piaceva a nessuno. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<div id="attachment_773" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32.jpg"><img class="size-medium wp-image-773" title="3" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/32-300x252.jpg" alt="Carlo Castellengo. Non è sindaco." width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Castellengo. Non è sindaco.</p></div>
<p>Andò così: sicurissimi di vincere, per rendere le elezioni comunali più interessanti di un&#8217;amichevole tra Juventus e Afragolese gli albesi della libertà candidarono, in primavera, un commercialista settantenne, <strong>Carlo Castellengo</strong>. Forte di un pregio: <strong>non piaceva a nessuno</strong>. Per niente ai pochi antiberlusconiani (e fin qui vabbè). Il problema è che suscitava simpatia pari a quella di un Littorio (non è un lapsus) Feltri che t&#8217;accompagna in gita al lago anche in chi aveva sempre votato centrodestra. E così Castellengo finì al ballottaggio contro il candidato del Pd Marello. Spaventato dall&#8217;emorragia di voti (la sua gente, in segno di sommo spregio, votò le sue liste al primo turno ma in parte l&#8217;altro candidato) i Castellengos si inventarono una <a href="http://www.ilbranco.com/2009/06/il-voto-utile/">mossa della disperazione</a>: in sostanza invitarono a votare Carlo non per convinzione ma perché se il popolo avesse eletto sindaco l&#8217;altro, beh, ci sarebbe stato un primo cittadino rosso in un consiglio comunale a maggioranza blu. E questo perché, secondo loro, la legge andava interpretata nel senso a loro favorevole nei casi in cui un candidato non avesse ottenuto anche la maggioranza dei voti validi delle sue liste. Avesse vinto Marello si sarebbe trovato nella scomoda e peritura posizione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anatra_zoppa"><strong>anatra zoppa</strong></a>. Lo sosteneva anche <a href="http://www.comune.alba.cn.it/COMUNE/Servizi_Uffici/Servizi_Staff/Comunicatisito/2009/giu/elezioni.htm">l&#8217;ufficio stampa</a> del Comune, lesto a  pubblicare un articoletto sul sito ufficiale del municipio per confermare la tesi di Castellengo (a proposito: peccato ci si fosse dimenticati di specificare agli elettori che quell&#8217;ufficio stampa stesse agendo non da giudice ma voce della maggioranza).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Morale? La gente <strong>se ne fregò</strong>. Pur di non avere Castellengo sindaco, alla seconda chiamata votò in massa Marello. I berlusconesi al gianduja, va detto, la presero malissimo. Io, per mesi, non vidi Castellengos in circolazione, in specie gli illuminati strateghi che lo lasciarono solo a combattere sulla linea del Piave, a perdere un&#8217;elezione già vinta. Ma ricordo ancora la campagna di Carlo e dei suoi: <strong>la sinistra mente! Se li votate non ci sarà la governabilità!</strong> E poi la chicca: <strong>pure il Ministero dell&#8217;Interno ci dà ragione!</strong> Qui occorre dire che Alba, soprattutto tra gli over 50, è ancora sufficientemente arretrata da temere l&#8217;autorità in sé: se lo dice il Ministero allora è vero (come se vedo l&#8217;auto dei vigili urbani mi sento un po&#8217; in imbarazzo, ecco, o se entro in una chiesa sconsacrata - scena cui ho assistito ieri alla Cappella del barolo di La Morra - mi faccio ugualmente il segno della croce; o come la mia vicina, che quando parla del suo padrone di casa lo chiama con deferenza <strong>Il Geometra</strong> manco fosse un titolo nobiliare o un riconoscimento accademico di quelli riservati a Carlo Rubbia o a Tullio Regge). Il Ministero, dicevo. Il sito di Carlo Castellengo, tuttora in linea, dice così:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La sinistra, come sempre</em> (ebbè, certo, sta ancora digerendo i bambini, figurati se non bara alle elezioni) <em>cerca anche in questo campo di confutare la verità, ma la legge in questo tema è chiara, come confermato dal Ministero dell&#8217;Interno con la sua nota del 11 giugno</em> (DEL UNDICI GIUGNO? Ma rileggere, prima di pubblicare?), <em>che di seguito riportiamo.</em></p>
<div id="attachment_761" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-761" title="Castell" src="http://www.ilbranco.com/wp-content/uploads/2009/11/Castell-150x150.jpg" alt="La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La non-meglio-precisata nota del Ministero. Chi la compilò?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Già ai tempi, quella noterella &#8216;confermativa&#8217; mi pareva un po&#8217; buttata lì. Con quel logo un po&#8217; raffazzonato, quel linguaggio tecnico-zoppicante, quel <em>font</em> strano. Boh. Forse Castellengo aveva soltanto il fax difettoso. Poi però succede che Castellengo perde e che il supposto esperto del Ministero non ci indovina proprio: <strong>l&#8217;ufficio elettorale dà la maggioranza a Marello</strong>. Doppia fregatura per Castellengo. Che però, smaltite le botte, torna alla carica e <strong>fa ricorso al Tar</strong>. Vuole la maggioranza. Il ricorso glielo firmano i Popolani della Libertà: il sindaco uscente (e pure avvocato) Giuseppe Rossetto, Roberto Cerrato (un musicista della libertà), Giovanni Malcotti (un farmacista della libertà) e Mariella Bottallo (una commercialista della libertà) . E nel ricorso <strong>citano pure &#8217;sta benedetta nota</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorpresa: il Tar li manda a casa con le pive nel sacco. Lasciamo stare i commenti di genetica berlusconica, come quelli senatore <strong>Zanoletti</strong>, per cui se perdi è sempre colpa dell&#8217;arbitro. Qui la cosa interessante è proprio la nota del ministero. Perché se si legge <a href="http://www.marcogiacosa.it/2009/10/30/la-sentenza-del-tar-piemonte/">la sentenza per intero</a> si scopre che quella nota, dal Tar, come minimo è messa in discussione. Ma non nel contenuto. Nella sua esistenza. I Castellengos hanno messo in mezzo, come &#8216;interessati&#8217;, anche il Ministero dell&#8217;Interno e l&#8217;ufficio elettorale. Bene: nella sentenza entrambi vengono estromessi, perché in sostanza il Tar spiega che al Ministero non fanno consulenza elettorale, ma organizzano soltanto l&#8217;apparato per le elezioni. Quindi questa nota non si capisce bene cosa debba essere, giacché Castellengo l&#8217;ha chiesta alla persona sbagliata (il Ministero) e poi ha schiaffato la risposta su Internet e tappezzato la città avvertendo che il Ministero sosteneva che bla bla e che quindi era assolutamente necessario votare per lui. Il voto utile col timbro degli Interni, insomma. Quindi c&#8217;è una nota che è stata chiesta a chi non ha autorità per decidere sulla questione e che non ha alcun valore, né giuridico, né orientativo, né interpretativo. Niente. Però questa nota viene prodotta e pubblicizzata ugualmente dal prode Carlo, manco fosse la prova provata che Marello non andasse votato per questioni di utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La nota, poi, come detto, viene del tutto disattesa dal Tar. Ma non solo: si scopre che i ricorrenti non l&#8217;hanno allegata col suo numero, la data eccetera. No: è stata messa agli atti come nota &#8216;anonima&#8217;, così, come foglietto volante, coll&#8217;intestazione del Ministero ma senza i riferimenti necessari per inquadrarla, tanto che il Tar la liquida così:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>[...] laddove il parere contrasta l’orientamento interpretativo fatto proprio dal Ministero dell’Interno (<span style="text-decoration: underline;">in una non meglio identificata nota</span>), i ricorrenti ribattono che, al contrario, tale orientamento “è del tutto pertinente ed è altresì corretto”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma come sarebbe a dire <strong>non meglio identificata</strong>? Il Tar non l&#8217;ha riconosciuta? I ricorrenti si sono dimenticati di portare le prove che la nota esistesse veramente? Ma che modo è di allegare una nota ministeriale? Oh, sia chiaro: non ho alcun dubbio sull&#8217;ontologica sincerità del movimento pidiellino albese. Le menzogne sono arte e natura dei komunisti albesi. Però su questa nota-non-meglio-precisata (cit.) la stampa locale avrebbe potuto (dovuto?) indagare. Ovviamente non è uscita una riga. Non si sono lesinate le righe, invece, sull&#8217;ultima moda della Seconda Repubblica: se la partita finisce male, prenditela con l&#8217;arbitro. <em>&#8220;Come parlamentare sono estremamente preoccupato che i giudici, invece di applicare le leggi, attraverso una interpretazione creativa, le trasformino, perché così invadono il campo del Parlamento e fanno perdere ai cittadini la certezza del diritto&#8221;. </em>Parole di grande rigore quelle di Zanoletti, per anni senatore dell&#8217;Udc. Il partito che ha candidato il <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/squillo-parlamentare/guai-giudiziari/guai-giudiziari.html"><strong>leggendario Mimmo Mele</strong></a>, Totò Cuffaro, Calogero Mannino, Vito Bonsignore, Aldo Patriciello, Giampiero Catone, Vittorio Adolfo, Francesco Saverio Romano e il piemontesissimo Teresio Delfino. Cos&#8217;hanno, costoro, in comune? Scopritelo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/onorevoli-wanted-gomez-peter-editori/libro/9788835957720?a=389193"><strong>da soli</strong></a>.  </p>
</div>
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